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Stili di vita

Taglio cesareo: quanto tempo tra un parto cesareo e un altro

Parto cesareo: quando necessario può essere un intervento salvavita, ma resta un intervento chirurgico con dei rischi da considerare e valutare.

Pubblicato il 05.06.2024 e aggiornato il 11.06.2024 Scrivi alla redazione

Il parto cesareo può essere un intervento salvavita quando indicato dal punto di vista medico, tuttavia dato il crescente ricorso a tale pratica è bene rammentare che può provocare effetti sulla salute a breve e lungo termine per donne e bambini. 

Il taglio cesareo è un intervento chirurgico a tutti gli effetti e come tale ha quindi rischi immediati per la mamma (sanguinamenti, rottura uterina) e a lungo tempo anche per il piccolo che può essere esposto a un sistema immunitario più deficitario, oggi sappiamo i vantaggi sul microbiota del nascituro che viene alla luce attraverso il canale vaginale materno. 

Secondo parto cesareo o più parti cesarei successivi al primo e VBAC

Sebbene i rischi di questo intervento siano maggiori dei benefici, la percentuale è ancora piuttosto elevata senza giusta causa. Nonostante oggi si parli molto di VBAC (vaginal birth after cesarean) la percentuale di donne che ricorre a cesarei successivi al primo è ancora molto alta e i ginecologi che sono in grado di assistere una donna che sceglie di partorire naturalmente dopo un cesareo sono pochi.

VBAC e travaglio

Il principale rischio connesso al travaglio in una donna con precedente parto cesareo è rappresentato dalla rottura uterina per questo motivo è importante rispettare delle tempistiche per garantire che non si verifichino dei rischi per la salute della mamma e del bambino.

Quanto tempo deve passare tra un taglio cesareo e un altro - alimentazionebambini. It by coop
Quanto tempo deve passare tra un taglio cesareo e un altro – alimentazionebambini.it By COOP

Dopo quanto tempo dal cesareo si può ricercare una nuova gravidanza?

È consigliabile attendere almeno 12-18 mesi prima di cercare una gravidanza dopo il parto cesareo. Questo è il periodo di tempo considerato ideale per far sì che il corpo possa rimettersi completamente dopo il taglio chirurgico, tuttavia è bene ricordare che ogni esperienza del parto e della maternità richiede un tempo soggettivo. In alcuni casi si possono verificare delle complicanze durante il cesareo che allungano i tempi di guarigione.

Taglio cesareo e cicatrizzazione

Le complicanze possono essere sia legate a emorragie o complicanze sistemiche perioperatorie che problematiche legate alla cicatrizzazione del taglio. La cicatrice esterna infatti necessita di un’attenzione e cura affinché non si riapra o si infetti.

Fascia post partum dopo un taglio cesareo: sì oppure no?

L’utilizzo della fascia post partum è attualmente dibattuto sebbene le recenti linee guida la sconsiglino proteggere la cicatrice soprattutto le prime settimane con uno strumento contenitivo potrebbe giovare alla mamma alleviando i fastidi connessi durante le attività di vita quotidiana. 

Cosa non fare dopo un taglio cesareo 

Dopo il parto, sia esso stato vaginale ma ancora più se è avvenuto un taglio cesareo, è consigliato riposare. Dedicare dei momenti alla pratica del riposo può sembrare scontato ma nella frenesia dell’accudimento del nuovo arrivato può non esserlo.

Evitare stress fisici è essenziale per scongiurare che ci possa essere una riapertura del taglio. È consigliabile prediligere anche posizioni comode per allattare in cui non ci siano troppe sollecitazioni a livello addominale.

Per quanto riguarda la sfera intima, l’indicazione è di riprendere l’attività sessuale solo quando la cicatrice sia ben chiusa e non ci siano rischi che possa riaprirsi, questo dopo almeno 40 giorni dal parto. 

Come si cura la cicatrice 

La cura della cicatrice, spesso sottovalutata dai ginecologi, deve essere una pratica costante per la neomamma. In una prima fase si dovrà prestare attenzione ad evitare deiscenze ossia riaperture o infezioni. Successivamente quando sarà guarita e chiusa è importante procedere con l’applicazione di creme specifiche per il suo trattamento. Non solo perché esteticamente la cicatrice se opportunamente trattata diverrà perlacea fino a non vedersi più ma anche perché a livello posturale ci possono essere influenze.

La cicatrice infatti potrebbe creare aderenze tra i piani sottostanti di tessuto e creare delle alterazioni posturali e dolori riflessi anche non in prossimità del taglio proprio a causa delle aderenze fasciali. Raccomandiamo l’uso di creme elasticizzanti come la vitamina E o olio di rosa mosqueta come pure sarà opportuno farsi aiutare a trattare manualmente la ferita da un fisioterapista che potrà insegnare dei messaggi specifici di scollamento da far a casa per evitare la formazione di aderenze.

Taglio cesareo e psiche

Molte donne, che in urgenza partoriscono con parto cesareo, non hanno la possibilità di metabolizzare questa decisione (come, invece, avviene per un parto cesareo programmato) e spesso affrontano la frustrazione di non aver messo al mondo il proprio bambino naturalmente.

Vivono una insoddisfazione da mancato parto naturale e per questo finiscono per sperimentare sentimenti come l’inadeguatezza e bassa autostima. Ricordiamo a tutte coloro che sperimentano questi disagi che non è la modalità in cui si mette al mondo un figlio a determinarne la capacità di essere buone madri per i loro piccoli. Sicuramente il dolore della cicatrice chirurgica e anche le difficoltà legate all’anestesia rendono più difficoltoso l’iniziale accudimento come anche i primi giorni a casa dove sarà fondamentale recuperare e accettare il sostegno familiare per evitare di sovraccaricarsi a livello fisico e psicologico e rischiare danni alla cicatrice del cesareo.

Cos’è il VBAC

C’è ancora molta discussione in merito alla possibilità della donna di partorire naturalmente dopo un taglio cesareo. Ogni caso è a se e ricordiamo che nonostante il desiderio della mamma di voler affrontare un parto vaginale dopo il precedente parto cesareo, il confronto con il medico diventa essenziale per stabilirne la possibilità confrontando rischi e benefici. I fattori che tuttavia vanno valutati riguardano le condizioni di salute generali della mamma, il peso, il precedente cesareo e che tipo di indicazione ci sia stata nello svolgimento, le modalità dell’intervento precedente, il tipo di tecnica scelta e la ripresa psico fisica della mamma nel post operatorio, non da meno la preoccupazione della mamma circa il prossimo parto.

Numerosi studi pubblicati in letteratura di ginecologia e ostetricia hanno stabilito la probabilità di successo di effettuare un parto naturale dopo un precedente cesareo tra il 72/75%.

Il parto naturale sappiamo richieda una ripresa più veloce se non ci sono complicazioni. Una percentuale importante che quanto meno merita di essere valuta tra mamma e ginecologo.

Come prepararsi ad affrontare un vbac - alimentazionebambini. It by coop
Come prepararsi ad affrontare un VBAC – alimentazionebambini.it By COOP

Gravidanza e parto: come prepararsi ad affrontare un VBAC

Se il desiderio e le condizioni lo permettono sarà opportuno, rispettata la tempistica concordata con il medico, prepararsi ad affrontare il parto naturale con l’aiuto di percorsi specifici ostetrici o fisioterapici che possano preparare il fisico della mamma a gestire dolori del travaglio e spinta durante il parto naturale.

Questi programmi devono prevedere:

  • la conoscenza anatomica della zona perineale;
  • la connessione pavimento pelvico e respiro come pure dare la possibilità alla donna di sperimentare varie posture in grado di facilitare l’espulsione del bambino che serviranno a velocizzare il parto e ottimizzare le spinte espulsive.

Gli interventi di preparazione al parto saranno fondamentali per garantire una gestione consapevole del parto naturale. Inoltre scegliere di partorire in un ospedale attrezzato che abbia un equipe multidisciplinare sia ostetrica che d’emergenza sono fattori fondamentali per chi sceglie di sottoporsi a un VBAC.

Tagli cesarei: rischi dopo un parto cesareo e un nuovo parto cesareo

Nuovi sanguinamenti, emorragie come pure la rottura dell’utero fino all’isterectomia (cioè la rimozione completa dell’utero in caso di massivi sanguinamneti) sono complicanze che possono verificarsi dopo che la donna abbia già avuto un parto cesareo. Ripetuti cesari inoltre aumentano questi rischi nei successivi parti e rendono impossibile la pratica del VBAC, come pure rottura dell’utero già nel precedente parto sono fattori che influenzano negativamente la scelta del VBAC.

La cicatrice dell’utero, e le complicanze legate a questa, non sono le uniche problematiche di un secondo parto dopo cesareo, a seguito di più tagli cesarei ci sono anche le difficoltà legate alle aderenze che si generano nei piani anatomici interessati che possono alterare i rapporti anatomici tra gli organi pelvici e le strutture muscolari e fasciali vicine all’utero.

Alla luce di queste considerazioni ricordiamo che non esiste una scelta migliore di un’altra ma la scelta deve essere frutto di un ragionamento clinico condiviso tra mamma e ginecologo; qualora si optasse per il VBAC è necessario tenere in considerazione l’intervento di un equipe multidisciplinare che accompagni la mamma nel nuovo percorso durante la gestazione e durante il parto.

Con la supervisione di:

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea Vania Pediatra