Calcola l’altezza del tuo bambino da adulto

Calcola l'altezza del tuo bambino da adulto

Come si fa a sapere quanto si diventerà alti?

Semplice! Con questa nostra semplice APP potrai calcolare l’altezza prevista del tuo bambino da adulto. La APP utilizza la Formula di Tanner che permette di calcolare la probabile statura che avrà il bambino, in base al sesso:

  • Per i maschi: ((altezza madre + altezza padre) +13) /2
  • Per le femmine: ((altezza madre + altezza padre) -13) /2

La formula di Tanner ci dà il cosiddetto bersaglio genetico (le potenzialità del bambini in riferimento alla sua altezza da adulto), che può avere un’approssimazione in eccesso o in difetto compresa fra i 5 e gli 8,5 centimetri. Ci sono pareri diversi su quanti centimetri intorno al bersaglio vadano considerati (nel nostro caso abbiamo utilizzato 7 cm).

Altezza da adulto tra e

Come si fa a stabilire se quella determinata altezza è adeguata a quella determinata età?

Come sempre in ambito pediatrico non esiste una altezza ideale. Infatti, tutto va rapportato al trend di crescita di quel determinato bambino. 
Esistono in realtà delle tabelle e dei grafici relativi ai percentili di crescita che tendono a rappresentare la popolazione pediatrica suddivisa per età. Se il bambino rientra in un percentile che varia tra il 3° e il 97° può essere considerato un bambino “adeguatamente” alto tenendo sempre presente che al 50° percentile si troverà il bambino “medio”. 
Per ulteriori approfondimenti invitiamo alla lettura dell’articolo della Dott.ssa Cammisa.

E’ più giusto parlare di altezza o di lunghezza?

La lunghezza viene valutata fino a circa 18-24 mesi ovvero finché il bambino non è in grado di mantenere in maniera stabile la stazione eretta. La lunghezza è definita come la distanza tra il vertice della testa e la pianta del piede in un bambino sdraiato in posizione prona (a pancia in su).

Ma da cosa dipende l’altezza?

L’altezza, così come la crescita in generale, è determinata dall’interazione di più fattori: genetici per l’80%, ma anche nutrizionali, ambientali e ormonali. La lunghezza prima e l’altezza poi, sono dei parametri molto importanti, al pari e forse più del peso, per comprendere se quel determinato bambino sta crescendo in modo adeguato.

Che ruolo ha la genetica nel determinare l’altezza?

Uno studio recente del 2017 pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature ha coinvolto circa 700.000 persone e ha evidenziato che esistono circa 80 varianti genetiche che incidono sull’altezza finale, ma in realtà il fattore genetico principale che determina l’effetto finale è l’altezza dei genitori
Delle 80 varianti genetiche analizzate alcune si sono dimostrate in grado di interagire sullo sviluppo delle cartilagini delle articolazioni e sulle ossa interagendo con la produzione e l’attivazione ormonale.
La genetica quindi, come abbiamo detto, riveste un ruolo molto importante nella definizione dell’altezza finale, ma sono ugualmente importanti i fattori epigenetici.

Cos’è l’epigenetica?

L’epigenetica è una branca della genetica, secondo cui quello che succede a livello cellulare, soprattutto tra il concepimento e i primi anni di vita, modifica l’espressione dei geni, determinando quindi un fenotipo (l’insieme delle caratteristiche morfologiche e funzionali) diverso dal genotipo, cioè dal patrimonio ereditario.

Quali ruoli possono avere l’alimentazione e l’esercizio fisico?

Secondo il Prof. Vania: “L’alimentazione, e le proteine in particolare, hanno un effetto certo. Da una trentina di anni abbiamo infatti capito come l’accelerazione del trend secolare dell’altezza, registrata nelle società del benessere nel corso del Novecento, sia stata determinata dalla maggior disponibilità e dal maggior consumo di proteine di alto valore biologico. Le proteine agiscono infatti su un gruppo di ormoni, gli Igf-1, che fanno crescere di più, tanto in altezza quanto di peso. Ma possono avere un peso anche le attività fisiche che si svolgono.”

Esistono degli esercizi che “aiutano” a diventare più alti?

A prescindere dal tipo di sport praticato è importante ribadire che l’altezza ottimale si ottiene con una costante attività fisica. E’ vero però che alcuni sport, come ad esempio quelli di elevazione (pallavolo e basket) possono far guadagnare qualche punto di altezza, cosa che non avviene con il sollevamento dei pesi. Anche gli esercizi di stretching di scarico della colonna possono dar luogo a piccoli incrementi staturali che però sono del tutto transitori.

Esiste un modo per capire se il bambino crescerà ancora in altezza?

È bene sottolineare che, differentemente da ciò che è credenza comune, la crescita non si blocca con il completamento dello sviluppo puberale (ad esempio con il menarca – la prima mestruazione – nelle ragazze).
Il picco di massa ossea (momento di massimo sviluppo osseo in termini di robustezza e lunghezza), e conseguentemente la crescita staturale, si ha, infatti, fino a circa i 20 anni; è ovvio però che mentre nell’età adolescenziale si ha una crescita più rapida (quello che viene normalmente definito come picco di crescita) con il completamento dello sviluppo puberale tale velocità rallenta notevolmente, ma ciò non significa che non si cresce più. 
E’ comunque importante ricordare che proprio per garantire un corretto picco di massa ossea è essenziale fornire al bambino e ancor più all’adolescente adeguate quantità di calcio e soprattutto di vitamina D nei periodi invernali.

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