Sviluppo psicofisico

Dentizione neonato: il calendario e i sintomi dei primi dentini

Guida pratica e consigli utili dal 1° dentino del neoonato sino alla completa dentizione del bambino, cosa fare e non fare, come riconoscere i sintomi e affrontare i fastidi passeggeri.

Pubblicato il 10.07.2021 e aggiornato il 04.08.2021 Scrivi alla redazione

La dentizione è definita come l’eruzione, la crescita e il consolidamento dei denti ed è uno dei momenti più delicati della crescita e dello sviluppo del bambino. Le ossa mascellari ospitano i denti (arcata superiore e arcata inferiore). Alimentazione Bambini vuole fornire alle mamme una piccola guida per seguire il bambino nel periodo della dentizione dal primo dentino ai denti definitivi.

Le 2 fasi della dentizione

Il processo di dentizione si divide in due fasi, distanti tra loro:

  • dentizione decidua (da latte): eruzione dei denti nel lattante che comprende 20 denti (8 incisivi, 4 canini, 8 molari);
  • dentizione permanente: permuta che comprende 32 denti (8 incisivi, 4 canini, 8 premolari e 12 molari).

A quanti mesi iniziano a spuntare i primi dentini 

La comparsa dei primi denti da latte è molto variabile, generalmente il primo dente è uno dei due incisivi centrali inferiori, che taglia la gengiva tra 4 e 8 mesi di vita , poi si avrà l’eruzione di tutti i 20 denti da latte, che terminerà in media intorno ai 30-36 mesi di età. Il bambino può provare e manifestare dolore alle gengive ma è una situazione transitoria. La dentizione definitiva , invece, in genere inizia con la caduta del primo dente ( intorno ai 6 anni ) e procede a lungo, fino a 18-25 anni con i denti del giudizio. Quindi ben 1/4 della nostra vita media è accompagnata dal processo della dentizione! 

Come si riconoscono i denti da latte

I denti da latte sono diversi da quelli definitivi per 4 caratteristiche:

  • numero: in totale sono 20 rispetto ai 32 definitivi;
  • colore: sono più chiari rispetto ai permanenti;
  • forma: hanno la corona più curva rispetto ai definitivi;
  • dimensioni: sono più piccoli rispetto ai definitivi.

I dentini del lattante sono 20 (10 per ogni arcata dentale):

  • 8 denti incisivi:
  • forma a “paletta”, ovvero larga e piatta, con margine smussato che tende a diventare più tagliente nei permanenti;
  • gli incisivi laterali superiori sono in genere più piccoli rispetto agli incisivi centrali, mentre gli incisivi inferiori sono uguali tra loro;
  • funzione: mordere e tagliare; per posizione sono i più soggetti a rottura per trauma.
  • 4 denti canini:
  • forma appuntita;
  • funzione : addentare e lacerare gli alimenti.
  • 8 denti molari:
  • forma cubica o “a diamante”;
  • funzione: triturare e sminuzzare cibi di consistenza diversa.

La comparsa di ogni dente è per il bambino fonte di disagio, per i fastidi che comporta, ma in genere i più fastidiosi sono i molari, per la loro forma, dimensione e robustezza.

Calendario della dentizione: le domande più comuni

1. Quando spuntano i primi dentini? I pediatri considerano normale, in genere, che compaia un dentino al mese, a partire da 6 mesi. Dunque il processo dovrebbe terminare intorno ai 26 mesi; in realtà, in media, i dentini da latte seguono questo ordine:

  • 6 mesi : primo dentino (incisivo inferiore) seguito a breve dalla comparsa del 2 ° incisivo inferiore;
  • 10 mesi : comparsa degli incisivi centrali superiori seguiti dagli incisivi laterali superiori;
  • 14 mesi : comparsa degli incisivi laterali inferiori;
  • 16 mesi : comparsa dei primi 4 molari (2 superiori e 2 inferiori);
  • 20 mesi : comparsa dei canini superiori;
  • 24 mesi : comparsa dei canini inferiori;
  • 30 mesi : comparsa dei secondi molari.
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Calendario della dentizione

2. Quando cadono i denti decidui? Intorno ai 6 anni erompe il 1 ° molare definitivo: questo non sostituisce nessuno dei denti da latte ma si posiziona in fondo alla bocca dietro all’ultimo molare da latte. Il riconoscimento dell’eruzione di questi molari è molto importante al fine di effettuare una corretta igiene orale prevenendo la carie sui denti definitivi. Lentamente i denti permanenti spingono su quelli da latte (la cui radice nel frattempo si è consumata) che cominceranno a dondolare e a cadere.

  • a 6-7 anni : caduta del 1 ° incisivo centrale inferiore, seguito rapidamente da tutti gli altri incisivi;
  • a 9-10 anni : sostituzione dei canini decidui con quelli permanenti;
  • a 10-11 ann i: primi molari decidui sostituiti dai premolari;
  • a 11-12 anni : secondi molari decidui sostituiti dai secondi premolari permanenti;
  • a 12-13 anni : comparsa dei secondi molari permanenti, che, come i primi, non sostituiscono alcun dente da latte;
  • dopo i 17 anni : completamento della dentizione con l’eruzione dei denti del giudizio (ma non in tutti gli individui).

Tra gli 8 ei 12 anni si ha la fase di “dentizione mista” con la contemporanea presenza nel cavo orale di 12 denti da latte (4 canini e 8 molari da latte) e 12 denti permanenti (8 incisivi e 4 nuovi molari). La caduta dei denti da latte e la comparsa dei permanenti è indolore e non è raro che i due fenomeni siano distanziati anche da 2-3 mesi, soprattutto nel caso degli incisivi laterali e dei canini superiori. 

Alterazioni della cronologia della dentizione e corretto sviluppo 

Può capitare per alcuni lattanti la comparsa anticipata dei denti (prima dei 4 mesi). Questa condizione, che si definisce dentizione precoce , non crea disagi, ma potrebbe comportare problematiche per la dentizione permanente. Potrebbe infatti associarsi a perdita precoce dei denti da latte con possibili:

  • problemi di fonazione / linguaggio;
  • alterazioni nel posizionamento dei denti definitivi , in questo caso bisognerà prevedere una valutazione da un odontoiatra / ortodonzista pediatrico che valuterà l’ora di uno specifico apparecchio ortodontico.

Può al contrario capitare che, compiuto il 1 ° anno di età, i primi dentini non siano ancora usciti o che ci sia un arresto della dentizione. Questa condizione che si definisce dentizione tardiva e corrisponde a un ritardo di eruzione, generalmente non presenta problemi particolari, ma è comunque indicata la valutazione specialistica di un dentista pediatrico. Il ritardo della dentizione potrebbe, infatti, causare:

  • problemi nell’alimentazione: un bambino senza denti non potrà masticare quindi anche la consistenza e la grandezza degli alimenti risentiranno di tale condizione e in seguito il bambino abituato a consistenze più morbide potrebbe manifestare delle difficoltà alle consistenze da adulto;
  • problemi nella “forma” dei denti permanenti : i denti decidui infatti tracciano una strada ai denti definitivi per cui un importante ritardo dei primi potrebbe comportare: perdita tardiva dei denti decidui; posizionamento inadeguato dei denti permanenti; insorgenza di una doppia fila di denti se il dente definitivo confronta prima della caduta di quello deciduo.

Anche in questo caso sarà importante la valutazione dello specialista, ma solo quando la dentizione permanente sarà già a buon punto. Rivolgetevi a un dentista esperto (possibilmente un dentista pediatrico) che giudicherà l’opportunità di un apparecchio ortodontico, in rarissimi casi dell’estrazione dei dentini da latte.

Le gengive di neonati e lattanti prima della comparsa dei denti da latte

Le gengive di neonati e lattanti prima dell’inizio della dentizione sono rosee e lisce, senza zone particolarmente dure; l’inizio del processo è tipicamente caratterizzato dalla tendenza a mordicchiare capezzolo o biberon, il che avverrà in un’epoca del tutto soggettiva.

Come riconoscere quando stanno per spuntare i primi denti da latte

“Ahia che mal di denti?” E ‘quello che provano i bambini quando spuntano i loro dentini? Certamente no! Il lattante alle prese con i sintomi della dentizione si mostra irrequieto , ma non estremamente dolorante. Come accorgerci, dunque, dei segnali delle primissime fasi dell’eruzione dentale?

Sintomi di dentizione, fastidi e disturbi, come riconoscerli. Consigli per neomamme

  • aumento della ” bava ” e della salivazione;
  • arrossamenti cutanei intorno alla bocca;
  • gengive gonfie e rosse;
  • massaggiando le gengive con le mani pulite si potrebbe apprezzare zone più dure e ruvide ;
  • maggiore tendenza a succhiare, mordere e strofinare oggetti sulle gengive;
  • bambino infastidito e irritabile, soprattutto la sera e la notte;
  • fastidio / dolore che si presenterà soprattutto quando il bambino è sdraiato, per il maggior afflusso di sangue alle gengive che acuirà il dolore già presente in “sottofondo”;
  • modifiche soggettive nelle abitudini alimentari: alcuni bambini possono preferire, in questa fase, alimenti più “solidi”, altri più “liquidi”, altri possono rifiutare in parte di alimentarsi; 
  • difficoltà nell’addormentamento o risvegli ripetuti.

Tutti questi sintomi sono transitori e di intensità relativamente bassa, solo se permangono per tempi lunghi o se particolarmente intensi è bene rivolgersi al proprio pediatra.

Febbre da eruzione, diarrea, tosse, ecc … possono realmente essere legate alla dentizione?

Leggende metropolitane narrano che il bambino alle prese con la rivoluzionaria eruzione dentaria presenti: tosse e raffreddore; diarrea; febbre. Da anni esiste una battaglia tra la comunità scientifica, che afferma che non esistono studi scientifici che provino queste associazioni e le mamme che continuano ad affermare con fermezza invece è proprio così. In effetti, come spesso accade, la verità sta nel mezzo e vediamo il perché.

Fastidi da dentizione, perché la tosse e il raffreddore?

L’aumento della salivazione fa sì che le maggiori secrezioni si accumulino, soprattutto durante la notte, nella zona retrofaringea. Questo comporta delle conseguenze: al mattino il bambino, tornando in posizione seduta / eretta, tende a eliminare l’eccesso di secrezioni con colpi di tosse anche abbastanza catarrosi; le secrezioni stimolano la zona tonsillare, molto sensibile ad agenti infiammatori e infettivi. La costante stimolazione e il conseguente rigonfiamento instaurano un circolo vizioso con ulteriore aumento di secrezioni e quindi della tosse (che può diventare anche stizzosa se le tonsille sono particolarmente ingrossate).

Perché episodi di diarrea?

La diarrea, emissione repentina e ripetuta più volte al giorno di feci liquide o semiliquide, può avere vari legami con la dentizione; le feci infatti possono risultare più morbide per:

  • aggiunta delle secrezioni salivari, che vengono in parte ingerite; 
  • l’infiammazione generalizzata dovuta alla dentizione stessa;
  • il cambio di alimentazione dovuto al fastidio della bocca;
  • lo stress e l’irritabilità che alterano la flora batterica intestinale.

Perché la febbre? 

Secondo l’OMS la febbre è “un incremento della temperatura corporea centrale al di sopra della “normalità” (che è tra i 36,5 ° C e 37,5 ° C). Comunemente però:

  • è soggettiva;
  • risente di una variabilità legata alle fasi della giornata: la temperatura corporea è in media più bassa al mattino rispetto alla sera (ritmo circadiano);
  • il bambino sotto l’anno ha una temperatura corporea di base maggiore rispetto al bambino più grandicello.

Quando il bambino mette i denti può manifestare febbricola per: infiammazione generalizzata; alterazioni intestinali; alterazioni tonsillari; fatica. In ogni caso, quando, questi fenomeni sono di lieve intensità e breve durata vanno considerati come sintomi passeggeri e sporadici episodi che non destano preoccupazioni; se persistono a lungo è bene rivolgersi al pediatra.

Come si può alleviare il fastidio della dentizione?

Proprio perché i disturbi da dentizione sono passeggeri e di lievi entità, generalmente non servono terapie farmacologiche. Diversi rimedi omeopatici o naturali potrebbero tuttavia in qualche modo lenire il fastidio dei dentini. Tra i più utilizzati i massaggia gengive per neonati: oggetti in plastica morbida da refrigerare (frigo o freezer), che il bambino può mordicchiare beneficiando dell’effetto anestetizzato e lenitivo del freddo; gel orali per la dentizione, contenenti acido ialuronico o aloe: si spalmano sulle gengive infiammate, alleviando il fastidio (attenzione: devono essere gel studiati per la primissima infanzia). Il rimedio comunque più efficace sono sicuramente tante coccole della mamma e, quando possibile, un po ‘di latte di mamma. A nostro avviso sono da sconsigliare:

  • collane o braccialetti di ambra, i cui effetti benefici non sono dimostrati, e che invece potrebbero essere addirittura pericolosi nel caso in cui rimassero impigliati o si rompessero (pericolo di strangolamento o soffocamento);
  • ghiaccioli vari, per pericolo di soffocamento e di lesioni da freddo alla delicatissima bocca del neonato;
  • garzine e impacchi a causa dei quali si può incorrere nel pericolo di ingestione di frammenti.

Cura e igiene dei denti fin dai primi mesi: pulizia dei denti del lattante

Ogni adulto conosce l’importanza dell’igiene dentale, non solo per estetica ma soprattutto dal punto di vista della salute. La nostra bocca infatti, sebbene essenziale per tutta una serie di funzioni (alimentazione, linguaggio, ecc.) è anche, purtroppo, uno dei punti di ingresso di germi e batteri. Durante i pasti, inoltre, i residui alimentari possono creare un ambiente favorevole, uno sviluppo e la crescita di questi ospiti indesiderati.

Così come insegniamo precocemente ai nostri bambini l’importanza dell’igiene corporea è altrettanto importante insegnare loro l’importanza dell’igiene dentale quotidiana.

Pulizia denti neonati, alcuni consigli utili

  • condividere il momento del lavaggio dei dentini, sarà certamente meno noioso per i nostri bambini e inoltre potremo supervisionare e controllare che il lavaggio sia realmente efficace;
  • iniziare a lavare i denti appena iniziano a comparire, con un adeguato spazzolino morbido e solo con acqua;
  • abituare già il neonato edentulo (ovvero il neonato senza denti) all’igiene orale, passando sulle gengive, dopo il pasto, una garzina imbevuta di acqua o un apposito spazzolino in silicone a forma di dito che come un guanto si posiziona sul dito della mamma;
  • dal momento in cui i molari decidui si toccano iniziare ad utilizzare il filo interdentale (forcella dentifilo);
  • nei bambini più grandi si possono utilizzare delle pastiglie “rivela placca” da sciogliere in bocca; contengono un colorante innocuo che evidenzia le zone dentali non adeguatamente pulite e su cui il bambino può concentrare il lavaggio.

Quale dentifricio utilizzare

Le Linee Guida del Ministero della Salute riguardati la “prevenzione della carie” indicano che “la prevenzione della carie attraverso l’utilizzo del fluoro è necessaria per tutti “. Questa può essere garantita:

  • a partire dai 6 mesi e per tutta l’età infantile, utilizzando un dentifricio contenente 1000 ppm di fluoro 2 volte / die;
  • nei casi di oggettiva difficoltà all’uso del dentifricio, come unica metodica di fluoroprofilassi, e nei soggetti ad alto rischio di carie, come metodica aggiuntiva al dentifricio, con la fluoroterapia per via orale, al corretto dosaggio.

Bocca sana e efficacia nella pulizia, quale spazzolino da denti utilizzare

Vanno considerati tre tipi di spazzolino:

  • manuale: con setole morbide, testina piccola, impugnatura ergonomica; in questo caso i denti vanno spazzolati:
    • dalla gengiva verso la superficie masticatoria (dalla base verso la punta);
    • partendo dai denti posteriori, poi spostandosi al centro;
    • spazzolando anche la lingua;
  • elettrico: utilizzabile a partire dai 3 anni, il suo movimento automatico permette di rimuovere la placca in modo efficace; alcuni modelli consentono, tramite impulsi sonori, di individuare il corretto tempo di spazzolamento di ogni porzione della bocca. Anche in questo caso la testina è piccola e morbida e l’utilizzo è più semplice: bisogna infatti solo tenere lo spazzolino in posizione per alcuni secondi sulla zona da pulire.
  • a ultrasuoni: il funzionamento è analogo all’elettrico, ma la capacità pulente è maggiore. La maggior parte dei modelli non prevede spazzolini di diversa consistenza, sono perciò indicati in ragazzi già nella seconda dentizione.

Dal punto di vista teorico gli spazzolini elettrico e utlrasonico sarebbero più efficaci rispetto al manuale, ma la vera differenza sta nell’accuratezza del lavaggio:

  • i denti vanno spazzolati per almeno 2 minuti;
  • per i bambini serve uno spazzolino morbido;
  • lo spazzolino va lavato e asciugato con un panno pulito;
  • la testina o lo spazzolino vanno sostituiti ogni 2-3 mesi.

Cosa non fare

Per avere cura dei denti ed evitare la comparsa di infezioni o carie dentali è bene:

  • lavare i denti la sera prima di dormire evitando di assumere alimenti o bevande dolci dopo il lavaggio;
  • evitare di assaggiare o di soffiare sul cibo dei bambini, soprattutto in presenza di carie o altri problemi dentali, per evitare che i nostri microrganismi finiscano nel loro pasto;
  • evitare il consumo di succhi di frutta o bevande zuccherate;
  • curare la corretta alimentazione;
  • evitare di succhiare il dito o mangiare le unghie ;
  • evitare l’uso del ciuccio sempre ma soprattutto dopo i due anni;
  • non intingere ciuccio o tettarella nel miele: oltreché causa di carie è molto pericoloso nei bambini sotto l’anno a causa del rischio di botulismo (gravissima malattia che può anche portare a morte);
  • non “pulire” il ciuccio con la propria saliva: potrebbero trasmettersi al bambino germi pericolosi.

E se un dentino da latte si caria?

La carie è una malattia infettiva cronica comunissima e se è vero che i denti da latte si cambiano è vero anche che un dentino deciduo cariato influirà negativamente sul dente permanente sottostante, potrà infatti causarne:

  • alterata crescita;
  • predisposizione alla carie.

Il primo segno di presenza di batteri generalmente si manifesta con gengive rosse e sanguinanti o comparsa di puntini biancastri. Così come per gli adulti, la carie è causata dai batteri della placca che fermentando lo zucchero producendo un acido che erode lo smalto, per cui si creano dei buchi nei denti (appunto la carie). L’utilizzo di biberon o tazza a becco contenenti liquidi dolci (latte, succo di frutta, camomilla, tisana, ecc.) fa si che durante la deglutizione i denti del lattante siano completamenti immersi nel liquido zuccherato; per quanto possibile quindi è da sconsigliare l’uso del biberon, soprattutto dopo i 12 mesi. Ricordiamo che in caso di carie dei denti da latte queste vanno comunque trattate dall’odontoiatra pediatrico.

E se un dente da latte si rompe?

I bambini, si sa, sono in perenne motion (movimento) e può capitare, neppure troppo raramente, che i loro dentini risentano della loro energia, andando incontro a traumatismi o rotture. Cosa fare se un dente si sposta, rientra nella gengiva, scende dalla gengiva, cade, si spezza o annerisce?

  • Se un dentino si sposta bisogna rivolgersi all’odontoiatra pediatrico che potrebbe riposizionarlo tramite una piccola manovra.
  • Se rientra nella gengiva va valutato dall’odontoiatra pediatrico che attuerà in linea di massima una vigile attesa poiché in genere il dentino torna a posto da solo; in alternativa lo specialista saprà come riposarlo.
  • Se scende dalla gengiva va controllato dall’odontoiatra pediatrico che valuterà se è il caso di riposizionarlo.
  • Se cade, invece, non si agisce … crescerà il definitivo
  • Se si spezza non si agisce, ma è opportuna una valutazione specialistica per escludere eventuali complicanze
  • Se annerisce (indice di compromissione della radice) la situazione è da valutare, soprattutto se compare un ascesso, indice di infezione che può comportare la rimozione del dente.

La buona notizia è che un trauma dentale generalmente non implica problemi di posizionamento o di maggiore predisposizione alla carie per i denti definiti.

Faq

A quanti mesi spuntano i primi dentini?

I primi dentini spuntano tra i 4 e gli 8 mesi di vita.

Sì, li espone al maggior rischio di carie come la suzione di bevande dolci dai biberon o dalle tazze a becco.

Per una bocca sana e denti forti è bene lavarli sin da subito, già prima dell’eruzione dentale le gengive dei bambini vanno pulite e massaggiate.

 I dentini da latte sono 20 contro i 32 definitivi

Con la supervisione di:

Pediatra margherita caroli ecog sio oms

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea vania - alimentazione bambini

Prof. Andrea Vania Pediatra

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