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Albi Illustrati

Come superare la paura del buio, 6 libri per bambini

Per superare la paura del buio: accoglienza, ambiente sicuro, igiene del sonno e 6 albi illustrati per superare la nictofobia o acluofobia dei bambini.

Pubblicato il 30.05.2025 e aggiornato il 24.06.2025 Scrivi alla redazione

Mio figlio ha sempre dormito a lungo e serenamente, all’improvviso ha paura del buio e questo sta rendendo difficile l’addormentamento, oppure si sveglia nel cuore della notte e urla o corre nel nostro letto. Che fare?

Situazioni simili a quella appena descritta non sono inusuali dopo i 24 mesi di vita dei bambini e fino ai 4-6 anni d’età, semplicemente è questa la fase dell’infanzia in cui subentra la paura del buio.

La paura del buio (nictofobia o acluofobia), ovvero il timore della notte o dell’oscurità e di ciò che nasconde, può essere comune nel processo di sviluppo dei bambini e comunemente viene superata naturalmente con l’aumentare della consapevolezza, ovvero con il progresso dello sviluppo cognitivo.

A che età i bambini incominciano ad avere paura del buio

Comunemente la paura del buio fa il suo esordio tra i 2 e i 4 anni d’età.

Solo a questa età il bambino è in grado di immaginare che nell’oscurità (ovvero dove i sui occhi non vedono) possa nascondersi qualcosa o qualcuno. Il bimbo alimenta il suo naturale potere immaginativo grazie al pensiero magico, tuttavia il cervello non è ancora abbastanza maturo da distinguere le fantasie dalla realtà.

Che cos’è il pensiero magico?

Il bambino conferisce alle cose un’anima (pensiero animistico) e attribuisce ai propri pensieri, desideri o azioni un potere trasformativo e di influenza sul mondo circostante. In questo modo il folletto di Babbo Natale non è solo un pupazzo e la Fatina dei Denti, così come i mostri esistono per il solo fatto di essere oggetto di un pensiero.

Il pensiero magico non ha bisogno di alcuna base o connessione logico-causale; pertanto, se il bambino pensa alla presenza dei mostri nel buio, allora si convince che i mostri siano effettivamente esistenti lì e in quel momento. In questo senso il pensiero magico ha un potere adattativo perché consente al bambino di darsi spiegazioni su quelle cose della vita che non riesce ancora a razionalizzare (come l’impossibilità di vedere cosa c’è nel buoi o la difficoltà a capire il perché delle tempeste con tutti i rumori di acqua, vento e fulmini). Spetta all’abilità dell’adulto usare il pensiero magico come un canale di comunicazione per aiutare il bambino a decodificare le cose della vita.

Perché i bambini hanno paura del buio?

Il buio limita uno dei sensi umani: la vista; posto che il bambino piccolo fa appello a tutti i suoi sensi per “tenere il mondo sotto controllo”, non vedere aumenta il suo senso di insicurezza e quello di vulnerabilità.

Inoltre il buio arriva col sopraggiungere della sera-notte e, quindi, caratterizza il momento dell’addormentamento in cui il bambino è chiamato a lasciarsi andare. Il piccolo per abbandonarsi al sonno deve azzerare le sue funzioni di controllo sul corpo, funzioni alle quali, invece, tende ad allenarsi con costanza per affinare le competenze di movimento ed efficacia nel mondo.

Liberare il proprio corpo al sonno perdendone il controllo può, già di per sé, spaventare il bambino e l’associazione col buoi può aumentare il senso di disagio. In questo senso la paura del buio è un timore complesso e articolato.

Tornando al presupposto che il pensiero magico ha un potere adattitivo, poiché serve al bambino a darsi spiegazioni, i mostri possono essere considerati anche come un espediente comune con cui il bimbo sfugge e giustifica il suo stesso senso di disagio e di paura dell’oscurità e della notte.

Come superare la paura del buio

Se sei tra quei genitori che stanno affrontando la nictofobia e ti stai domandando come risolvere la paura del buio, allora questo piccolo decalogo anti-paura del buio fa anche al caso tuo:

  1. Accogli la paura del tuo bambino senza sminuirla e dedica a tuo figlio un giusto tempo di ascolto: Non minimizzare né ridicolizzare i suoi timori con frasi come: “Ma sei sciocco, i mostri non esistono” oppure “Sei un fifone“, eccetera. Piuttosto accogli le sue paure e dimostragli nei fatti che non sono fondate.
  2. Installa una luce da notte nella stanza del bambino o metti a sua disposizione una lucina anti-mostri che potrà usare all’occorrenza. Con la stessa lucina, che va lasciata nella sua disponibilità del bambino durante le ore notturne, indagate insieme la camera: ogni sera prima di andare a letto, come due esploratori del buio, illuminate ogni angolo della stanza per confermare il fatto che nell’oscurità non si nasconde nessun mostro.
  3. Instaura una serena routine del sonno.
  4. Leggi un libro al tuo bambino o raccontagli una storia, la voce del genitore ha un grande potere rassicurante sul bambino.
  5. Fate attenzione ad evitare l’esposizione agli schermi nelle 2-3 ore precedenti all’addormentamento ed evitate di tenere la televisione accesa nella stanza dove il bambino dorme, ciò vale anche se l’apparecchio viene lasciato a volume zero.
  6. Controllate i bambini nell’accesso alla rete e non esponeteli a contenuti spaventosi o che potrebbero turbarli e, quindi, tornare nei loro sogni interferendo col riposo notturno.
  7. Per vincere la paura del buio potete fare leva sull’immaginazione del bambino inventando o leggendo storie positive in cui il piccolo protagonista supera questa fobia.

La luce notturna deve essere rossa

Sono moltissimi i bambini abituati sin da piccoli a dormire con una luce notturna, ma spesso questa abitudine dipende da una scelta e dal bisogno dei genitori più che dalle necessità dei bambini.

Se proprio non potete fare a meno di una lampada notturna scegliete una luce rossa. La luce rossa ha una minore interferenza col sonno poiché incide meno con la produzione di melatonina e quindi con la naturale regolazione del sonno.

6 albi illustrati per vincere la paura del buio

  1. A letto, piccolo mostro!, di Mario Ramos – Babalibri Editore
  2. A volte arriva il buio, di Francesco Morgando e Melinda Berti – Il Castoro Editore
  3. Buio, non mi fai paura, di Maria Gianola – Collana Prime Emozioni, Fatatrac Editore
  4. Non ho (troppa) paura del buio, di Anna Milbourne e Daniel Rieley – Usborne Editore
  5. Piccolo Buio, di Cristina Petit – Il Castoro Editore
  6. Quando avevo paura del buio, di Mireille d’Allancè – Babalibri Editore

A letto, piccolo mostro!, di Mario Ramos – Babalibri Editore

La caratteristica di questo albo illustrato per bambini sta nel modo in cui il bambino e l’adulto vengono rappresentati nelle pagine:

in copertina incontriamo un papà accigliato che sale le scale con un mostriciattolo tra le braccia, è “Piccolo Mostro”; nell’ultima pagina, invece, incontriamo un bambino che dal suo lettino libera un saluto di buona notte verso un papà “Grande Mostro” che, lasciando la stanza, sta per spegnere la luce. Umano e mostruoso si alternano in base a come noi vediamo gli altri e a come gli altri ci vedono e mentre ciò avviene la narrazione esemplifica le più comuni criticità della buona notte, come l’ultimo bacino della sera; l’ultimo bicchiere d’acqua; lavarsi i denti e smettere di saltare sul letto.

Età di lettura: dai 3 anni circa

A volte arriva il buio, di Francesco Morgando e Melinda Berti – Il Castoro Editore

Sin da subito questo libro descrive ai bambini la “forma del buio e i suoi effetti“, ovvero racconta esattamente di come il buio può arrivare, lento, quando il sole tramonta e la notte viene preceduta dai giochi delle ombre, oppure veloce, come quando entriamo in una galleria e i colori di colpo lasciano posto all’oscurità rotta dalle luci stradali.

Accanto alla declinazione fisica del buio, l’albo ne indaga anche le pieghe emotive e attraverso le emozioni suscitate dall’oscurità il bimbo scopre cosa si può fare al buio: scrutare dove si nasconde la luce, ovvero indagare i bagliori non solo del cielo; andare al cinema e vedere un film nel buio; spegnere le candeline di una torta; costruire una capanna; abbandonarsi con fiducia ai sogni e vivere il buio con la sicurezza dei gatti che dentro l’oscurità sanno vedere senza indugi.

Il punto di forza di questo libro per bambini sta nella normalizzazione del buio. Nel corso delle pagine, il buio viene vissuto come parte della ciclicità del giorno e della vita. Nella scoperta dell’esistenza dell’oscurità, anche qui ed ora, il bambino è condotto verso una nuova consapevolezza: c’è sempre qualche posto buio vicino a noi e nel mondo che ci circonda e non è né pericoloso né spaventoso, è un colore, una condizione e una circostanza da vivere.

Età di lettura: 4 anni +

Buio, non mi fai paura, di Maria Gianola – Collana Prime Emozioni, Fatatrac Editore

“Buio, non mi fai paura” è una storia di amicizia tra un bambino spaventato e il buio che lo circonda, la narrazione segue i bisogni del bambino che, forte del suo pensiero animistico, anima l’oscurità e entra in confidenza con il suo nuovo amico “Buio” fino a spogliarlo di ogni nota paurosa, tremenda o sconfortante.

L’albo è un cartonato a finestre, con una metrica cadenzata, la pagina di sinistra è dedicata al piccolo protagonista e quella di destra al suo amico Buio, è qui che le finestre conferiscono movimento al buio, lo umanizzano e lo avvicinano sempre di più al bambino. I due si incontrano proprio nell’ultima pagina destra dell’albo, dove Buio abbraccia il suo piccolo amico.

Piccolo suggerimento pedagogico per affrontare la lettura di questo albo: potete leggere “Buio, non mi fai paura” partendo dal piatto posteriore (ovvero dal retro della copertina), qui capeggia una frase che, più che conclusiva, può essere utilizzata come introduzione alla lettura: “È buio nella cameretta di orsetto, ma ben preso un amico inaspettato riuscirà a farlo sentire al sicuro!

Età di lettura: 30-36 mesi +

Non ho (troppa) paura del buio, di Anna Milbourne e Daniel Rieley – Usborne Editore

Con la luce, il Buio è piccolo. È come se si nascondesse sotto gli oggetti.” Anche in questo albo, come si intuisce da questa frase, la fobia del buio viene affrontata innanzitutto restituendo al sopraggiungere della notte la sua naturalezza. Dare funzionalità alle cose permette ai bambini di conoscerle e, quindi, di esplorarle in un’ottica reale e razionale.

Il piccolo protagonista di questo libro è il tipico bambino che nega a tutti di avere paura del buio, pur vivendo sensazioni di crescente ansia col sopraggiungere della notte, cela la sua acluofobia e prova a convincersi di essere coraggioso e impavido, salvo poi cercare la luce, immaginare mostri e tremare quando le ombre della sera si fanno crescente presagio di oscurità.

In ogni pagina, però, il piccolo protagonista riesce a collezionare una nuova scoperta sul buio, in particolare lo scopre innocuo e persino magico quando va in campeggio col papà e l’oscurità ammanta la tenda in un modo che inizialmente sembra invincibile e spaventoso. Nel buoi del bosco, il nostro bambino scopre il cielo stellato e al mattino la natura gli suggerisce una verità al contrario: “I raggi del sole abbracciano ogni cosa, nascondono le stelle“.

La caratteristica, nonché il grande punto di forza di questo libro, sta nell’esperienza che fattvamente rende possibile: a partire dal piatto anteriore, ovvero dalla copertina, l’albo presenta tanti buchi, fori, intagli nel cartone e nelle pagine, ciascuno spazio di quest’opera di foratura può diventare il luogo di passaggio ed esplosione della luce nel buio.

Come superare la paura del buio - alimentazionebambini. It by coop
Non ho (troppa) paura del buio, di Anna Milbourne e Daniel Rieley – Usborne Editore
In altre parole illuminando la copertina e le pgine con una torcia, grazie alle forature diffuse nel libro, potrete proiettare sulle pareti esperienze di luce che vincono il buio. Ciò fa di questo albo una vera occasione per affrontare la paura del buio leggendo al buoi, ovviamente con l'aiuto di una torcia da adoperare anche per i giochi di luci e d ombre.

Età di lettura: 4-5 anni +

Piccolo Buio, di Cristina Petit – Il Castoro Editore

Talla è la protagonista di Piccolo Buio, si sveglia in una notte come tante e scopre di poter vincere la paura del buio esplorando la sua casa. Lo fa per darsi delle risposte e così, come può fare qualunque bambino, va alla ricerca di ciò che si nasconde dietro le lucine che rompono i bui della notte: la lavatrice, il computer e qualche altro strumento elettronico, ma anche una lampada lasciata accesa possono liberare luci e lucette che nel buio diventano fantasie spaventose ma non invincibili.

Talla scopre che la sua mamma ha chiuso gli occhi davanti a un libro aperto e si è addormentata alla luce della lampada ancora accesa sul comodino. La bambina la chiude il libro e lo ripone al suo posto, rimbocca le coperte alla madre e spegne la luce non senza darle un silenzioso bacio della buona notte. Questa bambina consente ai piccoli lettori di sentirsi autoefficaci insieme a lei, una buona tattica per vincere la paura del buio.

Non a caso l’ultima pagina dell’albo è dedicata proprio all’esplorazione dei diversi ambienti della casa ed è guidata dalle fotografie di una bimba in carne ed ossa, questa chiusura del testo è come una mappa, una traccia che i genitori possono seguire in casa propria insieme ai loro bimbi.

Età di lettura: 4 anni circa

Quando avevo paura del buio, di Mireille d’Allancè – Babalibri Editore

Quest’albo illustrato è adatto ad essere associato a un oggetto transizionale, preferibilmente un orso di peluche, ed è adatto a quei bambini che sviluppano paure più o meno estese del buio e della notte anche in concomitanza al trasferimento notturno nella propria stanzetta, infatti il piccolo protagonista del libro vince il timore dell’oscurità dormendo accanto al suo orsacchiotto.

In questo albo non ci sono adulti che salvano il bambino dalla sua fobia del buio, quando la stanza si trasforma in una palude è l’orso a fornire al bambino il modo per vincere le tenebre. Il pensiero magico anima ogni pagina e l’orsacchiotto offre al bimbo proprio una via di uscita magica che porta la calma dove prima c’erano angoscia e paura.

Età di lettura: 4 anni +

Conclusioni:

Il bambino non è ancora pronto a comprendere che i mostri, le streghe o i fantasmi non esistono, piuttosto cerca delle strategie per superare la sensazione di pericolo che il buio suscita in lui; a seconda dei casi, si aiuta col pensiero magico o con la decodifica del buio come fenomeno naturale o con entrambe le cose.

Noi adulti dobbiamo essere dei facilitatori, è importante scegliere le strategie più adatte al bambino e gli albi a lui più congeniali a seconda della sua reazione al buio e della sua sensibilità.

Con la supervisione di:

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea Vania Pediatra