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Pedagogia

Bambini che interrompono quando si parla: turni di parola

Parlare sopra: trucco da utilizzare con i bambini che interrompono quando si parla e come aiutarli a rispettare il turno di parola e potenziare le competenze sociali.

Pubblicato il 24.01.2025 e aggiornato il 20.02.2025 Scrivi alla redazione

Interrompere l’interlocutore e parlare sopra durante le conversazioni è un comportamento ricorrente tra i bambini (di più tra quelli molto piccoli) e mette spesso i genitori in imbarazzo. A tutti è capitato di essere interrotto dal proprio figlio durante una conversazione e di subire l’insistenza del bambino. Qualche volta ciò accade in luoghi pubblici e il genitore sente il peso del giudizio dell’interlocutore e degli sconosciuti.

In questo articolo chiariamo la necessità di sdoganare la competenza dei turni di parola dalla cattiva educazione; proviamo a fornire informazioni utili sul perché i bambini tendono a parlare sopra gli adulti; richiamiamo la vostra attenzione su come educarli al rispetto dei tempi di un dialogo funzionale.

Mio figlio mi interrompe mentre parlo: i meccanismi neuro-psicologici

La prima regola valida è liberarsi dal pregiudizio della maleducazione attribuita al bambino che si intromette nella conversazione e la interrompe.

Il rispetto dei turni di parola all’interno di una conversazione è importante affinché il dialogo possa essere costruttivo ed efficace, tuttavia alternare la parola tra le diverse persone pretende una serie di competenze che il bambino può non possedere o non avere ancora affinato o non saper gestire in quel dato momento.

I turni di parola, quindi, sono una competenza comunicativa che rientra nelle cosiddette soft skills, competenze relazionali e comportamentali con un peso specifico in molti settori del vivere sociale (come la scuola per il bambino o il lavoro per l’adulto).

Un bambino che interrompe di continuo la maestra potrà risentirne in punto di apprendimenti, uno che non lascia parlare i compagni, invece, potrà risentirne in termini di socialità. Inevitabilmente interrompere il discorso altrui con sistematicità crea un disagio nell’interlocutore e rischia di codificare nel comportamento del bambino un sistema relazionale sbagliato.

Chi interrompe le persone che parlano con lui o in sua presenza non offre a se stesso un’esperienza di comunicazione completa ed efficace, perde la possibilità di empatizzare, ascoltare profondamente, entrare nel merito del discorso ed essere responsivo rispetto al bisogno altrui.

Chi viene interrotto, per parte sua, prova fastidio, si sente sminuito e respinto. Senza contare che l’esposizione sistematica a un dialogo disfunzionale, in questo caso carico di interruzioni, ingera stati d’ansia e aumenta il conflitto nella relazione.

Rispetto ai bambini è, però, indispensabile tenere in considerazione l’età che hanno, le esperienze e le competenze di vita relazionale da loro compiute, nonché gli apprendimenti acquisiti e lo sviluppo neurocognitivo raggiunto. I bambini che interrompono l’interlocutore non sono necessariamente non educati, più probabilmente hanno bisogno di imparare e davanti a loro l’adulto deve vincere il disagio in favore dell’educare e del supportare l’acquisizione di altre competenze.

Trucco per rispettare i turni di parola - alimentazionebambini. It by coop
Trucco per rispettare i turni di parola – alimentazionebambini.it By COOP

Trucco per genitori di bambini che interrompono quando si parla

Il metodo montessoriano, basato sull’esperienza attiva e sul corpo come mediatore di esperienze, ci suggerisce un trucco valido nel processo di educazione al dialogo, eccolo spiegato in breve (potete usare questa strategia anche con i vostri bambini, a patto di continuare ad allenarli alle competenze di turnazione anche con metodi diversi):

con i bambini smaniosi di prendere la parola e che facilmente interrompono le conversazioni si può concordare un segnale fisico capace di indicare il bisogno di parlare al genitore o all’adulto di riferimento, per esempio toccare alla mamma o al papà la spalla, la mano, il braccio o una gamba.

Questo tocco rappresenterà un segnale segreto e convenzionale traducibile nella richiesta di prendere la parola. La mamma o il papà raggiunti dal tocco-segnale ricambieranno con un tocco-segnale identico, quindi, il genitore, a sua volta, toccherà la spalla, la mano, il braccio o la gamba del bambino.

Questa risposta fisica incarna un dialogo decodificato attraverso il corpo e rappresenta un segnale di intesa e comprensione. Contemporaneamente il bimbo andrà istruito all’attesa, in questo modo: io adulto, toccandoti a mia volta, dimostro a te bambino di essere connesso al tuo bisogno ma ti chiedo di aspettare. Dal momento del contatto fisico come concordato, sarà l’adulto ad impegnarsi con prontezza per aprire una finestra di dialogo in favore del bambino dimostrandogli come alternare una conversazione senza essere interruttivi.

Questo trucco non può essere applicato sempre, con sistematicità e senza tenere conto del fatto che il bimbo deve fare pratica di interlocuzione. Del resto è un trucco che pretende un accordo convenzionale tra la parte adulta e il bambino, ma il bambino si troverà coinvolto in dialoghi fuori dalla sfera di relazione col genitore-adulto di riferimento e lì dovrà agire con quello che ha senza la mediazione di un accoro.

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Come si impara il rispetto dei turni di parola

È molto importante che il bambino prenda consapevolezza delle caratteristiche del dialogo e che, quindi, si renda conto di un suo eventuale atteggiamento interruttivo.

Come comportarsi con un bimbo che tende a parlare sopra durante la comunicazione verbale? Il bambino non va mortificato né sminuito, sono inutili ammonizioni come: “Stiamo parlando, stai zitto!” Un bambino mortificato si ritrae e non osserva l’alternanza del dialogo, l’obiettivo, invece, è proprio quello che il bimbo impari ad ascoltare e ad osservare in che modo le persone gestiscono un discorso.

Diversamente è utile sottolineare il diritto di ogni interlocutore a concludere il suo pensiero come espressione di un bisogno, di un punto di vista e di una prospettiva: “Ho capito che vuoi dire qualcosa, ma Marco stava spiegando come si sente o cosa ha fatto, eccetera“, frasi di questo tipo sottolineano il diritto al turno di parola ma non sono mortificanti e devono concludersi con il prospetto di un varco comunicativo: “Facciamolo terminare e subito dopo parlerai tu o ci dirai la tua opinione“.

Ascolto e osservazione

I turni di parola si apprendono innanzitutto attraverso l’esperienza dell’ascolto e l’osservazione. È la famiglia il primo luogo in cui si impara ad ascoltare, questo apprendimento avviene attraverso l’essere ascoltati. Allo stesso modo si impara ad osservare attraverso l’essere oggetto di osservazione. Anche qui torna l’importanza dell’esempio.

Ascoltate sempre i vostri figli consentendo loro di esprimere con pienezza i sentimenti e di verbalizzarli senza subire interruzioni. Il corso di un dialogo deve garantire a ogni battuta la soddisfazione di un pensiero portato a compimento. Ascoltando i bambini darete loro il primo buon esempio utile a stratificare una competenza matura al dialogo.

Un buon ascolto, per parte sua, è quell’ambito della conversazione fatto di atteggiamenti del corpo, mimica del volto e spazio condiviso in cui il bambino apprende il linguaggio paraverbale e coglie i feedback dell’interlocutore capaci di cadenzare anche i turni di parola.

Pertanto, quando parlate con i vostri figli non utilizzate il cellulare, non guardate la televisione ma concentratevi sul bambino, possibilmente guardandolo negli occhi (a meno che reggere lo sguardo non provochi al piccolo, in quel preciso contesto e momento, un disagio).

È in questo modo che i nostri figli imparano che alla comunicazione verbale se ne accompagna una diversa e parallela costruita intorno al corpo, ai gesti e alle espressioni del volto e da questa si traggono segnali fondamentali di interazione.

I bambini che interrompono mentre si parla e il gioco

I turni di parola altro non sono che un timing, cioè una alternanza a turnazione che varia secondo i tempi delle singole persone e secondo le circostanze, pur restando dentro lo spazio di una conversazione.

Un apprendimento alternativo del timing è garantito anche dai giochi da tavolo con turnazione, usarli in famiglia come strumento di condivisione del tempo trascorso insieme aiuta il perfezionamento di molte soft skills.

Fa bene anche giocare alla telefonata o mettere in scena spettacoli di marionette o dialoghi tra bambole. Giocare è palestra di competenze sociali, ricordatelo!

Bambini che interrompono quando si parla - alimentazionebambini. It by coop
Sostenere il bambino nell’acquisizione delle nuove competenze – alimentazionebambini.it By COOP

È compito del genitore coltivare le risorse che mancano al bambino

Mantenere e rispettare i turni di parola è molto difficile per il bambino prima dei 4-5 anni circa, età in cui il piccolo incomincia a riconoscere l’altro, i suoi bisogni e sentimenti, inizia a dimostrarsi capace di negoziare soluzioni e dimostra una prima apertura consapevole alla collaborazione. Questo vuol dire che fino alla maturazione delle competenze relative alla turnazione in un dialogo è compito del genitore potenziare le abilità sociali del bambino senza forzarle e senza pretendere consapevolezze o atteggiamenti anticipati rispetto all’età e alle possibilità dei piccoli.

Riconoscere i bisogni del bambino

Maggiore è la connessione emotiva adulto-bambino, migliore è la pratica del dialogo in casa (qui inteso come esempio che i genitori danno ai figli e come metodo di comunicazione nella relazione tra gli adulti e il bimbo) e maggiormente il piccolo sarà predisposto all’ascolto, all’accoglienza e all’osservazione dell’altro. Ricordate che ascolto e osservazione sono elementi cardine di qualsiasi sistema di relazione (l’amicizia e la scuola, per esempio, rappresentano dei sistemi di relazione ove si entra in contatto con altri individui attraverso il dialogo).

Con la supervisione di:

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea Vania Pediatra