Genitori single: come affrontare la crescita dei figli
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Comunemente si diventa genitori in coppia, salvo eccezioni e circostanze di vita particolari, la genitorialità è per lo più un progetto a due che corona una relazione giunta alla sua maturità. Questa condizione di partenza, però, non può mai essere data per scontata; la vita e la stessa genitorialità ci cambiano, qualche volta ci allontanano sino a condurci alla insostenibilità della relazione. Molte mamme e tanti papà devono gestire, oltre alla fine di una relazione, la nuova condizione di genitori single.
Come se la cava un genitore “solo” e come il bambino vive nella relazione con i genitori che non formano una coppia o che si sono separati?
Introduzione alla genitorialità
Diventare genitori non è un fatto meramente biologico, l’elevazione culturale che ha interessato la società civile a partire dal ‘900 ha avuto una ricaduta anche sulla genitorialità a partire dal modo in cui essa viene affrontata:
Oggi la genitorialità è tendenzialmente consapevole, ovvero si diventa genitori per scelta e con un già sensibile senso di responsabilità.
Di fatto maternità e paternità sono state acquisite con più responsabilità come un percorso trasformativo che richiede competenze e attenzione. In quest’ottica, i genitori di oggi dimostrano attenzione a come fronteggiare i bisogni dei figli, non senza trascurare, però, il fatto che loro stessi, mamme e papà, necessitano di spazi personali di soddisfazione e realizzazione.
Vivere una genitorialità consapevole significa anche ammettere di essere persone singole col diritto a nutrire la propria vita. In altre parole la consapevolezza di sé, e una maggiore attenzione ad essa in termini di diritto alla salute emotiva, ha consentito di superare un’antica e tossica logica della genitorialità come sacrificio.
Quali sono le responsabilità di ciascun genitore e come cambiano rispetto al genitore single?
Madri e padri non sono semplicemente tenuti a garantire ai figli cibo, cure sanitarie e un tetto sulla testa, in un mondo (fortunatamente) sempre più attento alla salute mentale e all’ambiente educativo in cui questa si costruisce sin dalla prima infanzia, i genitori devono:
- guidare i figli nella loro crescita, dando il buon esempio, offrendo sostegno e potenziando sempre le autonomie;
- gestire le situazioni di crisi orientando i figli alla comprensione di sé stessi e degli altri, riducendo i conflitti dentro e fuori il nucleo familiare e tenendo conto del fatto che come madri e padri siamo deputati alla trasmissione di valori e norme morali e sociali che animeranno gli uomini e le donne del futuro;
- cogliere i bisogni dei bambini e dei ragazzi, intercettarne e coltivarne i talenti armonizzandoli con l’adesione a un mondo plurale in cui devono trovare posto tutti e nel reciproco rispetto;
- affinare la resilienza dei figli facendo di loro creature preparate ad adattarsi ai cambiamenti e alla condivisione di spazi e tempi con altre persone.
In modo particolare, il genitore single deve essere in grado di trovare un equilibrio stabile tra le proprie esigenze, anche quelle lavorative (peraltro indispensabili perché sorreggono la sopravvivenza economica della famiglia), e i bisogni dei bambini e dei ragazzi. Questi ultimi sono spesso totalizzanti, richiedono non solo tempo fisico ma anche un grande dispendio di energie mentali.
A discapito di ciò che comunemente si ammette, il genitore single, che non beneficia di un’altra parte della coppia con cui sfogare, svagarsi, condividere e dividere i pesi, ha particolarmente bisogno di costruirsi spazi personali.
Avere una vita appagante al di là del ruolo genitoriale è importante per tutti e va a beneficio della costruzione di un sano ambiente di crescita e sviluppo: un genitore sereno cresce figli sereni.

La crescita dei figli
Un tempo la relazione genitore figlio era “viziata” da una distanza culturale che impediva agli adulti di condividere con i figli gli stati emotivi: la madre e il padre erano pilastri che non potevano cedere. E in una cultura ancora meno affinata l’uomo non aveva diritto all’espressione di sentimenti profondi, non piangeva, era al comando del sistema familiare e lo dirigeva senza cooperazione.
Oggi la cultura emotiva si è imposta come strumento educativo fondamentale: siamo tutti parte del sistema famiglia in cui emozioni e umanità contano come fondamenti della relazione reciproca, hanno diritto di cittadinanza tutti i sentimenti anche quelli dolorosi e struggenti e il genere è finalmente una condizione non limitante (anche se restano sacche di sottocultura e ancora molte battaglie vanno compiute).
Questa nuova consapevolezza circa il peso delle emozioni ci consente di basare la relazione genitoriale su una comunicazione aperta e più onesta con i nostri figli figli, essenziale, peraltro, per vivere con reciproca fiducia e quindi per essere l’uno per l’altra fonte di conforto e luogo di rifugio e sostegno. Tuttavia, posta l’importanza di dirsi sempre la verità e di essere aperti e sinceri, è innegabile che il ruolo del genitore debba rimanere quello di guida, nemmeno il genitore single può permettersi di caricare i figli di problemi che non appartengono loro per età, per ruolo o semplicemente per preservare la spensieratezza di bimbi e ragazzini.
La gestione dei conflitti familiari
L’adulto deve essere in grado di gestire conflitti, tensioni e problemi che possono sorgere durante la crescita dei figli. Ovvio è che una coppia che si separa può essere chiamata ad affrontare maggiori difficoltà da questo punto di vista poiché la separazione coinvolge sentimenti personali e antitetici che, però, non devono travolgere i figli (o almeno non dovrebbero). Conta qui l’autoregolazione emotiva di mamma e papà e la maturità nella gestione del proprio comportamento.
Le conoscenze sulla ricaduta di ogni comportamento degli adulti nel pattern comportamentale dei bambini sono essenziali: i bambini imitano e acquisiscono il modo di comportarsi degli adulti di riferimento. Pertanto l’ambiente e le nostre abitudini fanno da sfondo alla acquisizione di specifici atteggiamenti essenziali nella formazione del carattere e della personalità del bambino.

Le sfide della genitorialità da mamma e papà single
Il genitore single deve essere in grado di non lasciarsi sopraffare dal senso di responsabilità e nemmeno dalla possibile conflittualità con l’altro genitore. Solo una trasformazione pacifica della relazione genitoriale, nella quale la gestione dei conflitti tra ex sia risolta fuori dalla relazione con i figli, può assicurare un ambiente responsivo e stabile che permetta ai bambini di crescere e di svilupparsi in modo sano ed equilibrato.
Soprattutto è importante che i bisogni dei figli, tra questi la salute, l’educazione e la socializzazione, non divengano armi nel conflitto tra i genitori, per esempio chi paga quella data attività, chi sceglie a quale medico rivolgersi, chi si prende questa o quella responsabilità?
Ricordate che non esiste una sola separazione che tolga ad un solo genitore le sue responsabilità verso i figli, il bambino o il ragazzo che avete generato è parte della vostra vita ed è una vostra responsabilità concorrere con consapevolezza ed attenzione alla sua formazione come persona.
L’educazione dei figli e la loro crescita è un processo complesso nel quale spesso necessitiamo di supporto e aiuto, ne hanno bisogno anche i genitori single che devono essere in grado di chiedere e prestare, a loro volta, aiuto quando necessario. Un aiuto professionale alla educazione dei figli può validamente venire da percorsi pedagogici.