Stili di vita

Il sonno dei bambini: domande e risposte

Il bambino deve sentirsi bene nella sua cameretta per dormire bene. In famiglia, poi, potreste prendere l’abitudine di raccontare i vostri sogni, sia belli che brutti, in modo che il bambino non si senta solo.

Il sonno dei bambini: domande e risposte

Come favorire il sonno del bambino?

Il bambino deve sentirsi bene nella sua cameretta per dormire bene. Verso i 2 anni, i bambini sviluppano le paure quindi è bene fare della cameretta, luogo dove ci si rilassa prima della nanna, un posto accogliente, sicuro e tranquillo. La potete organizzare e decorare in modo che sia un luogo invitante, evitate quindi di farne il luogo delle punizioni. Assicuratevi che il bambino al momento di addormentarsi, sia circondato dai suoi oggetti del cuore come il suo peluche preferito.

“Mamma, mi fai un massaggio?”

Dopo una lunga giornata, i bambini sono spesso stanchi ma sovreccitati. Il massaggio è una piacevole soluzione per aiutarli a rilassarsi. Se non sapete che massaggio fare esistono esempi su internet o libri specifici di massaggi per bambini ma può essere semplicemente un massaggio ai piedi o su tutto il corpo dopo il bagno della sera. Il bambino lo assocerà al rituale della nanna, dopo la lettura della fiaba e prima del sonno vero e proprio. Aiuterà anche a rinsaldare il suo legame col genitore.

Perchè è importante la storia della buonanotte?

Nella maggior parte delle fiabe e dei racconti per bambini, il protagonista deve risolvere un conflitto. Uno dei modi più efficaci per distendere l’atmosfera al momento di andare a dormire consiste nel ritualizzare questa transizione attraverso la lettura di una fiaba, o raccontando una storia inventata. Questo porta il piccolo a focalizzare la propria attenzione su qualcosa di diverso dal sonno, che a volte può essere una tappa un po’ angosciante. È notte, fa buio, è come se dormendo ci si allontani dalle persone care. Durante il sonno si è soli, e per un bambino piccolo, se ci pensate bene, è una situazione paurosa. Le storie e i racconti avvicinano invece mamma e papà al loro bambino e permettono di vivere un’esperienza comune.

Esiste la ninna nanna perfetta?

Passate serate intere ad intonare delle note per far addormentare vostro figlio senza risultati? Probabilmente sbagliate qualcosa. La ninna nanna è fatta da un canto lento, priva di salti ritmici – questi causano eccitazione – le parole che la compongono devono essere bisbigliate, cantate alla soglia della percezione. D’altronde le parole per i neonati non sono fondamentali, quel che conta è la musicalità. Anche i gesti che accompagnano le parole devono essere carichi di affetto e protezione. Se mentre cantate dondolate il piccolo metterete quell’ingrediente in più che vi farà otterrete la ninna nanna perfetta.

Il carillon può aiutarli a prendere sonno?

Per addormentare il vostro piccolo la ninna nanna è quello che ci vuole. Se il canto non è una vostra dote naturale e non riuscite ad intonare nulla che possa accompagnare i sogni del vostro bambino però, non disperate. Una valida alternativa c’è ed è il carillon. Questo, infatti, basa le sue melodie sugli stessi principi timbrici e ritmici delle ninne nanne cantate quasi bisbigliate. Pur non sostituendo la voce umana i carillon, disponibili sul mercato in tanti colori, forme e funzioni (per esempio quelli a corda o con la carica manuale) piacciono molto ai bambini.

Perchè si addormenta meglio se lo dondoli?

Se la ninna nanna non basta ad addormentare vostro figlio, ricordate che un dolce dondolio potrebbe venirvi in soccorso. Spostarlo a destra e sinistra amorevolmente è rassicurante poiché ricorda al neonato il periodo in cui stava nel ventre materno, cullato dai naturali movimenti del corpo umano. Inoltre, il dondolio fa bene alla salute! Infatti accresce l’attività cardiaca, favorisce la circolazione, aiuta la respirazione, stimola il tono muscolare e migliora il tono dell’apparato gastrointestinale.

Quanto dovrebbe dormire un bambino?

Già da piccolissimo ogni bambino manifesta nel dormire un proprio temperamento e sue particolari necessità, e quindi le regole circa la durata del sonno non possono essere troppo rigide. Le ore di nanna dipendono infatti dall’età, ma anche dallo sviluppo e dalla costituzione. Può anche succedere che il piccolo arrivi a dormire tranquillamente l’intera notte già a pochi mesi. D’altronde, se di notte non dorme e piange, non è il caso di allarmarsi: ogni bambino trova, presto o tardi, il proprio ritmo sonno-veglia. All’inizio bisogna saper rispettare le sue esigenze naturali e il suo bisogno di stare vicino alla mamma.

“Mamma, ho fatto un incubo!”

Capita di essere svegliati nel cuore della notte dal proprio figlio perché ha fatto un brutto sogno. Se il bambino è ancora troppo piccolo e non sa parlare l’unica cosa da fare per tranquillizzarlo è prenderlo in braccio e cullarlo. Se invece è un po’ più grande potete spiegare a vostro figlio che un incubo spesso è solo la rappresentazione di qualcosa che si è visto o vissuto durante il giorno. Per farlo riaddormentare sereno aiutatelo a ritrovare il senso della realtà: potrebbe essere sufficiente fargli toccare e riconoscere ciò che lo circonda. Se proprio non dovesse bastare suggeritegli di disegnare o scrivere l’incubo appena fatto. In famiglia, poi, potreste prendere l’abitudine di raccontare i vostri sogni, sia belli che brutti, in modo che il bambino non si senta solo.

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