Cosa succede dentro la pancia in gravidanza: sviluppo del feto
Dal concepimento al parto: fase embrionale e sviluppo del feto, ciò che accade nella pancia della mamma dalla fecondazione alla nascita del bambino
Durante la gravidanza il bambino in formazione e il corpo della mamma non stanno in una relazione discontinua di contenuto e contenente, al contrario tra loro c’è uno stretto e sinergico legame bio-chimico e affettivo; ciò senza considerare che tutto l’ambiente esterno influenza il procedere della gestazione. Pertanto, affinché lo sviluppo dell’embrione, prima, e del feto, poi, sia armonico ed equilibrato, è essenziale che la mamma abbia cura di sé e dell’ambiente in cui porta avanti la gravidanza.
La vita prenatale, ovvero lo sviluppo in utero del futuro bambino
Ciò che avviene in utero è condizionato dall’ambiente fisico ed emotivo in cui la mamma consuma i nove mesi di gravidanza.
La pancia della mamma custodisce il cosiddetto ambiente uterino, ovvero la casa dell’embrione e del feto. L’ambiente uterino, in cui il bebè vive per nove mesi, immerso nel liquido amniotico, preserva l’essere umano in formazione: in particolare, lo tiene a una temperatura costante, gli garantisce afflusso di sangue, ossigeno e nutrimento, lo tutela da urti e scossoni e sarà il teatro di tutti i processi di formazione del futuro bambino.
L’afflusso di sangue materno al figlio in costruzione è garanzia di nutrimento e ossigeno, ma è anche il primo mezzo di immunizzazione di cui il bambino si avvantaggia: si parla di immunità passiva o materna e consiste nel naturale trasferimento di anticorpi dalla mamma al bambino, processo che si avvia a partire dal secondo trimestre di gravidanza. L’aspetto da attenzionare, anche dal punto di vista psico-pedagogico, riguarda, quindi, la buona salute della gestante e la salubrità dell’ambiente in cui è calata.

Come si formano i bambini dentro la pancia della mamma
Dopo la fecondazione, tra la terza e l’ottava settimana di gestazione si sviluppa l’embrione umano che alla nona settimana diviene feto. Alla fine del secondo mese di gestazione un embrione umano è mediamente lungo 2,5 cm e, nelle poche settimane che vanno dal concepimento al periodo fetale, la crescita umana è più rapida che in qualsiasi altra fase di vita e sviluppo.
Se biologicamente l’embrione è un organismo pluricellulare nato dalla fusione dello spematozoo maschile e dell’ovulo femminile, dal punto di vista emotivo esso è per la mamma e il papà la tangibile aspettativa del figlio che verrà. Tuttavia l’embrione, così piccolo, e la gravidanza appena impiantata possono essere oggetto di ansie e paure nei genitori. La mamma, in particolare, può avvertire la paura dei cambiamenti del corpo che sarà chiamata a sostenere.
Conoscere le tappe dello sviluppo embrionale e fetale può dare sicurezze ai genitori e sostenerli nelle loro consapevolezze.
Tappe dello sviluppo dell’embrione
Durante la fase embrionale della gravidanza le cellule si differenziano e si specializzano, per esempio all’inizio della quarta settimana si sviluppano le cellule sanguigne, si forma il sistema nervoso e il muscolo cardiaco, il cuore, che comincia a battere tra la quinta e la sesta settimana di gestazione. Mentre cervello, midollo spinale, occhi, orecchie e naso non saranno riconoscibili prima della quinta settimana di gravidanza.
A quante settimane di gravidanza la mamma e il papà potranno sentire il battito cardiaco del bambino?
Il momento dell’ascolto del battito del cuore che pulsa nel ventre materno è certamente topico: per la donna che sta nascendo come madre, esattamente come per l’uomo che sta nascendo come padre, questa circostanza va oltre l’accertamento medico e rappresenta un’importante presa di coscienza.
Il cuore è nell'immaginario comune la sede della vita, il motore dell'organismo ed è, più filosoficamente, la rappresentazione del sentimento umano; pertanto ascoltare il cuore del proprio bambino significa sincerarsi della sua esistenza tangibile. Non a caso il battito fetale è sempre ragione di gioia per i genitori.
A quante settimane di gravidanza si sente il battito cardiaco del feto? Comunemente i genitori vengono invitati all’ascolto del battito non prima della 10ª-12ª settimana di gravidanza poiché solo a partire da quest’epoca gestazionale il suono diventa chiaramente udibile attraverso lo strumento dell’ecografia esterna.
Prima di questo momento, ovvero tra la 5ª e la 6ª settimana gestazionale, il monitor può restituire l’immagine di uno sfarfallio a testimonianza dell’attività cardiaca; questo riscontro, però, necessita dello strumento dell’ecografia transvaginale. A quest’epoca gestazionale le dimensioni dell’embrione sono ancora molto ridotte.
Dalla 20ª settimana in poi la forza del muscolo cardiaco permette di percepirne il suono anche attraverso lo stetoscopio.
Pertanto, è consigliabile evitare di chiedere precocemente al ginecologo l’ascolto del cuore del bebè, attendere la decima settimana di gestazione è garanzia di buona salute del bambino ed evita ai genitori di sollecitare ansie e paure gratuite. Allo stesso modo è sconsigliabile munirsi di dispositivi domestici per l’ascolto del battito fetale, ciò onde evitare di legarsi ossessivamente al suono del battito del bambino. Una gravidanza fisiologica va vissuta serenamente costruendo col piccolo nel pancione una relazione emotiva libera dall’ingombro di strumenti meccanici.

Tappe dello sviluppo del feto
Lo sviluppo fetale interessa quel lungo periodo della gravidanza che va dalla nona settimana di gestazione alla sua conclusione.
Cosa differenzia il feto dall’embrione e come nel corso dei mesi il feto somiglia sempre di più al bambino che i genitori stanno aspettando? Intanto, a partire dalla quarta settimana, cambiano le dimensioni della testa del feto, prima il capo dell’embrione era grande proporzionalmente quanto il resto del corpo, nel feto il capo diviene 1/4 del corpo complessivamente considerato; nelle diverse fasi di maturazione del feto i sistemi dell’organismo, che in un primo momento si sviluppano in modo autonomo e circoscritto, entrano in collegamento tra loro, ovvero si sviluppa quella rete di coordinamento neuronale che rende sinergici gli organismi, come le funzioni, del corpo umano.
Se l’embrione umano alla fine del secondo mese di gravidanza misura circa 2,5 cm di lunghezza, il feto umano al quarto mese, invece, ne misura mediamente 15 con un peso di 250 g. A questa età gestazionale l’ecografia può già rivelare i movimenti della bocca, quelli della testa e può persino sorprendere il bambino mentre si succhia il pollice.
Sta di fatto che le nascite pretermine prima della ventottesima settimana restano ad alto rischio per il feto a causa dell’immaturo sviluppo di molti organi essenziali alla vita. Ci basti pensare ai polmoni, importanti organi a formazione progressiva e lenta: solo intorno alla 36esima settimana i polmoni si strutturano completamente dimostrandosi pronti al primo respiro.
Questo esempio dimostra quanto le ultime settimane di gravidanza siano essenziali per la maturazione completa del feto. Tra le altre competenze, che saranno necessarie al bambino per adattarsi al meglio alla vita extra-uterina, si notano l’aumento del tono muscolare, la regolarizzazione del ritmo cardiaco, il consolidamento del riflesso di suzione, essenziale per l’accesso al nutrimento e quindi per la sopravvivenza del neonato.
Perché, nelle ultime settimane di gravidanza, le mamme nutrono la sensazione di percepire meno i movimenti del bambino?
Nelle diverse fasi della gravidanza, la donna incinta instaura col bebè nel pancione un dialogo intimo e spesso silenzioso. Ne fanno parte le carezze sulla pancia, i movimenti del bambino, i calcetti e i sussulti che la neomamma avverte.
I movimenti del bambino spesso divengono per la donna in dolce attesa un test indiretto di buona salute del feto. Per evitare preoccupazioni inutili, va chiarito alle mamme che nelle fasi finali della gestazione il bambino tenderà a muoversi meno; di fatto, il suo corpo occuperà gran parte dello spazio nell’utero, per recuperarne il feto si posizionerà a testa in giù ponendosi nella posizione di nascita e, in generale, avrà meno margine fisico per grandi movimenti.

Paura del parto
Da dove ha origine la paura del parto che molte donne incinta vivono? Nella nostra cultura è ancora fortemente radicata l’idea che la nascita, ovvero il parto, sia un’esperienza di dolore, una separazione traumatica sia per la mamma che per il bambino.
Il parto è un agito fisiologico del corpo che separa madre e figlio quando quest'ultimo è maturo per la vita extrauterina. In altre parole, la nascita è un evento naturale che chiude gli stadi di sviluppo del feto.
Negli ultimi decenni (più precisamente a partire dagli anni settanta del novecento) si è fortemente posto l’accento sulla umanizzazione delle nascite: posto che nascere in ospedale e sotto controllo medico è essenziale a garantire la salute di mamma e bebè, va ridotta anche la medicalizzazione del parto e l’interferenza degli operatori con esso, il che comprende persino la manipolazione del neonato. Durante il parto, e nelle fasi della preparazione ad esso, va curato anche il benessere emotivo delle donne.
Nel 1974 l'ostetrico francese Frederick Leboyer propose e diffuse pochi ma efficaci suggerimenti a garanzia della nascita dolce: abbassare le luci e i rumori, adagiare il neonato sul copro della mamma garantendo subito il contatto pelle a pelle, recidere il cordone ombelicale solo dopo che il bambino ha cominciato a respirare autonomamente.
La scienza dimostra che una gravidanza e un parto sereni predicono la serenità della mamma esponendola di meno a stress e depressione post parto e favorendo, altresì, l’allattamento al seno.
I genitori tendono a considerare il neonato come fragile e indifeso, ma la scienza ha dimostrato che il feto si prepara al parto, e a suo modo si prepara ad affrontare il peso stressogeno della nascita: il feto è capace di secernere sufficienti ormoni dello stress (come il cortisolo) per fronteggiare situazioni impegnative come il lavoro del parto.