La psicologia dell’amore secondo i bambini: “L’Aggiustacuori”, albo illustrato
Attaccamento - cura - intimità - reciprocità e fiducia: ecco che come si struttura la psicologia dell'amore nella mente dei bambini.
Dal punto di vista del bambino l’amore è innanzitutto conforto. Volendo cogliere la definizione di psicologia dell’amore nella mente dei bambini, ci basti pensare al neonato che, appoggiato sul petto della mamma subito dopo il parto, riceve nell’abbraccio e nell’offerta del seno materno i primi atti di amore della sua vita extra-uterina.
In modo analogo, possiamo pensare al bambino che dinnanzi alle difficoltà, per esempio dopo una caduta dallo scivolo, corre dalla mamma o dal papà per stemperare lo spavento in un abbraccio o ancora a quel bambino che sul palco della recita scolastica sembra inquieto fino all’istante in cui i suoi occhi incontrano quelli dei genitori.
L’uomo è un mammifero. Tra tutti i mammiferi gli umani sono la specie che alla nascita ha il maggiore bisogno di cura, ovvero il neonato dipende per la sopravvivenza dagli adulti. In particolare, questa condizione di dipendenza è duratura, infatti, un bambino ha lungamente bisogno di qualcuno che gli procacci cibo, che lo tenga pulito, al caldo e al sicuro. È qui, in questa relazione di accudimento, che il cucciolo d’uomo incontra il conforto dell’adulto di riferimento e se ne nutre.
Amore e psicologia: come l’affetto ricevuto determina il modo di essere di ognuno di noi
Cosa accade nel cervello del bambino per effetto delle cure amorevoli (o non amorevoli) che riceve nell’infanzia e sin dalla vita intra-uterina?
L’amore rimodella il cervello, questo è provato dalle neuroscienze, inoltre, le risposte adattative e comportamentali del bambino ne segnano il carattere e determinano, altresì, le sue competenze emotive e relazionali. Siamo nati per essere espressione delle nostre emozioni e per stare in relazione con gli altri, sotto questo aspetto il nostro cuore non è solo un battito ma è lo scrigno, emblematico e figurato, delle capacità umane empatiche e di immedesimazione nei sentimenti altrui.
L'abbraccio del genitore è per il bambino fonte di piacere, è dopaminico e stimola la produzione di endorfine. Ciò è sufficiente a lasciare emergere quanto il bimbo possa avere bisogno del conforto affettivo per costruire, altresì, il suo primo modello di amore.
Amore e relazione col genitore: i bambini apprendono per imitazione
Zick Rubin, psicologo sociale americano, ha definito l’attaccamento come il bisogno di ricevere cure, ma anche di essere legittimati emotivamente, ovvero di ricevere approvazione dall’altra persona. Laddove, cura, accoglienza e approvazione sono sentimenti che le persone dimostrano anche col corpo.
I linguaggi dell’amore
Vicinanza fisica, abbracci, contatto divengono, quindi, linguaggi dell’amore.
Prendersi cura è un agito. Ritorniamo al neonato: il bambino per primo comprende la cura attraverso le azioni che accoglie su se stesso, ci basti pensare nuovamente all’allattamento. Avere cura di un bambino pretende una intimità.
Elaine Hatfield, altra psicologa sociale americana pioniera degli studi sull’amore (ha operato negli anni ’60 del ‘900), ha descritto l’esperienza del cosiddetto amore compassionevole come una condizione di attaccamento, affettuosità e fiducia caratterizzata dal rispetto reciproco.
Cos’è l’amore: come spiegare questo sentimento e i diversi tipi di amore ai bambini
La scelta di citare Zick Rubin non è casuale, anche in combinazione con quella di citare la Hatfield, infatti dalle loro posizioni scientifiche e dalle loro definizioni di diversi tipi di amore emergono delle parole chiave indispensabili quando l’obiettivo è aprire la mente e sollecitare la consapevolezza del bambino: attaccamento – cura – intimità – reciprocità e fiducia.
Posto che noi adulti siamo l’esempio (e si sa che i bambini imparano specchiandosi nei genitori e riproponendo i loro modelli), certamente i figli vanno educati a distinguere i sentimenti e a trattarli con la giusta gradazione nelle differenti circostanze di vita. Per esempio amicizia e relazione sentimentale sono diverse espressioni di amore che, pur avendo in comune il sentimento base, pretendono atteggiamenti diversi e implicano una differente affezione verso una persona cara.
In particolare nella narrazione del sentimento di amore ai bambini va chiarito il valore fondamentale del rispetto, qui inteso anche come rispetto dello spazio fisico e del corpo: le persone vanno amate per ciò che sono, una vera e viva affezione verso un’altra persona si manifesta innanzitutto rispettandola.
Da qui la scelta dell’albo illustrato “L’aggiustacuori”, di Arturo Abad e Gabriel Pacheco, per parlare di amore ai bambini.

Albo illustrato “L’aggiustacuori”, di Arturo Abad e Gabriel Pacheco, #logosedizioni
La copertina dell’albo “L’aggiustacuori” sembra definire una ricetta con gli ingredienti necessari alla nascita di un fiore o forse di un amore o forse di una vita perché, del resto, natura, amore e vita sono intimamente collegati.
“L’aggiustacuori”, la trama in breve
Mattia è un aggiustacuori, sembra essere un mestiere molto delicato. All’arrivo della primavera, ogni anno e senza mai mancare un appuntamento, Mattia prende un cuore sottobraccio e affronta il sentiero che conduce alla montagna per arrivare da Beatrice.
Il ragazzo ha un segreto: fabbrica cuori per la sua amata perché Beatrice non ha un proprio cuore. Questa mancanza impedisce alla donna di gioire per l’arrivo di Mattia e di godere dei suoi doni, così ogni incontro è grigio e freddo.
Dopo ogni cuore donato, “triste e sconsolato, Mattia ritorna al laboratorio con il petto un po’ più vuoto” e con qualche frammento di cuore in meno. Col progredire delle pagine l’esperienza di Mattia si fa emozione: nei cuori donati all’amata Mattia mette un pezzettino del suo stesso cuore e ora, a metà del nostro libro, non gliene resta abbastanza per vivere.
Mattia, con pochi battiti nel petto, rimane inerme sulla sua sedia, chiuso nel laboratorio, “tutti si domandavano cosa fosse accaduto all’uomo che aggiustava cuori” e all’arrivo della primavera la stessa domanda pervade anche Beatrice. Lei attende, lui è ancora lì, inerme sulla sua sedia.
Animata dai battiti dei cuori ricevuti in dono, Beatrice si desta dal grigiore e percorre nella direzione contraria la stessa strada che tante volte aveva fatto Mattia; va dalla montagna al laboratorio e, una volta arrivata così lontano da casa sua, trova l’uomo bianco e vuoto. È questo il momento decisivo del racconto, quello in cui l’albo compie la magia della cura, della reciprocità, del dono dell’amore: Beatrice recupera i frammenti del cuore di Mattia e lo riporta nel suo petto, ovviamente dopo averlo amabilmente ricucito a mano.

Nelle pagine conclusive la storia si ripete ma con una differenza essenziale: Beatrice ha conservato nel suo petto un pezzettino del cuore di Mattia e adesso sa sorridere, sa cos’è l’amore!
Perché leggere “L’aggiustacuori ai bambini”
Questo albo, più di altri, declina il sentimento di amore e quello di amicizia in termini di rispetto dell’altra persona.
Quello di Mattia è un sentimento di viva affezione così grande da spingere l’uomo a strapparsi il cuore dal petto per donarlo alla sua amata. Il comportamento di Mattia è animato da desiderio di intimità, da un bene profondo, da passione, decisione e impegno, il suo non è un semplice innamoramento ma un vero e profondo amore romantico. Tuttavia non c’è nessun elemento di disturbo verso Beatrice, lui non insiste, non resta davanti alla sua porta, non pretende, ovvero non viola il suo essere e i suoi spazi.
Una coppia è un incontro di anime che devono accogliersi e accettarsi (questo vale anche in amicizia), una persona che si manifesta nel suo essere merita rispetto, va accolta con tutte le sue sfumature e anche con i suoi difetti. Mattia lo fa non contestando la decisione di Beatrice di tornare dietro la sua porta.
Età di lettura
Questo albo illustrato pretende competenze empatiche e lo sviluppo già avviato della TOM (teoria della mente, ovvero la capacità di mettersi nei panni dell’altro e percepire l’effetto dei propri comportamenti sugli stati d’animo altrui), pertanto se ne consiglia una lettura a partire dagli 8 anni.