Come spiegare l’amore ai bambini: “Mio amore”, albo illustrato
Tra gli albi illustrati, "Mio amore" di Beatrice Alemagna, Topipittori Editore, riesce a spiegare l'amore puro ai bimbi, qui inteso come accoglienza gentile.
L’amore per i bambini sono le carezze della mamma, gli abbracci del papà, i baci, la mano salda di un amico sulle scale della scuola, il sorriso del fratello mentre corrono insieme al parco, il muso del cane o quello del gatto a cercare l’affetto tra le coperte calde di primo mattino, i racconti dei nonni. Spiegare l’amore ai bambini si configura anche come quel buchino ricucito sul peluche preferito per prendersene cura, come se avesse un’anima.
Descritto attraverso queste immagini, l’amore del bambino non sta nella mente, solo e concettualizzato, ma è piuttosto azione, fatti e, a monte, buon esempio. L’educazione ad amare è, in primis, una educazione alla gentilezza e al rispetto. Pertanto, se vi state chiedendo come si fa a spiegare l’amore ai bambini, sappiate che la risposta sta più nei comportamenti e nei bisogni ascoltati che non nelle parole:
la declinazione più pura dell'amore è la gentilezza e l'atto di gentilezza più profondo è, a sua volta, l'accoglienza, sia essa accoglienza delle emozioni e-o cura del corpo.
L’amore spiegato in poche parole ai bambini
“Tu sei il mio amore” è una frase ricorrente nel dialogo genitore-figlio ed è una frase che ricorre tra innamorati, dovrebbe sopravvivere nelle relazioni per dare profondità e centralità alle persone che costruiscono la coppia e condividono la vita giorno dopo giorno, questa affermazione è anche il titolo dell’albo di Beatrice Alemagna, Topipittori Editore.
L’albo si muove tra “pagine di stoffa”, ovvero pagine caratterizzate da illustrazioni che riproducono atmosfere trapuntate, di lana pettinata, di pelo e bottoni appuntati: tutto in questo libro per bambini è disegnato come se fosse cucito a mano. Il protagonista stesso è un pupazzo cucito con scampoli di stoffa, in particolare, non ha una forma ben definita.
Nel progresso della storia, ci sarà chi lo scambia per un gatto proponendogli di dare la caccia ai topi, chi è certo che sia un topo a sua volta, chi lo vede piccione e chi leone. In questa grande confusione di specie, il pupazzo stesso arriva a chiedersi: “Chi sono?“.


Attaccamento all’altro e sentimento di appartenenza al gruppo, alla specie e al contesto
Prima che la fine sia cucita a “punti larghi e imprecisi” su uno scampolo di stoffa, un altro pupazzetto informe fa il suo ingresso nelle ultime pagine dell’albo e risolve il dubbio dell’amico dichiarandogli amore:
- E tu non vuoi sapere chi sono?
Dichiara il protagonista sentendosi “impreciso” e dopo avere vissuto molte pagine di incertezza.
- Lo so già! Tu sei il mio amore.
Risponde il secondo dando luogo a una identificazione tra la persona e l’emozione suscitata. Questo albo dimostra ai bambini che l’amore non ha bisogno di etichette, si riconosce sul nascere e unisce più di qualsiasi provenienza, origine di specie, genere o nome.
Scoprire cos’è l’amore attraverso l’albo illustrato “Mio amore”
L’amore visto attraverso gli occhi del pupazzo di “Mio amore” è ricerca di sé stesso e di accettazione, tant’è che si compie più nella scoperta di essere accolto che non nella sua definizione a parole.
Questo albo, in sintesi, restituisce al bambino una descrizione dell’amore declinata per gesti di vicinanza. A principio, la storia ha un corso caratterizzato da incontri senza scambio affettivo, invece, alla fine i due pupazzi si guardano, si riconoscono buoni e affettuosi e si avvicinano occupando uno spazio comune che diventa un abbraccio, pur senza braccia e senza zampe, riconoscibile, a occhio nudo, come un atto d’amore.

Perché leggere “Mio Amore”
Da Pedagogista, suggerisco di portare questo albo all’attenzione dei bambini anche molto piccoli, dai 24-36 mesi in poi, per spiegare loro cos’è l’amore, ne trarranno un grande vantaggio in termini di sguardo sulle diversità.
Pur non sapendolo identificare e pur senza attribuirgli un nome, il pupazzetto di pezza delle ultime pagine si innamora di quello che nel corso dell’intero albo è apparso come un pupazzo smarrito (in cerca di identità). Ed è seguendo questo sentimento di affetto puro che il pupazzetto delle ultime battute dell’albo scavalca ogni stereotipo sociale e guarda al cuore.
Del resto, cos’è davvero l’amore se non scavalcare le differenze apparenti e cosa vuol dire amare veramente una persona se non accoglierla?
Educazione empatica e comprensione dell’amore
Nelle prime pagine dell’albo “Mio Amore”, il protagonista si definisce “uno strano animale. Un coso “bizzarro” e da qui avvia una ricerca che cresce nel confronto con le impressioni degli altri. L’amore inteso come accoglienza non è estraneo all’intelligenza emotiva.
Amore e intelligenza emotiva
L’intelligenza emotiva si sintetizza nella capacità di riconoscere, gestire e usare appropriatamente e nella relazione sociale tutte le emozioni, proprie e altrui. Il protagonista dell’albo non trova sempre soddisfazione nell’altro che giudicandolo dove cane, dove gatto, dove ippopotamo o cinghiale lo lascia andare senza una ricerca profonda del suo vero essere. Si ritrova, infatti, da solo a chiedersi: “Chi sono?“.
Diversamente da tutti gli altri, l’amico di pezza che compare alla fine dell’albo entra in contatto con l’emotività del protagonista e ne rintraccia il disagio, liberandolo dal peso sociale di dover essere qualcosa di codificato va diritto ai sentimenti e attraverso il più puro, che si chiama amore, risolve la sofferenza di quell’amico peloso e non convenzionale.
Effetti della carenza di intelligenza emotiva
In questo senso, l’albo illustrato “Mio amore” traduce il sentimento di amore in una faccenda di intelligenza emotiva senza la quale tra gli individui vi sarà sempre distanza, anzi gli effetti di una penuria di intelligenza emotiva saranno l’inaridimento della società e il declino degli affetti corrotti dall’individualismo.