Malattie infantili

Allarme pidocchi: come eliminarli definitivamente

I pidocchi sono parassiti non pericolosi, domande e risposte per evitare pregiudizi e paure e trattarli adeguatamente

Pubblicato il 08.09.2021 e aggiornato il 20.09.2021 Scrivi alla redazione

I pidocchi sono piccoli parassiti, più specificamente insetti parassitari, che si nutrono di sangue. Non sono tutti uguali e tra le diverse specie di pidocchi, quelli che mettono in allarme le mamme sono i pidocchi del capo, responsabili delle comuni infestazioni negli asili, nelle scuole e nelle palestre, ovvero in tutti quei luoghi in cui c’è promiscuità tra i bambini. Ad ogni ritorno a scuola, anno dopo anno, ritorna anche la psicosi pidocchi: le famiglie si domandano dove hanno sbagliato, le insegnanti si colpevolizzano per non essere riuscite a bloccate in tempo la diffusione, i sospetti si concentrano sul meno curato degli alunni, che in realtà non è detto che sia  stato il veicolo dell’infestazione, e parte la caccia allo shampoo migliore. Tutto falso, poco pertinente e inutile:

  • i pidocchi non prediligono un particolare ambiente,
  • bambini meno puliti non prendono i pidocchi più o meno dei loro compagni,
  • questi piccolissimi parassiti, a discapito di molti falsi miti, non hanno condizioni ideali di proliferazione e possono attecchire sui capelli puliti come su quelli sporchi.

Cosa fare in presenza di pidocchi

In caso di pediculosi, ovvero quando il genitore rintraccia la presenza di pidocchi della testa tra i capelli del suo bambino, è indispensabile avvisare immediatamente le comunità infantili che il piccolo frequenta: la scuola, la palestra, la piscina e l’torio. Laddove c’è occasione di contatto stretto c’è anche occasione di diffusione e riproduzione dei pidocchi della testa, è in quest’ottica che avvisare rappresenta la prima e più civile forma di prevenzione. Non servirebbe sottolinearlo, ma questa premessa si rende necessaria perché, malgrado l’informazione su pidocchi e pediculosi, i genitori vivono questa circostanza ancora con vergogna.

Come si trasmettono i pidocchi

I pidocchi dei capelli si trasmettono solo per contatto diretto con un’altra testa infestata. L’uomo, nel caso dei bambini il compagno con pediculosi, è l’unica fonte di trasmissione dei pidocchi. Il pidocchio della testa (o dei capelli, che dir si voglia) è detto, non a caso, parassita obbligato poiché è costretto, per sua stessa natura, a vivere esclusivamente sul cuoio capelluto dell’essere umano: nasce, cresce, si riproduce e muore sul capo. Un pidocchio della testa lontano dal cuoio capelluto non è in condizioni di sostentarsi e sopravvive molto poco.

Più nello specifico, il pidocchio della testa nasce da uova attaccate alla base dei capelli, queste uova prendono il nome di lendini e in una infestazione di pidocchi possono essere tantissime poichè un pidocchio adulto e femmina riesce a deporre fino a 300 uova nel corso della sua vita.

I pidocchi si nutrono di sangue, pertanto infestare l’uomo è il solo modo che hanno per trovare nutrimento vitale. Traggono il sangue per sostentarsi da piccole ferite (lesioni cutanee) da loro stessi provocate nel cuoio cuoio capelluto umano: questi piccoli insetti sono provvisti di un apparato con cui lesionano la pelle e succhiano il sangue; durante il pasto iniettano nella lesione provocata una sostanza urticante e mangiando liberano contemporaneamente i loro escrementi, tutto ciò provoca il primo sintomo dei pidocchi, ovvero un prurito intenso .

False credenze sui pidocchi

È doveroso fare alcune precisazioni:

  • la pediculosi non rientra tra le malattie infettive, anzi non è affatto una malattia ;
  • l’età non conta, tutti, anche gli adulti possono prendere i pidocchi;
  • i pidocchi della testa non attaccano i bambini meno curati e non preferiscono i capelli sporchi ai capelli puliti . Tra i diversi tipi di pidocchi solo i pidocchi del corpo, differenti da quelli che si annidano tra i capelli, trovano condizioni favorevoli di proliferazione nella scarsa igiene;
  • i pidocchi non volano perché non hanno ali e non saltano, si trasmettono solo per contatto testa a testa;
  • i pidocchi non sono pericolosi, soprattutto perché non sono vettori di malattie.

Cosa sono i pidocchi e come riconoscerli

Si tratta di insetti piccolissimi, sebbene visibili a occhio nudo. In questa specie, le dimensioni di un insetto adulto si aggirano intorno a 1-3 mm al massimo. Le dimensioni mini mini di questi antipatici parassiti rappresentano il primo problema da affrontare: per controllare bene la testa dei vostri bambini, munitevi di una lente d’ingrandimento .

È facile confondere le uova (le lendini ) con la forfora , le uova hanno l’aspetto di minuscole formazioni di colore madreperla. Il discrimina sta nel fatto che mentre la forfora si separa dai capelli in un soffio, questi insetti si attaccano tenacemente al cuoio capelluto. Anche prima della maturazione, infatti, sono difficili da rimuovere, restano tenacemente attaccati al capello; da adulti, poi, sono strutturalmente progettati da madre natura per non perdere la loro posizione sulla testa umana, infatti possiedono 6 zampe uncinate e molto robuste in relazione alle loro piccolissime dimensioni complessive. Per rimuovere le uova e gli antipatici parassiti uccisi sulla testa del bambino, armatevi di un pettine di acciaio a denti fitti.  

Differenza pidocchio - uova
Pidocchio e lendini ingranditi – l’insetto adulto può raggiungere i 3mm, le uova misurano 1mm.

Pettine pidocchi: perché non va bene un pettine a denti larghi

Le lendini hanno una dimensione pari a 1mm, ancora più piccole di un esemplare adulto, sono proprio le dimensioni a fare del pettine a denti stretti il prodotto adeguato alla rimozione. I denti larghi potrebbero non catturare gli ospiti indesiderati e rendere del tutto inefficace il trattamento. In commercio sono disponibili anche pettinini elettrici. Il pettine anti pidocchi elettronico può essere un valido strumento per fronteggiare la pediculosi, tuttavia è bene chiarire subito che non va associato a trattamenti chimici, pertanto, prima di usarlo contemporaneamente ad altri presidi anti pidocchi o lozioni farmaceutiche, è bene coordinarsi col pediatra che saprà dare alla mamma le migliori informazioni in relazione alla specificità del caso.

Il pettine elettrico per la rimozione di lendini e pidocchi è alimentato a batteria e agisce per mezzo della tensione elettrica che si attiva tra i denti metallici. È uno strumento sicuro e innocuo che chiunque è in grado di usare a casa propria, non danneggia il capello e, in sé, non comporta alcun rischio per la salute. Nello specifico la tensione elettrica impiegata è così tanto bassa da essere impercettibile sul capo di chi ne fa uso. Chiedete consiglio in farmacia o al vostro dottore.  

Aiutandovi con la lente d’ingrandimento, pettinate il bambino con cautela, fate sempre una accurata ispezione che sia volta anche a valutare un’eventuale reazione del cuoio capelluto all’aggressione dei pidocchi.

Irritazione della cute del cuoio capelluto e possibile reazione  

La puntura, la sostanza irritante che il pidocchio in questione secerne e gli escrementi che rilascia durante il pasto causano comunemente un fastidioso prurito. Normalmente il prurito induce a grattarsi e lo sfregamento aggrava le piccole lesioni che i pidocchi già comportano. In taluni casi, come in presenza di particolare sensibilità cutanea, le irritazioni provocate ulteriori disturbi: papule, ovvero lesioni, nonché rigonfiamenti arrossati. Abbiate cura di controllare lo stato della cute aggredita dai pidocchi e di informare il pediatra dinnanzi a qualsiasi rash cutaneo sospetto o aggressivo.

Quanto possono durare i pidocchi

Le femmine depongono le uova alimentando l’infestazione; mediamente vivono da 1 a 3 mesi, pur morendo entro 24 ore se separata dall’uomo e, come già accennato, sono estremamente prolifiche, infatti  riescono a deporre fino a 300 uova nel corso della loro vita,  si stima che ne depongano circa 4-5 al giorno. Un uovo matura in 6-10 giorni, tempo entro il quale si schiude dando vita a una ninfa che diverrà adulta entro ulteriori 10 giorni. Anche le lendini morte, ovvero quelle ormai vuote, rimangono tenacemente attaccate al capello, a occhio nudo è complesso distinguerle da quelle piene e in maturazione, muta solo la colorazione che si opacizza dopo la schiusa.

I numeri delle uova deposte dagli esemplari adulti, i tempi di deposizione, maturazione e nascita delle ninfe bastano a intuire perché le infestazioni siano così difficili da debellare. Per molte mamme questo è un vero incubo: può non bastare qualche shampoo, ci vuole pazienza, spesso più di un trattamento con i prodotti giusti e molta attenzione.

Informazioni generali per prevenire le infestazioni di pidocchi della testa 

Posto che il contagio avviene esclusivamente per contatto diretto (ricordate che questi insetti non saltano e non volano) o attraverso alcuni accessori (come i cappellini, le fasce per capelli, i frontini, le cuffie della piscina, le sciarpe o per mezzo dello scambio di effetti personali come i pettini e le spazzole o i cuscini per la nanna pomeridiana all’ asilo nido o tra fratelli), per eliminare i pidocchi e prevenire il problema esistono delle accortezze di base da seguire con sistematicità:

  • eseguite controlli periodici e preventivi sul capo dei bambini (sono consigliabili ispezioni settimanali, soprattutto se i piccoli frequentano comunità come asili nido dove la promiscuità tra i bimbi è inevitabile);
  • in caso di accertata infestazione da pidocchi di un membro della famiglia, tutti gli altri membri vanno controllati, adulti e bambini, ed è consigliabile iniziare il trattamento per tutti nello stesso giorno;
  • va avvisata sempre la scuola;
  • per eliminare i pidocchi non esiste una “ cura” nè farmaci dalla dimostrata efficacia, ovvero non c’è una lozione repellente valida al 100% , pertanto il consiglio migliore è incominciare ad affrontare il problema con rimedi naturali;
  • educate i bambini a non scambiarsi spazzole, pettini, fermagli per capelli, cuffie o il proprio cappello , eccetera, l’uso personale di questi oggetti deve fare parte delle comuni pratiche igieniche;
  • prendete atto che il bambino può portare i pidocchi a casa e in generale questa circostanza non è una tragedia. I giusti prodotti e una buona dose di pazienza vi aiuteranno a eliminare i pidocchi con successo!

Prevenzione di ulteriori infestazioni e infestazioni resistenti

Se un membro della famiglia ha i pidocchi, la prima buona norma igienica e preventiva da applicare è evitare le occasioni di contatto con gli altri familiari, come condividere il letto o il divano oppure utilizzare le medesime asciugamani. Anche se i pidocchi del capo non riescano a sopravvivere a lungo sui tessuti o comunque lontani dal loro habitat, è buona norma anche massimizzare la pulizia della biancheria: lavare in lavatrice tutta la biancheria interessata dal contatto col soggetto infestato, nonché disinfettare tutti gli oggetti e gli accessori che sono venuti a contatto con la testa.

La sopravvivenza delle uova rappresenta la causa di infestazioni resistenti, l’incubo non avrà fine se ne sopravvivono, una successiva schiusa delle stesse può infatti determinare una recrudescenza dell’infestazione. È molto importante seguire le indicazioni riportate sui bugiardini dei diversi prodotti, chiedere in farmacia in caso di dubbi e riproporre il trattamento laddove indicato sul foglietto illustrativo o suggerito dal farmacista. La riproposizione del trattamento può essere decisiva per debellare una volta e per tutte gli insidiosi parassiti. Se la rimozione delle lendini dai capelli umani è cruciale, ugualmente è importante cancellarne ogni traccia anche dai tessuti su cui potrebbero essersi annidati. Cappelli, fasce, sciarpe, lenzuola, federe dei cuscini, cuffie della piscine oppure asciugamani, ma anche i peluche che potrebbero essere venuti a contatto con gli insidiosi ospiti devono essere lavati o decontaminati. Un efficace lavaggio si effettua ad alta temperatura, ovvero con acqua calda ad un minimo di 60 °C. In alternativa è possibile anche effettuare un ciclo di asciugatura oppure gli oggetti possono essere ermeticamente chiusi in buste di plastica e lasciati sigillati per due settimane a temperatura ambiente. Uno choc termico può ridurre i tempi di questa decontaminazione ed infatti è possibile uccidere i pidocchi anche inserendo le suddette buste in un  congelatore ad una temperatura di -15 °C per un tempo pari a 24h.

Cosa fare durante l’infestazione

Potete scegliere la strada dei rimedi naturali. Ecco alcuni consigli:

  1. oli vegetali come il tree oil, l’olio di eucalipto o l’olio di lavanda e tutte le lozioni con queste basi naturali o gli shampoo;
  2. oli essenziali come l’olio di rosmarino, l’olio di menta e l’olio di timo, le lozioni e gli shampoo che li contengono. Il trattamento naturale non ha controindicazioni e, malgrado non sia comprovata la funzione e la validità dei trattamenti preventivi, alcuni oli, come quello di timo, sono usati come prevenzione: poche gocce dietro le orecchie prima di andare a scuola.

Potete scegliere di usare una lozione a base di piretrina o malation (insetticidi a bassa tossicità per l’uomo), questi insetticidi  debellano i parassiti per contatto. Si tratta di presidi che vanno usati nel più attento rispetto delle indicazioni e delle quantità come descritte nel foglietto illustrativo. Ecco come usare una lozione a base di piretrina o malation: seguendo le indicazioni riportate in confezione. Fare seguire il lavaggio con uno shampoo neutro e abbondante risciacquo. Infine passare il vostro pettine a denti stretti. Questa operazione va ripetuta dopo una settimana in modo da colpire eventuali nuovi nati da lendini sfuggite.

I trattamenti farmaceutici in commercio vanno eseguiti sempre con estrema cautela: chiedete al pediatra o al farmacista, evitate il fai da te, non affidatevi ai consigli della mamma o all’esperienza dei compagni perchè ogni bimbo è a sé, leggete il bugiardino e attenetevi alle indicazioni che fornisce, in caso di dubbi non esitate a confrontarvi con il medico.

È tipico di questi insettini annidarsi prevalentemente nell’area della nuca e dietro le orecchie, è in questa zona che va concentrato ogni trattamento, oltre che le ispezioni precauzionali e i controlli da effettuare dopo l’uso dei diversi prodotti.  Ogni volta che effettuate una disinfestazione del capo, è preferibile lavare gli abiti indossati.

I rimedi della nonna: verità e false credenze

Aceto: L’utilizzo dell’aceto non è in grado di risolvere il problema ed eliminare i pidocchi, né è necessario tagliare i capelli lunghi o peggio ancora rasarli. Nello specifico di acqua e aceto, il solo beneficio realistico sta nel coadiuvare la rimozione delle lendini, aiutando a scollare le uova dai capelli.

Phon e piastra non debellano i pidocchi, il perché è presto chiarito: asciugare i capelli con phon ben caldo almeno per 5 minuti, così come usare la piastra è utile perché elimina i pidocchi e le uova annidati sulla lunghezza dei capelli. Tuttavia questi strumenti non sono validi al 100% perché, non potendo toccare il cuoio capelluto che si ustionerebbe, restano inefficaci per debellare i pidocchi dal loro luogo di annidamento preferito: la cute, ovvero laddove depongono anche le uova.

Sale e bicarbonato di sodio: Tra i rimedi casalinghi anche la miscela di sale, antisettico naturale, e aceto, o quella di bicarbonato di sodio e balsamo (questa sarà composta da una parte di bicarbonato e tre parti di balsamo).

  • Applicare la miscela sulla testa del bambino e pettinare i capelli. Se riuscite dividerli in ciocche potrete effettuare un controllo migliore.
  • Utilizzare sempre il pettinino stretto con l’accortezza di igienizzarlo anche durante l’operazione.

Le miscele della nonna hanno lo stesso limite di acqua e aceto: riducono la tenacia con cui gli insettini si attaccano ai capelli, ma non li uccidono nè debellano.

Olio di oliva: anche il buon caro olio di oliva, dai tanti benefici naturali,merita una menzione tra i rimedi casalinghi: si ritiene che sia in grado di soffocare i fastidiosi ospiti e neutralizzare le uova. Va tenuto in posa 15-20 minuti, per poi pettinare i capelli e effettuare lo shampoo, abbondante acqua calda per risciacquare.

Perché dopo un’infestazione di pidocchi la scuola non chiude per disinfestazione

La trasmissione dei pidocchi avviene solo a stretto contatto tra persone infestate, pertanto non è necessario disinfestare gli ambienti esterni (nè gli ambienti scolastici, cioè la classe, nè gli ambienti casalinghi) dove i pidocchi hanno una bassissima speranza di sopravvivenza.

Quando rientrare a scuola?

I pidocchi che si trasmettono da una testa ad un’altra sono i pidocchi vivi. Pertanto, il bambino può tornare a scuola già il giorno successivo al primo trattamento.

Come prevenire i pidocchi a scuola

Non esistono trattamenti preventivi dall’efficacia comprovata, è bene essere attenti nel controllo e pronti nella risposta al primo sintomo, cioè il prurito. Legare i capelli aiuta, ma a parte questo, e poste le norme igieniche precauzionali per cui vale la pena educare i bambini a non scambiare oggetti personali come fermagli, spazzole e cappelli, ciò che conta massimamente è non traumatizzare i bambini. I pidocchi sono un incidente di percorso in cui si può incorrere, ma nessuno è mai morto di pidocchio tra i capelli e nessun bimbo è sporco o trascurato solo perché ha la pediculosi. La preghiera è quella di non terrorizzare i bambini con paure ingiustificate, di non creare pregiudizi inutili nei confronti di questo o quel compagno e di mettere in atto quei semplici provvedimenti elencati per liberarsene. In altre parole: “Mantenere la calma ed usare la testa!”.

Con la supervisione di:

Pediatra margherita caroli ecog sio oms

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea vania - alimentazione bambini

Prof. Andrea Vania Pediatra

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