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Albi Illustrati

Cosa fare se il bambino ha paura della scuola dei grandi: la fobia scolare

3 albi da leggere per superare la fobia della scuola primaria: Che cos'è la Scuola; Come funziona la Maestra; Nono sono pronta.

Pubblicato il 07.08.2025 e aggiornato il 24.09.2026 Scrivi alla redazione

I bambini tra i 5 e i 6 anni, dopo la frequentazione della scuola dell’infanzia, che comunemente dura tre anni, sono chiamati ad accedere alla scuola primaria; anche abbastanza spesso, può capitare che cinquenni e seienni assaggino, a diversi livelli, il timore del cambiamento, sentano la nostalgia della maestra e dei compagni con cui sono cresciuti.

Qualcuno di loro dirà di non volere andare alla scuola dei grandi, altri di non voler crescere e altri ancora faticheranno ad accettare la novità. Solo quando timore, nostalgia e paura diventano qualcosa di più complesso generando ansia, eccessi di collera, condizioni di demoralizzazione, disturbi del sonno, chiusura e stati di evitamento si può parlare di fobia scolare.

La fobia scolare è una manifestazione ansiosa legata alla scuola; di fatto diventa la paura, invincibile, intensa e persino invalidante, di affrontare la scuola ed è spesso accompagnata da somatizzazioni e strategie per sfuggire al problema, quindi per rimanere a casa.

Quella appena descritta è una condizione complessa che può accentuare o determinare incompetenze nella gestione emotiva, ciò fino a ingenerare nei bambini crisi di rabbia. Sono soggetti a questo disturbo i bambini e i ragazzi tra i 5-6 anni e i 18 anni, senza differenza di genere e con un incremento della ricorrenza del disturbo in correlazione ai grandi cambiamenti, come lo sono i cambiamenti di ciclo scolastico.

Fobia scolastica, i sintomi

Quando le quote di ansia che interessano il bambino si alzano più del dovuto sussiste il reale rischio di somatizzazioni, ovvero sintomi fisici quali mal di pancia, mal di testa, nausea che emergono in correlazione all’evento che genera ansie (qui l’evento è l’andare a scuola).

Il semplice pianto al momento del distacco non è di per sè fobia scolare, come non lo è la generica paura di cambiare ambiente e la tristezza per aver salutato la vecchia Maestra e i compagni di classe. Tuttavia il bambino che sin da prima dell’inizio della scuola dei grandi si dimostra spaventato più del dovuto, merita cura, ascolto e supporto emotivo proprio affinché i suoi timori non pregiudichino l’inserimento, la frequentazione e la resa sociale.

Cosa fare se il bambino ha paura della scuola dei grandi

Se tuo figlio manifesta ansia e paura a riguardo della nuova scuola, sappi che il suo non è un capriccio passeggero, piuttosto è la manifestazione di un disagio verso qualcosa che non conosce, non è in grado di prevedere e nemmeno di immaginare.

Per aiutarlo:

  • Accogli i suoi sentimenti senza sminuirli. Frasi come: “Adesso sei grande non devi piangere” oppure “Non devi avere paura” non lo aiuteranno ad adattarsi, al contrario lo faranno sentire ancora più inadeguato e insicuro.
  • Favorisci la visualizzazione delle cose che possono spaventarlo aiutandolo ad immaginarle in chiave positiva. La nuova scuola, le nuove Maestre e i nuovi compagni possono essere spaventosi pensieri o stuzzicare la curiosità del bambino, da adulto puoi “influenzare” il suo modo di vedere le cose. Chiedigli: “Ti fa piacere conoscere i nuovi compagni?” e non chiedergli: “Hai paura di conoscere i nuovi compagni?“. Chiedigli: “Come immagini le nuove Maestre?“.
  • Proponigli di visitare la scuola o, almeno, di vederla dall’esterno. Chiedigli: “La nuova scuola è bellissima, vogliamo andare a vederla e poi la disegniamo insieme?“.
  • Attraverso albi illustrati e disegni, prova a descrivere a tuo figlio come si svolge una giornata di scuola primaria. Ricorda che i bambini si sentono più sicuri se possono prevedere e immaginare come andranno le cose.
  • Coinvolgi il bambino nell’acquisto dei materiali
    Lascia che sia lui stesso a scegliere i suoi materiali, ovviamente fallo in modo guidato e sostenibile. Quindi, comperate insieme lo zaino, l’astuccio, i quaderni e il grembiule. Preparare il materiale scolastico lo aiuterà a visualizzare il cambiamento e ad accettarlo.
  • Leggete albi illustrati a tema primo giorno di scuola
  • Raccontate ai bambini le vostre esperienze personali
    L’immedesimazione nelle esperienze di mamma, papà, zii, nonni e fratelli è molto importante per il bambino. Infatti, capendo che i suoi cari, prima di lui, hanno affrontato il sistema scuola, il piccolo potrà accettare e normalizzare anche il suo disagio dinnanzi alla novità imminente.

Come comportarsi con i bambini che non vogliono lasciare la scuola dell’infanzia

La scuola dell’infanzia è la prima palestra sociale per i bambini, è il luogo in cui imparano a convivere con i pari in una relazione stabile. I legami che si creano qui sono fortissimi. Quando il ciclo dell’infanzia finisce si usa festeggiare i “Remigini“, ovvero i bambini che lasciano la scuola dei piccoli e accedono al ciclo della scuola primaria (la festa prende il nome da San Remigio, che si celebra il 1°ottobre, periodo in cui in passato incominciava l’anno scolastico italiano).

Date valore nel tempo a questo festeggiamento, esponete il diplomino e mostratelo con orgoglio, inoltre valorizzate il legame con la maestra dell’infanzia evocandone il ricordo come persona significativa e speciale e sottolinenando che ciò che il bimbo ha imparato da lei lo sosterrà anche nella scuola primaria.

5 cose belle nella scuola primaria

Nell’ambito della prevedibilità di ciò che lo attende, stimolate il bambino a fare una lista delle cose attraenti e belle che lo aspettano alla scuola primaria.

Di base, sarà bellissimo:

  • Imparare a leggere da solo
  • Scrivere sul quaderno
  • Fare nuove amicizie
  • Avere una maestra nuova
  • Scoprire i numeri e le scienze

7 Albi da leggere per superare la fobia della scuola primaria

  1. “Che cos’è la Scuola”, di Luca Tortolini e Marco Somà – Terre di Mezzo Editore;
  2. “Come funziona la Maestra”, di Susanna Mattiangeli e Chiara Carrer – il Castoro Editore;
  3. “Nono sono pronta”, di Yile Gao – Lavieri Editore;
  4. “Il barattolo del coraggio”, di Chiara Ravizza con illustrazioni di Susanna Covelli – Sassi Editore;
  5. “Non voglio andare a scuola”, di Stephanie Blake – Babalibri Editore;
  6. “Mi troverai sempre qui”, di Claudio Gobbetti e Diana Nikolova – Rizzoli Editore;
  7. “Manco per sogno”, di Beatrice Alemagna – Topipittori Editore;

Sono questi i tre albi illustrati a tema fobia scolastica che Alimentazione Bambini ha selezionato per voi.

"che cos'è la scuola", di luca tortolini e marco somà - terre di mezzo editore - alimentazionebambini. It by coop
“Che cos’è la Scuola”, di Luca Tortolini e Marco Somà – Terre di Mezzo Editore – alimentazionebambini.it By Coop

“Che cos’è la Scuola”, di Luca Tortolini e Marco Somà – Terre di Mezzo Editore;

Marco Somà ha illustrato anche “Il venditore di felicità” di Davide Calì & Marco Somà – Kite Editore che Alimentazione Bambini vi ha già suggerito all’interno della Guida alla lettura 4-6anni.

In quest’altro albo, “Che cos’è la Scuola” i suoi animali sono bambini e genitori che lascino la loro casa per vivere le giornate di scuola. La scuola viene amplificata nei disegni che le danno una forma aperta, gli stessi oggetti tipici della scuola (libri, penne e banchi) sono raffigurati dentro una relazione, in un comportamento o come parte di un processo. “(La scuola, ndr.) è un luogo in cui tutto si mescola e s’intreccia per costruire il saper essere e il saper vivere. […] Se tutte le scuole scomparissero, le bambine e i bambini si annoierebbero tutti i giorni soli in casa. Non si scambierebbero le idee, gli abbracci e le matite con i temperamatite. Non avrebbero un posto dove crescere e imparare assieme alle altre e agli altri“, questo è solo uno stralcio dall’albo ma dice molto sulla sua delicata bellezza.

Nella sua complessità, “Che cos’è la Scuola” rimette la scuola stessa ai bambini dimostrando loro come questo luogo aperto, anche quando è chiuso tra quattro mura, appartenga agli studenti più che a chiunque altro. Gli autori dipingono la scuola come un percorso aperto al mondo e al suo rinnovamento, più che alla sua semplice conquista. Tra le righe e dentro le pagine la scuola si afferma come un luogo complesso dove trovano spazio e soddisfazione le differenze e i desideri.

I bambini che frequentano la scuola descritta in questo albo hanno uno scopo, che diventa ideale: andare a scuola serve a crescere ed è nella scuola che crescono i Dottori, le Maestre, i Parrucchieri e gli Artisti del futuro, in genere andare a scuola serve a diventare i Grandi di domani.

In questa progressione, agli occhi del bambino, la paura della scuola si ridimensiona mentre prevalgono le idee, le esperienze e le scoperte. In una massima sintesi, questo albo restituisce alla scuola il suo scopo più puro: crescere menti libere perché abbiano cura del mondo e delle relazioni umane. Visto così, questo si può definire un albo non solo per bambini, ma anche per adulti.

"come funziona la maestra", di susanna mattiangeli e chiara carrer - il castoro editore - alimentazionebambini. It by coop
“Come funziona la Maestra”, di Susanna Mattiangeli e Chiara Carrer – il Castoro Editore – alimentazionebambini.it By Coop

“Come funziona la Maestra”, di Susanna Mattiangeli e Chiara Carrer – il Castoro Editore

Ma chi è, cosa fa fuori dalla scuola e come funziona la Maestra? Non c’è bambino al mondo che non si sia posto queste domande o quesiti simili. L’albo di Susanna Mattiangeli e Chiara Carrer guarda alla Maestra dal punto di vista dei bambini e lo fa procedendo, pagina dopo pagina, a una sua graduale normalizzazione. La Maestra è una persona e fa cose da persona comune, ma, alla fine, prima o poi torna sempre in classe, sempre circondata da bambini.

Nelle pagine del libro, il bambino sperimenta anche l’umanità della Maestra a partire dall’aspetto fisico, perciò se sotto i vestiti è nuda, come chiunque altro, se può essere più o meno sottile e più o meno alta, può essere, allo stesso modo, anche più allegra o più seria e qualche volta si può persino arrabbiare.

Diversamente dagli altri grandi, però, la Maestra ha un mondo di cose dentro di sè: fiumi, numeri, lettere, narrazioni, conoscenze e il suo è un compito di passaggio poiché quello che è dentro di lei prima o poi finisce anche dentro i suoi studenti. La Maestra è lo strumento umano e vivo di passaggio dei saperi.

Questo albo suggerisce ai bambini di guardare alla Maestra come ad una persona amorevole che nella sua umanità riempie un ruolo sociale di cura. In modo indiretto e gentile, stimola nei bambini la fiducia verso la loro Maestra.

Cause della fobia scolare

Non è raro che la Maestra e la scuola nuove possano essere tra le cause di fobia scolare nei bambini della primaria, in che misura e perché ciò accade? In quanto paura, la fobia scolare è soggettiva e dipende dal livello personale di sensibilità, rintraccia, quindi, emozioni profonde e individuali. Comunemente il pericolo di incorrere in questo disturbo aumenta in concomitanza con i grandi cambiamenti.

Il bambino che ha appena fatto il suo ingresso alla scuola primaria potrebbe essere stato profondamente legato alle Maestre e all’ambiente della scuola d’infanzia; potrebbe non essere pronto al grande cambiamento che la scuola dei grandi richiede, meno gioco, responsività alla richiesta di stare fermi e buoni nei banchi, attenzione e studio; potrebbe essere stato sovraccaricato dalla famiglia e dalle aspettative sociali; potrebbe ritrovarsi in un ambiente troppo grande e con un sovra-stimolo in termini di richieste o sentirsi più semplicemente spaesato tra i compagni nuovi. Gli adulti sono decisivi, spetta a noi il compito di positivizzare l’ambiente e aiutare il bambino a trarre da sé stesso le migliori energie propulsive e adattative.

"nono sono pronta", di yile gao - lavieri editore - alimentazionebambini. It by coop
“Nono sono pronta”, di Yile Gao – Lavieri Editore – alimentazionebambini.it By Coop

“Nono sono pronta”, di Yile Gao – Lavieri Editore

Questo libro racconta il dolore, la fatica e le difficoltà dell’adattamento, narra, senza mai pronunciare parola al riguardo, della perdita e del lutto che disegna come una presenza silente. Nell’immagine trasparente di un cane-fantasma, la storia presenta il distacco lo fa letteralmente toccare al lettore con la mano del cuore. Così è assolutamente chiaro quanto sia difficile e doloroso superare quelle circostanze inattese, che feriscono, che opprimono e fanno tanto male.

La protagonista di questo albo non è pronta, men che meno alla scuola nuova, eppure camminando tra le pagine scopre come si superano le difficoltà: anziché lasciarle procedere dietro le spalle sentendone l’oppressione.

“Non sono pronta” insegna ad affrontare, fa comprendere che è bene fare posto all’amore, voltarsi e guardare la paura diritta in faccia scoprendo che la vita conserva il bello del passato ma sa anche prendere le misure dal dolore.

“il barattolo del coraggio”, di chiara ravizza con illustrazioni di susanna covelli – sassi editore - alimentazionebambini. It by coop
“Il barattolo del coraggio”, di Chiara Ravizza con illustrazioni di Susanna Covelli – Sassi Editore – alimentazionebambini.it by COOP

“Il barattolo del coraggio”, di Chiara Ravizza con illustrazioni di Susanna Covelli – Sassi Editore

Quando chiediamo ai bambini di prendere parte, attivamente e quotidianamente, alla vita scolastica, pretendiamo da loro un enorme impegno emotivo e relazionale che implica innanzitutto il distacco dal porto sicuro della casa e, qualche volta, il distacco diventa un “abbandono” dal punto di vista “sensibile” del bambino. Esiste una lunga e antica disputa psicopedagogica sull’opportunità o meno di concedere ai bambini l’uso di uno strumento transizionale come ponte emotivo. In questo albo illustrato è “Il barattolo del Coraggio” a tenere Tina al sicuro, legata ai suoi affetti e alla sua casa. 

Tina è diventata grande e quest’anno tocca anche a lei incominciare la scuola. Suo fratello maggiore, Honey, ne ha già fatto esperienza e nota subito che Tina è preoccupata, o meglio, “nota un po’ di preoccupazione sul suo volto”. Subito quest’albo colpisce per la potenzialità che dimostra nel trasformare in racconto le emozioni lasciando, quindi, al bambino l’ampia possibilità di immedesimarsi nella storia empatizzando con i personaggi e gli accaduti.

Per dare coraggio a Tina, Honey le prepara una sorpresa: un barattolo carico di significati. Ecco cosa contiene:

  • una mongolfiera di carta che servirà a far volare via la tristezza; 
  • un pupazzo al profumo di miele da abbracciare quando la nostalgia di casa si farà sentire in modo insostenibile;
  • una conchiglia per ascoltare il rumore del mare e vincere/scaricare la tensione;
  • un braccialetto della calma per allontanare la paura.

La storia di Ravizza e Covelli permette anche agli adulti una riflessione: i bambini hanno bisogno di un ponte, a volte anche fisico, quindi di un oggetto di transizione, che metta in comunicazione scuola e casa; non è un capriccio e non è meramente un facilitatore, piuttosto l’oggetto transizionale è un cuscinetto capace di attutire l’impatto della separazione. 

Nella storia, Tina condivide il suo barattolo del coraggio permettendo anche ai nuovi compagni di classe di attingere energie da quel suo bene prezioso: condivide la mongolfiera e il bracciale e lascia che il pupazzo profumato di miele possa consolare Milo l’elefantino, mentre persino la Maestra trova gioia nel suono della conchiglia che, evocando le onde del mare, libera la calma.

I bambini che affrontano la lettura di questo albo vengono naturalmente condotti dentro i benefici emotivi ed emozionanti del cum-dividere, del dividere con gli altri, dell’utilizzare insieme e del fare per il bene comune. Pertanto la scuola raccontata in questo libro è un luogo di serenità e appartenenza. Questa definizione finale dei sentimenti dei protagonisti fa de “Il barattolo del coraggio” un albo aperto a molte letture e persino fruttuoso e benefico per lenire la fobia scolare.

L’età di lettura consigliata è 3 anni+, in un’ottica di analisi NPO (di Narrativa Pedagogicamente Orientata), mi sento di sottolineare che sino ai 5-6 anni (quindi nella fascia d’età 3-5 anni) la lettura di questo albo va bene accompagnata dall’adulto perché è certamente un testo molto stimolante dal punto di vista emotivo. Più facilmente si presta come albo per accompagnare i bambini della scuola primaria e, in particolare, sembra destinato naturalmente a una trasformazione “laboratoriale” ovvero può essere lo spunto per costruire insieme il proprio barattolo del coraggio. 

La realizzazione del barattolo del coraggio nelle prime classi della scuola primaria può rappresentare un buon momento di relazione e amicizia tra istituzione scolastica e famiglia, avvantaggiando, quindi, la cooperazione tra i sistemi che formano lo scheletro portante della comunità educante.

“non voglio andare a scuola”, di stephanie blake – babalibri editore;
- alimentazionebambini. It by coop
“Non voglio andare a scuola”, di Stephanie Blake – Babalibri Editore;
– alimentazionebambini.it by COOP

“Non voglio andare a scuola”, di Stephanie Blake – Babalibri Editore

Quando al bambino viene proposta la scuola, il piccolo è chiamato a prefigurarsi qualcosa di cui non ha diretta esperienza; questo albo si rivolge, infatti, a bambini in età scolare o immediatamente prescolare.

La mancanza di esperienza induce il bimbo a soffermare il suo pensiero soltanto su ciò che gli mancherà: perderà l’agio della sua zona di comfort, che comprende la casa, la mamma, le abitudini, eccetera. “Non voglio andare a scuola” è un piccolo albo illustrato dal grande potere comunicativo: in una perfetta combinazione tra parole e immagini (di)segna il passaggio attraverso le paure e il loro reale attraversamento e superamento. 

La mamma annuncia a Simone l’inizio della scuola e il coniglio dichiara apertamente il suo rifiuto: “Non voglio andare a scuola”, lo esprime con una frase comune a moltissimi bambini e perfettamente consuntiva di sentimenti diffusi. La notte passa attraversando la paura, a quella del buio, che pure accomuna tanti bambini, si somma quella della scuola. Ma al mattino le pagine dell’albo assumono l’aspetto luminoso di una progressione: la strada che Simone percorre non è solo quella per raggiungere i cancelli della scuola, essa è anche quella per crescere.

“non voglio andare a scuola”, di stephanie blake – babalibri editore;
- alimentazionebambini. It by coop
“Non voglio andare a scuola”, di Stephanie Blake – Babalibri Editore;
– alimentazionebambini.it by COOP

Le esperienze che il piccolo coniglio racconta al piccolo lettore dell’albo sono semplicemente belle, coinvolgenti, serene e implicano la conoscenza di altri piccoli conigli pronti a divenire amici. La scuola, come descritta in questo albo, si esemplifica agli occhi del bambino e la lettura, mediata dall’adulto, può semplicemente divenire rassicurazione. In questo senso, il libro si presta particolarmente a lasciare che il bambino intenda e immagini con atteggiamento positivo ciò che lo attende a scuola; l’identificazione nell’esperienza del coniglio Simone può aiutare anche i bimbi più timorosi incuriosendoli e instillando in loro una maggiore fiducia verso l’ambiente scolastico.

“mi troverai sempre qui”, di claudio gobbetti e diana nikolova – rizzoli editore - alimentazionebambini. It by coop
“Mi troverai sempre qui”, di Claudio Gobbetti e Diana Nikolova – Rizzoli Editore – alimentazionebambini.it by COOP

“Mi troverai sempre qui”, di Claudio Gobbetti e Diana Nikolova – Rizzoli Editore

“Mi troverai sempre qui” è un albo dedicato al coraggio: insegna che la paura ha la sua importanza; ci sono errori, come perdersi o sbagliare scelta, poiché non c’è crescita senza sfide. Lo sbaglio, se preferite l’errore, o l’inciampo ci mettono in condizione di correggere, rimodulare e ricominciare. 

“Anche se a volte il coraggio si nasconde sotto qualche sasso”, si può progredire ed evolvere soltanto senza lasciarsi bloccare dalla paura, che sia paura di cadere, sbagliare o fallire. 

Il protagonista di questo albo è un pesciolino che da “piccolo, abbandonato e tremante” diviene grande, cresce sino a divenire, a sua volta, guida e pilastro sicuro per altri pesciolini che vogliano percorrere il fiume. È una storia di attraversamento: va dalla paura sino alla forza della libertà, in quanto tale si adatta ad accompagnare i bambini in diverse circostanze. Lo puoi utilizzare come lettura di supporto se tuo figlio, per esempio, teme la scuola o un’altra esperienza nuova, se si sente solo o se sta attraversando un momento di transizione o sofferenza, come un trasloco o un distacco importante.

“mi troverai sempre qui”, di claudio gobbetti e diana nikolova – rizzoli editore - alimentazionebambini. It by coop
“Mi troverai sempre qui”, di Claudio Gobbetti e Diana Nikolova – Rizzoli Editore – alimentazionebambini.it by COOP

Una precisazione va fatta rispetto all’età di lettura di questo albo: in rete, sulle piattaforme di e-commerce l’indicazione dell’età di lettura è fissata dai 3-4 anni a salire; la mia esperienza da Pedagogista formata nella lettura destinata alla prima età infantile mi porta a ritenere, invece, che la struttura narrativa e l’impianto di questo meraviglioso libro lo destinino a bambini del ciclo della scuola primaria o appena più piccoli, dai 5-6 anni in su. Intanto la storia è lunga e si articola su una precisa linea temporale che il bambino è chiamato a seguire con attenzione sostenuta per il tempo della lettura; inoltre, la metabolizzazione di questo libro pretende lo sviluppo di competenze empatiche e almeno un primo assetto della TOM, Teoria della Mente, infatti, non solo il bambino deve immedesimarsi nel racconto ma può trovare la possibilità di identificare nei personaggi, oltre se stesso, anche la sua maestra, il suo allenatore, un parente o un genitore. Complessivamente, dunque, per funzionalità del pensiero infantile difficilmente il bambino può accedere a questa lettura in modo proficuo prima dei 5-6 anni circa.

“manco per sogno”, di beatrice alemagna – topipittori editore  - alimentazionebambini. It by coop
“Manco per sogno”, di Beatrice Alemagna – Topipittori Editore – alimentazionebambini.it by COOP

“Manco per sogno”, di Beatrice Alemagna – Topipittori Editore

“Manco per sogno” è una splendida storia a “ruoli invertiti”. Pasqualina è una cucciola di pipistrello che non vorrebbe andare a scuola; lei ne è sicura e i suoi giocattoli sono concordi sul fatto che casa è il miglior posto dove rimanere. Qualcosa cambia quando, per magia, i genitori diventano piccoli piccoli, così tanto minuscoli da stare sotto le ali di pipistrello della figlia, ben nascosti e pronti per essere condotti a scuola da lei. È a questo punto della storia che i ruoli, in qualche modo, si invertono e Pasqualina deve moderare, controllare e sostenere i genitori “diventati piccolini”… e anche un po’ invadenti.

Mentre mamma e papà recuperano le loro dimensioni corporee alla fine della storia, per tutto il corso dell’albo Pasqualina acquisisce maturità e consapevolezza di come la scuola sia una sua esperienza personale ed esclusiva.

La piccola di pipistrello consente ai bambini lettori di apprezzare la scuola come uno spazio in cui crescere, mentre “accudisce i genitori” riesce a sottolineare le routine e la bellezza di stare con gli altri. Una lettura guidata può favorire l’ambientamento scolastico dei bambini restituendo loro anche la consapevolezza di una maturazione legata al percorso scolastico.

Con la supervisione di:

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea Vania Pediatra