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Stili di vita

Come insegnare ai bambini a gestire il loro tempo libero

Le giornate estive sono molto lunghe, senza le tante attività strutturate con cui comunemente impegniamo i bambini tra settembre e giugno, spesso i più piccoli si dimostrano poco efficienti nella gestione del tempo libero e della noia

Pubblicato il 22.07.2025 e aggiornato il 29.07.2025 Scrivi alla redazione

I bambini di oggi, non meno dei ragazzini e degli adolescenti, ricevono una scarsissima, se non nulla, educazione alla gestione del tempo libero. In realtà, più profondamente, ne trascurano l’importanza.

Immersi come siamo in una società performante e fortemente schiacciati dalle richieste del mercato del lavoro, noi adulti per primi, non viviamo il tempo libero come un’esigenza, una condizione di benessere e, quindi, come un bisogno. Come lo siamo noi, così stiamo crescendo una generazione abituata a restare occupata.

Che cos’è il tempo libero

Fuori dai bisogni fisiologici, come mangiare e dormire, il tempo libero è quello spazio che la persona dedica a ciò che ama (relax, attività di svago, ricreative e culturali), come anche al mero ozio o riposo del corpo. Il tempo libero è fonte di energia e rilassamento, la sua disposizione si svolge in un ambito libero ovvero senza oneri e obblighi tipici di attività rigide e strutturate come il lavoro.

La buona salute di ciascuno di noi ha bisogno di disporre di un tempo libero per ricaricare corpo e mente.

I bambini riempiono il loro tempo libero con i dispositivi elettronici – che fare

L’iper-connessione (e con essa l’illusione di fare qualcosa mentre gli occhi stanno fissamente sul cellulare e le dita scrollano immagini e video) ci induce a credere di occupare del tempo anche davanti agli schermi. Questa assuefazione alla pratica degli schermi è un danno sostanziale alla crescita dei bambini che vengono deprivati dell’esperienza diretta sul mondo.

Molti tra i giovanissimi usano i cellulari per riempire il loro tempo libero e in sostituzione alle attività strutturate. La fissità dello sguardo sui video fast a cui i social media ci abituano, depriva i bambini del potere della comunicazione diretta e di reciprocità. Più il bambino ha una precoce età maggiori sono i danni da assuefazione agli schermi.

I dispositivi elettronici non sono rilassanti, al contrario espongono il bambino a moltissimi sovrastimoli.

Senza rendercene veramente conto, come adulti siamo sempre più portati a normalizzare oggetti elettronici connessi alla rete, non consideriamo la pericolosità che hanno, la portata attrattiva per i più piccoli e il potenziale dannoso.

Gli schermi usati come riempitivi invadenti del tempo libero dei bambini sono capaci di ingenerare dipendenza e assuefazione, con tutta una serie di effetti negativi anche sulle competenze socio-relazionali dei più piccoli. Se i genitori ne prendessero veramente atto, la prima cosa da fare dovrebbe essere quella di ridurre la relazione e con essa l’esposizione dei bambini a questi strumenti.

Tempo libero con i figli e in famiglia - alimentazionebambini. It by coop
Tempo libero con i figli e in famiglia – alimentazionebambini.it By COOP

L’estate è un tempo difficile per l’organizzazione familiare

È raro che le settimane di chiusura delle scuole coincidano con le ferie dei genitori. Considerato che oggi quasi nessuna famiglia è monoreddito e che le vacanze sono sempre di più un lusso, con l’inizio dell’estate, i genitori entrano in fibrillazione per la valanga di problemi legati al bisogno di riorganizzare lo schema familiare: dove sistemare i bambini durante il lavoro? Dai nonni o al campo estivo? Quanto costa un campo estivo, potremo permettercelo? Quanto tempo potremo dedicare ai nostri figli? Quali attività potrebbero fare? Si annoieranno?

Da un punto di vista sociologico, queste apprensioni comuni tra i genitori dipendono tutte da un bug culturale: tutti noi vogliamo essere sempre performanti perché senza l’ambizione di una performance, e senza uno spazio strutturato in cui agirla, ci sentiamo smarriti.

Viviamo in una società che dà ampio spazio al lavoro e alla produzione, confondiamo il benessere con la ricchezza e diamo sempre meno valore al tempo di qualità. Insomma, nell’algoritmo delle nostre vite classifichiamo come inutile e sprecata la giornata vuota, le ore di ozio e il tempo del “dolce far nulla”.

Abbiamo tolto ai bambini, dopo che a noi stessi, il diritto al recupero fisico e mentale, quello della ricarica lenta che genera benessere; così facendo li abbiamo disabituati ad agire in ambiti destrutturati e abbiamo finito col sovrapporci troppo ai nostri figli scegliendo per loro più e più impegni!

Il principio che ci deve guidare, in questa stagione “orfana” di attività preordinate, deve essere il seguente: i bambini devono imparare a gestire il loro tempo libero.

I benefici del tempo libero per i bambini

Il tempo libero è uno spazio senza obblighi formali, ma non senza limiti, nel senso che il bambino deve sapere e accettare che persistono le regole familiari e sociali e deve riuscire anche ad armonizzare le sue scelte con la disciplina del vivere relazionale.

Quello libero è un ambito di azione creativo e autonomo in cui il bambino è chiamato a scegliere cosa fare o cosa non fare dentro il suo tempo. Qui può esplorare il mondo, i suoi interessi, le sue relazioni e questi esercizi sono sempre trasformativi, ovvero lo aiutano a osservare le cose sotto una rinnovata luce. Ne beneficiano inventiva, problem solving, sviluppo delle autonomie e capacità di auto-ascolto.

Il tempo libero e l’auto-ascolto

Un bambino troppo guidato dall’adulto nella costruzione dei suoi spazi, nella gestione del tempo, nelle attività che svolge non solo è poco autonomo, ma resta anche un bimbo poco capace di ascoltare se stesso e i propri bisogni. Una compressione del tempo libero va a tutto svantaggio della crescita personale e allontana il fanciullo dalla definizione e dall’individuazione di un proprio scopo di vita.

Spesso i bambini scarsamente autonomi tendono a sentirsi abbandonati quando vengono lasciati alla costruzione delle loro autonomie, fosse anche semplicemente a giocare da soli.

Anche il tempo dell’ozio è un tempo costruttivo. Di fatto, l’essere umano non costruisce solo beni materiali, ma realizza soprattutto patrimoni etici, valoriali e di pensiero, competenze logiche e relazionali che si misurano con la conoscenza e la pratica di sé stessi e del mondo.

Cosa possono fare i genitori

I genitori non devono trasmettere la smania del fare per non perdere tempo. Noi adulti siamo il primo specchio delle emozioni dei figli e dei bambini e molto spesso l’origine delle loro ansie; noi siamo quelli che non sopportano i tempi vuoti e rimproverano i giovani se sono piacevolmente assopiti sul divano. Addirittura, per quanto i genitori possano criticare la tv e i giochi elettronici, arrivano persino a preferirli ai momenti di sano e ineguagliabile ozio dei figli. Insomma, tutto purché si faccia qualcosa! Ma questo eccesso di attività rischia di danneggiare la crescita dei bambini.

Quello a vivere il tempo libero non è un invito a non far nulla, ma a rispettare i ritmi “umani” che i bambini e i ragazzi nei mesi invernali, soprattutto con gli impegni scolastici e extra-scolastici, non si possono permettere.

Liberarsi dai carichi e agire nella libertà di un tempo senza obblighi è parte del benessere umano perché consente al corpo e al cervello di riposare e ricaricarsi.

Cosa può fare un bambino nel suo tempo libero - alimentazionebambini. It by coop
Cosa può fare un bambino nel suo tempo libero – alimentazionebambini.it By COOP

Cosa si può fare nel tempo libero

Per aiutare i bambini a gestire il proprio tempo libero i genitori possono:

  1. incoraggiare il gioco libero e destrutturato;
  2. ridurre l’uso dei dispositivi elettronici e l’esposizione dei bambini agli schermi;
  3. creare in casa spazi sicuri e lasciare i bambini più liberi possibile di indagarli;
  4. permettere ai bambini, nei limiti della sicurezza, di utilizzare oggetti di uso comune, come le pentole, per animare i propri momenti di gioco;
  5. organizzare i materiali di gioco in modo che siano pochi, sicuri, funzionali e accessibili ai più piccoli;
  6. individuare gli interessi dei bambini e assecondarne gli hobby;
  7. organizzare a casa o all’aperto dei momenti di relax condiviso, come:
  • pomeriggio lettura: bambini che ascoltano o leggono a turno;
  • pomeriggio teatro: con recitazione libera o a tema riproducendo una fiaba, e la possibilità di travestirsi con abiti di recupero;
  • pomeriggio cucina: a preparare un bel dolce freddo (magari con una delle nostre ricette per bambini);
  • mattina scampagnata: con picnic sul prato con panini preparati dai bambini;
  • mattinata al parco: basta un sms agli altri genitori per fissare luogo e data. E tantissimo altro ancora: cinema, teatro, burattini, mare.

Il tempo libero è lento

Tutto quello che si consuma nel tempo libero deve avere luogo lentamente e non con frenesia, in questo senso abbiate cura di proporre le attività pian piano e non “a pioggia”, diluitele nel corso delle settimane, così da dare ai piccoli il piacere dell’attesa e del ricordo e ai genitori la possibilità di godere della loro compagnia, così spesso negata nei mesi invernali.

Tecniche di respirazione e rilassamento

Adulti, genitori ed educatori, trascurano l’importanza dell’educazione al rilassamento ed è raro, pertanto, che i bambini vengano guidati alla pratica di tecniche di respirazione e rilassamento che, a discapito delle opinioni più superficiali, possono essere di aiuto nelle gestione anche delle prime autonomie come il gioco da soli, l’auto ascolto, la capacità di stare nei tempi d’attesa o in quelli vuoti.

Conclusione: perché è importante il tempo libero?

In conclusione, disporre di tempo libero è un azione di benessere individuale e collettivo, oltre che familiare perché permette all’individuo di cogliere, l’importanza e la profondità della calma, rallentandosi sente il rumore dei propri passi e anche quello del cuore, ovvero emergono i bisogni più profondi e si assapora il piacere di rimettersi in contatto con sé stessi. Queste competenze vanno apprese e valorizzate sin da bambini.

Queste cose dovrebbero avvenire naturalmente ed essere parte delle nostra vita, ma le abbiamo perdute.

Con la supervisione di:

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea Vania Pediatra