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Stili di vita

Episiotomia guarigione, conseguenze e come evitarla


Episiotomia: è un taglio praticato sul perineo per allargare l’orifizio vaginale e favorire l’espulsione del bambino. Come evitarla, prevenzione. Ma anche come curare la cicatrice in caso di parto con episiotomia.

Pubblicato il 03.04.2024 e aggiornato il 03.04.2024 Scrivi alla redazione

Il parto è un evento meraviglioso per la donna ma al tempo stesso comporta uno stress importante per il suo corpo. L’episiotomia è una pratica che viene effettuata con lo scopo di ridurre il rischio lacerazioni spontanee durante il parto naturale, sebbene infatti il suo impiego dovrebbe essere ristretto a situazioni di emergenza, è ancora oggi una pratica effettuata con troppa leggerezza.

Perché si fa l’episiotomia

Si tratta di un vero e proprio taglio che viene praticato sul perineo*, nello specifico nella porzione laterale tra ano e vagina, per allargare l’orifizio vaginale e favorire l’espulsione del bambino. La guarigione come una qualsiasi cicatrice puo’ variare tra le due e le sei settimane e occorre una particolare cura per evitare infezioni, punti che si possono riaprire o difetti di cicatrizzazione.

Cos’è il perineo

Nella donna, il perineo è un muscolo (anatomicamente è un muscolo attivo), è quella strisciolina che si trova in fondo del bacino tra l’organo riproduttivo e l’ano.

Episiotomia - alimentazionebambini. It-by-coop
Come gestire l’episiotomia post-parto – alimentazionebambini.it-By-COOP

Come curare l’episiotomia

Durante le attività più comuni, una volta tornate a casa, è richiesta attenzione all’igiene durante la defecazione per evitare la contaminazione dell’area e di evitare sforzi o il mantenimento prolungato della posizione seduta per non irritare la ferita. Le conseguenze non sono tuttavia banali sia fisiche che psicologiche.

Cosa comporta l’episiotomia

Il taglio a livello vaginale infatti è una vera e propria violazione della femminilità della donna e può con il tempo compromettere la sua qualità della vita e la sessualità con il partner. I genitali esterni possono subire delle modifiche in relazione alla scorretta cicatrizzazione determinando imbarazzo nell’esporli al partner.

Episiotomia e dolore

Il dolore è un’altra componente spesso associata all’episiotomia. La cicatrice infatti trovandosi proprio all’ingresso della vagina rappresenta un punto di sfregamento durante la penetrazione sessuale e in alcuni casi potrebbe addirittura impedirla.

Episiotomia e funzioni urinarie

Un altro problema di questo tipo di cicatrice potrebbe essere legato alla funzione urinaria date le connessioni tra l’area in cui viene praticato il taglio e il pavimento pelvico. La muscolatura pelvica infatti potrebbe:

  1. essere indebolita e quindi favorire l’insorgenza di episodi di perdita involontaria di pipì;
  2. oppure essere troppo rigida a causa del processo fibrotico della cicatrizzazione con conseguente perdita di mobilità del tessuto muscolare e fasciale perciò potrebbe manifestarsi incontinenza e dolore spontaneo o evocato per esempio indossando indumenti attillati.

Per quanto tempo fanno male i punti dell’episiotomia

Non c’è un tempo uguale per tutte le donne, dopo la nascita del bambino ogni mamma risponde in maniera differente col suo corpo. In modo particolare, rispetto all’episiotomia il processo di cicatrizzazione è molto soggettivo dipende dal tipo di pelle, inteso come spessore e quindi quantità e qualità di collagene ed elastina.

  • Senza dubbio evitare sfregamenti nella zona del perineo favorisce un rapido recupero.
  • Utilizzando cuscini specifici si riduce l’infiammazione che può derivare dalla prolungata stazione seduta.
  • Può essere di aiuto l’uso di biancheria intima di cotone senza coloranti o tessuti sintetici che potrebbero irritare.
  • È consigliabile proteggere la zona del perineo da traumi o sforzi per almeno i primi 20 giorni.
  • Un ulteriore protezione può essere rappresentata dall’uso di un detergente intimo lenitivo e delicato con azione emolliente non schiumogeno ma oleoso per elasticizzare e disinfettare la cute .
  • Possono essere utilizzate anche creme con nutraceutici con azione locale antinfiammatoria e con vitamina e.

Se dopo i 20/30 giorni persiste dolore in zona della cicatrice o zona inguinale è consigliabile consultare uno specialista per valutare la regolarità del processo di cicatrizzazione ed eventuali infezioni o punti riaperti.

Anche se la cicatrice risulti ben chiusa e ben guarita può accadere che sotto sforzo possa tornare anche a distanza di mesi a manifestare dolore o fastidi, ricordiamo che il processo di guarigione delle cicatrici, affinché la cicatrice schiarisca e diventi perlacea, può durare fino a 12-18 mesi, in quel caso è consigliabile sempre adottare per l’attività sessuale posizioni e creme lubrificanti che facilitino il rapporto e mantenere la cicatrice elastica con massaggi e creme specifiche. Se in autonomia non si è in grado di elasticizzare il tessuto è consigliabile un percorso di riabilitazione specifico.

Come evitare l’episiotomia

L’episiotomia è una pratica che si può evitare? Tranne nelle situazioni dove è richiesta proprio per salvaguardare lesioni più importanti spontanee, i più recenti studi scientifici sostengono che si può evitare. Già durante la gravidanza deve essere buona norma della futura mamma prendersi cura del proprio pavimento pelvico attraverso programmi specifici.

Esercizio del pavimento pelvico e prevenzione dell’episiotomia

Questi programmi devono vertere innanzitutto sul far conoscere, percepire la zona genito-urinaria e contrarre volontariamente la sua muscolatura. A causa di tabù culturali e di scarsa informazione molte mamme arrivano al momento del parto con una scarsa conoscenza del pavimento pelvico e di come questo influenzi un buon parto vaginale.

La difficolta’ a rilassare il pavimento pelvico durante la fase espulsiva del bambino, come pure l’errata spinta sono tutti fattori che aumentano meccanicamente la pressione addomino pelvica esponendo a rischi il corpo delle mamme e rendendo poi necessaria tale pratica. Gli obiettivi di una buona  preparazione al parto sono proprio quelli che conducono a un parto positivo. 

Consapevolezza delle mamme e parto positivo

Il parto positivo è un approccio recente che prepara le mamme ad affrontare il parto in modo calmo e rilassato in ogni fase della nascita affinché questo sia un’esperienza unica e piacevole. La missione della preparazione al parto non è solo quella di preparare la muscolatura attraverso massaggi perineali già in gravidanza e la spinta espulsiva ma anche quella di istruire la donna agli strumenti, fisici e psicologici, in suo possesso per gestire positivamente gravidanza, travaglio e parto.

Come evitare l’episiotomia nel parto

Il rispetto degli operatori sanitari durante il travaglio e poi del parto deve essere quello di lasciare la donna sperimentare, accogliere ed elaborare il dolore del parto attraverso posture che facilitino il rilassamento del pavimento pelvico e quindi il passaggio del bambino.

A discapito della classica postura litotomica supina con le gambe piegate, infatti la donna può utilizzare posture più dinamiche e funzionali come quella accovacciata o a carponi secondo il principio proprio della consapevolezza corporea: “se il corpo sa, il corpo fa”. 

Perciò potremmo dire che la preparazione adeguata al parto e la gestione libera e consapevole del travaglio e poi della fase espulsiva sono due fattori che possono ridurre il rischio episiotomia. Si comprende la necessità che questa educazione non sia solo della donna che partorisce ma anche degli operatori sanitari che militano intorno ad essa e che devono essere rispettosi della donna, supportarla e assecondarla nei tempi a lei necessari, diversi da mamma a mamma.

Post parto – quanto tempo ci vuole per guarire dall’episiotomia

Tuttavia, se questa pratica dovesse esser stata svolta, poniamo attenzione su come gestirla una volta che è avvenuta la cicatrizzazione.

Il mantenimento dell’elasticità della mucosa e il massaggio sulla cicatrice non appena la guarigione del taglio è avvenuta sono pratiche fondamentale per evitare il dolore.

Come ammorbidire la cicatrice dell’episiotomia

Ecco una piccola guida:

  1. Osservare i propri genitali esterni allo specchio, se e come sono cambiati e familiarizzare con essi in ottica di accettazione ma non di rassegnazione.
  2. Toccare la ferita e la zona circostante.
  3. Cominciare a massaggiare delicatamente la zona della cicatrice con creme specifiche che vanno ad elasticizzare il tessuto come l’olio di mandorla o la vitamina E con piccoli cerchietti e pinzamenti via via più vigorosi in relazione al dolore percepito.

L’aiuto di personale sanitario esperto sosterrà nella presa di coscienza e nella corretta esecuzione del massaggio manuale perineale che avrà la funzione proprio di allentare le zone fibrotiche intorno.

Incontinenza urinaria e episiotomia

Se presenti sintomi di incontinenza urinaria si potranno effettuare esercizi di consapevolezza della muscolatura e poi esercizi di rinforzo via via di crescenti difficoltà. 

Intimità di coppia, episiotomia e post-parto - alimentazionebambini. It-by-coop
Intimità di coppia, episiotomia e post-parto – alimentazionebambini.it-By-COOP

Come ritrovare l’intimità col partner dopo l’episiotomia

La rieducazione psico-sessuologica alla penetrazione potrà essere più elaborata e richiedere maggior tempo. Comunicare al partner dolore e disagio anche legato alla body image è il primo passo, successivamente è consigliato l’uso progressivo di dilatatori vaginali, specifici device medicali, per riabituare il tessuto vulvo vaginale a progressivi stiramenti della mucosa e della muscolatura.

Durante il rapporto è consigliabile l’adozione di un lubrificante per favorire lo scivolamento e ridurre l’attrito.

Se la penetrazione dovesse essere piuttosto dolorosa o psicologicamente difficile da praticare è consigliabile la ricerca dell’intimità di coppia in maniera alternativa fino a quando la donna acquisti maggior sicurezza nella penetrazione e la cicatrice maggiore elasticità tale da consentirla, il tutto in un’ottica di reciproca e costruttiva comunicazione all’interno della coppia.

Con la supervisione di:

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea Vania Pediatra