Malattie infantili

Sesta Malattia (roseola infantum, esantema critico): tutto quello che serve sapere

La sesta malattia, conosciuta anche come esantema critico, esantema subitum, roseola, roseola infantum, febbre dei tre giorni,  è una malattia esantematica infettiva infantile causata un virus: Herpes virus tipo 6B (HHV-6B)

Pubblicato il 25.02.2021 e aggiornato il 28.06.2021 Scrivi alla redazione

La sesta malattia (esantema subitum, roseola infantum, febbre dei tre giorni), è una malattia infettiva esantematica infantile causata dalla infezione di un virus: Herpes Virus Umano tipo 6B (HHV-6B). Deve il suo nome al fatto che, in ordine di tempo, fu la sesta malattia esantematica identificata. Colpisce prevalentemente i bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 2 anni. Rarissimi sono i casi di infezione negli adulti e bambini o adolescenti, questo perché si stima che fino al 95% dei bambini sotto i 4 anni abbia contratto la malattia, sviluppando gli anticorpi che saranno protettivi per tutta la vita. Sebbene l’esantema possa apparire allarmante, la sesta malattia tende ad essere lieve e risolversi spontaneamente nell’arco di una settimana.

Come si trasmette?

Il contagio di questa malattia avviene, come tutte le malattie infettive virali, attraverso la contaminazione con particelle virali contenute nelle goccioline di saliva, nelle micro-goccioline del vapore dell’aria respirata, nelle particelle espulse con la tosse o gli starnuti e nel muco nasale. Quindi si definiscono 2 vie di contagio:

  • per via aerea: tosse e starnuti
  • per contatto diretto: saliva e secrezioni nasali

Per esempio: nella scuola dell’infanzia e nel nido (molto meno nelle scuole primarie) la trasmissione di questa infezione è molto rapida, e spesso si creano piccoli focolai epidemici. Come si trasmette l’infezione? Il bimbo che frequenta la scuola e non ha sintomi (periodo di incubazione) emette il virus nella saliva e nel muco, con la tosse o gli starnuti, ma anche solo parlando o piangendo, e contamina con il virus le superfici inanimate (giochi, matite e colori, banchi e seggioline, posate, piatti, bicchieri e cibo) quindi aumenta sempre più il rischio di contagio del virus per gli altri bimbi. Il virus penetra attraverso il naso, arriva nell’apparato respiratorio, si moltiplica e causerà la malattia dopo qualche giorno (dopo un periodo di incubazione che può durare fino a 10 giorni), in questa prima fase, come dicevamo, non esiste un sintomo che possa costituire allarme per i genitori o insospettire l’insegnante o il medico.

Come si presenta? Con quale sintomo si presenta?

La malattia è caratterizzata da 2 fasi: 

  1. Febbre (precede l’esantema e ha una durata quasi sempre di 3 giorni più raramente 5 giorni)

    Compare quasi sempre all’improvviso, si tratta di febbre alta (spesso fino a 40°C). In questa fase acuta della malattia, il bambino potrebbe presentare naso che cola, gola arrossata, malessere generalizzato, lieve ingrossamento dei linfonodi del collo, occasionalmente congiuntivite, irritabilità e disturbi gastrointestinali: perdita di appetito, o anche vomito, nausea, qualche volta diarrea. Non sempre è semplice da diagnosticare perché, in questa fase acuta iniziale, i disturbi sicuramente sono comuni a tante malattie infettive virali infantili e inoltre varia da bambino a bambino, anche se la febbre è sempre presente.
  2. Esantema (segue sempre la febbre, ha una durata di circa 2 giorni)

    La febbre scende improvvisamente e si assiste alla comparsa di macchie sulla pelle. Il tipico esantema consiste in macchie grandi 2-3 millimetri, rosa scuro che interessano prima pancia e dorso, poi collo e viso, qualche volta anche braccia e gambe, non si assiste mai alla comparsa di macchie alle mani e ai piedi (al contrario di quello che accade nella malattia malattia mani piedi bocca). Solo in questa fase senza febbre ma con esantema è possibile fare diagnosi di sesta malattia. Di solito dopo 48 ore dalla comparsa delle macchie sulla pelle (periodo esantematico) iniziano a sbiadire e poi sparire, non si associano a prurito, la pelle potrebbe apparire ruvida e a tratti anche secca, ma non si realizza la desquamazione della pelle che è tipica di altre malattie infettive infantili. In alcuni casi, in questa fase, il bambino potrebbe essere nervoso e irritabile.

Come mi oriento, quando compare l’esantema?

MorbilloQuinta
malattia
Sesta
malattia
Mani
piedi bocca
Scarlattina
FebbrePresenteAssenteScomparsaAssentePresente
EsantemaPapule (piccole macchie rosse)
Diffuse
Papule
Solo viso e arti
Papule
Diffuse:
No mani
No piedi
Vescicole
(sembrano bollicine)
Solo mani piedi e bocca
Micro papule
(sono piccolissime)
volto, ascelle, inguine e addome
Faringodinia
(dolore alla gola)
PossibileAssenteAssentePossibile dolore alla boccaMOLTO INTENSO

La sesta malattia colpisce solo i bambini o anche gli adulti?

Proprio perché è molto frequente nei bambini, non sono descritti casi negli adulti in buona salute.  Si stima che la quasi totalità della popolazione mondiale abbia gli anticorpi (protettivi) per la sesta malattia (HSV 6).  Questo tipo di virus permane silente (latente) nell’organismo, proprio come capita con il comune herpes delle labbra (herpes labialis) e può accadere che, in particolari situazioni di immunodepressione o stress, si riattivi. Le circostanze di riattivazioni sono legate a condizioni di immunodepressione grave, per trapianto di midollo o di organo o per terapia immunosoppressiva o anti-tumorale, per questi casi particolari la malattia può esprimersi in forma grave (epatite, encefalite, polmonite etc). Il soggetto che vive queste condizioni particolari dovrebbe porre molta attenzione al contatto con bimbi piccoli e se entra in contatto con un caso sospetto o certo di sesta malattia, deve farlo presente al suo medico. Le donne in gravidanza teoricamente possono contrarre la malattia (nel raro caso non abbiano anticorpi protettivi), questo evento è rarissimo in quanto la popolazione generale adulta ha già gli anticorpi per la malattia e non può contrarla nuovamente. Come ho già detto esiste la possibilità che il virus si “riattivi” ma questo dipende strettamente dalle condizioni di salute particolari dell’adulto.

Esiste una stagionalità?

  Al contrario di molte malattie esantematiche e virali, questa malattia è diffusa in tutti i mesi dell’anno, e in tutti i paesi del mondo.

Le possibili complicanze della sesta malattia:

  • Convulsioni febbrili: in realtà non sono una complicanza specifica di questa malattia. La comparsa di convulsioni febbrili si può realizzare in corso di qualunque evento febbrile, soprattutto nei bambini che una familiarità per convulsioni febbrili (genitori o altri fratelli affetti da piccoli).
  • Meningite, encefalite
  • Polmonite
  • Epatite

Queste ultime 3 condizioni, gravi, sono complicanze che aggravano il decorso in pazienti con malattie preesistenti, e compromissione del sistema immunitario.

Per quanto tempo rimane contagiosa? Da 10 a 20 giorni

Generalizzando, potremmo dire che il contagio inizia nel periodo immediatamente prima della comparsa della febbre (durante il periodo di incubazione che dura anche 10 giorni), ed è massima durante il periodo febbrile-esantematico, ma poco è noto riguardo la possibilità di contagio quando le macchie iniziano a sparire.

Esiste una terapia specifica?

Non esiste una terapia specifica, sicuramente è utile seguire questi semplici consigli:

  • Controllare la febbre utilizzando paracetamolo o ibuprofene (è fondamentale rispettare le dosi e gli intervalli di somministrazione)
  • Non somministrare cortisonici (in caso di dubbi contattare il pediatra)
  • Non coprire eccessivamente il corpo
  • Mantenere sempre una ottima idratazione, favorendo l’assunzione di acqua e frutta
  • Tenere il bimbo a casa a riposo, fino alla completa guarigione (scomparsa delle macchie)

Diagnosi della sesta malattia

La diagnosi è clinica, esiste la possibilità di ricercare il virus responsabile con un prelievo di sangue, ma questo è utile per pazienti con patologie gravi-croniche-immunocompromessi.  Nella stragrande maggioranza dei bambini non è necessario ricercare il virus perché nel 99% dei casi non c’è dubbio diagnostico e ha una evoluzione benigna, a risoluzione spontanea.

Quando chiamare il pediatra?

Si tratta di una malattia infettiva sostanzialmente benigna. La maggior parte dei bambini guarisce spontaneamente, la durata complessiva non va oltre la settimana e, di solito, non è necessario alcun intervento medico. 

Chiamare il pediatra si o no?

Comportamento del bambinosi/no
Il bambino mangia come al solito, ma ha la febbre alta e vaghi disturbi gastrointestinalino
Il bambino ha sintomi allarmantisi
Il bambino di età inferiore a 3 mesi ed ha una temperatura corporea di 38°C o più
Oppure
Il bambino ha meno di 6 mesi di età ed ha una temperatura il bambino di età inferiore a 6 mesi ed ha una temperatura corporea di 39°C o più
si
Le macchie sulla pelle (esantema) non migliorano dopo tre giorni dalla loro comparsasi
La febbre è alta e non scende con un singolo farmacosi
Comparsa di convulsioniospedale
Quando chiamare il pediatra

È consigliabile parlare con il medico se, pur essendo adulti, si ha il sistema immunitario indebolito e si è stati a contatto con un bambino malato di sesta malattia.

Misure di contenimento del rischio di contagio

E’ molto difficile effettuare una prevenzione specifica della malattia, perché quando si presenta la fase acuta (febbrile) il bambino non è più in comunità, ma nei giorni precedenti ha già contagiato i suoi coetani valgono quindi le regole generali di prevenzione del contagio delle malattie infettive, che siano infezioni batteriche o infezioni virali:

In assenza di segni e sintomi:

  • assicurarsi che il bambino malato si lavi spesso le mani e il viso
  • assicurarsi che tossisca o starnutisca nei fazzoletti e che siano buttati subito dopo il loro uso
  • invitarlo a non condividere piatti e posate con gli altri
  • disinfettare spesso giochi etc, per evitare il contatto con le superfici contaminate

In presenza di segni e sintomi sfumati:

I bambini con qualche sintomo da raffreddamento o febbre a non dovrebbero frequentare la comunità: pochi giorni a casa in attesa della evoluzione di un raffreddore o di una febbre, possono evitare piccole epidemie scolastiche e soprattutto il ripetersi ciclico delle infezioni (effetto ping-pong) nell’ambiente chiuso di una classe.

Domande e risposte più comuni sulla sesta malattia

Può ammalarsi un neonato? NO

In genere, i lattanti di età inferiore ai 6 mesi sono protetti dagli anticorpi che la mamma ha trasmesso loro durante la gravidanza, quindi è praticamente impossibile che si ammali un neonato. Esiste la possibilità di trasmissione della malattia, dalla mamma al neonato al momento del parto, sebbene rarissima si stima 1% dei casi, se poco prima di partorire si riattiva il virus nella mamma o se la mamma non aveva anticorpi, la malattia del neonato può comportare anche febbre alta che impone il ricovero in terapia intensiva neonatale, ma il decorso è sempre favorevole.

È possibile riammalarsi? NO

La prima infezione genera una produzione di anticorpi che è protettiva (è in grado di bloccare l’attacco e l’azione di questo virus se lo re-incontriamo), in alcune circostanze particolari (malattie che riducano la risposta immunitaria, chemioterapia, terapia antirigetto, post trapianto di organo) si può avere “la riattivazione”.

È possibile fare il bagnetto, durante la malattia? SI

Il bagnetto tiepido, è una pratica non rischiosa (con le normali buone regole) qualche volta è addirittura consigliato, se la febbre è troppo alta e risponde male al paracetamolo.

È possibile fare una passeggiata, uscire di casa? NO

Sicuramente non è raccomandato uscire a passeggio durante la fase febbrile.  Se il bambino sta bene e il “clima” lo consente non ci sono ragioni per scoraggiare passeggiate tranquille, con abbigliamento adeguato, ma non conducete i bimbi in ludoteche, o parco giochi e attendete la completa guarigione prima di riportarli negli asili nidi etc..)

È pericoloso per la donna in gravidanza?

Il rischio di aborto o di malformazione non è noto, esistono numerosi studi che riportano esperienze degli ultimi 20 anni ma non è possibile definire se esista un rischio concreto di aborto o malformazioni fetali, nelle prime settimane di gravidanza. In caso di contatto stretto con paziente affetto da sesta malattia bisogna rivolgersi al medico per poter effettuare la ricerca nel sangue degli anticorpi diretti contro Human Herpes Virus (HHV6 ).

È consentito allattare se in casa il fratellino maggiore ha contratto la sesta malattia? SI

Per la mamma che allatta non c’è rischio di contagio per il neonato, il virus non passa attraverso il latte, non è mai stato isolato nel latte materno. Se nella mamma si riattivasse il virus (che era latente) esso non si trasmette al neonato che è allattato. La mamma, al pari della popolazione adulta sana, sviluppa molto raramente l’infezione.

Dobbiamo dare un antibiotico?  NO

La febbre può creare allarme perché dura almeno 3 giorni, ma la malattia è virale e sebbene la febbre alta sia sempre fonte di indiscutibile preoccupazione per i genitori, la somministrazione di antibiotico senza la prescrizione del medico, è inutile e dannosa.

Faq

Domande frequenti

Per via aerea: tosse e starnuti
Per contatto diretto: saliva e secrezioni nasali (dal contatto con superfici o materiali che siano stati contaminati)

roprio perché è molto frequente nei bambini, non sono descritti casi negli adulti in buona salute. Si stima che la quasi totalità della popolazione mondiale abbia gli anticorpi (protettivi) per la sesta malattia (HSV 6). Questo tipo di virus permane silente nell’organismo (proprio come capita con il comune herpes labialis) e può accadere che, in particolari situazioni di immunodepressione o stress, si riattivi. È importante che un adulto che sia entrato in contatto con un bimbo cui è stata fatta diagnosi della sesta malattia, lo faccia presente al suo medico se ci sono condizioni che alterino il suo stato immunologico (terapie immunosoppressive, malattie croniche debilitanti, etc..).

Con la supervisione di:

Pediatra margherita caroli ecog sio oms

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea vania - alimentazione bambini

Prof. Andrea Vania Pediatra

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