Parola di Mamma

La coppia in gravidanza

La coppia in gravidanza modifica i suoi equilibri: il corpo della mamma cambia, muta la sensibilità del papà e le emozioni di entrambi sono diverse, il sesso in gravidanza segue questi cambiamenti e nasce la famiglia.

Noi mamme combattiamo contro le disparità di genere, lottiamo ogni giorno per costruire relazioni familiari basate sulla collaborazione tra mamma e papà, siamo sempre più spesso impegnate in ambito lavoro lavorativo full time e con un ritorno economico pari (qualche volta persino superiore) a quello dei nostri compagni. Malgrado ciò, restiamo affezionate al nostro ruolo esclusivo di generatrici della vita e continuiamo ad affrontare la gravidanza come se fosse solo nostra. La futura mamma resta la protagonista assoluta del percorso della gestazione, il papà sta sempre un po’ in disparte. Questa “disparità di genere al contrario” è responsabile di molte crisi di coppia in gravidanza.

La psicologia della gravidanza dal lato del papà

I nove mesi dell’attesa di un figlio sono un percorso che naturalmente coinvolge il rapporto di coppia sotto una moltitudine di aspetti: la donna incinta diventa “la mamma” e il compagno diventa “il papà”. In questa metamorfosi la coppia si trasforma e sposta il suo focus sul bambino. Il figlio fonde le aspettative, diventa il punto di convergenza degli interessi e al tempo stesso incarna l’ambizione di felicità dei genitori. Il bisogno di felicità è il motore che anima l’intera relazione di coppia. Durante la gravidanza cambia anche l’approccio alla sessualità perché si trasforma la sensibilità individuale e reciproca. Ciò che non muta è, invece, il bisogno di intimità inteso come elemento della felicità appena citata. Lo tsunami della nascita di un figlio, però, non investe solo la mamma, quando c’è una coppia consapevole della propria genitorialità il coinvolgimento interessa entrambe le parti della relazione.

Quaranta settimane di gestazione: al papà non cresce la pancia ma il cuore 

Il cuore dell’uomo che sta per avere un bambino si espande e questa dilatazione emotiva dell’amore lo induce a dei cambiamenti. La condizione paterna non è paragonabile ai cambiamenti fisici e alle modificazioni ormonali che la donna vive nel corpo, tuttavia, il riconoscimento del ruolo attivo del papà nel percorso della nascita ha un peso specifico nella buona riuscita degli equilibri familiari.

Un papà a cui si riconosce la partecipazione emotiva ed emozionale alla gestazione sarà un papà più conscio del suo ruolo; è più probabile che alla nascita del figlio non manifesti senso di angoscia, ansia da prestazione paternagelosia; con buona probabilità questo genere di papà sarà collaborativo nelle attività quotidiane, disponibile verso la mamma e comprensivo. Di fatto il papà che si compenetra nell’attesa del bambino, e che la vive come una condizione condivisa con la compagna in gravidanza, in qualche modo “partorisce a sua volta”. Quest’uomo vede venire alla luce, nelle migliori condizioni emotive possibili, un nuovo se stesso: un padre che si sovrappone naturalmente e senza forzature alla persona che era.

Quando nasce un papà

Quest’articolo avrebbe dovuto scriverlo un uomo, l’auspicio è che gli uomini lo condividano perché è veramente importante rompere lo stereotipo che vuole la donna mamma da subito e l’uomo papà al momento della “consegna del pacco“. Gli uomini diventano padri nello stesso momento in cui le donne diventano mamme. Il parto, del resto, non è l’inizio della vita di un bambino, partiamo da questo assunto. Il bebè nella pancia della mamma sviluppa precocemente una sensibilità anche fisica che gli consente di assorbire sensazioni, avvertire i primi embrionali sentimenti provando, in certe circostanze avverse, persino disagio. Questa vita vissuta nel pancione condiziona l’adattamento del bimbo nel post parto. E tutto ciò è valido anche con riguardo alle figure di riferimento, che si tratti della mamma o del papà.

Perché i papà costruiscano il loro ruolo insieme alle mamme, minimizzando così anche i rischi di crisi per la coppia in gravidanza, è bene:

  • favorire il rapporto del padre col pancione della mamma dedicando un tempo giornaliero in cui l’uomo possa accarezzare il ventre e parlare al bambino;
  • promuovere la partecipazione attiva del papà alle visite di controllo e alle ecografie;
  • coinvolgere il compagno nelle scelte che riguardano il parto, dal tipo di parto desiderato alla struttura, passando per il medico di riferimento;
  • scegliere insieme e in accordo il nome, il corredino, come vestire il bebè appena nato e persino cosa mettere nella borsa del parto.

La gravidanza è un’esperienza di coppia

Il pancione della mamma, che dal sesto mese circa si fa addirittura ingombrante, è la testimonianza di come la coppia non possa sfuggire dalla constatazione della gestazione: il figlio è già qui! Il benessere della mamma pretende che questa presenza (anche ingombrante) non venga trascurata e che contemporaneamente gli equilibri uomo-donna non si appiattiscano sui nuovi ruoli di madre e padre. È di importanza non rinunciare all’intimità. Fuori da condizioni di rischio, ovvero in una gravidanza fisiologica e in presenza di buone condizioni fisiche della mamma, una delicata attività sessuale è benefica. Anche qui deve cadere un tabù: il sesso non è una mera attività riproduttiva. Persino nella vita sacramentata dal matrimonio l’intimità è gioco, piacere e appagamento. Concedersi un appagante spazio fisico durante la gravidanza ha dei vantaggi riconosciuto dalla scienza: nel corso di un atto sessuale soddisfacente il corpo della mamma secerne ormoni che coadiuvano la buona riuscita della gestazione. Questi ormoni sono:

  • l’ossitocina ,
  • le endorfine, tipicamente definite ormoni del benessere, 
  • le prostagladine contenute nel liquido seminale maschile e indicate anche per stimolare il travaglio quando la mamma è giunta al termine della gestazione.

Sesso in gravidanza: effetti sul bebè nel pancione 

Il bambino nella pancia della mamma non subisce nessun turbamento né disagio per effetto del sesso in gravidanza compiuto con amore dai genitori, anzi beneficia degli ormoni che il corpo della mamma libera spontaneamente. D’altra parte preservare la sua sessualità durante la gravidanza aiuta la coppia a non appiattirsi sul ruolo genitoriale confermando il legame d’amore da cui tutto è nato.

La coppia in gravidanza “aspetta insieme” 

“Aspetti un bambino! Congratulazioni!” È così che le persone comunemente reagiscono dinnanzi a una coppia in gravidanza: il verbo aspettare viene, dai più, coniugato alla seconda persona singolare. Aspettate, seconda persona plurale, dovrebbe essere questo il giusto modo di coniugare l’attesa. Il costume sociale non è pronto al coinvolgimento partecipato dei papà e si trascura il peso di questa “esclusione” (totale o parziale) nelle dinamiche della coppia in gravidanza. Durante la pandemia moltissimi punti nascita hanno escluso i papà dalle sale parto Nessuna connessione web può supplire alla partecipazione del papà al travaglio e al parto. L’esclusione del genitore maschio dal palcoscenico della nascita è figlia della nostra cultura; tutti dovremmo concorrere a superare questa distanza di genere. L’uomo è essenziale alla venuta al mondo del bambino ed è intimamente parte del momento nascita, non è solo un seme, non è una figura di contorno, non fa meramente da cornice.

Conclusioni utili alla coppia in gravidanza

Una coppia in gravidanza rappresenta l’emblema della vita perché realizzala fusione di un uomo e di una donna nel figlio. Questa condizione deve essere metabolizzata affinché il percorso della venuta al mondo del bambino possa essere condiviso da mamma e papà. Ogni atto di con-partecipazione nei nove mesi è un mattone sulla costruzione di una fortezza: la collaborazione futura. 

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