Malattie infantili

Dermatite da pannolino: scopri le cause, come prevenirla e curarla

La dermatite da pannolino è l'alterazione dermatologica più frequente nei bambini, soprattutto nel secondo semestre di vita, senza distinzione etnica. Può verificarsi, però, anche oltre quell'età, fino a che il piccolo non inizia a usare il vasino. La causa principale è rappresentata dall'azione irritante di feci e urina che creano uno stato di eccessiva idratazione dello strato corneo (lo strato più superficiale della pelle). A causa delle posizioni fisse che il piccolo spesso assume e dell'azione meccanica del pannolino (pressione e frizione) aumenta il rischio di andare incontro a un'infiammazione. Una zona infiammata può a sua volta essere terreno fertile per infezioni. Nonostante gli enormi miglioramenti che i pannolini monouso hanno subito negli ultimi anni, anche quando sono asciutti creano un ambiente caldo umido che facilita i rischi di abrasione epidermica (microlesioni della pelle) e la proliferazione batterica.

Cosa è la dermatite da pannolino?

Il termine dermatite da pannolino (dermatite nell’area del pannolino) si riferisce a una generica condizione di irritazione cutanea e infiammazione della zona dei genitali e del culetto e delle cosce, ma in realtà comprende una serie di condizioni differenti tra loro (per causa, decorso, severità e terapia) non necessariamente dovute al pannolino stesso.

In questa ultima parte della nostra guida su come togliere il pannolino non potevamo che occuparci di questo fastidioso quanto comune problema.

L’eritema da pannolino propriamente detto (o dermatite irritativa) è una irritazione della pelle molto frequente, che si osserva nella zona coperta dal pannolino. Può manifestarsi con un lieve rossore passeggero fino a diventare più intenso e comportare anche escoriazioni della pelle, simili a bruciature. Inizialmente è un eritema rosato che, se non controllato, diventa sempre più intenso e confluente con essudazione. Nelle forme più gravi possono comparire anche erosioni e ulcerazioni (piaghe). Interessa più spesso le zone convesse, cioè quelle più sporgenti e a contatto con il pannolino (grandi labbra, scroto, perineo, addome basso), ma anche le aree vicine, cioè l’area perianale e perigenitale. Generalmente le pieghe cutanee sono risparmiate, quantomeno nelle fasi iniziali. È tipica nelle femminucce la distribuzione a “W”.

Il Prof. Vania spiega da cosa dipende l’irritazione da pannolino, come prevenirla e curarla

Si verifica più comunemente nel primo anno di vita perché i lattanti hanno una pelle più delicata, più sottile e meno impermeabile rispetto agli adulti. La funzione “di barriera” della pelle è meno efficiente e di conseguenza è più facile che si possa verificare un’infiammazione se la cute è esposta a condizioni favorenti. 

Quali sono le cause della irritazione da pannolino?

Diverse cause agiscono in sinergia nel creare un ambiente che favorisce l’irritazione:

  • Feci e urina sono agenti irritanti, soprattutto nella fase di introduzione di alimenti diversi dal latte (periodo in cui in genere, infatti, si ha una maggiore probabilità di andare incontro a un eritema da pannolino) o in presenza di diarrea;
  • Il pannolino poi esercita un’azione meccanica di pressione e frizione continua, soprattutto se viene applicato molto stretto;
  • L’ambiente umido che si crea nell’area genitale e glutea causa iperidratazione e macerazione dello strato superficiale della pelle con conseguente riduzione della funzione barriera dell’epidermide;
  • L’iperidratazione e la macerazione rendono anche la pelle meno resistente all’azione meccanica del pannolino stesso (instaurando una sorta di circolo vizioso);
  • L’ambiente caldo-umido favorisce la crescita di microrganismi dannosi e rende più aggressivi anche i germi normalmente presenti sulla cute;

La creazione del microambiente sfavorevole, in ogni caso, è da imputare all’azione occlusiva del pannolino. Quando, infatti, il bambino inizia a trattenere i bisogni più a lungo o addirittura passa al vasino gli episodi si risolvono.

La dermatite da pannolino è dolorosa?

Nelle fasi iniziali il bambino potrebbe non avvertire alcun fastidio. Man mano però che l’infiammazione della pelle progredisce si crea un intenso fastidio al piccolo, che può diventare vero e proprio dolore, con pianto ed irrequietezza continua, nelle fasi più avanzate.

Dermatite da pannolino e infezioni fungine: qual è la relazione?

La dermatite irritativa è terreno fertile per le infezioni micotiche (da funghi). Il danno provocato dall’azione occlusiva del pannolino crea infatti piccole lesioni dello strato superficiale della pelle, permettendo l’attecchimento e la crescita di funghi. Spesso l’evoluzione dell’eritema da pannolino è la dermatite da candida (candida albicans), soprattutto se si associano diarrea e uso prolungato di antibiotici.

Le pieghe cutanee appaiono arrossate e macerate e sono sempre coinvolte, a differenza della forma irritativa dove invece sono risparmiate. Oltre all’arrossamento confluente centrale, si associano piccole lesioni separate da quella principale (lesioni satellite) e può esserci secrezione. La terapia prevede l’uso di soluzioni o di creme antifungine, da applicare localmente, col suggerimento di cercare di lasciare il bambino senza pannolini per qualche tempo, ad esempio se ha da poco fatto cacca o pipì.

Altri tipi di dermatite nell’area del pannolino

  • DERMATITE ATOPICA: raramente coinvolge l’area del pannolino, perché l’iperidratazione caratteristica della zona in questo caso è protettiva. Le lesioni sono eritematose (arrossate) con margini poco definiti. Se presente nell’area del pannolino, si associa comunque sempre al coinvolgimento di altre zone corporee più tipiche (faccia, arti, tronco, pieghe del gomito, del ginocchio e del collo). Il trattamento è a base di creme idratanti e misure preventive (evitare esposizione a fattori irritanti e che causano secchezza), mentre l’uso di creme al cortisone è limitato alle fasi più acute. 
  • DERMATITE DA CONTATTO (DERMATITE ALLERGICA):  è dovuta a una reazione allergica nei confronti di componenti del pannolino o di sostanze presenti nei prodotti cosmetici utilizzati per la pulizia della zona genitale. Si presenta come una forma irritativa, ma con una distribuzione delle lesioni che ricalca la zona di contatto con la sostanza dannosa (anche nelle zone meno convesse, generalmente non interessate dalla forma irritativa). La diagnosi può essere confermata dalla pronta guarigione dopo l’eliminazione della sostanza che ha scatenato la reazione. È raccomandato l’uso di saponi neutri, ma a volte può essere necessaria anche l’applicazione di creme cortisoniche.
  • DERMATITE SEBORROICA: è una dermatite infiammatoria che, più spesso, interessa il viso di neonati e lattanti. Quando coinvolge l’area del pannolino si presenta con chiazze eritematose tendenti all’arancio, estese anche alle pieghe, ma senza le suggestive placche desquamanti che si osservano in altri siti corporei. Si risolve spontaneamente in 3-6 mesi, ma anche qui a volte richiede una terapia con creme corticosteroidee a bassa potenza;
  • DERMATITE PSORIASICA: si presenta con placche simmetriche, ben definite, arrossate, che coinvolgono le pieghe cutanee. In genere, c’è familiarità per psoriasi e sono coinvolte anche altre zone corporee (testa, ombelico, canale uditivo). La terapia prevede l’utilizzo di vari prodotti locali, tra cui anche, di nuovo, creme cortisoniche;
  • DERMATITE DA STREPTOCCOCCO (ANITE): coinvolge la zona perianale ed è dovuta all’infezione da Streptococco Beta emolitico di gruppo A (anche noto come SBEGA o SBEA). Si presenta come una zona di colore rosso vivo intorno all’ano, con limiti netti. Si associa a prurito e dolore locale e talvolta a febbre. Si presenta in concomitanza di episodi di faringite da streptococco. Richiede terapia con antibiotici, sia locali che per bocca.
  • DERMATITE DA STAFILOCOCCO (IMPETIGINE): oltre alla crescita di funghi, la dermatite irritativa può favorire la crescita di batteri. In caso di infezione batterica le lesioni sono erosive, con vescicole contenenti pus (pustole) e talvolta coperte da croste giallastre. Ricorre più frequentemente in estate, quando sabbia e costumino bagnato aggravano il danno provocato dal pannolino;
  • DERMATITE DA CARENZE NUTRIZIONALI: in rari casi la dermatite dell’area del pannolino può essere la manifestazione della carenza di minerali o vitamine, generalmente causati da malattie genetiche. La carenza di zinco (acrodermatite enteropatica) e la carenza di biotina si presentano entrambe con lesioni eritemato-desquamative che regrediscono dopo il trattamento con il micronutriente carente.

Dermatite nei bambini: fotografie

Quanto dura la dermatite da pannolino?

Nella maggior parte dei casi di eritema da pannolino (la forma meno grave) il decorso è transitorio e benigno (cioè non lascia conseguenze), e si risolve in breve tempo grazie a pochi e semplici accorgimenti.

Come curare la dermatite da pannolino?

Nelle forme lievi è utile l’uso di una crema lenitiva all’ossido di zinco ad alta concentrazione (talvolta contenenti anche olio di oliva) che ricrea il film lipidico cutaneo e permette la riparazione della cute, svolgendo anche un’azione antimicrobica.

Nelle forme più estese e più gravi la consulenza pediatrica è fondamentale, infatti si potrebbero verificare infezioni per le quali è necessaria una prescrizione medica. In alcuni casi è sufficiente una terapia locale con creme specifiche: antimicotica (per la dermatite da candida), antibiotica (impetigine) o cortisonica (dermatiti da contatto, atopica e psoriasica).

In altri casi è necessaria anche una terapia farmacologica per bocca. In ogni caso è il pediatra che deve prescrivere la terapia e determinarne la durata. A parte l’applicazione di creme o paste a base di zinco, non è mai consigliato il fai-da-te, anche in caso di episodi ricorrenti. L’uso inopportuno e prolungato di farmaci (anche locali) può comportare effetti collaterali anche gravi.

Dermatite da pannolino: rimedi naturali

Nelle forme lievi e localizzate di solito è sufficiente areare l’area interessata e cambiare frequentemente il pannolino. Il rimedio della nonna, nelle forme meno estese, caratterizzate da leggeri arrossamenti, prevede l’uso dell’olio di oliva (considerato la panacea di tutti i mali in anni lontani!). L’olio idrata la cute e crea una pellicola protettiva che permette alla pelle di ripararsi in pochi giorni, senza aumentare ulteriormente il grado di umidità.

È fondamentale, inoltre, seguire i consigli della prevenzione.

11 consigli per prevenire la dermatite da pannolino

  1. Usare pannolini con taglie comode e adeguate, assorbenti e traspiranti, facendo attenzione a non stringere troppo sui fianchi. Può accadere che vi sia una particolare sensibilità della pelle del bambino ad alcuni tessuti: quando la causa della dermatite non è chiara si potrebbe provare con una marca diversa di pannolino;
  2. Cambiare spesso il pannolino, fino a 6 volte al giorno e anche più se in presenza di diarrea, per evitare il contatto prolungato di feci e urine con la cute. Se c’è già una dermatite, è opportuno prevedere uno o più  cambi anche durante la notte, soprattutto in bambini con pelle delicata;
  3. Lavare le mani prima del cambio pannolino. In caso di dermatite irritativa le stesse mani possono essere veicolo di germi che vanno a infettare l’area infiammata;
  4. Cambiare il pannolino dopo il pasto e non prima, perché, a causa del riflesso gastrocolico che si attiva con il pasto, è più facile che il bambino si scarichi dopo aver mangiato;
  5. Usare pannolini che non contengono molecole deodoranti, o altre sostanze che potrebbero risultare irritanti. In alcuni casi può essere utile provare a utilizzare pannolini lavabili;
  6. Non applicare esagerate quantità di crema o pasta per il cambio a base di ossido di zinco, per non creare un ulteriore ostacolo alla traspirazione cutanea;
  7. Al cambio pannolino lavare il sederino solo con acqua tiepida. Limitare l’utilizzo di detergenti a 2/3 volte al giorno (dopo la cacca);
  8. Asciugare bene l’area dopo il lavaggio (facendo attenzione alle pieghe cutanee);
  9. Limitare il più possibile l’uso di salviettine detergenti, evitando quelle ricche di profumazione o, assolutamente, quelle contenenti alcol (sostanze irritanti);
  10. Lasciare il bimbo libero dal pannolino per almeno 5-10 minuti ad ogni cambio, soprattutto in presenza di una dermatite;
  11. Se si usano pannolini di stoffa, cambiarli con maggiore frequenza degli altri e stare attenti a non lasciarvi residui di detersivi.

Uso del vasino precocemente? SI

La migliore prevenzione della Dermatite da Pannolino sarebbe quella di non usare pannolini, o usarli per il minimo tempo necessario.

Infatti l’utilizzo del vasino è, negli ultimi anni, un momento che si allontana sempre di più, spesso legato solo all’ingresso alla scuola materna. Se il bambino mostra di essere pronto ed è spesso soggetto ad arrossamenti da pannolino, non rimandare ulteriormente questo importante passaggio.

Irritazione da pannolino che non passa

L’eritema da pannolino è spesso una condizione che si risolve in poche settimane, nonostante possa essere ricorrente in caso di fattori predisponenti. Bisogna porre particolare attenzione quando, invece, le manifestazioni hanno una lunga durata (più di 3 settimane), sembrano essere resistenti al trattamento e si ripresentano non appena questo viene sospeso. È bene in tali casi parlarne con il Pediatra perché, seppur raramente, la dermatite potrebbe essere la spia di malattie più importanti (problemi immunologici e carenze nutrizionali).

Complicanze

In caso di infiammazione prolungata e non trattata possono insorgere complicanze più o meno gravi. Le più comuni, e in parte meno preoccupanti, sono le sovra-infezioni: infezioni fungine o infezioni batteriche. In genere si limitano alla zona del pannolino e possono essere risolte in poche settimane con l’uso di trattamenti specifici. Nei casi più gravi (per incuria e scarsa igiene) si possono presentare piaghe estese ed infezioni diffuse. In ogni caso, anche le forme più lievi se ricorrenti e prolungate possono portare ad esiti permanenti (cicatrici, granulomi, aderenze).

Dermatite da Pannolino: quando rivolgersi al Pediatra?

Al primo episodio di dermatite nella zona da pannolino, se il genitore non ne ha mai vista una, nei casi di durata prolungata (oltre una settimana nonostante i rimedi naturali e le paste emollienti) o quando si associano altri sintomi è bene chiedere il consulto del Pediatra.

Generalmente, la diagnosi di dermatite irritativa da pannolino è clinica, cioè facilmente identificabile attraverso la visita e rispondendo ad alcune domande mirate:

  1. La distribuzione delle lesioni è tipica, con particolare coinvolgimento delle zone convesse?
  2. Il bambino si presenta in buone condizioni generali?
  3. Presenta altre lesioni che fanno pensare ad altre patologie dermatologiche e non?
  4. In famiglia ci sono altri casi di dermatiti autoimmuni (psoriasi) o infettive (impetigine)?
  5. Per l’igiene, si usano frequentemente salviette e detergenti profumati?
  6. Quali pannolini vengono usati? Quanto spesso viene cambiato il bimbo?
  7. In genere, quali creme si usano? Con quale frequenza e in che quantità?
  8. Il bambino ha avuto la diarrea?
  9. Sta assumendo antibiotici?
  10. Da quando è comparso l’arrossamento, sembra infastidito (come per dolore o prurito)?

Gli arrossamenti da pannolino raramente richiedono ulteriori approfondimenti. Solo in determinati casi il Pediatra ricorre a test di laboratorio specifici o chiede una visita specialistica dal dermatologo.

Faq

Domande frequenti:

Come curare la dermatite da pannolino?

Nelle forme lievi è utile l’uso di una crema lenitiva all’ossido di zinco ad alta concentrazione (talvolta contenenti anche olio di oliva) che ricrea il film lipidico cutaneo e permette la riparazione della cute, svolgendo anche un’azione antimicrobica. Nelle forme più estese e più gravi la consulenza pediatrica è fondamentale, infatti si potrebbero verificare infezioni per le quali è necessaria una prescrizione medica.

Nelle fasi iniziali il bambino potrebbe non avvertire alcun fastidio. Man mano però che l’infiammazione della pelle progredisce si crea un intenso fastidio al piccolo, che può diventare vero e proprio dolore, con pianto ed irrequietezza continua, nelle fasi più avanzate.

La migliore prevenzione della dermatite da pannolino sarebbe quella di non usare pannolini, o usarli per il minimo tempo necessario. Infatti l’utilizzo del vasino è, negli ultimi anni, un momento che si allontana sempre di più, spesso legato solo all’ingresso alla scuola materna. Se il bambino mostra di essere pronto ed è spesso soggetto ad arrossamenti da pannolino, non rimandare ulteriormente questo importante passaggio.

Con la supervisione di:

Pediatra margherita caroli ecog sio oms

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea vania - alimentazione bambini

Prof. Andrea Vania Pediatra

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