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Psicologia

Parental burnout o stress genitoriale: sintomi e come uscirne

Che cos'è il burnout e quando diventa una sindrome parentale ovvero la cosiddetta sindrome da burnout parentale o parental burnout syndrome.

Pubblicato il 03.07.2024 e aggiornato il 03.07.2024 Scrivi alla redazione

Il burnout può essere definito stress cronico e destabilizzazione psicofisica; quando tale condizione si declina attraverso il ruolo genitoriale è possibile parlare di burnout genitoriale o parental burnout syndrome. Tale stato non è considerabile come comune stress genitoriale, in quanto il burnout parentale è costituito da un’intensità maggiore e compromette significativamente l’assetto familiare.

Esistono in letteratura degli indicatori più specifici che consentono di transitare da uno stato di semplice stress ad una vera e propria condizione di burnout genitoriale, li osserviamo qui di seguito:

  • affaticamento psicofisico;
  • difficoltà nelle funzioni esecutive (le funzioni esecutive sono tutte quelle competenze che ci consentono di adattare i nostri comportamenti al mondo esterno e ai bisogni relazionali: pianificare, programmare, modificare e verificare);
  • senso di rabbia;
  • frustrazione;
  • colpa e inadeguatezza;
  • maggiore distanza emotiva dai figli;
  • anedonia (insoddisfazione);
  • disturbi del sonno e psicosomatici.

Sono molteplici i fattori alla base di tale sindrome, ne elenchiamo alcuni:

  • isolamento sociale;
  • relazioni di coppia disfunzionali;
  • crisi economiche;
  • significativa rigidità verso sé stessi e la prole.

Che differenza c’è tra il Burnout e la comune ansia o il comune stress genitoriale

Burnout, ansia e stress genitoriale rappresentano condizioni che possono compromettere in maniera indicativa il binomio soma-psiche, tuttavia è necessario delineare delle differenze sostanziali che appartengono a ciascuno stato:

  • il burnout genitoriale si verifica quando si esauriscono (dal termine anglosassone “to burn out”=  spegnersi, esaurirsi) le energie psicofisiche successivamente ad uno stile genitoriale molto stressante ed esteso del termine. Esso comporta spossatezza, senso di inefficacia, nonché veri e propri disturbi psichici come ansia e depressione.
  • Lo stress genitoriale invece è una risposta, di solito di durata breve, nella quale il corpo risente delle difficoltà indotte dalle dinamiche genitoriali. Tale condizione procura irritabilità, difficoltà nella concentrazione e senso di affaticamento. Infine l’ansia genitoriale è definibile come uno stato di eccessiva preoccupazione nel senso che influenza le dinamiche familiari, associabile a irrequietezza, difficoltà nel sonno e nell’alimentazione e sintomi fisici quali tachicardia, tremore o sudorazione. 
Parental burnout o stress genitoriale, avere cura della salute mentale dei genitori - alimentazionebambini. It by coop
Parental burnout o stress genitoriale, avere cura della salute mentale dei genitori – alimentazionebambini.it By COOP

Burnout e depressione: confini e rischi

Sebbene il burnout e la depressione rappresentino delle serie condizioni di disagio e destabilizzazione psicofisica è necessario tratteggiare una linea di demarcazione per poterne stabilire i giusti confini.

Il burnout, come succitato, rappresenta uno “spegnimento” delle energie psicofisiche dovuto a fattori stressogeni. A differenza della depressione, il burnout non trova collocazione nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (Testo Rivisitato) – ossia il DSM – 5 TR – pertanto, ça va sans dire, non è un disturbo mentale.

La depressione è uno stato di significativo abbassamento del tono dell’umore avente un’eziopatogenesi di natura genetica o psico-sociale. Tale disturbo è caratterizzato da una persistente tristezza, anedonia, alterazioni dell’appetito e del sonno, senso di inutilità, di colpa e talvolta, nei casi più imponenti, pensieri suicidari.

Va altresì tenuto presente che un individuo può essere affetto da entrambe le condizioni le quali possono influenzarsi vicendevolmente.

Come capire se si è in burnout genitoriale: sintomi

I sintomi che caratterizzano il burnout genitoriale sono ascrivibili a tre macrocategorie, ossia: psichiche, fisiche e comportamentali; chiaramente non sempre sono presenti tutti i criteri e la durata e l’intensità di tali sintomatologie sono soggettive.

Sintomi della sindrome da burnout genitoriale 

Sintomi psichici: irascibilità, senso di frustrazione, distanza significativa dai figli, scarso senso del piacere, bisogno di isolamento, criticità nella memoria e nella concentrazione, elementi di ansia o abbassamento del tono dell’umore

Sintomi fisici: astenia, senso di affaticamento, alterazioni del sonno e dell’appetito, dolori sparsi su gran parte del corpo

Sintomi comportamentali: impulsività, irascibilità, tendenza ad evitare le relazioni sociali, autotrascuratezza, difficoltà nel prendere e/o mantenere impegni e nelle dinamiche familiari.

La presenza di sintomi di burnout genitoriale si può anche riversare sui bambini, nei confronti dei quali possono emergere significative modifiche comportamentali o del tono dell’umore, come per i genitori alterazioni del cibo e del sonno, nonché difficoltà da un punto di vista scolastico; non sono infrequenti anche comportamenti di natura regressiva ossia tipici di stadi evolutivi precedenti a quelli a cui appartiene il bambino.

Il burnout parentale può portare disturbi del sonno, perchè?

Esiste una correlazione tra parental burnout o disturbi del sonno, infatti il primo è contraddistinto da una fase di stress prolungato e cronico che influenza il rilascio della melatonina, con conseguenti alterazioni del sonno stesso.

Inoltre esistono genitori colpiti da burnout che soffrono di un “affastellamento di pensieri”, una vera e propria “entropia ideica” (“disordine dei pensieri”) che non permette loro di riposare in maniera soddisfacente.

Quando invece si verifica un soddisfacente esaurimento delle risorse fisiche, anche tale fattore non comporta una qualità funzionale di riposo che consequenzialmente provoca senso di stanchezza il giorno seguente.

Ansia, rabbia e frustrazioni, condizioni tipiche del burnout genitoriale incidono sul piano dell’affaticamento complessivo, infatti causano poco ristoro nel sonno, nonché orari irregolari, cattive abitudini in tal senso o interruzioni improvvise durante il sonno stesso.

In tal senso per migliorare la qualità del sonno sono utili tecniche di rilassamento, creare un ambiente rilassante per dormire e ritagliarsi una finestra temporale solo ed esclusivamente per sé.

Tutti nella propria vita dovrebbero ritagliarsi uno spazio per sè, ciò consente un piccolo distacco dal contesto che scatena ansia e difficoltà e permette di fare pratica di auto-ascolto, auto-analisi a cura e beneficio dell’abbassamento dei livelli di stress.

Rabbia: effetto collaterale del parental burnout o stress genitoriale - alimentazionebambini. It by coop
Rabbia: effetto collaterale del Parental burnout o stress genitoriale – alimentazionebambini.it By COOP

Il burnout genitoriale può aumentare i livelli di rabbia del genitore verso il figlio

Il burnout genitoriale incrementa i livelli di rabbia nei genitori verso il figlio e ciò può essere dovuto a diversi fattori:

  • quando si avverte uno stato di stress cronico e prolungato, tipico di chi è affetto da burnout genitoriale, diminuisce la soglia di tolleranza;
  • i soggetti divengono maggiormente irritabili e sensibili alle frustrazioni, oltre ad avvertire difficoltà nell’autoregolazione emotiva;
  • i fattori succitati renderanno dunque la comunicazione meno chiara e funzionale;
  • inoltre il senso di inadeguatezza verso le aspettative loro riposte possono determinare nei genitori un senso di ipercriticità verso sé stessi e la prole, aumentando così il senso di rabbia.

Tale fenomeno comporta anche un senso di solitudine e trascuratezza con scarse possibilità di riposo e dunque di relax, i quali possono tradursi nella concentrazione dei comportamenti negativi dei figli, che a loro volta comportano rabbia nel genitore, causando dunque una “ricorsività disfunzionale”.

L’esperienza insegna che, a massimi livelli di rabbia e frustrazione, il rischio che il soggetto corre è quello di amplificare le problematiche comuni. Ed ecco che, in questo modo, fermare la ricorsività diventa difficile senza cogliere e affrontare il problema a monte.

Il burnout parentale può essere disgregante per la coppia

Qual è la situazione tipo di una coppia in cui uno dei genitori presenti sintomi del burnout? Il burnout parentale (e i sintomi del burnout manifestati in famiglia) può avere un impatto negativo sulla coppia per i seguenti motivi:

  1. nel momento in cui i genitori sono affetti da burnout la comunicazione e la relazione di coppia diventa non funzionale, con conseguente predisposizione e rischio di conflitti distanzianti;
  2. il loro esaurimento di energie psicofisiche influenza anche la libido e l’intimità fisica;
  3. il burnout può indurre a chiudersi o a ridurre il proprio consueto impegno sociale, l’isolamento sociale si potrebbe ripercuotere anche sull’omeostasi genitoriale (ovvero sullo stato generale e diffuso di benessere del genitore).

Inoltre vi sono genitori i quali reputano di potersi sottrarre ai loro impegni genitoriali se dedicano del tempo alla vita di coppia: impegno di coppia e impegno genitoriale stanno su due piani diversi e assolvono a bisogni differenti che si direzionano, nella struttura della famiglia su soggetti non uniformi. La relazione di coppia è una relazione supportiva che struttura l’alleanza genitoriale, la relazione genitore-figlio è educativa. In una famiglia è necessario profondere impegno e passione in entrambe le relazioni.

Per ovviare a tali difficoltà è importante instaurare un clima di coppia basato sull’onestà, il rispetto reciproco, la fiducia e la condivisione delle responsabilità, nonché, come per il genitore singolo che necessita di uno spazio tutto per sé per poter ricaricare le proprie energie, analogo discorso vale anche per la coppia, anche per brevissimi istanti, in cui vi è un momentaneo ripristino della “spensieratezza e della leggerezza dell’essere degli eterni fidanzati”.

Come superare il burnout genitoriale e quando chiedere aiuto 

Il primo passo da effettuare per poter superare il burnout genitoriale è riconoscere i sintomi sovraelencati; una volta che si pensa di identificare i medesimi non bisogna farsi prendere dal panico, è invece importante provvedere per il benessere individuale, di coppia e genitoriale, attraverso le seguenti indicazioni: innanzitutto bisogna avere cura di sé.

È importante lavorare sui bisogni basilari di ogni individuo, considerando le problematiche dal punto di vista della persona e della sua famiglia. Gli eventi non hanno mai un valore assoluto, poiché il loro significato varia a seconda delle circostanze personali. È fondamentale essere in grado di riconoscere i propri bisogni per trovare soluzioni che siano adatte, sostenibili con le risorse disponibili e risolutive in base alla nostra situazione specifica.

La sindrome da burnout può migliorare equilibrando il sonno, il cibo e ritagliandosi uno spazio per una regolare attività fisica. È consigliabile “respirare leggerezza” attraverso attività ricreative, hobby e tecniche di rilassamento.

È necessario inoltre riordinare la quotidianità facendo affidamento su persone care che possano ad esempio fornire un aiuto domestico, avere degli schemi e degli orari prefissati per specifiche attività, porre un limite alle proprie risorse, stabilire e dare continuità a ruoli e confini con i figli sin da quando è possibile e prestare maggiore attenzione a ciò che accade esclusivamente nel tempo presente.

Qualora questa condizione interferisca significativamente con la quotidianità dei genitori non bisogna esitare dal chiedere un aiuto professionale in quanto un esperto in tale settore potrebbe essere utile a gestire le situazioni stressogene e far emergere le risorse per poterle fronteggiare. 

Con la supervisione di:

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea Vania Pediatra