Sviluppo psicofisico

La pubertà: cos’è, quando inizia e quali i primi segnali

La pubertà, ne sono indicatori: ghiandola mammaria, timbro della voce, organi genitali, ingrossamento di pene e testicoli, peli, cambiamenti ormonali.

Pubblicato il 13.05.2022 e aggiornato il 27.10.2022 Scrivi alla redazione

Che cosa significa raggiungere la pubertà; cosa comporta la pubertà per un bambino; quali sono le fasi di questo momento della crescita, a che età i primi segnali e quali sono i cambiamenti maschili e femminili durante lo sviluppo puberale; differenze tra maschio e femmina e come i genitori devono affrontare questo momento di transizione che fa parte della crescita dei figli. Questi i contenuti che Alimentazione Bambini intende approfondire qui di seguito.

Cos’è la pubertà

Il periodo puberale o pubertà è rappresentato da quella fase dello sviluppo che intercorre tra l’infanzia e l’età adulta. Sia nel sesso maschile che in quello femminile è un periodo di lunghezza variabile caratterizzato da notevoli modifiche sia nell’aspetto fisico che in quello psicologico. È un periodo assolutamente rivoluzionario, forse il più rivoluzionario di tutta la vita.

La persona in età puberale è estremamente fragile, non riuscendo, soprattutto nelle fasi iniziali, a interpretare adeguatamente le modificazioni a cui va incontro. Tale periodo va assecondato e al tempo stesso protetto; l’individuo va sorretto, non completamente lasciato a sé stesso nelle scoperte né tanto meno contenuto eccessivamente nel farle. Questo periodo rivoluzionario per il giovane lo è altrettanto per il genitore che, infatti, d’emblé si ritrova ad interagire non più con il noto bambino conosciuto fino a quel momento, ma con un “ibrido”, un individuo né piccolo ne grande, classicamente né carne né pesce. Dunque la pubertà è scioccante tanto per il ragazzo quanto per la sua famiglia: una rivoluzione per tutti!

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La pubertà, che cosa comporta lo sviluppo puberale – alimentazionebambini.it by COOP

Cosa comporta la pubertà per i giovani: cambiamenti fisici e ormonali

Come detto, la pubertà è un periodo in cui l’organismo, per effetto della crescita, va incontro a grandi e rivoluzionarie modificazioni, che interessano tutti gli aspetti che caratterizzano una persona: aspetto fisico, assetto ormonale, aspetto psicologico.

Per alcuni tali cambiamenti possono risultare particolarmente traumatici, avvenendo del tutto indipendentemente dalla propria volontà; può capitare quindi che un bambino (o una bambina) che si sente ancora tale si ritrovi improvvisamente a vedersi più o meno velocemente “trasportato” nel corpo di un piccolo adulto (ad esempio con la crescita del seno o la comparsa della prima peluria, etc…) ed in preda ad un turbine ormonale di non facile gestione. È quindi indispensabile preparare i bambini sin dalla prima infanzia all’arrivo di questo momento, la fisiologia umana vuole che che prima o poi lo sviluppo puberale arriva per tutti.

Evidenti a tutti sono le modifiche fisiche a cui vanno incontro i ragazzi nel periodo puberale; in linea generale i segni fisici dello sviluppo puberale sono elencabili come:

  • comparsa e/o sviluppo dei caratteri sessuali secondari (crescita del pene, comparsa di mammelle e peluria, etc.), ricordiamo che i caratteri sessuali primari sono invece costituiti dalle gonadi (ovaio e testicoli);
  • comparsa della peluria;
  • cambiamenti del tono di voce;
  • aumento di dimensione degli organi sessuali;
  • aumento di statura e in generale delle dimensioni del corpo.

Ma ciò che regola e implica i cambiamenti della pubertà è proprio la modifica dell’assetto ormonale. Si passa infatti da un sistema ormonale tendenzialmente silente (ma ovviamente già pronto dalla nascita ai cambiamenti fisiologici previsti) ad una iperattività ormonale che influenza l’aspetto fisico e psicologico dell’individuo. L’incremento degli ormoni sessuali giustifica le caratteristiche macroscopiche che si osservano nella pubertà.

Seguendo spinte fisiologiche, in un certo momento si attiva l’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi (fino in quel momento in “pausa”); in particolare l’ipotalamo produce l’ “ormone di rilascio delle gonadotropine” o GnRH. Le gonadrotopine hanno lo scopo di regolare le funzioni riproduttive degli organi genitali maschili e femminili. È questo il momento della pubertà in cui si attiva nell’ipofisi la produzione di altri due ormoni che a loro volta agiscono sulle gonadi: l’LH, ormone luteinizzante, e l’FSH, ormone follicolo stimolante. Questi, agendo su testicoli o ovaie, attivano la produzione degli ormoni sessuali: estrogeni, progesterone e testosterone, che a loro volta stimolano la crescita e la maturazione sessuale.

Informazioni utili sui cambiamenti psicologici in pubertà

Sotto l’influenza ormonale si assiste, inoltre, a modifiche al livello del cervello, in particolare in: sistema limbico, zona deputata agli stimoli del piacere, emozioni, regolazione del sonno, e corteccia prefrontale, zona deputata alle funzioni esecutive (ideazione a lungo termine, controllo degli impulsi, processo decisionale, etc…)

Durante l’adolescenza aumentano le capacità di ragionamento, attenzione, linguaggio, memoria etc. Tutto ciò permette e facilita le relazioni sociali di cui l’adolescente ha tanto bisogno. Nella prima fase dell’adolescenza, in genere, l’individuo ha ancora una visione “bambinesca” del mondo: esiste solo il “qui ed ora”, tutto è “giusto o sbagliato”, “bianco o nero”, non sono presenti né possibili le sfumature.

In una fase successiva il ragazzo impara, anche grazie alle relazioni con l’altro (inteso come tale anche rispetto alla famiglia) ad elaborare, fare propri o rifiutare alcuni punti di vista; in tal modo inizia a sviluppare un’idea di progettualità, del domani, del come vorrei la mia vita, dei principi guida dei comportamenti. Per tale motivo durante l’adolescenza è fondamentale l’interazione sociale al fine di accrescere e sviluppare le prime relazioni emotive (amicizia, amore, antipatia, patos, empatia, etc.).

Sebbene a oggi gli strumenti tecnologici siano diventati parte integrante della vita di ognuno di noi, quando si parla di interazione sociale la parte del leone dovrebbe farla quella “de visu” e non via social. Anche in questo dobbiamo cercare di educare noi stessi e i nostri figli affinché diventino ragazzi in grado di vivere e vedere la vita dal vivo e non solo dietro lo schermo di un telefono o di un PC.

Il nostro compito di genitori è mettere i figli nelle condizioni di sperimentare la socialità fisica e di contatto: la relazione con l'altro, a scuola, in parrocchia o nello sport, rappresenta la base su cui si costruisce il modo in cui il bambino-ragazzo si incardinerà nella società.

Cosa comporta la pubertà per i genitori

Dietro un ragazzo c’è sempre una famiglia, ci sono genitori, nonni, zii, tutori, fratelli, sorelle, etc, il raggiungimento di ogni tappa della crescita coinvolge, anche se in modi diversi, anche la famiglia.
Per quanto sia conscio a tutti i genitori che prima o poi i loro piccoli spicchino il volo, quando li si vede prepararsi al salto fa sempre male. Bisogna ricordare che per quanto i nostri adolescenti non lo diranno né lo ammetteranno mai (orgoglio adolescenziale) il loro salto può essere sicuro solo se dietro di sé avranno una famiglia e un nido a cui tornare. Come gli uccellini nei loro primi voli, anche gli adolescenti vanno e tornano al nido. La consapevolezza di avere sempre qualcuno su cui fare affidamento permette ai nostri ragazzi di sentirsi ed essere ricchi e forti. Facciamo attenzione a loro, a quello che dicono e soprattutto a quello che non dicono; come sempre il taciuto fa più male dell’urlato.

Cosa dovrà fare allora il genitore?

Ecco dunque alcuni consigli generali per genitori di figli in età di sviluppo puberale:

  • non porsi nei confronti del figlio come il tutore della verità assoluta: per quanto l’esperienza ci insegni, è vero che le situazioni e i punti di vista potrebbero essere diversi;
  • non porsi in un atteggiamento di contrapposizione costante (non facciamo insomma il “muro contro muro”);
  • porsi in ascolto del proprio figlio, vigilare, ma a distanza, dandogli spazio anche per sbagliare (perché sbagliando comunque si impara);
  • dare fiducia al nostro ragazzo, se non gliela diamo noi nessun altro lo farà;
  • non giudicare o sminuire il figlio, solo in questo modo il giovane si sentirà libero di poter raccontare e farsi supportare;
  • mettersi nei suoi panni, tornare di nuovo ad essere un minimo adolescenti, cercando di essere empatici, capire gli atteggiamenti e le lotte che in fin dei conti un tempo sono state le nostre, a volte vinte e a volte perse – come e normale e giusto che sia – non è così semplice essere un adolescente;
  • non negare e basta, spiegare il perché dei no e garantire anche qualche sì;
  • prestare attenzione agli atteggiamenti indice di problematiche serie (bullismo, difficoltà relazionali, disturbi del comportamento alimentare, etc.): nessuno più di un genitore può capire se c’è qualcosa che non va e spingere il ragazzo a confidarsi;
  • infine ritrovarsi anche nella coppia; un figlio adolescente può anche essere un’occasione di tornare ad una dimensione a due.

A che età si manifesta la pubertà: primi segni di sviluppo puberale

L’inizio della maturazione sessuale è del tutto individuale, influenzato da fattori genetici ed epigenetici (ambientali e nutrizionali). Mediamente la pubertà inizia intorno ai 10 anni (8-13) per le bambine e dopo gli 11 anni per il sesso maschile. I primi segni di sviluppo puberale sono in parte diversi per i due sessi, osserviamo le differenze:

  • sesso femminile: comparsa bottone mammario,
  • sesso maschile: aumento dimensioni volume testicolare,
  • entrambi: cambio di odore corporeo.

Alimentazione Bambini mette a vostra disposizione un piccolo glossario di termini medici la cui conoscenza permetterà ai genitori di cogliere appieno le informazioni sulla pubertà. In generale si definisce:

  • Telarca lo sviluppo delle mammelle,
  • Pubarca la comparsa di peli pubici,
  • Adrenarca la comparsa di caratteri sessuali secondari,
  • Menarca la prima mestruazione (che nella progressione dello sviluppo puberale avviene circa 2 anni dopo l’inizio del telarca)

Il telarca non va confuso con l’adipomastia (aumento di tessuto adiposo a livello mammario) dei bambini sovrappeso/obesi (può riscontrarsi sia nei maschi che nelle femmine). La visita del pediatra potrà dirimere il dubbio. Un rigonfiamento nella zona mammaria si può avere, in entrambi i sessi, anche alla nascita; in questo caso ovviamente non è segno di pubertà ma è dovuto al passaggio degli estrogeni attraverso la placenta con successiva “crisi ormonale”. Tale quadro non è assolutamente preoccupante e, generalmente, scompare nell’arco di qualche settimana.

La pubertà precoce

La pubertà precoce viene definita come la comparsa dei caratteri puberali prima degli 8 anni per le bambine e prima dei 9 anni per i maschi. Un’indicatore può essere rappresentato dalla comparsa dei peli: anche se esiste una notevole varietà nell’età di comparsa della peluria, bisogna porvi particolare attenzione se questa dovesse comparire prima degli 8 anni nelle bambine, prima dei 9 anni nei bambini: potrebbe infatti essere un indice di “pubertà precoce”, da indagare e valutare con l’aiuto del Pediatra e/o dello specialista Endocrinologo pediatrico.

Maschio e femmina: differenze nello sviluppo puberale

Nel maschio le gonadi (testicoli) sono deputati a due funzioni: la spermatogenesi, ovvero la produzione degli spermatozoi, e la steroidogenesi, ovvero la produzione degli ormoni sessuali maschili, in particolare il testosterone.

Differentemente dall’ovulazione femminile, la spermatogenesi inizia con la pubertà e continua per tutta la durata della vita dell’uomo. La steroidogenesi, invece, dipende quasi esclusivamente dalle cellule di Leydig testicolari che producono, partendo dal colesterolo, la quasi totalità del testosterone, sotto lo stimolo dell’ormone LH. Il testosterone serve (insieme agli altri androgeni) per:

  • sviluppo dei caratteri sessuali secondari,
  • sviluppo dei genitali,
  • spermatogenesi,
  • mantenimento del trofismo dei genitali,
  • metabolismo muscolare, lipidico, osseo, etc.

Lo sviluppo puberale nei maschi inizia tra gli 11 e i 13 anni, quando si riattiva l’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi con aumento di produzione del testosterone; dopo circa 6 mesi inizia l’aumento delle dimensioni testicolari (primo segno dell’inizio dello sviluppo puberale). In progressione e dopo circa 12 mesi si assiste allo scatto di crescita staturale (più tardivo dunque rispetto al sesso femminile in cui tale scatto è all’incirca simultaneo allo sviluppo del bottone mammario). Verso i 12 anni aumentano le dimensioni del pene e continua l’aumento delle dimensioni testicolari e verso i 14 anni avvengono i primi fenomeni di eiaculazione spontanea (generalmente notturna).

Tra i 12 e i 13 anni si ha la crescita dei peli nella zona pubica e solo dopo circa 2 anni (14-15 anni) si ha invece la comparsa dei peli ascellari e della barba; allo stesso periodo si fa in genere risalire l’eventuale comparsa di acne. La piena maturazione sessuale si raggiunge in genere verso i 15-16 anni.

Altri caratteri legati all’incremento degli androgeni sono: allargamento delle spalle per aumento di ampiezza del cingolo scapolo-omerale; modificazione delle ossa del volto; ispessimento delle corde vocali con tono della voce più basso; aumento di massa e forza muscolare per aumento del numero delle cellule muscolari.

Può spesso comparire una ginecomastia, ovvero aumento delle dimensioni della ghiandola mammaria (fisiologica e transitoria); tale fenomeno può essere più grave e importante nei ragazzi con obesità, a causa di alcuni enzimi del tessuto adiposo che convertono il testosterone in estrogeni.

L’altezza definitiva si raggiunge tra 18 e 20 anni. La crescita delle ossa è più veloce in mani e piedi, è normale quindi trovare adolescenti con manone e piedoni ma corpi ancora relativamente minuti

La pubertà: a che età i primi segni di sviluppo puberale- alimentazionebambini. It by coop
La pubertà: a che età i primi segni di sviluppo puberale e quali sono nelle ragazze – alimentazionebambini.it by COOP

Nelle ragazze i cambiamenti durante la pubertà sono analoghi, ma anche diversi, da quelli del maschio. Gli ormoni LH e FSH stimolati dal GnRH ipofisario vanno ad agire sulle gonadi femminili (ovaie) con produzione degli ormoni sessuali femminili (soprattutto estrogeni), che a loro volta stimolano la maturazione degli organi sessuali secondari femminili (mammella, vulva e vagina, ovaie, utero).

Differentemente dagli spermatozoi, gli ovuli presenti nella donna vengono prodotti dalle ovaie già nella vita intrauterina, per cui alla nascita sono presenti già tutti gli ovociti che la donna avrà a disposizione durante la vita adulta. I follicoli rimangono dormienti fino alla pubertà; da quel momento in poi, una volta al mese, un follicolo con il suo uovo viene portato a maturazione: inizia la fertilità della donna. È proprio questa maturazione che permette, se l’uovo viene fecondato, la nascita di una nuova vita.

Bottone mammario e sviluppo della ghiandola mammaria

L’inizio dello sviluppo puberale nelle ragazze si fa in genere coincidere con lo sviluppo del bottone mammario, la piccola bozza di mammella palpabile verso gli 11 anni come una specie di nodulino, in genere, all’inizio, monolaterale. Contemporaneamente inizia la rapida crescita in altezza, poco dopo compare la peluria pubica e ascellare, dapprima morbida e rada, poi sempre più spessa e consistente.

In progressione, dopo 2-3 anni dalla comparsa del bottone mammario avviene il menarca, con successivi più o meno regolari cicli mestruali (è bene ricordare che in genere nei primi 12 mesi dal menarca i cicli sono anovulatori, ovvero non c’è liberazione di ovulo). La comparsa dei cicli mestruali rallenta – ma non blocca – la crescita staturale, mentre la forma del corpo cambia nel tempo, con fianchi più larghi e aumento del grasso corporeo; tutto ciò è naturale e fisiologico, e rappresenta una preparazione alle future maternità.

Lo sviluppo puberale attraversa diversi stadi, ben noti ad ogni pediatra e ben esemplificati nelle tabelle di sviluppo di Tanner.

Ragazzo e ragazza nell’età dello sviluppo hanno comportamenti anloghi

Alle modificazioni dell’aspetto fisico durante la pubertà si affiancano quelle dei comportamenti dei giovani, entrati nel vortice dell’adolescenza con tutto il corredo ormonale che ne deriva. Si assiste rapidamente ad una ricerca di autonomia nettamente diversa dalla ricerca di protezione (tipica dell’età infantile) tipica fino a poco tempo prima.

Alcuni comportamenti, dal punto di vista degli adulti identificati come “scontrosi”, celano in realtà solo la necessaria ricerca di “affermare se stessi”, un po’ come il bambino nella prima infanzia che attraversa la fase del No e del rifiuto. Comportamenti comuni agli adolescenti in pubertà sono dunque:

  • opposizione alle regole dettate dalla famiglia,
  • reazioni rabbiose,
  • atteggiamenti provocatori verso i genitori,
  • stabilimento di confini, ad esempio intolleranza alle manifestazioni affettive (coccole e carezze, soprattutto se in pubblico), autoisolamento nella propria stanza.

Per quanto scarsamente accettabili e comprensibili dal genitore, tali comportamenti hanno l’unico scopo di dimostrare a se stessi di essere in grado di cavarsela anche da soli, riaffermando in sé la consapevolezza di essere una persona e un individuo che esiste indipendentemente dalla famiglia. Di pari passo va la ricerca dell’appartenenza a un gruppo esterno alla famiglia, un gruppo di pari con cui condividere gioie e dolori, da cui sentirsi capiti e inclusi, in cui si gioca (o si dovrebbe giocare) ad armi pari, ognuno con le sue certezze e ognuno con le sue insicurezze per crescere serenamente insieme, amandosi, litigando ma pur sempre vivendo.

Faq

LA PUBERTà DOMANDE FREQUENTI

Quando la comparsa dei primi peli pubici

La comparsa della prima peluria, in particolare nella zona dei genitali, è del tutto individuale. In media compare prima nelle bambine, rispetto ai maschietti. Mediamente la prima peluria inizia infatti a comparire intorno ai 10-11 anni nel sesso femminile e intorno ai 12-14 anni per il sesso maschile.

Cos’è il bottone mammario

Il bottoncino mammario (telarca) compare nelle bambine intorno ai 10-11 anni ed identifica il primo segno di sviluppo della ghiandola mammaria. La comparsa è inizialmente monolaterale per poi rapidamente interessare entrambe le mammelle.

Come si riconosce il bottone mammario

Con una semplice visita ogni pediatra sarà in grado di identificare con certezza la comparsa del bottone mammario. Anche per questo è importante continuare ad effettuare i controlli periodici dal pediatra anche, anzi soprattutto, quando i bambini sono più grandicelli. Il pediatra, inoltre, conoscendo il piccolo sin dalla nascita avrà quella confidenza che permetterà al bambino di essere visitato senza sentirsi “violato”. La pubertà è un periodo molto delicato e molto intimo e va trattato con la dovuta cautela. Inoltre lo sviluppo mammario di per sé crea dei doloretti e una sensibilità nel sito che i bambini non sono abituati a percepire né a gestire. Ci vuole tanta delicatezza con i fiori che stanno sbocciando!

Quando arriva il ciclo si smette di crescere

Questo è un falso mito estremamente duro da sfatare. NO! Non si smette di crescere con il menarca. Certo, c’è un rallentamento della velocità di crescita, ma questa può continuare comunque fino a 18-22 anni. L’altezza definitiva di un adolescente è sempre difficile da stimare ma con buona approssimazione si possono fare delle stime basate sul target genetico ovvero ovvero in base a quanto sono alti i genitori.

Con la supervisione di:

Pediatra margherita caroli ecog sio oms

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea vania - alimentazione bambini

Prof. Andrea Vania Pediatra