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Psicologia

Giocare in famiglia, perché è importante

Giocare in famiglia ha un valore educativo oltre che relazionale, attraverso il gioco si rafforza il rapporto genitore figlio, si vince l'ansia da perfezione e si imparano importanti regole sociali

Pubblicato il 10.12.2024 e aggiornato il 10.12.2024 Scrivi alla redazione

Giocare in famiglia è più di un’azione come un’altra e va oltre il divertimento fine a sé stesso, è uno strumento per “fare famiglia”, ovvero per costruire i legami, fortificare le interazioni e costruire la complicità tra adulti e bambini.

Quanto tempo dedicare al gioco in famiglia?

Il tempo che si dedica al gioco in famiglia a volte è troppo poco, questo tempo condiviso, invece, andrebbe ricercato, non dico quotidianamente ma almeno nel weekend. Il consiglio che mi sento di dare subito a tutti i genitori è di trovare uno spazio, anche piccolo, per riuscire a stare insieme e anche a giocare.

Certamente è molto bello vedere un film tutti insieme oppure fare anche un lavoretto o preparare qualcosa in cucina che possa essere un piatto per il pranzo o la cena o un dolce, ma il gioco conserva un valore proprio: il tempo di gioco, che è un tempo condiviso da adulti e bambini, resta preziosissimo perché permette al bambino di far entrare i genitori nel suo campo, lì dove vigono le regole della fantasia e della creatività, dove si fa finta sul serio e le regole dei grandi non valgono sempre o comunque con la stessa rigidità.

Nella situazione di gioco condivisa con l’adulto, il bambino è protagonista non solo perché è figlio e quindi riceve le attenzioni, le coccole e quant’altro, ma proprio perché lui, in qualità di bambino (persona), lì, dentro la sessione di gioco, è importante e cruciale, è il più esperto e il più competente. E ciò è tanto più vero quando genitori e figli si cimentano sul campo del gioco libero o di quello fantastico.

Questa competenza-dimestichezza del bambino con il gioco gli permette di sentirsi allo stesso livello dei genitori. Quando genitori e figli giocano insieme, agli occhi del bambino non vige più la regola del rispetto dell’adulto, del rispetto delle leggi familiari o delle regole familiari del contesto in cui si agisce, ma valgono solo le regole di gioco. Queste ultime sono “universali” e slegate da gerarchie e ruoli, ovvero sono uguali per tutti.

Giocare in famiglia, perchè è importante - alimentazionebambini. It-by-coop
Giocare in famiglia, perchè è importante – alimentazionebambini.it-By-COOP

L’educazione al rispetto delle regole e il gioco condiviso

Giocare a qualsiasi gioco, che sia da tavolo o di fantasia, pretende il rispetto di regole intrinseche al gioco stesso. Per esempio, ogni gioco da tavolo ha specifiche regole da rispettare; il bambino potrebbe anche provare a non rispettarle per essere agevolato, ma li sarà compito del genitore far tornare il bimbo dentro il gioco, ovvero al concetto di rispetto della sua regolarità. Senza di essa, infatti, la partecipazione e la condivisone ludica perdono di senso.

Il gioco condiviso, quindi, educa al rispetto delle regole in maniera uguale per tutti e indipendentemente dall'età.

Le regole dei giochi da tavolo sono scritte sulle spiegazioni che accompagnano il giocattolo, stampate chiare chiare dentro la scatola. In questo modo, le partite che si vogliano fare in famiglia saranno guidate da quel vademecum preciso.

A discapito di ciò che si possa pensare, anche il gioco di fantasia ha delle regole benché risultano più sottili e quasi invisibili. Per coglierle è necessario riuscire a entrare all’interno del pensiero di chi sta dirigendo il gioco in quel momento, in genere il bambino.

È il bambino che dettale regole nei giochi di fantasia condivisi con l'adulto, quest'ultimo, nel rispetto delle regole indicate dal bimbo, ha il compito di cercare di coordinare o coordinarsi o comunque interagire.

Aspetto ludico-educatico del gioco

Il gioco riveste una funzione sia ludica che educativa. Esso è ludico perché ci si diverte, si sta insieme, si gioca alla pari e ci si mette alla prova. Per inciso, non è facile stare al gioco: per un adulto la difficoltà risiede nel partecipare e calarsi nei giochi di fantasia; per il bambino può essere difficoltoso farsi comprendere dall’adulto e intrecciare con lui un dialogo giocoso paritetico e fluido.

Il gioco ha anche altri aspetti. Per esempio, nel gioco si riesce ad avere una visione più leggera di sé e dell’altro, nonché della realtà circostante. Alcune volte, in alcuni giochi di fantasia si ricostruiscono delle scene di vita quotidiana del bambino (come quando il bambino gioca a fare la maestra o gioca a mamma e papà); attraverso questi giochi, il bimbo ci può mandare dei messaggi a riguardo della percezione di se stesso e della percezione del mondo e delle persone che con lui hanno a che fare.

Questi messaggi saranno positivi o negativi a seconda dell’ambiente e delle relazioni con l’adulto, sempre sono una buona occasione per comprendere come il bambino vive alcune situazioni interne alla casa, appartenenti all’ambiente scuola o nelle attività sportive e ricreative pomeridiane.

Il tempo di gioco quindi è uno dei tempi più preziosi che si possono avere in una famiglia, permette a tutti di stare insieme interagendo attivamente e mettendo in campo le proprie qualità e le proprie caratteristiche.

Giocare in famiglia, perchè è importante - alimentazionebambini. It-by-coop
Giocare in famiglia crea una nuova comunicazione genitori-figli e rappresenta occasione di crescita comune – alimentazionebambini.it-By-COOP

Aspetto rivelatore dei giochi in famiglia

Attraverso il gioco si possono comprendere tantissime dinamiche, che magari durante il resto della giornata e della settimana passano un po’ in secondo piano divenendo quasi invisibili dentro la frenesia lavorativa e della vita quotidiana familiare.

Giocando emergono tantissimi aspetti dell’essere, del relazionarsi e dei relativi bisogni che possono far crescere il bambino ma anche far riflettere i genitori.

Quando il bambino non regge la frustrazione delle regole e della sconfitta, che fare

Grazie al gioco possiamo capire molte cose del bambino, possiamo persino renderci conto del fatto che non riesce a rispettare alcune regole (come il turno o le pause forzate, eccetera) e che non sa, magari, accettare una sconfitta.

L’importanza di accettare la sconfitta

Accettare di perdere ha a che fare con il livello di competitività: a volte si può vincere ma a volte si perde e questo dato de facto è importantissimo, incominciare a conoscere anche la sconfitta in un ambiente familiare, quindi non ostile, più sereno e non opponente, permette al bambino di crescere con la consapevolezza di non essere infallibili.

Del resto il gioco condiviso ha un altro lato della medaglia: anche i genitori non sono infallibili, pure loro possono perdere, anche loro possono sbagliare, anche loro quindi sono costretti ad affrontare e accettare il problema di non poter sempre primegiare.

Il valore educativo della sconfitta

Agli occhi del bambino, il genitore sconfitto perde l’alea fantastica del supereroe, dall’altra però si acquisisce la consapevolezza che non solo i bambini sono sbagliati o sbagliano, anche i loro genitori lo fanno, sbagliano anche loro perché siamo umani e come esseri umani siamo fallibili.

L’emersione del sé nel gioco: giocare per crescere

Nel gioco il bambino si sente compreso dall’adulto che si presta a giocare con lui, ciò dipende in primis dal fatto che giocando può esprimere se stesso.

Come dicevo poc’anzi, il gioco è il suo terreno; pertanto, quando gioca in casa, il bimbo conosce dove sono i giochi, ovvero ne conosce la collocazione nell’ambiente, conosce l’ambiente stesso e maggiormente ha contezza di come gestire la propria fantasia e le dinamiche di gioco con i mezzi di cui dispone.

In altre parole, nel gioco domestico il bambino è pronto a gestire tutto quello che deriva dall’azione di gioco e gli strumenti, oltre che lo spazio di cui dispone.

In questo contesto, il figlio sente che il genitore gioca e sta lì, nello spazio e nell’azione ludici, proprio per lui, non si tratta di uno stare protettivo o accudente ma è un permanere condiviso e partecipato. Pertanto, giocare fa benissimo a tutti.

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Giocare in famiglia e l’emersione del sè – alimentazionebambini.it-By-COOP

Partecipare al gioco in famiglia abbassa i livelli di stress di tutti

Ridere, scherzare, avere dei momenti senza pensieri e senza preoccupazioni permette di abbassare i livelli di tensione familiare, fa sì che la serenità prenda il sopravvento.

Personalmente, ho un mantra che condivido sempre: non si smette di giocare quando si diventa vecchi ma si diventa vecchi quando si smette di giocare, questa è una frase che ho sentito tanto tempo fa e che ho fatto mia.

Giocare è diventato per me un modo, un canale di comunicazione, per entrare in contatto con i miei figli e anche con i miei piccoli pazienti. Serve a non erigere il muro dell’adulto superiore, più bravo, infallibile ma, infine, scuro, musone e triste.

Conclusioni

In conclusione, secondo la mia opinione umana e professionale, bisogna riuscire, per quanto possibile, a ricavare e a proteggere un tempo di gioco settimanale con i figli, non dico quotidiano ma almeno settimanale o anche quindicennale, se proprio non si riesce a giocare ogni settimana.

Questo tempo va coordinato con le attività familiari ma resta irrinunciabile. Va spezzata l’idea secondo cui il gioco è sinonimo di divertimento e pertanto quello familiare non può essere anteposto ai doveri, alla luce di quanto chiarito in questo articolo, giocare è una azione educativa a tutti gli effetti.

A riguardo del tempo del gioco, va ammesso che non è facile per tutti organizzarlo e mantenerlo, ma va protetto e difeso: prefigetevi, quindi, l’obiettivo di renderlo vivo perché giocare con i nostri figli ci permette di vivere con spensieratezza la famiglia, è condivision, unione e conoscenza.

Non si smette di giocare quando si diventa vecchi ma si diventa vecchi quando si smette di giocare. Ricordatelo!

Con la supervisione di:

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea Vania Pediatra