Cosa fare se il bambino ha paura della scuola dei grandi: la fobia scolare
3 albi da leggere per superare la fobia della scuola primaria: Che cos'è la Scuola; Come funziona la Maestra; Nono sono pronta.
I bambini tra i 5 e i 6 anni, dopo la frequentazione della scuola dell’infanzia, che comunemente dura tre anni, sono chiamati ad accedere alla scuola primaria; anche abbastanza spesso, può capitare che cinquenni e seienni assaggino, a diversi livelli, il timore del cambiamento, sentano la nostalgia della maestra e dei compagni con cui sono cresciuti.
Qualcuno di loro dirà di non volere andare alla scuola dei grandi, altri di non voler crescere e altri ancora faticheranno ad accettare la novità. Solo quando timore, nostalgia e paura diventano qualcosa di più complesso generando ansia, eccessi di collera, condizioni di demoralizzazione, disturbi del sonno, chiusura e stati di evitamento si può parlare di fobia scolare.
La fobia scolare è una manifestazione ansiosa legata alla scuola; di fatto diventa la paura, invincibile, intensa e persino invalidante, di affrontare la scuola ed è spesso accompagnata da somatizzazioni e strategie per sfuggire al problema, quindi per rimanere a casa.
Quella appena descritta è una condizione complessa che può accentuare o determinare incompetenze nella gestione emotiva, ciò fino a ingenerare nei bambini crisi di rabbia. Sono soggetti a questo disturbo i bambini e i ragazzi tra i 5-6 anni e i 18 anni, senza differenza di genere e con un incremento della ricorrenza del disturbo in correlazione ai grandi cambiamenti, come lo sono i cambiamenti di ciclo scolastico.
Fobia scolastica, i sintomi
Quando le quote di ansia che interessano il bambino si alzano più del dovuto sussiste il reale rischio di somatizzazioni, ovvero sintomi fisici quali mal di pancia, mal di testa, nausea che emergono in correlazione all’evento che genera ansie (qui l’evento è l’andare a scuola).
Il semplice pianto al momento del distacco non è di per sè fobia scolare, come non lo è la generica paura di cambiare ambiente e la tristezza per aver salutato la vecchia Maestra e i compagni di classe. Tuttavia il bambino che sin da prima dell’inizio della scuola dei grandi si dimostra spaventato più del dovuto, merita cura, ascolto e supporto emotivo proprio affinché i suoi timori non pregiudichino l’inserimento, la frequentazione e la resa sociale.
Cosa fare se il bambino ha paura della scuola dei grandi
Se tuo figlio manifesta ansia e paura a riguardo della nuova scuola, sappi che il suo non è un capriccio passeggero, piuttosto è la manifestazione di un disagio verso qualcosa che non conosce, non è in grado di prevedere e nemmeno di immaginare.
Per aiutarlo:
- Accogli i suoi sentimenti senza sminuirli. Frasi come: “Adesso sei grande non devi piangere” oppure “Non devi avere paura” non lo aiuteranno ad adattarsi, al contrario lo faranno sentire ancora più inadeguato e insicuro.
- Favorisci la visualizzazione delle cose che possono spaventarlo aiutandolo ad immaginarle in chiave positiva. La nuova scuola, le nuove Maestre e i nuovi compagni possono essere spaventosi pensieri o stuzzicare la curiosità del bambino, da adulto puoi “influenzare” il suo modo di vedere le cose. Chiedigli: “Ti fa piacere conoscere i nuovi compagni?” e non chiedergli: “Hai paura di conoscere i nuovi compagni?“. Chiedigli: “Come immagini le nuove Maestre?“.
- Proponigli di visitare la scuola o, almeno, di vederla dall’esterno. Chiedigli: “La nuova scuola è bellissima, vogliamo andare a vederla e poi la disegniamo insieme?“.
- Attraverso albi illustrati e disegni, prova a descrivere a tuo figlio come si svolge una giornata di scuola primaria. Ricorda che i bambini si sentono più sicuri se possono prevedere e immaginare come andranno le cose.
- Coinvolgi il bambino nell’acquisto dei materiali
Lascia che sia lui stesso a scegliere i suoi materiali, ovviamente fallo in modo guidato e sostenibile. Quindi, comperate insieme lo zaino, l’astuccio, i quaderni e il grembiule. Preparare il materiale scolastico lo aiuterà a visualizzare il cambiamento e ad accettarlo. - Leggete albi illustrati a tema primo giorno di scuola
- Raccontate ai bambini le vostre esperienze personali
L’immedesimazione nelle esperienze di mamma, papà, zii, nonni e fratelli è molto importante per il bambino. Infatti, capendo che i suoi cari, prima di lui, hanno affrontato il sistema scuola, il piccolo potrà accettare e normalizzare anche il suo disagio dinnanzi alla novità imminente.
Come comportarsi con i bambini che non vogliono lasciare la scuola dell’infanzia
La scuola dell’infanzia è la prima palestra sociale per i bambini, è il luogo in cui imparano a convivere con i pari in una relazione stabile. I legami che si creano qui sono fortissimi. Quando il ciclo dell’infanzia finisce si usa festeggiare i “Remigini“, ovvero i bambini che lasciano la scuola dei piccoli e accedono al ciclo della scuola primaria (la festa prende il nome da San Remigio, che si celebra il 1°ottobre, periodo in cui in passato incominciava l’anno scolastico italiano).
Date valore nel tempo a questo festeggiamento, esponete il diplomino e mostratelo con orgoglio, inoltre valorizzate il legame con la maestra dell’infanzia evocandone il ricordo come persona significativa e speciale e sottolinenando che ciò che il bimbo ha imparato da lei lo sosterrà anche nella scuola primaria.
5 cose belle nella scuola primaria
Nell’ambito della prevedibilità di ciò che lo attende, stimolate il bambino a fare una lista delle cose attraenti e belle che lo aspettano alla scuola primaria.
Di base, sarà bellissimo:
- Imparare a leggere da solo
- Scrivere sul quaderno
- Fare nuove amicizie
- Avere una maestra nuova
- Scoprire i numeri e le scienze
3 Albi da leggere per superare la fobia della scuola primaria
- “Che cos’è la Scuola”, di Luca Tortolini e Marco Somà – Terre di Mezzo Editore;
- “Come funziona la Maestra”, di Susanna Mattiangeli e Chiara Carrer – il Castoro Editore;
- “Nono sono pronta”, di Yile Gao – Lavieri Editore.
Sono questi i tre albi illustrati a tema fobia scolastica che Alimentazione Bambini ha selezionato per voi.

“Che cos’è la Scuola”, di Luca Tortolini e Marco Somà – Terre di Mezzo Editore;
Marco Somà ha illustrato anche “Il venditore di felicità” di Davide Calì & Marco Somà – Kite Editore che Alimentazione Bambini vi ha già suggerito all’interno della Guida alla lettura 4-6anni.
In quest’altro albo, “Che cos’è la Scuola” i suoi animali sono bambini e genitori che lascino la loro casa per vivere le giornate di scuola. La scuola viene amplificata nei disegni che le danno una forma aperta, gli stessi oggetti tipici della scuola (libri, penne e banchi) sono raffigurati dentro una relazione, in un comportamento o come parte di un processo. “(La scuola, ndr.) è un luogo in cui tutto si mescola e s’intreccia per costruire il saper essere e il saper vivere. […] Se tutte le scuole scomparissero, le bambine e i bambini si annoierebbero tutti i giorni soli in casa. Non si scambierebbero le idee, gli abbracci e le matite con i temperamatite. Non avrebbero un posto dove crescere e imparare assieme alle altre e agli altri“, questo è solo uno stralcio dall’albo ma dice molto sulla sua delicata bellezza.
Nella sua complessità, “Che cos’è la Scuola” rimette la scuola stessa ai bambini dimostrando loro come questo luogo aperto, anche quando è chiuso tra quattro mura, appartenga agli studenti più che a chiunque altro. Gli autori dipingono la scuola come un percorso aperto al mondo e al suo rinnovamento, più che alla sua semplice conquista. Tra le righe e dentro le pagine la scuola si afferma come un luogo complesso dove trovano spazio e soddisfazione le differenze e i desideri.
I bambini che frequentano la scuola descritta in questo albo hanno uno scopo, che diventa ideale: andare a scuola serve a crescere ed è nella scuola che crescono i Dottori, le Maestre, i Parrucchieri e gli Artisti del futuro, in genere andare a scuola serve a diventare i Grandi di domani.


In questa progressione, agli occhi del bambino, la paura della scuola si ridimensiona mentre prevalgono le idee, le esperienze e le scoperte. In una massima sintesi, questo albo restituisce alla scuola il suo scopo più puro: crescere menti libere perché abbiano cura del mondo e delle relazioni umane. Visto così, questo si può definire un albo non solo per bambini, ma anche per adulti.

“Come funziona la Maestra”, di Susanna Mattiangeli e Chiara Carrer – il Castoro Editore
Ma chi è, cosa fa fuori dalla scuola e come funziona la Maestra? Non c’è bambino al mondo che non si sia posto queste domande o quesiti simili. L’albo di Susanna Mattiangeli e Chiara Carrer guarda alla Maestra dal punto di vista dei bambini e lo fa procedendo, pagina dopo pagina, a una sua graduale normalizzazione. La Maestra è una persona e fa cose da persona comune, ma, alla fine, prima o poi torna sempre in classe, sempre circondata da bambini.
Nelle pagine del libro, il bambino sperimenta anche l’umanità della Maestra a partire dall’aspetto fisico, perciò se sotto i vestiti è nuda, come chiunque altro, se può essere più o meno sottile e più o meno alta, può essere, allo stesso modo, anche più allegra o più seria e qualche volta si può persino arrabbiare.
Diversamente dagli altri grandi, però, la Maestra ha un mondo di cose dentro di sè: fiumi, numeri, lettere, narrazioni, conoscenze e il suo è un compito di passaggio poiché quello che è dentro di lei prima o poi finisce anche dentro i suoi studenti. La Maestra è lo strumento umano e vivo di passaggio dei saperi.


Questo albo suggerisce ai bambini di guardare alla Maestra come ad una persona amorevole che nella sua umanità riempie un ruolo sociale di cura. In modo indiretto e gentile, stimola nei bambini la fiducia verso la loro Maestra.
Cause della fobia scolare
Non è raro che la Maestra e la scuola nuove possano essere tra le cause di fobia scolare nei bambini della primaria, in che misura e perché ciò accade? In quanto paura, la fobia scolare è soggettiva e dipende dal livello personale di sensibilità, rintraccia, quindi, emozioni profonde e individuali. Comunemente il pericolo di incorrere in questo disturbo aumenta in concomitanza con i grandi cambiamenti.
Il bambino che ha appena fatto il suo ingresso alla scuola primaria potrebbe essere stato profondamente legato alle Maestre e all’ambiente della scuola d’infanzia; potrebbe non essere pronto al grande cambiamento che la scuola dei grandi richiede, meno gioco, responsività alla richiesta di stare fermi e buoni nei banchi, attenzione e studio; potrebbe essere stato sovraccaricato dalla famiglia e dalle aspettative sociali; potrebbe ritrovarsi in un ambiente troppo grande e con un sovra-stimolo in termini di richieste o sentirsi più semplicemente spaesato tra i compagni nuovi. Gli adulti sono decisivi, spetta a noi il compito di positivizzare l’ambiente e aiutare il bambino a trarre da sé stesso le migliori energie propulsive e adattative.

“Nono sono pronta”, di Yile Gao – Lavieri Editore
Questo libro racconta il dolore, la fatica e le difficoltà dell’adattamento, narra, senza mai pronunciare parola al riguardo, della perdita e del lutto che disegna come una presenza silente. Nell’immagine trasparente di un cane-fantasma, la storia presenta il distacco lo fa letteralmente toccare al lettore con la mano del cuore. Così è assolutamente chiaro quanto sia difficile e doloroso superare quelle circostanze inattese, che feriscono, che opprimono e fanno tanto male.
La protagonista di questo albo non è pronta, men che meno alla scuola nuova, eppure camminando tra le pagine scopre come si superano le difficoltà: anziché lasciarle procedere dietro le spalle sentendone l’oppressione.


“Non sono pronta” insegna ad affrontare, fa comprendere che è bene fare posto all’amore, voltarsi e guardare la paura diritta in faccia scoprendo che la vita conserva il bello del passato ma sa anche prendere le misure dal dolore.