I bambini devono sporcarsi: perché è fondamentale per la loro crescita
I bambini devono sporcarsi: rafforza difese immunitarie, creatività, problem solving, senso dell'igiene come risposta a un bisogno, affina la manualità
Il mondo non è un ambiente sterile e l’essere umano è progettato per adattarsi ad esso come per venire in contatto con i più comuni patogeni che lo abitano; sin dall’allattamento il neonato incomincia a strutturare il suo corredo immunitario avvantaggiandosi degli anticorpi che la madre trasmette al bambino. Pertanto è inutile, se non un errore, pretendere che il bimbo si muova e cresca in un ambiente sempre pulitissimo.
L’igiene è importante tanto quanto è importante che il bambino entri in contatto con i microrganismi che concorreranno al rafforzamento delle sue difese immunitarie. Sporcarsi, inoltre, è una pratica correlata alla scoperta dell’ambiente, pedagogicamente sostiene la creatività, il problem solving, concorre a strutturare il senso dell’igiene come risposta a un bisogno e serve ad affinare le azioni manuali come il coordinamento, l’equilibrio e la complessiva gestione del corpo nello spazio.
Esposizione dei bambini ai microrganismi e benefici per la salute
Un eccesso di pulizia, ovvero un’iperigiene, può persino indebolire le difese immunitarie dei bambini rendendoli più fragili e vulnerabili, più predisposti a contrarre virus e infezioni. La scienza è concorde nel ritenere che l’esposizione del bambino ai microorganismi concorra alla costruzione e alla regolazione del sistema immunitario nonché del microbiota intestinale.
I genitori orientati a preservare i figli dovrebbero quindi aprirsi a una nuova prospettiva: i bambini hanno il diritto di sporcarsi. E c’è bisogno di convincersi di questo, basti pensare che statisticamente lo sviluppo dell’asma ha un’incidenza minore tra i bambini che crescono in ambienti agricoli; convivere con animali da compagnia, in particolare cani, favorisce un’esposizione microbica benefica per il bambino.

I bambini devono sporcarsi… prima di tutto le mani
– Hai lavato le mani?
Questa domanda ricorre spesso nella vita dei bambini e dei loro genitori, la paura dell’adulto è, a diversi livelli, quella di una contaminazione o contagio. La pandemia ha fortemente segnato l’abitudine al lavaggio delle mani rendendola nella maggior parte dei casi una corretta cautela, in altre circostanze è però diventata un eccesso fobico: l’uso eccessivo di disinfettanti e saponi antibatterici non è proficuo e può danneggiare il sistema immunitario dei piccoli. Senza considerare che i bambini non devono mai essere spinti a diventare germofobici.
Quando è indispensabile che i bambini si lavino le manine?
È importante che i bambini abbiano regole di igiene chiare ma non eccessive. Il lavaggio delle mani, preferibilmente con acqua e sapone (il lavaggio ad acqua resta da preferirsi ogni qualvolta ne abbiate la possibilità) è necessario:
- prima dei pasti e di qualsiasi spuntino e, in generale, quando si manipola il cibo;
- quando si usano i servizi igienici;
- quando si tossisce, starnutisce o ci si soffia il naso;
- dopo avere impastato, colorato, eccetera;
- dopo aver giocato all’aperto nel (o con il) terreno o la sabbia.

Sporcarsi fa parte della crescita ed è pedagogicamente importante
I bambini che giocano liberamente sono soggetti a sporcarsi per più ordini di ragioni che hanno a che fare con la loro natura e fisiologia: il gioco è la palestra di crescita e apprendimento più importante per il bambino e nel gioco il piccolo si cimenta con tutto il suo corpo, spesso giocando impara a gestire nuovi materiali e strumenti ed è facile che adoperandoli si sporchi non avendo ancora acquisito pieno controllo del movimento e della gestione di sè nello spazio.
È indispensabile, altresì, che il bimbo sperimenti diversi materiali in diversi contesti; ci sono materiali che naturalmente sporcano (terra, pittura, acqua, eccetera) e ci sono contesti di gioco, come il gioco all’aperto, in cui è l’ambiente ad essere sporco (terra, terriccio, fango o sabbia). L’apprendimento passa per l’esperienza e sporcarsi è parte del gioco, come mamma e come papà devi accettarlo e dare al bambino la piena possibilità di farlo!
Complessivamente, quindi, l'esperienza dello sporco stimola la creatività e lo sviluppo sensoriale dei piccoli, ne potenzia le capacità cognitive e motorie.
Pertanto fermare l’esplorazione di un bambino e con essa i suoi giochi, solo per evitare che non compia attività a rischio sporco, è sbagliato ed equivale a limitarne la conoscenza e coscienza del mondo.
Sporco – pulito: i giochi e le abitudini che insegnano l’igiene
I bambini hanno bisogno di sporcarsi, nella dialettica dei contrari la conoscenza di un elemento dà accesso al suo opposto. Conoscere e sperimentare la sporcizia (nei limiti della tutela della salute) è un modo per accedere a un nuovo apprendimento, quello dell’igiene e della pulizia. Pertanto è difficile credere che si possa acquisire comprensione del pulpito senza aver provato le emozioni, anche disagianti, dello sporco.
Per esempio, giocare con gli impasti e lasciare che i bambini si impiastriccino le mani consente loro di sentire il bisogno fisico di lavarle: da sporco a pulito. Lo stesso vale per tutte le manipolazioni come per la pittura, nonché per i giochi a contatto con la terra o la sabbia.
Agli occhi di noi adulti tutto questo è particolarmente difficile da comprendere perché viviamo la sporcizia col carico sociale a cui siamo assuefatti: per cultura sporco è brutto, sporco è inappropriato e imbarazzante. Senza contare che spesso le mamme e i papà che lasciano ai figli la possibilità di sporcarsi si sentono giudicati dagli altri genitori.
Lo sporco, nei limiti del giusto, è una competenza che investe più sensi e offre più stimoli, in primis coinvolge tatto e olfatto, inoltre suscita nel bambino un senso di responsabilità verso il proprio corpo e la sua igiene e cura.
Qual è lo sporco costruttivo per i bambini?
I bambini hanno il diritto di sporcarsi ogni qualvolta farlo significa entrare in contatto col mondo e strutturare nuove competenze e capacità.
Hanno diritto a sporcarsi di terra perché hanno diritto a un contatto autonomo e libero con la natura; hanno diritto a impastare e sporcarsi di farina perchè necessitano dell’osservazione sulle modifiche dei materiali in fase di manipolazione; hanno diritto a pitturare e portare su pelle e vestiti l’impronta del colore; hanno diritto a cucinare e quindi e sporcarsi le mani con le materie prime assaporandone il risultato finale trasformato in cibo.
Sporco e spannolinamento, in che relazione stanno?
Non tutti i genitori considerano il fatto che l’esperienza della pulizia ha a che fare anche con l’acquisizione delle autonomie igieniche relative a feci e urina e, in questo senso, influenza gli esiti e l’approccio allo spannolinamento. Lo chiariamo qui di seguito: i bambini prima di apprendere come si fanno cacca e pipì in bagno e prima ancora nel vasino, esattamente secondo le regole di igiene degli adulti, hanno bisogno di sporcare le mutandine e i vestiti.
Il fastidio che il bambino prova quando i vestiti si bagnano o le feci ingombrano le mutandine è un disagio utile e proficuo, dalla liberazione dal fastidio il bimbo impara ad evitarlo, ovvero studia le sue strategie per restare asciutto. Gli incidenti che accadono nelle prime fasi dello spannolinamento sono, quindi, essenziali affinché il bambino sperimenti l’inconveniente di essersi sporcato e ne maturi il rifiuto. Il bimbo impara a contenere e gestire i propri bisogni espletandoli in modo funzionale anche per evitare il disagio generato dallo sporco, oltre che per sentirsi capace ed autoefficace.