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Parola di Mamma

Come spiegare il concetto di tempo ai bambini e l’attesa

Strumenti per spiegare il concetto di tempo al bambino e aiutarlo a sostenere l'attesa: orologio delle attività, clessidra e calendario dell'attesa (scarica il modello in pdf)

Pubblicato il 09.04.2024 e aggiornato il 06.05.2024 Scrivi alla redazione

Il tempo ha una sua struttura matematica, infatti si computa in numeri: anni, mesi, settimane, ore, minuti e secondi sono tutti concetti numerabili. Tuttavia l’idea del tempo è astratta e prima che il bambino possa completamente coglierla è necessaria una maturazione cerebrale e cognitiva. Se vi state chiedendo come spiegare il concetto di tempo ai bambini, sappiate che non basta saper contare fino a 12, quanti sono i numeri sul quadrante dell’orologio.

Per una piena comprensione del tempo, occorre aver acquisito minime capacità di astrazione e previsionali, nonché avere dimestichezza con l’idea di distanza. Tra un mese o tra una settimana, per esempio, sono concetti più difficili di prima e dopo, che tuttavia ne rappresentano i presupposti. Questo vuol dire che i bambini, prima di arrivare a una piena consapevolezza del tempo, passeranno attraverso concetti semplici che partono dalla base dell’ora, dell’adesso e passano anche attraverso il distacco, fino a raggiungere la previsione del futuro.

La vasta gamma di competenze che conducono ad una funzionale comprensione del tempo si articola dai 18 mesi fino ai 5-6 anni. In quest’ottica spiegare il tempo ai bambini è un lungo viaggio da vivere senza fretta.

Visione soggettiva del tempo

Noi adulti guardiamo l’orologio con la già acquisita consapevolezza del tempo in costante e stabile progresso, ovvero siamo in grado di comprendere quante attività possono essere contenute dentro un’ora, quali distanze sono percorribili in un certo tempo e quanto ne occorre per portare a compimento questa o quella cosa.

I bambini, al contrario, non hanno una visione oggettiva del tempo che per loro scorre in base a ciò che fanno nel momento stesso in cui lo fanno. Senza contare che la percezione del tempo nel bimbo resta influenzata dall’intimo sentire, è per questo che il tempo del divertimento è veloce e bello, mentre quello della noia pesante, lento e brutto. Questa visione del tempo è soggettiva.

Percezione del tempo tra i 12 e i 18 mesi

Tra i 12 e i 18 mesi i bambini hanno una limitatissima concezione del tempo che resterà ancora a lungo estremamente legata agli eventi, ai sentimenti, al corpo e all’ambiente. È in questo momento che i bimbi scandiscono il tempo attraverso le routine, ovvero le cose da fare e le pause, il prima e il dopo.

Scandire il tempo dei bambini in modo routinario serve a consentire loro di acquisire il concetto del tempo che scorre nonché a cadenzarlo e comprenderlo per mezzo di riferimenti stabili. I riferimenti stabili sono di conforto per i bambini perché danno loro sicurezza.

Come prospettare un evento futuro ai bambini piccoli

Almeno fino alla scuola primaria è bene, per esempio, non dire al bambino frasi come: “Ti verrò a prendere alle 16:00”, ma piuttosto sforzarsi di ancorare l’espressione del futuro alla vita concreta dei bambini: “La mamma arriverà da te dopo la merendina del pomeriggio”.

Percezione del tempo tra i 5 e i 6 anni

A questa età il bambino sa leggere (in senso utilitaristico) il tempo, infatti ne comprende la struttura, ovvero distingue i giorni dalle settimane e i mesi dagli anni. Certamente sa associare i mesi a immagini e riferimenti tipici, per cui Agosto è mare e Dicembre è Natale, solo per fare due esempi.

I bambini in età scolare comprendono per intuizione anche i concetti di vicinanza o lontananza. L’attesa resta la grande sfida dell’infanzia e della preadolescenza, soprattutto quando il bambino desidera ardentemente qualcosa.

“Mio figlio non sa aspettare” – come spigare il concetto di tempo e l’attesa

Tra i 30 e i 36 mesi i bambini possono comprendere bene ed efficacemente la ciclicità del tempo. A questa comprensione arrivano naturalmente e riempiendo di un significato anche astratto le attività routinarie (il momento della colazione diventa “la mattina”, la scuola diventa l’attività della prima parte della giornata, il pranzo lo spartiacque col pomeriggio e così via fino alla notte).

Già intorno ai 30 mesi il consiglio è quello di costruire un orologio delle attività, ovvero un orologio con cui cadenzare la giornata ripartendola nel suo arco temporale di 24h. Per farlo servono punti di riferimento giornalieri (scuola, casa, pranzo, merenda, sport, letto, eccetera).

Un orologio delle attività rappresenta uno strumento pratico di allenamento alla comprensione del tempo. Soprattutto per i bambini piccoli, è persino confortante poiché mostra loro cosa aspettarsi dalla vita quotidiana.

Come spiegare il concetto di tempo ai bambini e l'attesa - alimentazionebambini. It by coop
Come spiegare il concetto di tempo ai bambini – alimentazionebambini.it By COOP

Prima dei 6-7 anni la matematica del tempo è lontana dalla cognizione dei bambini, così tra gli 0 e i 5-6 anni restano incomprensibili frasi come: “Aspetta un minuto” o “Devono passare cinque minuti” o simili. Questo genere di comunicazione, che potremmo definire strettamente matematica, pretende una alfabetizzazione logico-numerica che i bimbi non hanno ancora. Di fatto ciò la rende del tutto inefficace per spiegare a un bambino i tempi dell’attesa.

Come spiegare il tempo dell’attesa ai bambini

L’attesa si apprende con la pratica e attendere significa anche contenere la frustrazione, diventare resilienti e coltivare immaginazioni e progetti.

Già prima dei 30 mesi si può mettere a disposizione del bimbo un orologio della ciclicità del tempo, ce ne sono in velcro e schiuma eva, riproducibili anche home made. Grazie a questi giochi educativi, col supporto di mamma e-o papà il bambino può esercitarsi nella distinzione del tempo in mattino, pomeriggio, sera e notte, ma anche del tempo delle stagioni o nell’identificazione del tempo climatico sole, nuvola, pioggia o temporale.

Clessidra o timer per dimostrare ai bambini come scorre il tempo

In un primissimo approccio al tempo, si può certamente ricorrere all’uso di supporti diversi da un orologio, ovvero ricercare strumenti sì numerabili ma più intuitivi. La clessidra, che raramente le mamme e i papà prendono in considerazione, è molto adatta ai bambini piccoli piccoli, già tra i 18 e i 36 mesi. Mentre il timer (preferibilmente non impostato sul cellulare o sul tablet) è più adatto ai bambini di oltre 36 mesi. La prima per educare a compiti brevi, come aspetta un minuto, il secondo valido anche per attese più lunghe.

Entrambi gli strumenti palesano davanti agli occhi del bimbo il passare del tempo: la sabbia che scivola via è la traduzione osservabile del concetto di tempo; i numeri che scorrono anche e il bip che segna la fine del timer serve a insegnare ai bambini che esiste un confine tra prima e dopo, passato e futuro.

A che età i bambini colgono il concetto di prima e dopo?

Il concetto di prima e dopo, e di conseguenza anche quelli di oggi, ieri e domani, sfuggono ai bambini al di sotto dei 30 mesi d’età. Fino ai 2 anni e mezzo prevale la comprensione del tempo ciclico e routinario. Il bambino trova conforto nell’idea che domani la sua routine sarà la stessa di oggi, mentre gli è estraneo, se non avverso, il concetto di tempo lineare all’interno del quale quello che passa non ritorna più.

Il cucciolo d'uomo incomincia ad avere contezza del tempo lineare solo con le prime esperienze socializzanti, per esempio quando a scuola in sua assenza la maestra ha svolto una attività irripetibile.

Il calendario del tempo per aiutare i bambini nella percezione del futuro

Siamo abituati ai calendari convenzionali ma con i bambini ne possiamo realizzare di alternativi. I calendari dell’attesa (come il modello che Alimentazione Bambini vi offre qui di seguito) possono rappresentare un modo concreto per descrivere il tempo e insegnare ai piccolini come distinguere, poco alla volta, presente, futuro e passato; la ciclicità delle stagioni; i tempi dell’accadere, anche quelli degli incontri, degli appuntamenti e delle responsabilità.

Il calendario del tempo per aiutare i bambini a sostenere l'attesa di un evento - alimentazionebambini. It by coop
Il calendario del tempo per aiutare i bambini a sostenere l’attesa di un evento – alimentazionebambini.it By COOP

Come funziona il calendario dell’attesa – consigli per i genitori

Tuo figlio vuole andare al mare e non sta nella pelle, ma il vostro viaggio è previsto di qui a qualche mese; tua figlia rivedrà i cugini tra tre settimane ed è impaziente; a fine mese ci sarà la recita e vuoi accompagnare il tuo bambino verso questo obiettivo in modo consapevole sfruttandolo anche come occasione per spiegare il tempo?

In circostanze simili a queste:

  • stampa una o più pagine del nostro modello di calendario dell’attesa;
  • ti consiglio di stampare anche delle piccole immagini evocative o di aggiungerle direttamente sul pdf che troverai qui di seguito;
  • attacca il calendario in casa (preferendo un’area della casa vissuta affinché il bambino possa averlo sempre a disposizione);
  • costruisci una routine del calendario, per esempio ogni sera si barra una casella;
  • nel caso la giornata indica una attività invita il bambino a svolgerla sottolineando come essa rappresenti il procedere del tempo verso il traguardo.
Il calendario del tempo per aiutare i bambini a sostenere l'attesa di un evento - alimentazionebambini. It by coop
Il calendario del tempo per aiutare i bambini a sostenere l’attesa di un evento – alimentazionebambini.it By COOP

Nel nostro calendario abbiamo previsto cose come scrivere una lettera, telefonare, inviare un video o fare una video chiamata. Si tratta di attività che vanno pensate in termini di fattibilità in base all’età del bambino, servono a cadenzare l’attesa e valgono come passi verso la meta. Nell’arco del mese, delle settimane o dei giorni che dividono dall’obiettivo, queste attività calano l’attesa in una dimensione più concreta che ha natura di ricerca, contatto, aspettativa. Viste così sono strategie per evidenziare il procedere del tempo e il suo progredire a passi lenti e costanti.

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