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Sviluppo psicofisico

Come togliere il pannolino: consigli da mamma

Guida pratica per le mamme per togliere il pannolino sia di giorno che di notte e senza stress: come scoprire se il bambino è pronto, perché usare il vasino e come superare la pipì a letto o i piccoli incidenti di percorso.

Pubblicato il 24.06.2025 e aggiornato il 25.01.2026 Scrivi alla redazione

Molte mamme vivono con grande ansia il momento dello spannolinamento. In questo articolo dedicato a come togliere il pannolino ci proponiamo di risolvere alcuni dubbi ricorrenti riguardo a quando e come passare dal pannolino al wc attraverso l’uso del vasino. Intendiamo ragionare per problemi e soluzioni fornendo risposte semplici, ovvero risposte da genitore a genitore, finalizzate a restituire soluzioni economiche, concrete e praticabili.

Togliere il pannolino senza traumi non è difficile, per poterlo fare, però, è indispensabile lavorare sulla base di un bambino pronto, ovvero fisiologicamente capace di avere un sufficiente controllo delle funzioni di minzione e defecazione.

Che cos’è il controllo sfinterico

Il controllo sfinterico dipende dalla maturazione del sistema nervoso centrale e prima di 18 mesi circa il bambino non ha fisiologicamente raggiunto quei progressi utili a controllare la pipì e la cacca. Pertanto, conoscere la fisiologia dei processi di formazione, contenimento ed espulsione dell’urina è importante per evitare il rischio che i genitori introducano il vasino troppo precocemente.

La pipì si forma nei reni, arriva nella vescica, che è l’organo di raccolta dell’urina (oltre che del suo contenimento e della sua espulsione), attraverso due sottili tubicini, gli ureteri. Le pareti della vescica sono costituite da un muscolo liscio involontario comandato dal sistema nervoso autonomo, e detto muscolo si chiama detrusore.

Definendolo muscolo involontario, è legittimo chiedersi perché quando la vescica si riempie il detrusore non libera automaticamente la pipì. A bloccare l’espulsione involontaria dell’urina ci sono gli sfinteri, ovvero due muscoli circolari, uno involontario e uno volontario, deputati al controllo della fuoriuscita urinaria. Intorno al passaggio dell’orifizio (e questo vale sia per lo sfintere vescicale che per quello anale) lo sfintere si contrae o si distende in risposta agli stimoli che riceve.

Ciò posto, è facile comprendere in che misura il processo di acquisizione della competenza sfinterica dipenda dalla maturazione del bambino e dalla sua capacità di cogliere nuovi segnali corporei:

a vescica piena, il bambino deve imparare a sentire la tensione del detrusore e a gestire lo sfintere, altresì coordinando la risposta del suo corpo all'ambiente, alla distanza tra sé e il vaso, ai tempi di contenimento e al tipo di bisogno di evacuazione che avverte.

Quando il bambino è pronto per togliere il pannolino

Come posso campire quando il mio bambino è pronto per togliere il pannolino? Questa è la prima domanda che ogni mamma si pone intorno ai 24-30 mesi, ovvero quando si profila il momento del passaggio dal pannolino al vasino.

Quello che i pediatri chiamano controllo degli sfinteri può essere constatato da noi mamme in modo semplice e pragmatico:

  • osservando se il bambino è in grado di rimanere asciutto per almeno due-tre ore durante il giorno e constatando se è in grado di segnalare quando ha bisogno di essere cambiato.
  • È importante anche notare se il bambino mostra interesse per il vasino oppure verso il modo in cui i grandi espletano le loro funzioni fisiologiche.
  • Resta essenziale che il bimbo sia in grado di seguire istruzioni semplici.
  • Inoltre, è significativo monitorare la competenza del bambino a salire le scale da solo e senza appoggio, questa capacità autonoma indica una maturità motorio-percettiva dell’apparato muscolo-scheletrico del bacino e degli arti inferiori alla quale comunemente si accompagna anche una maturità sfinterica.

Il pannolino resta asciutto?

È un compito osservazionale del genitore controllare il “tempo del pannolino asciutto“, ovvero valutare con quale frequenza il bambino svuota la vescica. Un pannetto che resta asciutto per almeno due o tre ore è un indicatore di un controllo sfinterico valido a supportare lo spannolinamento.

Vasino sì o vasino no

Molte mamme (e anche alcuni esperti e taluni medici) ritengono il vasino un passaggio in più, ulteriore rispetto al water e quindi addirittura inutile. Di fatto il vasino non esaurisce il processo di spannolinamento e implica un successivo adattamento al WC. Il punto è chiarire il valore e l’utilità del passaggio per il vasino.

Il vasino è uno strumento a misura di bambino e aiuta il processo imitativo. Collocato in bagno consente al bambino di accedere a uno strumento a sua misura: il bimbo non deve salire su nessuna scaletta o rialzo; non deve usare un riduttore (che può essere più o meno stabile o più o meno comodo); non deve fare i conti col “buco nero del WC” e ha più possibilità di imparare a gestire da solo le nuove mutandine e l’ingombro dei vestiti che, con un po’ di esperienza, riuscirà ad alzare e abbassare senza l’aiuto della mamma.

Come togliere il pannolino - alimentazionebambini. It by coop
Come togliere il pannolino – alimentazionebambini.it by COOP

Il vasino va collocato in bagno

Collocare il vasino in bagno è essenziale affinché i bambini comprendano sin da subito qual è l’ambiente, ovvero il luogo fisico, deputato all’espletamento dei bisogni fisiologici. Il bagno è il luogo preposto all’igiene, il bambino imparerà che questo è il posto giusto per fare la cacca e la pipì e ciò concorrerà alla ideazione mentale del suo concetto di pulizia.

Accanto al vasino ponete, nella piena disponibilità del bambino, la carta igienica, dei libri illustrati, qualche pastello e fogli per colorare, nonché un lenzuolino da poggiare sulle gambe se fa freddo e per le lunghe sedute in attesa soprattutto della cacca. Potete anche porre il vasino su un tappetino morbido affinchè i piedini del bimbo non poggino direttamente sul pavimento freddo.

L’angolo vasino non è secondario, fa sì che il bimbo disponga di uno spazio confortevole, all’inizio potrà avere bisogno di un tempo più lungo per riuscire a liberare l’intestino e dovrà anche fare amicizia col vasino. È importante, infine, che il bimbo possa imitare gli altri, i fratelli maggiori ma anche mamma e papà, pertanto non alimentate falsi tabù e concedete al bambino la possibilità di seguirvi in bagno e sfruttare il vasino come strumento di imitazione.

Come togliere il pannolino, un consiglio a riguardo dell’introduzione del vasino

Sarebbe sempre utile introdurre il vasino con gradualità, ovvero prima dello spannolinamento effettivo. Dopo avere spiegato al bambino cos’è il vasino, come si usa, dove sarà collocato e quando sarà necessario sedersi proprio lì, potete coinvolgere il piccolo nella scelta e nell’acquisto del suo vaso. Insieme potete dare ad esso un posto nel bagno e incominciare a cambiare il bambino sul vasino facendovi cadere dentro le popò e il pannolino sporco.

Questa pratica fa sì che il bimbo incominci ad associare feci ed urina al vasino e quindi che inizi ad identificarlo come il luogo deputato alle funzioni fisiologiche alla stessa stregua del wc per i grandi.

È essenziale che i bambini partecipino a tutte le operazioni di pulizia del vasino perché precorrono alla acquisizione delle norme igieniche.

Come togliere il pannolino di notte - alimentazionebambini. It by coop
Come togliere il pannolino di notte – alimentazionebambini.it by COOP

Pannolino di notte: sì oppure no

Togliere il pannolino di giorno e metterlo di notte non dà continuità allo spannolinamento, piuttosto crea nel processo una spaccatura in due fasi, ovvero una prima fase corrispondente all’autonomia di giorno e una seconda fase corrispondente al controllo sfinterico notturno. Logica vuole che la discontinuità tra questi due momenti può rendere il secondo più complesso.

Il bambino in fase di spannolinamento può avere incidenti di percorso e anche fare pipì a letto, ma la migliore soluzione per togliere il pannolino in breve tempo è farlo in modo netto sia di giorno che di notte. Tuttavia il controllo sfinterico vescicale notturno è l’ultima delle acquisizioni fisiologiche del bambino, pertanto va valutata con attenzione la prontezza del bambino.

Sono segnali di prontezza del controllo sfinterico notturno il pannolino asciutto al risveglio, anche dopo il riposino pomeridiano, nonché è un indicatore importante il risveglio notturno per fare pipì. Salvo, però, tenere conto della sensibilità tattile dei bambini: i bambini sono fortemente sensibili dal punto di vista tattile e spesso il solo fatto di indossare il pannolino li fa sentire liberi di lasciare andare l’urina.

Il consiglio migliore per chi non volesse da subito tentare uno spannolinamento giorno e notte, è quello di provare di tanto in tanto a togliere il pannolino durante i riposini e la notte per valutare la suddetta componente della sensibilità tattile, è possibile che il bambino non percependo di indossare il pannolino riesca a trattenerla adeguatamente.

Come si fa un training notturno della pipì

Da Pedagogista non consiglio di principiare un training subito, ovvero all’inizio di uno spannolinamento diurno, nè prima dei 4 anni e di un consulto pediatrico.

Se il bimbo, efficace di giorno nell’uso del vasino e già maturo (4 anni +), bagna spesso il letto, per ovviare all’inconveniente notturno potete puntare una sveglia ogni 2–3 ore. Accompagnando il bambino in bagno con questa sistematicità opererete un allenamento della vescica che potrebbe tradursi nella acquisizione di una abitudine.

Ogni 4/5 giorni allargate i tempi del suddetto accompagnamento di 30 minuti, 45 minuti, un’ora e così via, sino a copertura dell’intera nottata. Va da sé che il piccolo incidente di percorso è parte del processo di spannolinamento e il bambino non deve mai subire alcuna mortificazione. Valendo, invece, la buona gratificazione del rinforzo positivo.

Togliere il pannolino di giorno: e se il bambino bagna spesso le mutandine

Ci sono bambini che associano velocemente il senso di vescica piena all’azione di fare la pipì, ovvero di andare a svuotare la vescica in bagno e nel vasino e riescono anche a calcolare e gestire i loro tempi fisici.

Altri bimbi, invece, hanno bisogno di tempi più lunghi. In questo secondo caso è consigliabile osservare il bambino e valutare ogni quanto tempo ha bisogno di svuotare la vescica. Il tempo dell’accompagnamento del bambino in bagno va considerato sulla base di questa osservazione soggettiva. Inizialmente è fisiologico che il bambino bagni le mutandine ed è, parallelamente, importante che il genitore gli ricordi di andare in bagno e lo accompagni.

Come togliere il pannolino, un consiglio a riguardo dell’accompagnare il bambino in bagno

Quando portiamo il bambino in bagno cerchiamo di non manipolare troppo il suo corpo, ovvero evitiamo di metterlo fisicamente sul WC o sul vasino, ma spingiamolo a spogliarsi e sedersi da solo.

Aspetto psicologico dello spannolinamento

Molte mamme cercano in rete come togliere il pannolino velocemente; come spannolinare in tre giorni; come dire addio al pannolino senza stress, eccetera eccetera. La fretta o, ancora peggio, l’ansia da prestazione da mamma perfetta di bambino prodigio sono limitanti e deleterie.

Ogni bambino ha i suoi tempi per parlare, camminare, andare in bicicletta e pure per fare cacca e pipì nel vasino. Il rispetto dei tempi del bambino parte da una calma osservazione che mette il genitore in condizione di cogliere i segnali del bimbo pronto allo spannolinamento e arriva sino alla pazienza di guidare il piccolo alla conquista di una abitudine igienica adulta e nuova. Non abbiate fretta e non mettetene al bambino.

Dal punto di vista della mamma la calma conta perché il figlio avverte l’ansia del genitore; dal punto di vista del bimbo, ancora di più, la quiete è condizione intrinseca della buona riuscita del passaggio. Paura, ansia e disagio sono deterrenti allo spannolinamento e lo ritardano anche dal punto di vista fisico, fisicamente, infatti, queste condizioni di tensione mettono in uno stato tensorio il muscolo detrusore, la parete vescicale e, contemporaneamente, rilassano lo sfintere, ciò facilita la perdita di urina.

Cosa fare e non fare

  • Se state vivendo un momento di stress rimandate lo spannolinamento;
  • non mortificate mai il bambino;
  • non mettete mai il bambino a confronto con altri coetanei (niente frasi del tipo “Tuo fratello ha tolto il pannolino in una settimana”);
  • siate dolci e pacati se il bambino si bagna più volte, ma restate fermi nell’intenzione di non rimettere il pannolino;
  • portate il bambino in bagno più spesso se notate che non è capace di gestire i tempi stimolo – evacuazione, ma non forzatelo mai a sedersi sul vasino se non vuole farlo in quel momento;
  • favorite l’autonomia dei bambini, anche nella gestione dell’ingombro dei vestiti;
  • non ricorrete al pannolino per comodità etichettando la circostanza come un’eccezione (“Solo per oggi ti metto il pannolino perché dobbiamo andare a trovare la zia“), questo comportamento sarebbe per il bambino destabilizzante.

A fronte di un bambino pronto al passaggio dal pannolino al vasino, togliere il panetto è solo una questione di quiete e pazienza, importa molto che il bambino si senta protagonista di un passaggio positivo e proattivo attraverso il quale sta diventando grande, perciò il miglior consiglio è avere pazienza ed essere genitori positivi.

Come togliere il pannolino in caso di diversa abilità del bambino - alimentazionebambini. It by coop
Come togliere il pannolino in caso di diversa abilità del bambino – alimentazionebambini.it by COOP

Come togliere il pannolino ad un bambino autistico o con altra diversa abilità fisica e cognitiva, consigli

Lo sviluppo atipico, proprio delle diverse abilità, non è necessariamente un pregiudizio al raggiungimento delle autonomie del bambino in fatto di uso dei servizi igienici, anche in presenza di compromissioni cognitive e-o deambulatorie è possibile che il bambino impari a farla nel vaso, con i suoi tempi e con i suoi modi.

Il primo confronto che il genitore deve affrontare è quello con il Pediatra di famiglia che saprà valutare la prontezza del bambino, e lo farà non dal punto di vista dell’età anagrafica ma dalla più ampia prospettiva delle competenze acquisite.

Come professionista, il miglior consiglio è quello di cercare un accompagnamento professionale, anche presso un collega Pedagogista, che possa valutare il bambino nella sua soggettività e indicare ai genitori strategie personalizzate seguendo il nucleo familiare in un percorso da compiere passo dopo passo. Tuttavia, è possibile dare poche e sintetiche informazioni di base a riguardo dello spannolinamento dei bambini diversamente abili, con una precisazione chiara: detti consigli possono valere solo come traccia iniziale e non rappresentano in nessun modo un protocollo di spannolinamento valido per tutti.

1) È importante che il bambino riconosca l’ambiente bagno prima ancora di avviare lo spannolinamento; perciò, se pensate di provarci a breve, portatelo in bagno (fisicamente) ogni volta che qualcosa vi fa credere che il bimbo sia sul punto di fare la cacca o la pipì. Non spogliatelo, non toglietegli il pannolino e non sedetelo su vasino o wc, semplicemente chiaritegli che la cacca e la pipì si fanno in bagno.

2) L’ambientazione è favorita dall’osservazione degli adulti che, a sua volta, porterà facilmente all’emulazione in un momento successivo, pertanto vale sempre il consiglio di portare i bambini in bagno con i genitori verbalizzando azioni e sensazioni.

In particolare, può essere un limite allo spannolinamento l’immaturità motoria, in tali casi, attentamente e insieme al Pediatra, va valutata la maturità sfinterica del bambino. Spesso non viene chiarito, ma è giusto che i genitori sappiano che lo spannolinamento in assenza di autonomia motoria è tanto più facile quanto più regolari e prevedibili sono i movimenti intestinali e quanto più formate e comunque morbide sono le feci. Feci non formate o, all’opposto, dure oppure stitichezza possono essere deterrenti allo spannolinamento di bambini non autonomi dal punto di vista motorio.

3) Per favorire i processi imitativi e per avviare un percorso di cambiamento delle abitudini igieniche, che conduca il bambino a fare la pipì e la cacca su wc, è consigliabile incominciare usando i pannolini mutandina o le mutandine assorbenti da training. Questi indumenti consentono una vestizione e una svestizione del tutto simili, nei movimenti e nei tempi, a quelle adulte, precedono quindi l’uso delle mutandine simulandolo, ciò senza esporre il bambino a predite di urina e fuoriuscite di feci che possono essere mortificanti e difficili da gestire.

4) I genitori hanno il compito di mappare le abitudini fisiologiche dei bambini con bisogni speciali. Partite, dunque, dall’osservazione e fatelo controllando il pannolino ogni 30 minuti. Il consiglio migliore è quello di annotare su un’agenda giornaliera ogni quante ore il pannetto si bagna, questo vi consentirà di individuare gli orari e i tempi in cui il bimbo si libera dell’urina ed evacua. Se il bambino non riesce a trattenere l’urina per almeno due ore vuol dire che non è pronto allo spannolinamento. Diversamente, una volta rintracciati questi orari e tempi, potete procedere all’allenamento al vasino portando regolarmente il bambino in bagno e invitandolo a fare i suoi bisogni. Tenete conto che la produzione di urina varia col variare della stagione, per esempio d’estate il bambino beve di più e potrebbe urinare più spesso.

5) Già siete sulla buona strada se il vostro bambino è in grado, a suo modo, di indicarvi che sta per fare cacca o pipì o che l’ha appena fatta. Diversamente potete costruire un orologio visivo sul quale fissare i momenti chiave della giornata in cui si va a fare la cacca. L’evacuazione delle feci può essere più complessa della pipì in quanto la relazione feci-bambino è sempre più intima e l’esperienza di espulsione è sempre più coinvolgente. Con i bimbi diversamente abili, i supporti visivi e le storie sociali possono essere di aiuto.

Supporto visivo di aiuto per togliere il pannolino - alimentazionebambini. It by coop
Supporto visivo di aiuto per togliere il pannolino – alimentazionebambini.it by COOP

Per esempio, potete costruire un pannello step to step che illustri visivamente come andare in bagno attraverso contrassegni disegnati per esplicare ogni azione. È molto importante inquadrare e rappresentare ogni singola fase dal momento dell’ingresso in bagno sino all’uscita dal bagno. Ed è altrettanto importante ripetere le fasi verbalmente e davanti al supporto visivo più volte al giorno.

In caso di bimbi nello spettro autistico può essere decisivo dettagliare ogni passaggio, per esempio stabilire quanti strappi di carta usare e per quante volte (4 strappi per due volte). Più la sequenza visiva è dettagliata più il bambino diversamente abile sarà facilitato nella acquisizione di una sua routine stabile.

6) La cacca può attrarre i bambini con bisogni speciali. Spesso questi bimbi non hanno un comune senso del disgusto e sono portati ad indagare le feci attratti da consistenza, colore e anche odore, senza considerare il senso di appartenenza che comunemente il bambino già vive nella relazione con la cacca. Pertanto, il consiglio è quello di settare una routine in cui si minimizzi il contatto anche visivo del bambino con la cacca. Per esempio, è consigliabile inserire nella routine del bambino l’indicazione di gettare la carta nel WC senza manipolarla-guardarla.

7) Abbiate cura di stabilire una routine di igiene completa che si concluda sempre con l’abitudine di pulirsi, gettare la carta, lavare le zone intime e infine lavarsi le mani.

8) Per quanto possa sembrare banale, è importante usare una terminologia chiara, coerente, comune e sempre uguale per indicare cosa si fa in bagno, come si fa e anche quando andarci.

9) I bambini con diverse abilità spesso hanno una spiccata sensibilità sensoriale, il che può determinare un aumentato fastidio, per esempio, nel rimanere a lungo seduti sulla tavoletta del wc oppure una intolleranza al rumore dell’acqua dello sciacquone. Abbiate cura delle differenti sensibilità dei bambini. Un giusto consiglio è quello di non lasciarli seduti troppo a lungo, 10 minuti può essere considerata la soglia massima possibile di permanenza in seduta per evitare crisi di intollerabilità sensoriale.

Ricordate, infine, che la token economy non è mai la prima soluzione, arrivateci solo quando gli altri sistemi sono risultati inefficaci.

Con la supervisione di:

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea Vania Pediatra