Parola di Mamma

Il kintsugi delle mamme: oro per aggiustare e curare le ferite

Le mamme imparano sulla loro pelle l’arte dell’aggiustare le cose. Ci sono molti modi per ricucire i problemi e rimettere insieme i cocci. Aggiustare con l’oro è l’arte del kintsugi. Quando le mamme fanno uso di kintsugi emotivo, impreziosendo le ferite, piccole o grandi che siano, rendono l’educazione alla resilienza un vero e profondo atto d’amore.

Aggiustare non è un’arte che fa per tutti.

Riparare e cucire, quindi sistemare le cose dando ad esse una nuova vita, non attiene, quindi, solo agli oggetti, ha a che fare anche con l’anima e i sentimenti.

Aggiustare le emozioni e le relazioni è quell’applicazione emotiva che porta l’essere umano a compiere i più grandi sforzi: il perdono, l’autocritica e l’analisi degli accaduti.

All’interno delle relazioni familiari il compito di aggiustare le cose dell’anima spetta alla mamma più spesso che al papà: possiamo farlo impreziosendo le ferite e positivizzando il dolore

Il senso vero del ri-cucire e del ri-comporre non sta tanto nel cucire o nel comporre quanto, piuttosto, nel “RI”: il prefisso RI pretende la capacità emotiva di ritornare indietro ripercorrendo a ritroso il proprio sentire e l’agire, nonché rianalizzando le azioni e le reazioni altrui.

Vi è un’antica pratica di ri-costruzione giapponese, dal nome suggestivo e “difficile” (si chiama kintsugi ), insegna che qualunque oggetto, anche comune e privo di valore economico, può essere aggiustato chiudendo le fessure e le crepe di ciò che si è rotto con colla mista ad oro o argento. L’oggetto che ri-nasce è rinnovato in pregio, bellezza e valore.

Questa pratica preziosa si fa insegnamento di vita nel momento in cui il kintsugi diventa un metodo di cura emotiva:  in casa gli equilibri si rompono spesso, accade non  perché la famiglia sia fragile ma perché essa è dinamica; succede non perché i legami siano a rischio ma perché i rapporti sono vitali, ciò vale soprattutto rispetto ai litigi che, per quanto ricorrenti, non sono sinonimo di “rottura insanabile”, piuttosto sono figli del confronto e della fisiologica differenza tra i membri di una casa.

I “membri di una casa” è un concetto affascinante: sono tutti egualmente pulsanti, vivi e partecipi in un corpus complesso dove nessuno è famiglia senza l’altro. 

E, care mamme, tocca proprio a noi tenere insieme questo corpo unico fragile e forte, bello e doloroso, capace e bisognoso di imparare passo dopo passo. 

Diciamolo pure e senza paura: a casa di vasi rotti da riparare ne abbiamo e ne avremo sempre tanti, se impariamo ad aggiustare con l’oro quello che è fragile diventerà forte e quello che è brutto sarà bello. In modo particolare, riparando con l’oro avranno un valore diverso il perdono e la pace.

I tanti modi dell’aggiustare delle mamme moderne: come fare la differenza con il kintsugi per l’anima

Ci sono tanti modi di aggiustare le cose, in famiglia vi è una ragione emotiva dietro ogni modo, ma non sempre il riparare soddisfa i bisogni emotivi di tutti.

Il trait d’union delle esigenze emotive dei membri della famiglia, ovvero la necessità che, per intenderci, accomuna ognuno, è la pace: in una casa ciascuno ha bisogno di pace, con se stesso e con gli altri.

L’unico modo dell’aggiustare che genera pace è il kintsugi perché è il solo che nell’atto di rimarginare positivizza il dolore, così facendo lo azzera, persino inibendo risentimenti e non detti.

In un tempo non molto lontano il kintsugi sarebbe stato impensabile.

La donna (si torni con la memoria all’epoca delle nostre nonne) viveva  nella sofferenza passiva di un ruolo subalterno all’uomo e poteva “sfogare” i propri bisogni di affermazione personale solo in un eventuale matriarcato domestico, sempre a patto che fosse la donna in famiglia più alta in carica per anzianità e ruolo e sempre che non fosse circondata da uomini dispotici, se non addirittura violenti. 

Anni di affermazione femminile hanno permesso a noi mamme di avere un ruolo produttivo (e non solo riproduttivo) nella società. Oggi siamo api operaie, regine ed esploratrici insieme; accudiamo con le stesse mani con cui produciamo; portiamo i nostri figli al mondo con la medesima intensità con cui questo mondo lo indaghiamo fuori dai confini della casa. Non siamo più sopportanti e passivamente ubbidienti, siamo compagne, resilienti e fedeli per scelta, amiche e amanti. 

Ci siamo evolute? No! Piuttosto siamo fiorite conquistando, con lacrime e sangue, la possibilità di affermarci in ogni nostro aspetto.

Ed ecco che le donne di un tempo non cucivano con fili d’oro.

Loro non potevano realizzare la magia di fare di uno straccio una stoffa impreziosita!

Loro rammendavano per dovere e guardavano al rammendo come a un riparo di fortuna e necessità. Non avevano i mezzi culturali e sociali per fare altrimenti. 

Oggi, grazie al rinnovato ruolo che rivestiamo nella società, possiamo imbastire d’oro gli strappi e incollare d’argento i cocci rotti sostituendo la resilienza alla passività e all’accettazione cupa e grigia del dolore.

Aggiustare con l’oro, perché fa bene alla famiglia e perché è un’arte delle mamme

Meccanicamente la resilienza è la capacità di alcuni materiali di assorbire un urto (più o meno importante) senza deformazioni e\o rotture. Psicologicamente è l’attitudine a resistere agli urti della vita senza il peso negativo e opprimente del dolore, del vittimismo e della frustrazione.

Il kintsugi è l’educazione resiliente a trarre il buono anche dal cattivo: “Non mi sono rotto, mi sono adornato d’oro”, così parlerebbe il vaso incollato con la pasta impreziosita.

Le mamme che imparano ad aggiustare l’animo con l’oro e che istruiscono i  bambini a questa resilienza donano più di un insegnamento:

  • aggiustare con l’oro i sentimenti addestra i figli alla positiva filosofia del “nulla è perduto, mai!”;
  • riparare impreziosendo le ferite educa a trasformare ciò che comunemente è percepito come deturpante in addolcente e accrescitivo;
  • ridare pregio a qualcosa di rotto fa comprendere che la vita può scompigliare le carte, far male e aggredire, ma non può sciupare il senso prezioso dell’essere che è fatto salvo, e persino amplificato, dalla cura;
  • l’oggetto abbellito dalla riparazione è arricchito. Come quell’oggetto, anche noi non nasciamo in una forma definitiva, ma diveniamo. Ciascuno è qualcosa di mutevole che può acquisire nel tempo il suo essere più ricco e pertanto non siamo mai prigionieri dell’ora e adesso

In quest’ottica l’aggiustare con l’oro è educazione al migliorare se stessi, ovvero all’aspirazione.

Visto così il kintsugi è un’esperienza emotiva di resistenza pacifica alla vita che consente alle mamme, a tutte le mamme, di non rendere mai passivo il loro ruolo, spronando, altresì, i figli a cercare la bellezza ovunque. 

La mamma dell’aggiustare con il kintsugi sa raccogliere i cocci del brutto per trasformarli in bello.

E nessun insegnamento è più valido ed etico in questa modernità ferita, spesso sciupona, facilmente superficiale in cui viviamo. 

Il beneficio della resilienza del kintsugi emotivo è, per le mamme e le famiglie, vivacizzante, seme e radice di pace, emolliente e armonizzante. 

Le mamme dispongono di tanto oro da poter riparare tutto, devono solo apprezzare se stesse e credere nelle loro forze per trarlo da sé e utilizzarlo a beneficio di tutta la famiglia.

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