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Psicologia

Le paure dei bambini: come riconoscerle e affrontarle

Tra le paure dei bambini sono ricorrenti: la paura dell'estraneo, dell'abbandono, della notte, del buio, dell'altezza, delle aggressioni, come superarle.

Pubblicato il 07.01.2025 e aggiornato il 04.02.2025 Scrivi alla redazione

La paura è un’emozione che può essere scatenata da un ambiente, da un evento, da un’impressione, da una cosa, da una persona, da una sensazione o anche da un pensiero intrusivo o da una immaginazione.

Fuori dalle risposte istintuali, il bambino sperimenta i primi sentimenti di paura già prima dell’anno di vita. Per esempio, intorno ai 6-8 mesi il bimbo è diffidente verso l’estraneo e tra i 9 mesi e l’anno può manifestare la paura dell’abbandono; intorno ai 15 mesi è ricorrente la paura della vasca da bagno; verso i 3 anni è plausibile che il bambino sviluppi la fobia delle aggressioni da parte degli altri bambini; tra i 3 e i 6 anni sperimenta una serie di altre paure, tra le quali la paura del buio, la paura della notte e la paura dei mostri, la paura dell’altezza, di ferirsi o farsi del male.

Le conseguenze della paura

Nella sua qualità di emozione, la paura è un sentire pervasivo che investe tutto il corpo, insiste sui pensieri e sulle reazioni. Vista così, essa è un’esperienza che condiziona i comportamenti e le risposte umane. Comunemente, ansia, senso di insicurezza, rabbia, aggressività, sconcerto, apatia, gelosia o opposizione possono emergere come conseguenze della rabbia e più il soggetto è immaturo più sarà difficile la gestione della paura ed individuarne i fattori scatenanti.

Gestire il sentimento di paura e le sue conseguenze emotive è, quindi, molto complesso per il bambino piccolo che manca di pensiero logico-razionale, di capacità di preventivare il futuro e le conseguenze dei propri comportamenti.

Di cosa ha paura un bambino: le fobie più comuni - alimentazionebambini. It by coop
Di cosa ha paura un bambino: le fobie più comuni – alimentazionebambini.it By COOP

Quali sono le paure più comuni nei bambini

La paura dell’estraneo, quella del distacco dall’adulto di riferimento (mamma o papà) e dell’abbandono, la paura dello shampoo, quella della notte, la paura del buio e di dormire da solo, la paura delle aggressioni e quella dell’altezza, come la paura dei rumori forti, oltre alla paura dei cani o di altri animali morsicatori sono tra le paure più comuni nella prima infanzia.

A queste si possono associare altre paure legate a situazioni specifiche, come la paura degli insetti, il timore della scuola o di alcune maestre, la paura di esibirsi in pubblico, eccetera. In ogni caso, è facile che le paure provengano da una esperienza traumatica o da una mancanza di familiarità con determinate situazioni.

La paura dell’estraneo

Tra i 6 e i 12 mesi di vita del bambino il mondo intorno a lui letteralmente si allarga e questo dipende dalla acquisizione di autonomie motorie e competenze esplorative: il bimbo si muove nel mondo allontanandosi dagli adulti di riferimento.

Da un lato il piccolo esploratore cerca autonomia, dall’altro ritorna naturalmente nelle braccia della mamma o del papà e le richiede ogni volta che si sente smarrito o spaventato. In questo clima, in cui la relazione di cura è fatta di emancipazioni e ritorni, ogni adulto diverso dalle figure familiari può rappresentare agli occhi del bambino una minaccia sconosciuta.

La paura della vasca da bagno e dello shampoo

Intorno ai 15 mesi, molti bambini attraversano la fase della paura della vasca e dello shampoo. Questa è una delle più comuni paure da reazione, ovvero nasce in relazione ad una esperienza sgradevole, per esempio può svilupparla il bambino che ha avuto la sensazione di affogare quando il genitore gli ha bagnato il capo o di cadere all’indietro mentre l’adulto lo sciacquava nella vasca.

La paura del buio e di dormire da solo

La notte e il sonno rappresentano condizioni di abbandono, ovvero il bambino è chiamato a lasciarsi andare e questo processo è confliggente con il bisogno di controllo che il piccolo naturalmente nutre sul suo corpo, sullo spazio, sulle persone, eccetera. Il bimbo, che per tutto il giorno si allena a controllare se stesso e le proprie emozioni e reazioni, nel buio sente il peso dell’incertezza e si percepisce come vulnerabile, tutto ciò perché fisiologicamente deve lasciarsi andare per accogliere il sonno.

Il bambino percepisce come una perdita di controllo il necessario abbandono al sonno, è l'intollerabilità di questa condizione che spesso determina una istintiva resistenza a dormire.

In modo particolare, la paura della notte interessa i bambini tra i 2 e i 6 anni quando il loro potenziale immaginativo è potente e incisivo, ed è, quindi, facile che si figurino mostri e presenze estranee nel buio e nel silenzio notturni.

Paura delle aggressioni

Intorno ai 3 anni il bambino avverte il proprio potenziale aggressivo, ovvero si rende conto di possedere anche questo istinto e di doverlo dominare.

A questa consapevolezza, però, corrisponde la cognizione che anche nell’altro alberghi della aggressività e il piccolo diventa capace di riconoscere il potenziale aggressivo nelle relazioni critiche. È per questo che può sentirsi aggredito o minacciato in un contesto tra pari, in una lite o in una discussione. Più il bimbo è introverso più può rimanere compromesso da tali paure, almeno sotto il profilo socio-relazionale.

È fondamentale consentire ai bambini di relazionarsi tra pari già intorno ai 24 mesi di vita regolando le proprie manifestazioni emotive e comportamentali nell’incontro con l’altro.

Paura delle altezze e paura di ferirsi, cadere o farsi male

Più consapevolezza il bambino assume dello spazio circostante e del proprio corpo, anche in relazione di reciprocità all’ambiente, più riesce e individuare le condizioni di potenziale pericolo e, qualche volta, può manifestare delle paure.

È decisivo l’atteggiamento dei genitori che devono comportarsi come angeli custodi, ovvero osservare le esplorazioni del bambino senza mai sollecitare in lui paure eccessive, ansie, timori di farsi male, eccetera. Ovviamente, ciò senza nulla togliere all’intervento in casi necessari, ovvero quando l’incolumità del bambino sia realmente a rischio.

Di cosa ha paura un bambino: le fobie più comuni - alimentazionebambini. It by coop
Di cosa ha paura un bambino: le fobie più comuni – alimentazionebambini.it By COOP

Come affrontare le paure dei bambini

I genitori non devono stimolare le paure, in questo senso non sono mai ammissibili scherzi spaventosi o traumatizzanti. Ricordate che le funzioni cerebrali del bambino sono lungamente governate dalle risposte emotive.

È essenziale accogliere la paura dei bambini, il suo riconoscimento da parte degli adulti influenza lo sviluppo personale del singolo bambino, lo fa sentire nel giusto, compreso e appoggiato. Perciò, non sminuite mai un bimbo spaventato!

La migliore protezione che un adulto e, in particolare, un genitore può offrire a un bambino spaventato è la comunicazione intesa come la libertà concessa al bimbo di esprimere il suo sentire senza paura del giudizio o di essere respinto.

Tecniche di coping per le paure dei bambini

Anche gli adulti hanno delle personali strategie, in psico-pedagogia le chiamiamo tecniche di coping, per reagire alle paure, all’ansia, allo spavento e al disorientamento che ne conseguono.

In base alla singola paura, possiamo mettere a punto strategie di conforto per aiutare il bambino. Anche il massaggio, la respirazione profonda e le tecniche di auto-rilassamento possono coadiuvare la calma e allontanare le paure dal bimbo.

Noi adulti possiamo esortare i bambini a fare un uso curativo della loro immaginazione, attraverso la tecnica della visualizzazione positiva possiamo insegnargli come sfuggire dal timore figurandosi situazioni positive, si chiama immaginazione in assenza ed è una fantasia rifugio che può tornare utile in molte circostanze, per esempio i risvegli notturni.

Quando ti svegli di notte, chiudi gli occhi e immagina di starmi vicino. Se non dovesse funzionare, potrei sempre chiamarmi e verrò da te!

Il pensiero magico come alleato per allontanare le paure

I bambini sono dotati di un pensiero animistico, cosiddetto pensiero magico, i genitori possono utilizzarlo per filtrare le esperienze spaventose. Per esempio, un oggetto può riempire il vuoto della notte, come accade quando il bambino carica di aspettative magiche un acchiappasogni costruito col genitore, oppure un braccialetto può diventare un amuleto o un oggetto ponte capace di riconnettere il bambino all’adulto durante le comuni separazioni, come le ore di scuola o di lavoro della mamma o del papà.

Il disegno può aiutare i bambini a superare le paure

Un bambino spaventato da qualcosa è un bimbo vulnerabile e potenzialmente esposto a nutrire una angoscia o sviluppare un trauma, piccolo o grande che sia. I genitori devono fornirgli conforto e vicinanza ma anche permettergli di esprimere il proprio sentire e di gestire le emozioni (quelle positive e quelle negative).

Il disegno può rappresentare un canale espressivo: disegnando, a proprio modo, l’accaduto, il ragazzo mette fuori e su carta la sua stessa interpretazione di fatti ed emozioni. Una maniera per esorcizzare le paure può essere quella di strappare il foglio dopo aver completato e commentato il disegno, raccontando al bambino questo rito come un distacco e un allontanamento dalla situazione ansiogena e spaventosa.

Quando cercare aiuto professionale

È consigliabile rivolgersi al Pediatra quando il bambino manifesta paure invalidanti, ovvero capaci di ingenerare quote importanti di ansia, in grado di isolarlo dal gruppo dei pari e di sfiancarlo emotivamente, quando sono ricorsive e determinano crisi acute di pianto o rabbia che non si attenuano nel tempo. Il Pediatra resta il primo referente delle famiglie, saprà indirizzarvi ad un altro professionista.

Con la supervisione di:

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea Vania Pediatra