Skip to content

Malattie infantili

Bambini iperattivi: cosa fare, consigli e come comportarsi

Bambini iperattivi, con atteggiamenti oltre la vivacità e l'irrequietezza. Come riconoscere il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività cosiddetto ADHD.

Pubblicato il 31.05.2024 e aggiornato il 31.05.2024 Scrivi alla redazione

Per definizione l’iperattività si manifesta in un’eccessiva attività motoria, come un eccessivo dimenarsi, correre, muoversi; vengono descritti come bambini iperattivi quelli ricalcitranti, che non stanno mai composti, seduti o fermi. È essenziale cogliere il confine tra la vivacità e una condizione compromettente (o addirittura invalidante) di iperattività.

Il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività cosiddetto ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder), nella fattispecie a predominanza iperattiva impulsiva, è una condizione psicopatologica che va tenuta ben distinta dall'esuberanza fisiologica dei bambini.

I bimbi sono naturalmente dotati di una straordinaria energia, talvolta così incontenibile da affaticare l’adulto pur restando una semplice espressione della carica che i bimbi piccoli hanno in dotazione e che piano piano, con l’età, impareranno a gestire e canalizzare.

E qui la domanda sorge spontanea: dinnanzi a bambini che agli occhi dell’adulto appaiono iperattivi in modo eccessivo, a cosa bisogna prestare attenzione?

Sospetta iperattività ADHD: i segnali spia di un disturbo

Possono essere considerati campanelli d’allarme e spingere i genitori a chiedere il parere di un medico i seguenti comportamenti:

  • Il piccolo non riesce a stare seduto, agita le mani, batte i piedi e si muove sulla sedia. I bimbi iperattivi spesso lasciano il loro posto da seduti, lo fanno a scuola come al ristorante, ovvero anche in quei luoghi in cui la regola sociale vuole tutti composti e al proprio posto.
  • L’iperattività persistente ed eccessiva è la causa di un senso profondo di irrequietezza che i bambini ADHD faticano a tenere sotto controllo ma anche a verbalizzare. Pertanto, mentre i piccoli lo manifestano e lo canalizzano nel movimento, correndo e scorrazzando ovunque, gli adolescenti e gli adulti ADHD, invece, lamentano la sensazione generica e pressante di agitazione e ansietà.
  • Il bambino iperattivo si dimostra irrequieto anche nel gioco, sia in quello individuale che in quello di gruppo: non sta mai tranquillo e non svolge mai le attività pacatamente.
  • L’iperattività si manifesta anche in una fretta verbale e ha un peso nello sviluppo della relazione dialogica: il bimbo, infatti, prende la parola senza rispettare i turni del dialogo, quindi interrompe l’interlocutore e, con la stessa fretta, spesso risponde alle domande prima che il quesito sia stato compiutamente esposto e concluso. Tante volte i soggetti ADHD sono anche logorroici.

Lungaggine, incapacità a sostenere i ritmi del dialogo intromettendosi nella conversazione e interrompendo gli interlocutori, ansia e agitazione relazionale sono atteggiamenti dei soggetti ADHD che spingono i compagni coetanei come l’interlocutore più grande o adulto a considerare invadente e precipitosa la persona che hanno dinnanzi. Non di rado questi atteggiamenti tipici dell’ADHD vengono travisati e confusi.

Diagnosi di attention deficit hyperactivity disorder - alimentazionebambini. It by coop
Diagnosi di Attention Deficit Hyperactivity Disorder – alimentazionebambini.it By COOP

Diagnosi di Attention Deficit Hyperactivity Disorder

Ai fini di una diagnosi, che va sempre affidata all’NPI, Neuro Psichiatra Infantile, l’esuberanza e impulsività motoria devono essere tali da limitare la vita di relazione del bambino e da divenire di ostacolo alla socializzazione e devono superare le normali manifestazioni per età e tollerabilità.

Clinical relevance dei sintomi

È d’obbligo fare alcune precisazioni sui sintomi utili per la diagnosi, soprattutto in riferimento ai tempi e ai modi di manifestazione. Ciò concorre a mentalizzare i genitori sull’attenzione alla persistenza di certi atteggiamenti: un atteggiamento che resiste nel bambino è un atteggiamento che lo caratterizza.

  1. I sintomi non devono essere nè tardivi nè transitori;
  2. si devono manifestare più sintomi tra quelli presi in considerazione dal DSM 5 (che definisce i cosiddetti criteri diagnostici del disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività);
  3. la sintomatologia deve emergere prima del 12esimo anno di vita;
  4. detti sintomi devono persistere per almeno 6 mesi.

È necessario, altresì, che i sintomi siano tanto intensi da impattare negativamente sulla vita relazionale e scolastica del bambino. In altre parole la sintomatologia deve interferire con la qualità del comune funzionamento del bimbo di pari età e sviluppo.

Manifestazioni di ADHD – bambini iperattivi

Conosciamo tre manifestazioni prevalenti di ADHD: quella descritta in questo articolo con iperattività e impulsività predominante, una seconda con disattenzione predominante e una terza combinata.

L’ADHD rappresenta infatti una sfida: gli adulti devono sforzarsi di vedere nel figlio la persona che diventerà, cercando di metterlo in condizione di sviluppare al massimo le proprie autonomie.

La restituzione di una diagnosi di ADHD può spaventare i genitori, ma un supporto multidisciplinare e combinato e una buona alleanza scuola-famiglia-istituzioni possono aiutare il bambino a diventare un adulto consapevole della propria condizione e capace di gestire se stesso in maniera funzionale e positiva.

Le più grandi paure di un genitore dinnanzi al Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività motoria

I genitori temono che l’ADHD abbassi le prestazioni scolastiche, comporti un più difficile sviluppo delle abilità cognitive, determini un ritardo nelle abilità sociali, incida sulle capacità organizzative, attentive e di concentrazione del bambino.

Anche in questo caso è importante riconoscere e valorizzare le qualità del piccolo, persino laddove non riesce a controllare la relazione con gli altri o a stare nei luoghi secondo le abitudini sociali, per esempio a stare a scuola seduto nel suo banco.

Come gestire l'iperattività dei bambini adhd - alimentazionebambini. It by coop
Come gestire l’iperattività dei bambini ADHD – alimentazionebambini.it By COOP

Il trattamento dell’ADHD

Una volta che la situazione viene presa in carico, l’incontro tra genitori, insegnanti ed esperti può diventare molto utile perché è innegabile che per questi bambini e adolescenti l’educazione è più impegnativa.

Nell’alveo di questa sindrome, la cui causa è neurobiologica e multifattoriale, è richiesto l’intervento congiunto di un team composto da neuropsichiatra infantile, psicologo e pedagogista, che lavori in modo corale con il supporto di una terapia farmacologica solo ove e nella misura in cui il neuropsichiatra infantile lo ritenga necessario.

Dott.ssa Maria Cammisa – Pediatra

Alimentazione e iperattività ADHD

L’alimentazione, ha qualcosa a che fare con l’iperattività? Ad oggi nessuna delle ipotesi che sono state avanzate, che privilegiano alcuni alimenti rispetto ad altri, hanno un fondamento scientifico. Per cui, bando alle false speranze e soluzioni, valgono le solite raccomandazioni di una buona educazione alimentare che preveda l’uso di cibi vari, moderati nelle quantità ed equilibrati nella varietà e, soprattutto, tanta frutta e verdura da consumare a tavola tutti insieme, a Tv spenta.

Un buon consiglio alimentare da applicare in qualunque casa e in particolare rispetto ai bimbi ADHD è il seguente:

In linea generale, sono sconsigliati alimenti che possiedono un certo effetto eccitante come le bibite a base di cola, la cioccolata o il caffè.

Federico Mordenti, Pediatra

Qualche consiglio per i genitori dei bambini ADHD

  1. Fate giocare di più il bambino e aspettate i suoi tempi di maturazione. Spesso, anche se molto intelligenti, alcuni bambini fanno più fatica a concentrarsi e a organizzarsi rispetto ai coetanei.
  2. Alleatevi con gli insegnanti condividendo con loro questa situazione in modo che impegnino il piccolo in attività diverse che richiedano un’attenzione per breve tempo.
  3. Fate osservare ai bambini poche regole basilari del vivere civile, che ritenete fondamentali e sulle quali è importante non transigere, senza assillarli con continui richiami.
  4. Non dire di continuo a tuo figlio: “stai fermo” o “non toccare” in qualsiasi contesto o situazione, perché i richiami e le apprensioni costanti suonano poco credibili e sono praticamente inefficaci: “Se non posso fare niente, e faccio tutto, vuol dire che posso fare tutto!”, questo il paradosso che si alimenta nei pensieri del bambino.
  5. Considerate normale e permettete loro ciò che hanno sempre fatto i bambini, ovvero sedersi per terra, sporcarsi il vestito, sudare giocando con gli amici, correre oppure cantare a squarciagola.