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Stili di vita

TV, videogiochi e tablet: esposizione agli schermi e impatto sulla salute dei bambini

Schermi elettronici, mai sotto i 3 anni, con cautela fino almeno ai 6: niente Tv in cameretta, attenzione al PEG dei videogiochi e all'abuso del tablet.

Pubblicato il 28.02.2024 e aggiornato il 24.03.2024 Scrivi alla redazione

Viviamo in una società fortemente digitalizzata! In molti casi l’uso dei dispositivi elettronici è persino indispensabile, oggi si fanno online l’iscrizione a scuola, il cambio del medico di base, qualsiasi richiesta amministrativa, si comperano persino i beni di prima necessità, eccetera. L’uso così pervasivo e diffuso di Tv, smartphone, PC e tablet ci porta a sottovalutare l’impatto della esposizione agli schermi nonché le insidie dell’accesso in rete, ciò soprattutto quando i bambini rintracciano la tecnologia e ne fruiscono precocemente.

Esposizione agli schermi: è un fenomeno nuovo

Tv, videogiochi e tablet sono un fenomeno della storia recente (e anche tematiche socio-pedagogiche recenti) e questo vuol dire che gli effetti sono ancora materia di studio.

TV: un po’ di storia

Non è così semplice spiegare a un bambino di oggi che prima del 3 gennaio del 1954 la televisione non esisteva in Italia. I bambini restano stupiti del racconto di noi adulti quando riveliamo loro che una volta era in bianco e nero o con un solo canale e che ci volle molto tempo prima che almeno un fortunato nel condominio possedesse un apparecchio TV.

Difficile anche spiegare come poi è diventata un veicolo di cultura, informazione se non addirittura di alfabetizzazione. I televisori sono infatti oggi presenti in tutte le case e in numero variabile, fanno parte del nido domestico tanto quanto il letto o il tavolo da pranzo, pertanto i messaggi che ne escono vengono assorbiti con la massima naturalezza e fiducia anche dai più piccoli.

L’Auditel conta circa 20 canali dedicati all’infanzia che certamente intrattengono i bambini e fanno da baby-sitter elettronica, a questi si devono aggiungere i canali web che le mamme sfruttano per distrarre i bambini attraverso il telefonino. Ma il problema è che questa esposizione agli schermi sottrae i bimbi ad attività alternative, manuali ed esperienziali.

Videogiochi: un po’ di storia

Alla TV si sono poi andati affiancando, negli anni ’70, i primi videogiochi, da Space Invaders e Asteroids per poi passare a quelli a colori a partire da Pac-Man nel 1980. Oggi vi sono console, giochi portatili e interattivi in 3D per tutte le tasche e tutti i gusti. Come la TV sono una seducente fonte di intrattenimento ma forse, più di questa, sono motivo di isolamento e possibile alienazione del bambino rispetto al contesto familiare e dei pari.

Senza contare che l'esposizione precoce a videogiochi e schermi interattivi pedagogicamente limita e toglie opportunità a delle tappe senso-motorie essenziali.

Tablet: un po’ di storia

Nel 2010 infine arrivano i tablet, che sostituiscono e-o affiancano computer, smartphone e televisione diventando i referenti preferiti di molti bambini che possono, con il tablet, navigare su internet, guardare film, giocare come con un videogioco, interagire, a distanza ed evidentemente in modo filtrato, con amici, non solo già conosciuti ma anche amici virtuali.

Apprendimento dei bambini e strumenti elettronici - alimentazionebambini. It by coop
Apprendimento dei bambini e strumenti elettronici – Alimentazionebambini.it by COOP

Come Tv, Pc, tablet e videogiochi stano imprimendo un’impronta sull’apprendimento dei bambini

Da che mondo è mondo le novità spaventano ma è pure evidente quanto velocemente le nostre abitudini di vita stiano mutando ed è importante comprendere che tipo di impatto questi cambiamenti stiano avendo sulla salute dei più piccoli.

Nell’esame della relazione tra tecnologia (televisione, internet, tablet e smartphone) e sviluppo dei bambini e dei ragazzi non dobbiamo essere animati da un pregiudizio sul digitale, piuttosto è opportuno considerare il reale impatto che questi strumenti hanno sullo sviluppo delle nuove generazioni.

Il cervello è un organo che alla nascita si presenta strutturalmente e funzionalmente incompleto, o meglio in via di evoluzione. Tutti gli input che il bambino riceve dall’esterno vanno a imprimere un’impronta sullo sviluppo cerebrale, ed ecco che anche una precoce e non consapevole esposizione agli schermi avrà il suo peso nella vita dei nostri figli.

Quello che Alimentazione Bambini intende fare in questo articolo è fornire una guida, basata sugli esiti delle più recenti ricerche scientifiche, capace di mettere i genitori al corrente degli effetti dell’esposizione dei figli alla tecnologia (ovviamente tenendo conto della loro età e delle competenze non solo acquisite, ma anche previste e raccomandate).

Tv, videogiochi e tablet: che impatto hanno sulla salute dei bambini? - alimentazionebambini. It by coop
TV, videogiochi e tablet: Che impatto hanno sulla salute dei bambini? – Alimentazionebambini.it by COOP

Tecnologia e rischi per i bambini, a cosa prestare attenzione

Dalla corposa letteratura scientifica sul tema scopriamo effetti in vari ambiti:

  • sonno;
  • psiche;
  • alimentazione;
  • obesità;
  • motricità grossolana e fine e percezione di tempo e spazio.

Sonno: la presenza di un televisore nella camera da letto riduce di 20 minuti il riposo notturno dei bambini, così come l’utilizzo di videogiochi nelle ore serali sembra contrastare un rigenerante riposo.

Televisione, schermi, tablet, pc, cellulari e non solo videogiochi ma anche canzoncine video animate, eccetera non risultano conformi al bioritmo umano che alla sera pretenderebbe l’abbassamento del livello di stimolazione luminosa, visiva e uditiva. Il rispetto del bioritmo è tanto più importante quanto più piccoli sono i bambini perché è noto che dalla nascita ai primi mesi di vita i cuccioli d’uomo necessitano di un adattamento all’esistenza fuori dal ventre materno. È auspicabile che il tempo di questo adattamento trascorra il più possibile nel rispetto dei bioritmi naturali.

Psiche: a partire dagli anni 70 la letteratura scientifica si è interessata alla relazione tra sviluppo psichico e esposizione ai videogiochi.

Mentre in un primo momento gli scienziati sembravano convinti che i videogiochi violenti potessero rappresentare un esempio di forza impetuosa così reale e vivo da influenzare i comportamenti sociali dei giocatori, allo stato dell’arte si riconosce a questi ultimi una buona capacità di separare l’esperienza video-ludica dalla vita reale e si disconosce che, nel rispetto dei limiti di età (Pan European Game Information – il PEG), il gioco virtuale innalzi il tasso di comportamenti violenti dei ragazzi.

Tuttavia il videogioco può innalzare la quota d’ansia e l’ansia può ingenerare stress e determinare, come conseguenza, atteggiamenti aggressivi. In che modo il videogioco innalza la quota d’ansia? Quella video-ludica è un’esperienza sfidante che mette il bambino-ragazzo nella condizione di superare costantemente limiti e prove in maniera temporalmente e dinamicamente diversa dalla realtà fattuale. Infatti il videogioco combina morte, rinascita, riprova, ulteriore fallimento e riproposizione dell’esperienza senza soluzione di continuità permettendo al giocatore di rivivere le differenti circostanze e ritentare le sfide all’infinito. Per resistere alla tensione emotiva che ciò scatena è necessario un saldo equilibrio, non è detto che un preadolescente o un adolescente ne siano capaci, men che meno è pensabile che ne sia capace un bambino. Ai genitori va rinnovato l’invito a rispettare il PEG che indica anche l’età minima per affrontare la singola esperienza videoludica.

Alimentazione: il tempo trascorso davanti alla televisione aumenta l’assunzione giornaliera di alimenti a bassa qualità nutrizionale ovvero ricchi in grassi, zuccheri semplici e sodio. In particolare, ogni ora di TV apporta in media 1/3 di questa tipologia alimentare. Per i videogiochi non varrebbe la stessa cosa per impedimenti pratici (il videogiocatore non tende a mangiare perchè ha le mani impegnate) anche se per tutti gli schermi vale la tendenza all’incremento di consumo di bevande zuccherine.

Obesità: oltre a molti studi internazionali, anche in un recente studio italiano, condotto su 14.500 ragazzini milanesi tra i 6 e gli 11 anni, le ore di televisione correlano con il grado di obesità in modo assolutamente indipendente dalle ore di sport effettivamente praticato. Questo ha luogo probabilmente a causa del maggior introito calorico, come spiegato nel punto precedente. Sembrerebbe che la soglia obesogena di TV al giorno sia di 2 ore.

Attività fisica: sebbene le ore trascorse tra TV e videogiochi producano obesità indipendentemente dalle ore di sport praticato, è indubbio che gli schermi sottraggono molto spazio e tempo al movimento informale come alle attività strutturate. Detto questo, e per dovere di cronaca, va aggiunto che esistono videogiochi che prevedono che l’utente si muova mimando pratiche sportive e ciò ha di per sé un dispendio energetico di 2-3 volte superiore al classico videogioco con tasti o joystick.

Esposizione agli schermi e conseguenze sulla percezione del mondo e dello spazio, sulla motricità grossolana e fine

Le informazioni medico-scientifiche risultanti da qualsiasi ricerca o indagine indicano inequivocabilmente che gli schermi andrebbero completamente vietati ai bimbi fino ai 3 anni di età. È importante che i genitori ne colgano la motivazione a monte:

le immagini, i colori, i suoni (quindi tutto l'aspetto percettivo per come viene fuori dallo schermo elettronico) sono processati a una velocità incompatibile rispetto ai tempi di funzionamento del cervello di un bimbo piccolo. Il bambino piccolo è, in questa possibile immagine, una lumachina mentre il dispositivo elettronico è Beep Beep, il velocissimo uccello di colore blu dei cartoni animati con Willy il Coyote.

Il cervello del bambino ha bisogno di lentezza, esperienza tattile, percezione visiva concreta nello spazio che viene occupato e studiato dal piccolo. Le funzionalità cerebrali del bimbo non sono in grado di decodificare e metabolizzare le informazioni visive e percettive nella velocità prodotta dal mezzo elettronico. Al contempo, però, questo mezzo e queste velocità risultano oltremodo affascinanti!

Questo espone il bimbo a un grave rischio: non è escluso che incominci a ricercare gli schermi, dai quali potrebbe apparire come quasi dipendente, disaffezionandosi alle esperienze naturali e concrete che rispetto a quelle virtuali ed elettroniche gli appariranno faticose, lente e complessivamente meno interessanti.

Esposizione agli schermi, cosa possono fare i genitori -alimentazionebambini. It-by-coop
Esposizione agli schermi, cosa possono fare i genitori -Alimentazionebambini.it-by-COOP

A questo punto cosa possono fare i genitori? Piccoli suggerimenti

La soluzione migliore, per chi è ancora in tempo, è quella di non esporre precocemente il bambino a televisione e schermi elettronici: mai prima dei 3 anni, mentre tra i 3 e i 6 anni è consigliabile un uso molto moderato. Meno di un’ora al giorno può validamente costituire il tetto massimo di esposizione tra i 5 e i 6 anni, 20-30 minuti quello tra 4 e i 5 anni di età.

I videogiochi sono un affare da bimbi grandi, anticipare l'accesso a console e esperienze videoludiche non fa bene a nessuno!

Per i più grandicelli, invece, il discorso cambia, passiamo da un approccio preventivo a uno cautelativo: nell’ottica che i divieti assoluti acuiscono il desiderio del bene sottratto è opportuno trovare in famiglia un equilibrio tra regole e spazi di condivisione.

Stabilite il tempo massimo di uso degli schermi. È ovvio che laddove questo tempo rappresenti una riduzione rispetto all’uso attuale, la nuova regola può ingenerare frustrazione tuttavia è importante ristabilire un equilibrio tra le espressioni della crescita dei nostri figli concedendo spazio alle esperienze naturali, sociali, dal vivo e non digitalmente mediate. Perciò preparatevi a sopportare le resistenze dei bambini e offrite loro esperienze concrete belle e accattivanti.

Fin quando il ragazzo non si dimostrerà capace di auto-gestirsi ragionevolmente, evitate la TV in camera dei bambini, in modo particolare non lasciate la Tv accesa durante l’addormentamento e la notte. Il televisore non è una luce notturna.

Ci sono dei modi d’uso e delle circostanze in cui lo schermo non separa ma unisca le famiglie, ciò accade davanti ad un bel film da commentare o a un nuovo videogioco da utilizzare in gruppo nel rispetto sempre delle età di gioco e della sensibilità di tutti i componenti della famiglia.