Svezzamento

Prima Pappa: le 10 regole d'oro per lo svezzamento

Dott.ssa Maria Anna Tomaselli Dietista

Svezzamento che confusione! Niente panico con la prima pappa.

Prima Pappa: le 10 regole d'oro per lo svezzamento

E chi se lo dimentica quel momento in cui il pediatra, con un sorriso e con tutta la serenità di questo mondo, ci ha detto: “Svezziamo questo bimbo? Ormai è pronto. Ecco lo schema da seguire, signora”. Diciamo la verità…abbiamo contraccambiato il sorriso mentre con una mano appoggiavamo nostro figlio nel passeggino, e con l’altra afferravamo con nonchalance il benedetto foglietto. Ma dentro di noi il cuore era in tumulto. In una frazione di secondo ci hanno colpito mille domande. A raffica: “Ma come, non gli basta più il mio latte?”, “E adesso cosa cucino?”, “Gli piaceranno le prime pappe? E se non le mangia? E se non cresce?”, “Liofilizzati o omogeneizzati?”, “E se fossero meglio le verdure fresche e la carne di quel macellaio rispetto ai vasetti industriali?”…

Almeno con il primo figlio è successo così…perché con il secondo è tutta un’altra storia, vero mamme?

Decalogo per una perfetta prima pappa per lo svezzamento

UNO: il pediatra resta il vostro punto di riferimento

Se state vivendo questo momento importantissimo di “transizione” non solo per il piccolo, ma anche per voi, la prima cosa da fare è affidarsi al proprio pediatra. Ha seguito la crescita del bambino per 6 mesi, vi resterà vicino anche adesso e vi saprà consigliare con la sua competenza e professionalità.

DUE: amiche si o amiche no?

Io sono stata fortunata, perché avevo affianco una compagna di avventura che da brava romagnola mi ha trasmesso, con tanta simpatia e saggezza, curiosità e sicurezza. Grazie Manuela! Ma le amiche possono essere tante e diverse: c’è la precisina che non sbaglia di un milligrammo, c’è la sostenitrice ”io mi divezzo da solo” , c’è l’amica vegetariana, quella vegana, e per fare il pieno di confusione c’è l’amica internet-dipendente.

Su tutte vale il “buon senso”. Meglio seguire un consiglio della mamma e della nonna, più sagge ed esperte di qualsiasi blogger all’ultimo grido.

TRE: non serve essere chef

L’ansia principale di noi mamme è cucinare qualcosa che non piace al nostro pargoletto. La bella notizia è che a questa età nostro figlio mangia di tutto…i capricci, molto probabilmente e purtroppo, cominceranno dopo. Quindi godetevi questo momento ed evitate ansie inutili. Si comincia!

QUATTRO: il brodo vegetale. Non c’è nulla di più semplice!

Alla base di ogni prima pappa c’è sempre un buon brodo vegetale. Come si prepara? Come lo abbiamo fatto da quando ci siamo avvicinate ai fornelli, solo con delle semplici accortezze.

È vietato assolutamente usare sale e dadi, di qualsiasi tipo ( classico, light, senza sale, delicato etc.). L’olio non va aggiunto, meglio usarlo crudo sulla prima pappa. Quindi non rimangono che 2 ingredienti: acqua e verdure.

Per l’acqua va bene quella del rubinetto, a meno che non vi accorgete che è molto “dura” e calcarea o è quella che proviene da un pozzo o cisterna. In questi casi è meglio usare quella minerale imbottigliata.

Per quanto riguarda le verdure cominciate con quelle dal gusto delicato e dolce. Il vostro bambino, infatti, è abituato alla dolcezze del latte, quindi è meglio fargli provare gusti più decisi più in là e non con le primissime pappe. Cominciate con le classiche zucchine, carote e patate, per poi passare ad aggiungere una costa di sedano o di bietolina, qualche foglia di lattuga o di spinaci, un po’ di zucca e un pomodoro o un porro. Ovviamente è importante la provenienza delle verdure e ortaggi. Preferite quelle biologiche e prese da un rivenditore di fiducia.

“più verdure ci sono, più sali minerali, vitamine e antiossidanti si apportano. Rispetto a qualche anno fa non c’è più l’indicazione di limitarsi a una o poche verdure alla volta”.

Dott.ssa Margherita Caroli
(pediatra, nutrizionista e membro del consiglio direttivo dell’European Childhood Obesity Group)

Quando preparate il brodo inserite le verdure tagliate a cubetti più o meno grossi dopo averle pelate e lavate accuratamente in una pentola alta con acqua fredda. Fate cuocere finché tutte le verdure saranno cotte (circa un’ora).

Potete usare solo il brodo, o frullare qualche verdura e aggiungerla alla farina di cereali. Il brodo si può conservare in frigo per 2 giorni (in un contenitore di vetro o di plastica con coperchio ermetico e senza verdure che potrebbero inacidire) o essere congelato in comode porzioni monodose.

E quanto brodo aggiungere?

Niente panico. Ok? In linea di massima va bene una tazza (200 ml) per minestra. Ma la vera quantità di brodo ve la suggerirà vostro figlio. Eh sì…a qualcuno piace una pappa più liquida, a qualcuno più morbida, a qualcun altro più densa. È questione di gusto.

La quantità di farina (ce ne sono di tanti tipi e gusti: mais, tapioca, riso, miglio e semolino), di olio evo e di formaggio grattugiato sarà quella indicata dal vostro pediatra. Non fate una tragedia se il piccolo pioniere non finirà tutta la pappa. Il termine preferito dagli esperti a svezzamento e divezzamento è “alimentazione complementare”… Complementare a che? Al latte! Che resta l’alimento principale nell’alimentazione del bambino di 6 mesi. Questo non significa che bisogna offrire subito il latte al primo rifiuto o “sputacchio” del bambino. Forse ha bevuto troppo latte prima del pranzo, o semplicemente deve abituarsi alla nuova consistenza della prima pappa.

CINQUE: liofilizzati, omogeneizzati o tutto fatto in casa?

Decidete tranquillamente voi, senza entrare in crisi, perché qualsiasi decisione prendiate sarà quella buona. I prodotti industriali per la prima infanzia sono sicuri e ipercontrollati nel rispetto delle normative italiane ed europee. Sono facili da reperire e molto comodi. Se decidete di preparare gli omogeneizzati in casa, cercate le materie prime di qualità e da un rivenditore di fiducia. Durante la preparazione usate tutte le accortezze per garantire il massimo dell’igiene. Questa scelta, quindi, vi richiederà più tempo, ma a noi mamme regala una grande soddisfazione. Si può fare anche una scelta mista. Per esempio si possono scegliere gli omogeneizzati industriali di carne e pesce e le verdure, gli ortaggi, i legumi e la frutta freschi e biologici.

SEI: Attenzione alle proteine!

Come fanno notare gli esperti, un eccesso di proteine nei primi due anni di vita si associa ad un maggior rischio di sviluppare obesità. Meglio non superare i 10-15 grammi di carne, pesce, legumi e formaggi, come consiglia la dottoressa Caroli.

Quindi è assolutamente sbagliato utilizzare un intero omogeneizzato. Meglio mezzo, e conservare il resto in frigo per utilizzarlo al massimo il giorno dopo.

È importante variare anche la scelta degli alimenti proteici durante la settimana. I legumi dovrebbero essere presenti 3 volte alla settimana, 3 volte alla settimana anche la carne e il pesce. I formaggi e l’uovo dovrebbero essere offerti 1-2 volte alla settimana, mentre il prosciutto solo una volta per il suo alto contenuto di proteine, acidi grassi saturi e sale.

SETTE: vietato aggiungere sale e zucchero.

“L’aggiunta di sale e zucchero abituano il bambino a un gusto troppo salato o dolce, condizionando le sue scelte future”

Dott.ssa Margherita Caroli
(pediatra, nutrizionista e membro del consiglio direttivo dell’European Childhood Obesity Group)

Inoltre è dannoso per la salute con un aumento di rischio di sviluppare obesità, diabete ed ipertensione.

OTTO: condire con olio evo

I bambini nei primi due anni hanno bisogno di più grassi rispetto agli adulti. Quindi non elemosinate l’olio nella prima pappa. Un cucchiaio di olio extravergine d’oliva va benissimo. Aggiungetelo crudo per conservare tutte le sue magnifiche qualità nutrizionali.

NOVE: per la cena non c’è fretta

Come insegna la dottoressa Caroli, la cena può essere introdotta dopo un mese se il bambino è allattato al seno, e più in là se è allattato con latte artificiale. Non abbiate fretta, e ricordate che nell’alimentazione complementare il latte resta e deve restare l’alimento principale della giornata…senza l’ansia di trasformare il nostro bambino in un piccolo adulto.

DIECI: schema o no?

Lo svezzamento non deve essere vissuto come una prescrizione medica, ma come un momento unico per la mamma e il bambino che deve essere vissuto più serenamente possibile. Lo schema che avete ricevuto con mano tremante dal pediatra, serve ad organizzare la spesa giornaliera e la dispensa e “scandire” meglio la giornata, in modo che tra prime pappe e poppate non si crei confusione o disordine.

“la rigidità riguarda soprattutto le quantità di proteine e l’assenza di sale e zuccheri aggiunti”.

Dott.ssa Margherita Caroli
(pediatra, nutrizionista e membro del consiglio direttivo dell’European Childhood Obesity Group)

Alla fine, noi mamme lo sappiamo: il primo ingrediente è il nostro amore!
(ed è severamente vietata la monotonia e l’agitazione in cucina)