Sviluppo psicofisico

Denti da latte: quando spuntano e quando cadono

Guida pratica per genitori alla cura dei denti da latte da quando spuntano a quando cadono; come pulirli e quando iniziare a farlo; educazione del bambino all'igiene dentale; prima visita dal dentista e casi particolari.

Pubblicato il 19.05.2021 e aggiornato il 04.08.2021 Scrivi alla redazione

Cosa sono? Per definizione i denti sono elementi presenti nelle ossa mascellare e mandibolare, che nell’insieme rappresentano “l’organo della masticazione” .

Come sono composti i denti

Sono costituiti da:

  • corona : la parte che sporge dalla gengiva,
  • radice : impiantata nell’alveolo dell’osso mascellare,
  • colletto : unisce le due parti;
  • polpa dentaria : posta all’interno del dente e  ricca di vasi e di nervi.

La parte dura del dente è costituita dalla dentina  (o  avorio ), ricoperta:

  • dallo smalto a livello della corona e
  • dal cemento a livello della radice e del colletto.

Perché si chiamano Denti da latte?

I denti da latte (o denti decidui o denti temporanei) devono il loro nome al tipico colorito biancastro simile a quello del latte. Tale colorito è una delle caratteristiche che li differenziano dai denti permanenti (o definitivi).

Come si fa a capire che un dente è da latte?

Le caratteristiche distintive rispetto ai denti permanenti oltre al colorito sono:

  • il numero : in totale sono 20 rispetto ai 32 definitivi;
  • la forma : hanno la corona più curva;
  • le dimensioni : sono più piccoli.

Cosa sono i denti da latte

I denti decidui sono i primi dentini che tagliano la gengiva del lattante, generalmente si presentano tra il 4° e l’8° mese di vita, ma la tempistica è molto soggettiva. Vengono anche detti temporanei perché destinati a cadere ed essere sostituiti da elementi dentari permanenti, più robusti, di maggiori dimensioni e quindi più indicati all’alimentazione da adulto. E ‘interessante ricordare che quasi tutti i mammiferi vanno incontro alla permuta dei denti (ovvero alla caduta dei denti da latte e alla successiva sostituzione con quelli permanenti, cosiddetti denti di permuta).

Fanno male i denti da latte, quando erompono?

Nonostante lo sviluppo della dentatura sia un fenomeno fisiologico e non provochi dolore di per sé, i bambini piccoli alle prese con la prima dentizione potranno mostrarsi irrequieti soprattutto la sera e la notte (la posizione sdraiata sembra aumentare il fastidio alle gengive per il maggior afflusso di sangue).

I fastidi più comuni legati all’inizio della dentizione da latte sono:

  1. aumento di “bava” e salivazione;
  2. arrossamenti cutanei intorno alla bocca;
  3. gengive gonfie e rosse;
  4. presenza di zone più dure e ruvide sulla gengiva;
  5. maggiore tendenza a succhiare, mordere e strofinare oggetti sulle gengive;
  6. modifiche soggettive nell’alimentazione;
  7. difficoltà nell’addormentamento / risvegli ripetuti;

Tutti questi sintomi sono transitori e di bassa intensità;

se permangono per tempi lunghi o se particolarmente intensi è bene rivolgersi al pediatra.

Quanti sono i denti da latte

I denti da latte a fine eruzione sono 20 (10 sopra e 10 sotto):

  • 8 incisivi (4 centrali e 4 laterali):
    • forma: una “paletta” larga e piatta,
    • margine smussato che tende a diventare più tagliente nei definitivi,
    • funzione: mordere e tagliare.
  • 4 canini:
    • forma: appuntita,
    • funzione: addentare e lacerare gli alimenti.
  • 8 molari (4 primi molari e 4 secondi molari):
    • forma: cubica o “a diamante”,
    • funzione: triturare e sminuzzare cibi di consistenza diversa.

Gli incisivi centrali e laterali, data la loro posizione, sono i più soggetti a traumi. 

Calendario della dentizione decidua

Etàelementi dentari
6 mesiincisivi inferiori centrali
10 mesiincisivi centrali e laterali superiori
14 mesiincisivi laterali inferiori
16 mesiprimi molari (2 superiori, 2 inferiori)
20 mesicanini superiori
24 mesicanini inferiori
30 mesisecondi molari (2 superiori, 2 inferiori)

A quanti anni si perdono i denti da latte. Schema della caduta dei dentini e della comparsa dei denti definitivi

etàcaduta denti da lattecomparsa denti permanenti
6 anni/comparsa I ° molare definitivo
6-7 annicaduta incisivi centrali e laterali inferiori e superiori deciduicomparsa incisivi definitivi
9-10 annicaduta denti canini deciduicomparsa canini definitivi
10-11 annicaduta primi molari deciduicomparsa premolari definitivi
11-12 annicaduta secondi molari deciduicomparsa secondi premolari definitivi
12-13 anni/comparsa secondi molari definitivi
17-25 anni/comparsa denti del giudizio o terzi molari definitivi

Il processo di dentizione definitiva  non si attiva con la caduta del I° incisivo centrale inferiore bensì con la comparsa del I° molare permanente che si trova in fondo ai dentini da latte. Quando spunta, questo molare non sostituisce alcun dente da latte, ma con la sua eruzione diventa il direttore dell’orchestra della sostituzione degli altri elementi dentari. Nonostante questo sia uno schema generico, poiché ogni bambino ha delle tempistiche soggettive, in linea di massima intorno ai 12 anni tutti i denti da latte sono stati sostituiti. Tra gli 8 e i 12 anni il bambino ha una “dentizione mista“, ovvero sono contemporaneamente presenti 12 denti da latte e 12 denti permanenti.

Come si può togliere un dente da latte che stenta a cadere?

Essendo un fenomeno fisiologico, generalmente la caduta dei denti da latte non è dolorosa. Avviene perché un dente permanente spingendo dal basso un dentino da latte (la cui radice nel frattempo si è consumata) farà si che questo comincerà a dondolare, cadendo.

A volte può capitare che un piccolo dentino da latte abbia difficoltà a cadere e rimanga quindi penzoloni, attaccato solo in parte alla gengiva, creando fastidio nella bocca del bambino. In questi casi è opportuno aiutare la caduta del dentino . Prima però occorre valutare è se il dentino è effettivamente pronto per essere estratto; tale valutazione può essere fatta direttamente dal bambino mobilizzando il dentino con la lingua o con le mani pulite. Un dentino pronto , durante la mobilitazione:

  • risulterà mobile su tutti i piani (avanti, indietro, destra e sinistra);
  • non provocherà alcun dolore;
  • non provocherà sanguinamenti gengivali.

Appurato quindi che il dentino è pronto per andare dal topolino dei denti, potrà essere tolto:

  • direttamente dal bambino o dal genitore spingendolo con movimenti alternati verso l’esterno e verso l’interno (il bambino potrà farlo anche con la lingua stessa);
  • dall’ortodonzista / odontoiatra pediatrico, che eventualmente applicherà uno spray anestetizzante.

Quando il dentino sarà stato staccato sarà importante:

  • tamponare la gengiva con un rotolino di garzina da mordere per qualche minuto;
  • risciacquare la bocca con una soluzione salina tiepida (anche fatta in casa sciogliendo un cucchiaio di sale da cucina in un bicchiere d’acqua), per le infezioni però è bene istruire il bambino e non ingerire la soluzione!

E se un dente da latte non cade?

Il processo di permuta dei dentini segue una variabilità temporale individuale per cui ci può essere un fisiologico ritardo nella caduta di alcuni dentini, ma in una certa percentuale di bambini uno o più denti possono proprio non avere nessuna intenzione di cadere. Questo può essere dovuto a:

  • denti permanenti che salgono con una traiettoria sbagliata ( denti storti ) non riuscendo a spingere e a consumare la radice dei rispettivi denti decidui opportunamente;
  • mancanza di uno o più denti permanenti ( agenesia );
  • presenza di denti sovrannumerari da latte che vanno ad ostacolare la corretta traiettoria dei futuri denti.

Può talvolta capitare che l’arcata dentaria non presenti abbastanza spazio per l’arrivo dei denti permanenti o che questi salgano con una traiettoria non corretta andando a posizionarsi in seconda fila (” dentatura da squalo ” o doppia fila di denti ). Generalmente tale situazione va incontro a risoluzione spontanea, (soprattutto se i definitivi si posizionano posteriormente) quando i dentini da latte saranno caduti, grazie alla spinta che eserciterà la lingua riposizionando i denti definitivi sulla giusta via. In questi casi comunque il bambino va valutato dall’odontoiatra / ortodonzista pediatrico.

Il caso particolare: l’agenesia dentale

L’ agenesia dentale è definita come una mancanza congenita di uno o più denti permanenti (generalmente incisivi laterali superiori o premolari inferiori). Tale patologia può essere diagnosticata dal pedortodonzista / odontoiatra pediatrico attraverso una radiografia che evidenzia l’assenza dei denti permanenti che dovrebbero sbucare al posto di quelli da latte in caduta.  L’agenesia dentale può comportare una alterazione del normale rapporto tra i denti: quelli presenti, infatti, tenderanno ad avvicinarsi occupando inadeguatamente tutto lo spazio dell’arcata dentale creando problemi estetici ma soprattutto di malocclusione . Due possibilità:

  • i denti da latte possono non cadere mai (ne da adulti ne da anziani) poiché non c’è il dente definitivo sottostante che ne consuma la radice: in questo caso si possono mantenere tali denti in sede; essi svolgeranno la stessa funzione dei denti permanenti mancanti e se poi se ne riscontrasse la necessità (estetica o funzionale) potranno essere estratti in età adulta e sostituiti con degli impianti dentali;
  • i denti da latte cadono ei denti permanenti non crescono : in questo caso è importante mantenere aperto lo spazio con una protesi temporanea adesa ai denti vicini fino a che il ragazzo non sarà abbastanza grande da poter fare un impianto definitivo.

La necessità d’intervento dovrà comunque essere valutata dallo specialista.

E se c’è un dente in più? I denti sovrannumerari

Può capitare che un bambino presenti un dentino in più, generalmente questo succede più:

  • nei maschi;
  • in arcata superiore;
  • nella dentizione permanente.

Le cause includono fattori genetici e ambientali. Un dente in più potrebbe causare:

  • problemi estetici;
  • ritardo o blocco nell’eruzione degli altri denti;
  • mancanza di spazio per gli altri denti con sovraffollamento.

I Denti in sovrannumero non danno sintomi ma sono diagnosticabili con un esame radiografico quando ne esiste il sospetto, ad esempio per malposizionamento di altro dente. Anche qui, il trattamento dovrà essere valutato individualmente.

E se un dente da latte diventa nero?

Il cambiamento del colore del dente può essere dovuto a:

  • macchie di origine batterica o fungina , in questo caso saranno delle macchie scure che si presentano inizialmente vicino alla gengiva espandendosi poi a tutto il dente. Le sedute di igiene dentale dal dentista risolvono il problema, ma poi si dovrà curare l’igiene dentale domestica quotidiana;
  • un traumatismo del dente , con compromissione della radice: in questo caso generalmente non si interviene a meno della comparsa di un ascesso / infezione, ed è dunque molto importante valutare il bambino dallo specialista.

E se un dente da latte è fragile o si rompe?

I bambini spesso cadono, generalmente senza nessuna conseguenza, ma può capitare che gli elementi dentari si danneggino a causa della loro posizione e fragilità , con conseguenti:

  • spostamento del dente : in questo caso il pedortodonzista / odontoiatra pediatrico potrà facilmente riposizionarlo tramite manovre adeguate;
  • caduta del dente : seppur doloroso e di importante impatto estetico questa evenienza non causa grossi problemi poiché il dente che cade non intacca la gemma del dente definitivo sottostante, l’unico problema potrebbe essere la perdita dello spazio per il dente permanente che non crescerà col giusto posizionamento;
  • scheggiatura o spezzamento del dente : in questo caso il dente annerisce per la compromissione della radice; il bambino DEVE Essere valutato precocemente dal pedortodonzista / odontoiatra pediatrico SIA per escludere Che Qualche piccola scheggia SIA Rimasta incastrata nell’arcata dentale Sia per Valutare la Presenza di ascessi in cui proliferano batteri Che potrebbero infettare la gemma sottostante o propagarsi le EP un’infezione generalizzata ;
  • rientramento del dente nella gengiva : serve la valutazione specialistica, poiché il dente rientrato potrebbe ledere la gemma del dente definitivo sottostante.

E se un dente da latte si caria?

I processi cariogeni sono dovuti ai batteri della placca che fermentando lo zucchero producendo un acido che erode lo smalto, con formazione di buchi nei denti (appunto la carie). La carie nei bambini si sviluppa più rapidamente poiché i denti da latte sono meno resistenti dei permanenti.

Denti da latte: perché è importante curarli e pulirli?

Un dentino cariato potrebbe causare effetti negativi sul dente permanente sottostante con:

  • alterata crescita;
  • predisposizione alla carie.

La presenza di gengive rosse e sanguinanti o la comparsa di puntini biancastri può rappresentare il primo segno di presenza di batteri nel cavo orale. L’ utilizzo di biberon o tazze a becco contenenti liquidi dolci (latte, succo di frutta, camomilla, tisana, ecc.) puo’ creare un ambiente favorevole alla carie poiché durante la deglutizione i denti del lattante sono completamente immersi nel liquido zuccherato; dunque se ne sconsiglia l’uso, soprattutto dopo i 12 mesi. E’ bene ricordare che la vera prevenzione delle carie si attua con una corretta igiene orale, da cominciare già dalla tenerissima età:

  • nel lattante che non presenta ancora i dentini vanno mantenute pulite le gengive con una garzina umida dopo la poppata;
  • nel lattante e nel bambino più grande i denti vanno puliti con strumenti adeguati all’età dopo ogni pasto e soprattutto la sera prima di coricarsi.

Carie nei dentini da latte

Ricordiamo che le carie dei denti da latte vanno sempre trattate dall’odontoiatra pediatrico.

Prevenzione della carie nei denti da latte

La prevenzione della carie si attua:

  • curando l’ alimentazione (cibi da evitare): per una piena salute (orale e corporea) l’alimentazione deve essere sana e bilanciata, evitando zuccheri semplici, bevande zuccherate, ecc., soprattutto prima del riposo notturno o peggio durante la notte (dopo aver lavato i denti);
  • curando l’igiene orale con strumenti adeguati.
etàstrumentiin aggiunta
lattante senza dentigarzina con soluzione fisiologica da passare sulle gengive
dai primi dentini fino ai 6 mesi circaspazzolino con acqua
dai 6 mesispazzolino + dentifricio contenente 1000 ppm di fluoro 2 v / die
quando i molari decidui si toccanospazzolino + dentifricio contenente 1000 ppm di fluoro 2 v / diefilo interdentale (forcella tendifilo)

Quale spazzolino da denti utilizzare?

Ne esistono di tre tipi:

  • manuale : (setole morbide, testina piccola, impugnatura ergonomica); necessità di una buona manualità del bambino poiché i denti vanno puliti:
    • dalla gengiva verso la punta;
    • dai posteriori verso il centro;
    • spazzolando anche la lingua.
  • Elettrico : (utilizzabile dai 3 anni) necessita di meno manualità perché fa tutto da solo basta posizionarlo sulla zona da trattare e con il suo movimento automatico rimuove la placca in modo efficace; alcuni modelli inoltre si possono ascoltare, tramite suoni, individuare il corretto tempo di spazzolamento.
  • A ultrasuoni : (utilizzabile nei ragazzi con denti permanenti perché non prevede differenti setole) ha funzionamento analogo all’elettrico, ma maggiore capacità pulente. 

Gli spazzolini elettrici e ultrasonico sarebbero i più efficaci, ma la vera differenza la fa l’accuratezza del lavaggio:

  • i denti vanno spazzolati per almeno 2 minuti ;
  • per i bambini serve uno spazzolino morbido
  • Lo spazzolino va lavato e asciugato con un panno pulito;
  • la testina o lo spazzolino vanno sostituiti ogni 2-3 mesi .

Cosa non fare?

Per avere cura dei denti ed evitare la comparsa di infezioni o carie dentali è bene:

  • lavare i denti la sera prima di dormire (no ad alimenti o bevande dolci dopo lavaggio);
  • non assaggiare o soffiare sul cibo dei bambini (i nostri microrganismi potrebbero finire nel loro pasto);
  • evitare il consumo di succhi di frutta o bevande zuccherate ;
  • curare la corretta alimentazione ;
  • evitare di succhiare il dito o mangiare le unghie ;
  • evitare l’uso del ciuccio sempre (soprattutto dopo i due anni);
  • non intingere ciuccio o tettarella nel miele (può causare carie ed è molto pericoloso nei bambini sotto l’anno a causa del rischio di botulismo (gravissima malattia che può portare anche a morte);
  • non “pulire” il ciuccio con la propria saliva : potrebbero trasmettersi al bambino germi pericolosi.

Insegnare ai bambini l’igiene orale

Lavarsi è un impegno per i bambini, implica non solo uno sforzo fisico, che nei primi anni di vita è anche uno sforzo motorio-prassico, di coordinazione e attenzione, ma pretende pure l’acquisizione di una serie di abitudini di personal care. I genitori sono chiamati ad agire in primis sulla maturazione della cura intesa come attitudine al riguardo verso il proprio corpo: lavare le mani, che in questo periodo storico è di fondamentale importanza, lavare il viso , lavare i denti , avere una buona igiene intima e lavare i piedini dopo una giornata infaticabile anche scalzi sul pavimento di casa.

L’acqua e l’atto di lavarsi va inserito nella vita del bambino precocemente, deve caratterizzare, momento per momento, il progresso della sua crescita. Per esempio, un principio il lavaggio dei denti sarà solo una imitazione dell’adulto e la migliore igiene dentale pretenderà l’aiuto del genitore, ma con il progredire della manualità il bambino dovrà essere condotto a una buona igiene orale autonoma rispettosa delle regole di gestione dello spazzolino. Nessun bambino impara senza mettersi alla prova e fare esperienza. Allo stesso modo il lavaggio del viso può partire da un dischetto di cotone imbevuto ma deve raggiungere la capacità di lavare il volto a mani aperte e acqua corrente. Le acquisizioni di igiene sono, in questo senso, momenti di progressiva crescita che segnano una sempre più matura relazione del bambino col proprio corpo in adesione anche alle consuetudini sociali.

Quando effettuare la prima visita dal dentista?

La prima visita dall’odontoiatra pediatrico è bene farla intorno ai 3 anni, quando cioè la dentizione decidua sarà più o meno completata. Lo specialista indicherà poi un calendario di controlli da eseguire una seconda delle problematiche riscontrate. Per evitare traumatismi al bambino che accede per la prima volta dal dentista pediatrico è bene prepararlo:

  • spiegare , con parole a lui comprensibili, in cosa consisterà la visita preparandolo al fatto che per un po ‘dovrà rimanere a bocca aperta (come un leone);
  • non portarlo con l ‘ inganno ;
  • non mostrare ansia , che renderebbe ansioso anche il bambino;
  • fargli portare il suo gioco preferito (anche l’orsetto potrà essere visitato);
  • prevedere (se non già fatto dallo specialista) un distintivo come premio per coraggio e bravura ;
  • farsi visitare insieme , per dare l’esempio e mostrare che è pur sempre una visita come altre;
  • rivolgersi sempre ad uno specialista in odontoiatria pediatrica , non tutti i professionisti infatti hanno esperienza nella gestione e nell’approccio al bambino.

E buona visita a tutti!

Con la supervisione di:

Pediatra margherita caroli ecog sio oms

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea vania - alimentazione bambini

Prof. Andrea Vania Pediatra

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