Stili di vita

Cane e Bambini: consigli di convivenza sicura e benefici

Il rapporto tra cane e bambini può migliorare la socializzazione del cucciolo d'uomo, il senso di responsabilità e fortificare il sistema immunitario.

Pubblicato il 14.03.2022 e aggiornato il 15.04.2022 Scrivi alla redazione

La relazione, intesa come la capacità umana di entrare in contatto con gli altri, è centrale nello sviluppo sociale del bambino. Gli uomini organizzano le proprie esperienze interiori ed esteriori tramite le relazioni e l’atto di relazionarsi è sempre frutto di un equilibrio tra sé e l’altro. La relazione, quindi, si impara e si affina con l’esperienza, il suo sviluppo ha a che fare anche con la capacità cognitiva del bambino e si intreccia con la sua capacità di comunicazione. Il rapporto tra cane e bambini è un rapporto di relazione, molto speciale e estremamente costruttivo.

Il bambino che trova un cane trova un miglior amico

Il bambino che entra in contatto col cane intraprende una relazione emozionale, silenziosa ma capace di pretendere la comprensione di linguaggi non convenzionali (il cane parla con lo sguardo, con la coda, con l’atteggiamento complessivo del corpo, eccetera). 

Perché prendere un cane ai bambini e cosa comporta avere un animale domestico

Rispetto all’accogliere un cucciolo in famiglia, la prima domanda a cui dare una risposta è perché vale la pena introdurre un cane nella vita familiare. Non è facile scegliere di adottare un cane e non cedere alle insistenze dei bambini, sempre affascinati dagli animali e in particolare dalla tenerezza dei cuccioli. 

Senza temere di apparire diretti o essere impopolari, diciamo subito che l’arrivo dell’animale domestico in casa deve essere largamente condiviso: devono decidere tutti i componenti della famiglia insieme. Tuttavia il sì convinto e definitivo deve essere soprattutto quello di mamma e papà, questa è una scelta degli adulti che non ammette improvvisazioni, colpi di testa o forzature. Gli adulti saranno i primi tutori del cane (o del gatto o di qualunque altro animale domestico). I proprietari di cane, gatto o altro animale se ne accollano la responsabilità materiale e morale.

Gli animali da affezione non sono giocattoli, si tratta di un compagno che non crescerà mai e che avrà bisogno di noi per tutta la vita, senza contare che limiterà i nostri spostamenti, determinerà una nuova routine quotidiana, pretenderà cure e attenzioni costanti, bisognerà tenerlo pulito e spazzolato, avere cura della salute dell’animale, raccoglierne i bisogni, assicurargli le dovute attenzioni anche in termini di affetto, gioco e coccole. 

I numeri dell’abbandono in Italia sono impressionanti: L’ENPA stima che nel nostro paese vengano abbandonati circa 60mila animali ogni anno. Abbandonare un animale domestico è un reato anche contro lo sviluppo empatico e morale dei figli; la consapevolezza dei genitori è il primo punto di partenza per evitare passi falsi, ricordatelo!

Cani e bambini: perché tenere un cane in casa

Assodato che l’adulto è pronto a farsi carico del cane con senso di responsabilità e considerandolo come un altro membro attivo e impegnativo della famiglia, prendere un cane in casa è benefico per i bambini perché favorisce:

  • Il gioco, aumenta il buon umore e aiuta, senza sforzi, l’attività fisica del bambino e di ogni membro della famiglia.
  • La socializzazione, il nostro amico a quattro zampe rappresenta un tramite per lo sviluppo di nuove relazioni (provate a portare un cane a spasso e vedrete).
  • La relazione familiare, il cane (come tutti gli animali d’affezione) aiuta il bambino sentirsi parte del branco, ovvero della famiglia e, in questo senso, fa da collante tra i membri. Quella del cane è una forma di educazione emotiva che dimostra al bambino come la manifestazione dei sentimenti passi non solo attraverso la verbalizzazione.. 
  • La responsabilità, il cane responsabilizza tutti: potrebbe essere un ottimo impegno per un adolescente perché lo aiuta a crescere e comprendere il valore e la cura della vita, ma è palestra di senso di responsabilità anche per il bambino poiché gli impone di entrare in relazione con un essere vivente con propri bisogni e che si esprime a suo modo;
  • La condivisione, sia del tempo che dello spazio. In relazione allo spazio va detto che la dimensione della casa non è determinate o condizionante, senza togliere che il cane andrebbe scelto anche in relazione agli spazi che abiterà e alle abitudini familiari.
  • L’attivazione emozionale, l’animale domestico è uno stimolatore di emozioni, molte e profonde, stimolate da esperienze nuove e nate da una relazione affettiva fatta di spazi, gesti, affettuosità peculiari.  

Quanto fa bene avere un cane ai bambini e a tutta la famiglia

Col cane si parla ma non con la voce, si comunica con lo sguardo e con le carezze, col gioco in una relazione di complicità sempre personale in cui l’animale resta non giudicante. Il cane non giudica, non respinge, non mortifica e non offende, è capace di un affetto incondizionato e si dà senza pretese.

La morale del cane innalza la morale del padrone e influenza positivamente quella in formazione del bambino.

Nella relazione gratuita con l’animale il bambino rafforza la sua autostima si sente, a sua volta, portatore di amore, si apre alle esperienze diverse, e cresce predisposto alla fiducia nel mondo e negli altri (in questo senso l’esperienza con gli animali d’affezione influenza direttamente e inevitabilmente lo sviluppo cognitivo del bambino sin dal modo di rapportarsi al mondo). 

La relazione tra cani e bambagini favorisce la crescita libera dei cuccioli d’uomo

Il cane ha dimostrato di avere effetti benefici sulla salute umana, non a caso è impiegato in veri e propri percorsi terapeutici (pet therapy) che si rivolgono anche a bambini con disturbi neuropsichiatrici. È certo che in condizioni di stress l’affetto manifesto del cane, per esempio il cane che interviene a protezione del padroncino che piange o che è in preda ad una crisi di ansia, rallenta e normalizza il battito cardiaco, ha un effetto calmante, lenisce ansia e paure e favorisce la graduale riconnessione alla realtà .

Il cane porta malattie? No, miti da sfatare

Un cane ben curato e seguito dal veterinario fin da piccolo non è un veicolo di malattie. Le zoonosi, ossia le malattie che possono trasmettersi dal cane all’uomo, sono fortunatamente poche e rare. Escludendo la rabbia e la leptospirosi, che sono gravi ma quasi scomparse, dobbiamo preoccuparci di:

  • tigna: un fungo che si trova sulla pelle dell’animale. Ma è talmente evidente la malattia, dato che è caratterizzato da aree di pelle senza peli, che è sufficiente non toccare animali spelacchiati;
  • campylobatteriosi: una malattia gastroenterica che in rarissimi casi si può verificare anche nell’uomo se si viene a contatto con le feci del cane (che comunque sconsiglierei sempre di toccare): i bambini, soprattutto piccoli, vanno continuamente controllati nella loro relazione con il cane ed educati a lavare le mani con acqua e sapone dopo aver giocato col cane e toccato gli oggetti di masticazione dello stesso o i suoi giocattoli;
  • zecche e pulci: questi parassiti preferiscono la cute con pelo, per cui è molto più probabile che ci si possa contaminare dall’ambiente e non attraverso l’animale;
  • leishmaniosi: non è una malattia trasmessa direttamente dal cane, ma da pappataci che possono pungere uomini e cani, per cui quest’ultimi vanno protetti con repellenti opportuni.

Quando cani e bambini convivono, quali sono gli effetti sul sistema immunitario

Il contatto con gli animali e con la natura non può che fortificare il sistema immunitario dei bambini: le campane di vetro non sono consigliate per crescere bene. Il bambino deve fare esperienza con le mani e con il corpo senza timore, con fiducia, senza preoccupazioni, ma con l’occhio vigile dei genitori.

Se è vero che la presenza del cane in casa rafforza il sistema immunitario del bambino, è vero anche che il cane va mantenuto pulito e con una adeguata terapia antiparassitaria, va vaccinato e va fatto seguire debitamente dal veterinario. Ai bambini, invece, va insegnato:

  • a non toccare le ciotole del cane o le sue feci,
  • a non baciare il cane sulla bocca e a non farsi leccare il viso
  • lavarsi le mani dopo aver giocato col cane e toccato i suoi giochi, palline, eccetera, nonché a detergere le mani con acqua e sapone se il cane le ha leccate. 
Cane e bambini: più buon umore e più benessere - alimentazionebambini. It by coop
Cane e bambini: più buon umore e più benessere – alimentazionebambini. It by coop

La convivenza tra cane e bambini pretende l’attenta supervisione degli adulti

Il cane  non è un baby-sitter: i bambini, soprattutto i più piccoli, vanno controllati perché possono molestare il cane che risponde come può e sa, soprattutto quando da cucciolo controlla male il morso, ovvero quando il morso è il suo primo, istintivo e naturale canale di espressione.

Prima di mordere, un cane lancia molti segnali: distogliere lo sguardo, ringhiare, alzare la criniera, rifugiarsi nella cuccia, sono alcuni di quelli che esprimono il disagio dell’animale. Un bambino, soprattutto un bimbo piccolino, potrebbe non saperli cogliere. E se il cane va educato, per esempio a non abbaiare, a non mordere, a fare cacca e pipì nei posti giusti, nella relazione con l’animale va educato anche il bambino

Il bambino va educato a non tirare la coda al cane, a non trattenerlo contro la sua volontà, a non avvicinare il volto al muso dell’animale quando questo è nervoso, non si sente bene oppure mentre cane e bambini stanno giocando in modo “allegro”.

Il cane morde anche per fuggire da una situazione scomoda per lui e che non sa altrimenti esprimere, mordendo può voler dire: “Mi stai infastidendo, sono a disagio, mi stai facendo male”. Anche la stanchezza influenza negativamente le risposte del cane, pertanto è consigliabile regolare anche le sessioni di gioco in un tempo non superiore ai 15-20 minuti.

Prima di mordere l’animale esprime sempre il disagio, lo fa con dei segnali inequivocabili (come quelli succitati) che tutta la famiglia deve saper leggere. Si cresce insieme all’animale e nella consapevolezza dell’importanza di questi segnali, imparando ad interpretarli come se fossero la “parola”, ovvero il linguaggio, del cane. I bambini piccoli, che non sono capaci di intercettare e interpretare li linguaggio dell’amico a quattro zampe, non vanno mai lasciati soli con l’animale. Questo non significa che il cane non debba costruire una relazione autonoma col bambino: lasciate che il cane approcci al piccolo e che si tocchino, per loro è l’inizio di un nuovo rapporto ed è quella via che li porterà al gioco condiviso, ma siate angeli custodi e monitorate l’interazione e le reciproche reazioni.

Cani e bambini, la condivisione degli spazi

È consigliabile che il cane abbia due cucce: una collocata in un posto centrale della casa, ovvero dove il cane possa partecipare alla vita domestica, un’altra riservata e posta in un luogo dove l’animale possa riposarsi. Allo stesso modo il bambino ha diritto a decidere di volere stare da solo senza il cane e l’uno non deve disturbare l’altro se e quando questi voglia stare da solo.

Attenzione ai bambini nella fase del gattonamento, in quella dei primi passi e fino a 4-5 anni di vita, ovvero prestate particolare attenzione ai bambini fin quando non sono abbastanza maturi per comprendere il rispetto degli spazi e degli stati d’animo dell’animale. In modo particolare il bambino che gattona può attirare l’attenzione del cane, esattamente come quel cucciolo che muove i primi passi. In queste fasi, l’animale, a sua volta, può spaventare il bimbo o, complice una motricità immatura, involontariamente e nel tentativo di relazionarsi cane e bambini possono incorrere in incidenti. Per evitarlo: 

  • Monitorate cane e bambini quando sono insieme.
  • Educate il bambino a giocare con calma insieme al cane, senza inseguirlo, strattonarlo, tirargli la coda o le orecchie.
  • Ricordate al bambino che la cuccia è il luogo esclusivo del cane, perciò se il suoi miglior amico entra nella cuccia non deve mai e disturbarlo.
  • Il comportamento calmo del cane nella relazione col bambino va rafforzato attraverso piccoli premi, carezze e coccole (i cosiddetti rinforzi positivi).
  • È importante che cane e bambino non competano, soprattutto va separato lo spazio del cibo: non consentiamo al cane di ambire al cibo del bambino e non permettiamo al bambino di mettere le manine nelle ciotole del cane.

Il cane non è un regalo

Il verbo regalare non si addice all’introduzione di un cane in casa: un animale è un essere vivente che va a collocarsi nel tessuto familiare, ne modifica le relazioni e la struttura secondo nuove esigenze e in relazione a una morale alta e nobile: dare senza chiedere nulla in cambio. Così inteso il cane si accoglie, si adotta, ma non si regala.

Particolarmente delicata è l’adozione di cani adulti, cani randagi o trovatelli; certamente incarna un gesto bellissimo che accrescerà l’animo e il cuore dei vostri figli, tuttavia dietro un cane adulto o un trovatello c’è sempre una storia che potrebbe anche non essere felice, per esempio il cane potrebbe essere stato traumatizzato o essere diventato diffidente o peggio aggressivo. Se necessario chiedete aiuto ad un esperto, confrontandovi sempre prima col veterinario. Il veterinario è una figura importante ,ricordate anche che il cane va sottoposto ad una accurata visita veterinaria non appena introdotto in famiglia (se non prima ove possibile).