Malattie infantili

Il Vomito nei bambini

Pubblicato il 07.01.2022 e aggiornato il 17.01.2022 Scrivi alla redazione

Qualche episodio di vomito è capitato o capiterà a tutti! Comunemente accompagnato a una spiacevole sensazione di nausea, il vomito destabilizza il bambino, vomitare non è mai piacevole, e spesso mette in allarme mamma e papà. Alimentazione Bambini vi mette a disposizione una guida alla comprensione e all’osservazione del vomito nei bambini. Come molte altre condizioni che riguardano i bimbi, anche qui è di estrema importanza registrare la progressione e la manifestazione del disturbo ovvero è importante che i genitori osservino il figlio e, ove necessario, riportino le giuste informazioni al pediatra.

Cos’è il vomito 

Il vomito è l’espulsione rapida e forzata dalla bocca del contenuto dello stomaco. È provocato da una contrazione involontaria del diaframma e dei muscoli addominali e spesso è preceduto anche da nausea e salivazione intensa

Differenza tra vomito e rigurgito nel bambino 

A differenza del vomito, il rigurgito è caratterizzato dalla risalita del materiale gastrico nella bocca senza contrazione dei muscoli addominali e in assenza di nausea. Nei lattanti è abbastanza frequente, soprattutto nei primi 6 mesi di vita. Rappresenta una condizione benigna e transitoria dovuta alla relativa “immaturità” ed incontinenza fisiologica del cardias, la valvola posta tra esofago e stomaco. 

Tipi di vomito 

È importante che i genitori osservino le caratteristiche del vomito (numero degli episodi, insorgenza, colore, durata e sintomi associati) in modo che il pediatra possa valutare se vi sia il sospetto di condizioni che richiedono una visita urgente o un ricovero. Il colore è uno degli aspetti che più facilmente possiamo valutare: 

Il colore del vomito biliare: tipicamente giallo-verde a causa dell’emissione della bile, che gli conferisce anche un sapore tipicamente amaro. Nei bambini può essere dovuto:

  • a malformazioni congenite (compare generalmente nel primo mese di vita), 
  • a “blocchi intestinali” (stenosi) o malrotazioni dell’intestino. In entrambi i casi si tratta di emergenze che richiedono una valutazione medico-chirurgica immediata. 

Il colore del vomito ematico: ha tendenzialmente un colore rosso vivo per il contenuto in sangue non digerito, in proporzione più o meno abbondante. Il sanguinamento potrebbe interessare l’esofago, lo stomaco o la parte superiore del duodeno, e potrebbe essere dovuto a diverse patologie che richiedono una valutazione rapida (esofagiti, gastriti, ulcere o varici dell’esofago, ovvero malformazione delle vene esofagee, generalmente dovute a patologie croniche del fegato). 

Il colore del vomito fecaloide: il vomito ha un colore marrone scuro e un cattivo odore ( “putrefattivo”) a causa della presenza di materiale simile alle feci. La causa è generalmente da attribuire ad un blocco intestinale e di solito si accompagna a gonfiore e dolori addominali. Il bambino tipicamente mostra uno stato di malessere generale con colorito del viso grigio pallido. 

Vomito giallo nei bambini 

Quasi sempre, dopo i primi episodi, in cui il colore è tendenzialmente legato all’ultimo pasto assunto, il vomito diventa giallo. Colore che in genere desta molta preoccupazione nei genitori, ma che rappresenta la naturale conseguenza dello svuotamento gastrico. In realtà la colorazione gialla è dovuta ai succhi gastrici. Il vomito giallo si verifica poiché con la continua stimolazione e azione del vomito, all’interno dello stomaco del bambino sono più presenti cibo o altre sostanze. In queste condizioni, il bambino inizia ad espellere solo i succhi gastrici che continuano ad essere prodotti.

Vomito nel bambino: a cosa prestare attenzione

Per poter permettere al pediatra di inquadrare correttamente la situazione e capire quando è il caso di ricorrere all’intervento medico è fondamentale valutare:

  • L’insorgenza;
  • Il numero degli episodi;
  • La durata, la rapidità di insorgenza e il decorso;
  • L’aspetto;
  • Le modalità.

L’insorgenza del vomito 

È bene che i genitori osservino come e quando è iniziato il vomito riportando al medico informazioni quali: correlazione con i pasti oppure correlazioni con situazioni specifiche (scuola, viaggi in auto, in treno o in nave, incidenti o traumi con possibile coinvolgimento della testa).

Il numero di episodi

A seconda di quante volte il bambino vomita si potrà classificare il disturbo:

  • 1-2 volte al giorno, si considera vomito lieve
  • 3-7 volte al giorno, vomito moderato
  • 8 o più volte al giorno, si tratta di vomito grave.

La durata, la rapidità di insorgenza e il decorso

Probabilmente il pediatra chiederà al genitore: “Da quanti giorni è comparso il vomito? Gli episodi erano prima più frequenti e poi si sono diradati o continuano con la stessa intensità?”

L’aspetto 

Per il pediatra, dinnanzi a un bimbo che vomita rileva il colore, la composizione e l’odore del vomito stesso, caratteristiche di cui mamma e papà devono poter riferire al medico.

La modalità

Allo stesso modo va riferito al pediatra anche se il vomito è a getto. Inoltre è importante riportare tutti gli eventuali altri sintomi e segni associati al vomito, come febbre, diarrea, dolore addominale, mal di testa.

Principali cause di vomito nei bambini

Il vomito nei bambini è un sintomo comune e aspecifico, ovvero dovuto a diverse condizioni patologiche. A seconda della causa scatenante, può associarsi a segni e sintomi differenti.

Nella maggior parte dei casi il vomito è il sintomo di un’infezione dell’apparato gastrointestinale (quel disturbo che i medici chiamano gastroenterite acuta), causato più frequentemente da virus e solo in una minoranza di casi da batteri (per esempio la salmonella). Uno dei virus più comunemente coinvolti è il rotavirus, che può causare anche forme molto aggressive nel primo anno di età, motivo per cui ne è consigliata la vaccinazione nei primi mesi di vita. In questi casi il vomito è accompagnato da diarrea, che solitamente si protrae per qualche giorno, dolore addominale e febbre.

Associazione di febbre e vomito

L’associazione di febbre e vomito è alquanto comune e tendenzialmente legata alla presenza di un’infezione, non necessariamente a carico del tratto gastrointestinale. Alcuni esempi in cui febbre e vomito si associano in età pediatrica sono rappresentati da: 

  • faringite streptococcica (infezione della gola causata da uno specifico Streptococco patogeno), 
  • infezioni delle vie urinarie, soprattuttonel primo anno di vita, 
  • infezioni del sistema nervoso centrale (meningiti),
  • infezione da Sars-CoV-2 (a cui è dedicato un intero paragrafo di questo scritto).

Talvolta può capitare che il vomito non sia preceduto da nausea ma che venga scatenato da forti accessi di tosse. Soprattutto quando il bambino presenta una tosse molto grassa, dovuta ad iperproduzione di muco nelle vie respiratorie, il vomito non conterrà solo materiale gastrico ma anche del muco ben riconoscibile. In qualche occasione l’espulsione del muco stesso con il vomito ha addirittura un effetto migliorativo sui sintomi respiratori (come la tosse) del bambino.

Associazione pasto-cibo e vomito

Quando il vomito si manifesta da diverso tempo in maniera quasi esclusiva dopo aver mangiato si dovrebbe indagare su possibili cause meccaniche o di natura allergica

Nel primo caso (cause meccaniche) il vomito può rappresentare un meccanismo di compenso scatenato dalla modalità di assunzione del cibo (per esempio dalla voracità con cui il bambino mangia), dalla eccessiva quantità di alimenti ingeriti o dalla forzata assunzione di cibo da parte di un adulto (si pensi al bambino che viene imboccato contro la propria volontà). Nel secondo caso (natura allergica) il vomito si presenta sempre a breve distanza dall’assunzione di uno specifico alimento (o gruppo di alimenti) e talvolta può associarsi ad altri segni e sintomi (reazioni cutanee, diarrea, scarso accrescimento).

Vomito e cause psicologiche

Comunemente nei bambini il vomito può essere dovuto alla somatizzazione di cause psicologiche:

  • ansia , soprattutto nei più grandi (pre-adolescenti e adolescenti);
  • tensioni familiari Che possono sollecitazioni disagio, tensione e senso di precarietà in bambini e ragazzi pre-adolescenti;
  • difficoltà legate alla scuola  (distacco dai genitori, problemi di socializzazione con i pari, difficoltà di apprendimento). In questi casi il vomito si manifesta tipicamente la mattina prima di andare a scuola e quasi mai nei giorni di vacanza;
  • nuove situazioni (nascita di un fratellino, mamma che ha iniziato a lavorare, trasloco) in cui il bambino tenta di richiamare l’attenzione verso di sé.

Il questi casi tanto più si mostra preoccupazione verso il fenomeno (vomito) tanto più il bambino continua a manifestarlo. Aumentare le attenzioni, il tempo passato insieme e i momenti di gioco può invece mostrarsi risolutivo.

Cosa fare in caso di vomito frequente?

In caso di ripetuti episodi di vomito in un breve lasso di tempo è opportuno idratare il bambino per evitare che vada incontro a disidratazione, la più temuta complicanza del vomito. In commercio si trovano diverse formulazioni di soluzioni reidratanti (bustine e brik pronti all’uso) la cui composizione è studiata appositamente. È infatti fondamentale che il bambino assuma non solo acqua ma minerali e zuccheri in proporzioni specifiche.

Cosa Mangiare e/o bere in caso di nausea e vomito

Molti genitori si chiedono se sia necessario bere dopo aver vomitato. È assolutamente importante che il bambino assuma liquidi dopo il vomito ma che lo faccia piano piano (deve bere a piccoli sorsi, per esempio un cucchiaino alla volta, distanziando di qualche minuto un cucchiaino dal successivo) per evitare che aumenti la nausea e si scateni un nuovo episodio di vomito. 

Serve l’acqua e zucchero? 

Se non si ha a disposizione una soluzione reidratante orale è possibile prepararne una “fai da te” con un litro di acqua, 4 cucchiai colmi di zucchero, mezzo cucchiaino piccolo di bicarbonato di sodio, mezzo cucchiaino piccolo di sale, e limone nelle quantità che si preferiscono. Evitare in ogni caso succhi di frutta e bibite gassate. 

Mangiare dopo aver vomitato 

Il vomito spesso si associa ad inappetenza. Dunque se da una parte è assolutamente necessario far bere il bambino, dall’altra non importa se per qualche ora, o perfino qualche giorno, dovesse rifiutare il cibo. Non appena mostrerà di aver fame, è bene proporre alimenti facilmente digeribili (ricchi di carboidrati, poveri di grassi e proteine animali) senza forzarlo: talvolta il bambino evita di mangiare non tanto perché non ha fame quanto per la paura stessa di vomitare di nuovo

Discorso a parte merita invece il lattante alimentato esclusivamente con latte (materno o formulato): in tal caso è necessario continuare ad alimentarlo e se risultasse difficile, per persistenza del vomito o per rifiuto, è bene contattare immediatamente il pediatra. 

Come fermare il vomito dei bambini

Qualunque sia la causa del vomito si possono mettere in atto delle strategie per cercare di limitare gli episodi e, di conseguenza, il malessere del bambino e il rischio di disidratazione. Nel frattempo la vicinanza del genitore è importante per aiutare il piccolo e rassicurarlo sulla condizione che può spaventarlo. 

Rimedi naturali contro il vomito 

Gli integratori alimentari a base di zenzero (in gocce o spray orale) possono aiutare a contrastare il senso di nausea ed attenuare il vomito: sono sicuri e privi di effetti collaterali. 

Tra i rimedi naturali da mettere in atto per limitare l’effetto del vomito sul benessere dell’apparato gastrointestinale, vi è il consumo di probiotici, quelli noti alle mamme come fermenti lattici, ovvero microrganismi funzionalmente attivi che aiutano a riequilibrare la flora intestinale. Utili soprattutto nei casi di gastroenterite acuta. 

Gli antiemetici (farmaci capaci di contenere gli episodi di vomito)

Nella maggior parte dei casi il vomito si arresta senza bisogno di una terapia farmacologica specifica. Quando però gli episodi sono molto ravvicinati e numerosi e il bambino non riesce a trattenere i liquidi assunti, il pediatra potrebbe ritenere necessario prescrivere farmaci che inibiscono il vomito. In vari casi si tratta di farmaci con possibili effetti collaterali sul sistema nervoso e per tale motivo vanno somministrati solo a seguito di prescrizione medica. 

Complicanze legate al vomito nel bambino 

La complicanza più temuta e più comune è la disidratazione, i cui segnali di allarme sono: 

  • bocca e lingua asciutta, 
  • pianto senza lacrime, 
  • sonnolenza ,
  • perdita di elasticità della pelle, 
  • occhi infossati ed alonati, 
  • assente o ridotta emissione di urine (nei lattanti meno di 4 pannolini bagnati al giorno),
  • urine molto scure,
  • riduzione del peso corporeo (soprattutto nei lattanti),
  • fontanella cranica rientrante,
  • letargia, stato di sonno prolungato e profondo, 
  • irritabilità, 
  • respiro molto rapido, affanno.

Quando preoccuparsi e chiamare il pediatra? 

  • se il vomito dura da più di 24 ore; 
  • se il piccolo ha meno di 6 mesi di vita, e ancor più se ha meno di un mese di vita; 
  • se il vomito è a getto su più episodi o se è incoercibile (non accenna ad arrestarsi in nessun modo); 
  • se ci sono evidenti segni di disidratazione; 
  • se il vomito contiene tracce di sangue o bile; 
  • se contemporaneamente il bambino ha anche scariche di diarrea e febbre (>38.5° C); 
  • se il bambino lamenta mal di testa e/o rigidità del collo;
  • se notate l’addome duro, gonfio e dolente;
  • se compare gonfiore, arrossamento o dolore allo scroto nei maschi; 
  • se sospettate avvelenamento per ingestione accidentale di sostanze; .
  • se siete particolarmente preoccupati, avete difficoltà nel gestire la situazione o se il bambino rifiuta di essere reidratato. 

Vomito e Covid 

In questi 2 anni di pandemia abbiamo imparato che nei bambini il virus si manifesta solitamente in maniera più attenuata rispetto agli adulti e che l’interessamento delle basse vie respiratorie non è necessariamente presente. 

Uno studio osservazionale dell’Associazione Culturale Pediatri ha evidenziato che in età pediatrica le manifestazioni gastrointestinali (diarrea, dolore addominale) sono comuni: circa il 3% dei bambini contagiati da Sars_Cov2 presenta vomito oltre ai più comuni sintomi (rinite per i bambini al di sotto dei 3 anni e mal di testa per i più grandicelli). 

Vomito nel lattante 

Il vomito nel lattante è un fenomeno comune, che però talvolta necessita di una valutazione medica urgente. Può infatti far parte della sintomatologia di diverse malattie infettive tipiche dell’infanzia (gastroenteriti, infezioni respiratorie, infezioni delle vie urinarie, tonsilliti) o essere spia un’alterazione anatomica importante come la stenosi ipertrofica del piloro, l’atresia dell’esofago o l’ernia iatale congenita. Queste alterazioni possono essere congenite, cioè presenti fin dalla nascita (atresia esofagea, ernia iatale), o svilupparsi nelle prime settimane di vita (stenosi del piloro), e si manifestano con un tipico vomito a getto correlato alla poppata (in concomitanza, nel caso dell’atresia esofagea, o una mezz’ora dopo, per la stenosi del piloro). Anche le forme gravi di reflusso gastroesofageo possono portare a ripetuti episodi di vomito a breve distanza dalla poppata. Altra causa da indagare è la possibile allergia alle proteine del latte vaccino. 

Vomito nei bambini più grandi: pre-adolescenti e adolescenti 

Oltre alle già citate cause infettive, che possono colpire i bambini di qualsiasi età, nei bambini e ragazzi più grandi vanno prese in considerazione altre possibili eziologie di natura psicologica. La somatizzazione dei disturbi d’ansia si manifesta spesso sotto forma di sintomi gastrointestinali, tra cui il vomito. In questi casi gli episodi sono comunemente scatenati da specifiche situazioni e talvolta possono essere l’unica manifestazione del proprio malessere. 

In età adolescenziale inoltre non andrebbe mai esclusa a priori la possibilità che ci si trovi di fronte ad un Disturbo del Comportamento Alimentare (DCA), in cui il vomito è il meccanismo di compenso di una possibile abbuffata o una strategia per mantenere uno stretto controllo del peso. Talvolta il giovane paziente affetto da DCA (a differenza dei pazienti più maturi) non tenta affatto di nascondere gli episodi di vomito, seppur autoindotto, per poter attirare maggiormente l’attenzione dei familiari sulla propria situazione. 

Con la supervisione di:

Pediatra margherita caroli ecog sio oms

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea vania - alimentazione bambini

Prof. Andrea Vania Pediatra