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Bambini al mare: consigli per una giornata perfetta

Bambini al mare: dal bagno alla puntura di zecca o medusa, consigli di alimentazione e idratazione. Giocare con la sabbia e 5 attività da spiaggia.

Pubblicato il 14.06.2022 e aggiornato il 21.06.2022 Scrivi alla redazione

Estate è sinonimo di caldo, ma anche di vacanze divertimento e fughe dalla città. Per noi genitori questo periodo si traduce anche in una continua ricerca di attività e luoghi a misura di bambino. In questo articolo Alimentazione Bambini mette a disposizione di tutti i suoi lettori suggerimenti e consigli per una giornata al mare con i bambini piccoli e piccolissimi. Cosa ci serve per portare i bambini al mare in sicurezza e soddisfare i bisogni di tutta la famiglia?

Organizzare una giornata al mare con i bambini

Le vacanze in famiglia sono fatte di lunghe giornate al mare con i bambini. L’organizzazione in spiaggia pretende molta cura, stare a mare, infatti, significa:

  • esporsi al sole, quindi avere cura della pelle con una adeguata protezione;
  • restare al caldo per molte ore, quindi stare attenti all’idratazione;
  • fare amicizia con la sabbia e l’acqua, quindi vigilare sul bambino lasciandogli, tuttavia, il giusto spazio sicuro per compiere sue nuove esperienze.

Estate: spiaggia, mare, sole e caldo, quali sono le domande ricorrenti dei genitori

Ma quando è meglio andare in spiaggia e fino a che ora è bene rimanere? E l’alimentazione come deve essere? Bisogna continuare a rispettare la regola dei 5 pasti al giorno, con colazione, spuntino di metà mattina, pranzo, merenda e cena? Quanto tempo bisogna aspettare per fare il bagno dopo aver mangiato? Questo e altro ancora lo abbiamo chiesto alla Dottoressa Margherita Caroli, consulente dell’Unione europea, temporary advisor dell’Organizzazione mondiale della sanità, nonché former president dell’ECOG, l’European Childhood Obesity Group.

Immaginiamo di portare i bambini al mare per una giornata e partiamo dal risveglio: Dottoressa, come dev’essere la colazione

Il latte va benissimo come sempre, ma può essere anche sostituito con uno yogurt alla frutta, un frullato o della frutta fresca. Se si vuole dare il latte, che sia freddo o almeno a temperatura ambiente: il latte caldo quando ci sono più di 30° è una tortura. No, invece, e nella maniera più assoluta, a tè e bevande zuccherate.

A che ora andare in spiaggia e quali accorgimenti prendere a tutela dei bambini

Quanto più piccolo è il bambino, prima si dovrebbe andare in spiaggia in modo da evitare le ore più calde.

La prima cosa da fare? Aprire l’ombrellone! Contro gli effetti nocivi dei raggi solari vanno comunque meglio un cappellino e una maglietta bianca, magari da bagnare di tanto in tanto, piuttosto che quelle creme con protezione +50, che sono appropriate soltanto per chi ha la pelle davvero chiara. In estate i bimbi devono infatti abbronzarsi, perché solo così possono fare il pieno per l’inverno di vitamina D, che serve a calcificare le ossa ed è coinvolta in moltissimi processi metabolici. Certo, con questo non voglio dire che devono stare sotto il sole alle 2 senza protezione.

Al mare con i bambini - alimentazionebambini. It by coop
Al mare con i bambini – alimentazionebambini.it by COOP

Soprattutto nei primi giorni alcuni bimbi hanno diffidenza verso i bagni in mare. Come fargliela superare?

Come sempre: con l’esempio. Non vanno però forzati: i bambini sono molto sensibili agli sbalzi di temperatura e quindi bisogna farli acclimatare piano piano, per esempio facendoli giocare a riva con la palla.

Cibo: dagli spuntini di metà mattina e pomeriggio al pranzo, quando e cosa offrire al bambino?

Gli spuntini certamente vanno fatti, ma non con panini super imbottiti, crackers salati e focacce oleose, che appesantiscono e aumentano la disidratazione. La soluzione migliore è la frutta, dando da bere dell’acqua con un po’ di limone, che la rende più dissetante e permette di recuperare quei sali che si perdono sudando.

Per pranzo io darei sempre qualcosa di fresco: un’insalata di riso o di pasta, una caprese, un panino con le verdure grigliate o con mozzarella e pomodoro e poi ancora tanta frutta. Per esempio, una bella fetta di anguria, una macedonia di pere e pesche, che è buonissima. Lascerei perdere cotolette, paste al forno e parmigiana, così anche chi di solito sta ai fornelli può riposarsi.

Congestione: tutti i genitori si chiedono quanto tempo deve passare dal pasto per fare il bagno

Solo in Italia si crede che si debbano aspettare 3 ore, vero è che noi italiani mangiamo troppo ovunque. Comunque, la risposta giusta non c’è perché dipende da quanto si mangia e da quanto è fredda l’acqua del mare.

Congestione, quanto tempo deve passare tra il pasto e il bagno - alimentazionebambini. It by coop
Congestione, quanto tempo deve passare tra il pasto e il bagno – alimentazionebambini.it by COOP

La differenza di temperatura può infatti indurre una vasodilatazione periferica, che associata alla vasodilatazione viscerale dovuta alla digestione, può provocare un abbassamento della pressione arteriosa e quindi il collasso. Ma se si mangia leggero e non ci si butta in acqua di colpo, il bagno si può fare anche subito. Per stare freschi ci si può anche sedere a riva e lasciarsi bagnare delle onde.

Come dev’essere la cena dopo una giornata a mare?

In estate i bambini hanno meno fame e quindi non bisogna esagerare. Si può preparare della pasta, del pane e pomodoro, un’insalata con patate e fagiolini. Vanno limitate anche le proteine, che affaticano i reni e il metabolismo, aumentando la temperatura.

Può capitare che i bimbi in estate si prendano la febbre, magari per un colpo d’aria o di calore. Come va trattata?

Non bisogna coprirli come in inverno, perché altrimenti la febbre non va via. Il bambino con la febbre è come il caffè nella caffettiera: in inverno il caffè si raffredda in 10 minuti, in estate resta caldo per mezz’ora; allo stesso modo, più è alta la temperatura esterna e meno facilmente si abbassa la febbre.

I bimbi vanno quindi tenuti in un ambiente fresco, certo, non bisogna sparargli addosso il ventilatore o l’aria condizionata. Possono essere rinfrescati magari mettendogli i piedini in una bacinella con acqua fredda o bagnandogli la fronte.

Vacanze al mare con un bambino di meno di un anno: a cosa fare attenzione

In questo caso la protezione diventa più importante e verso le 12-12.30, e comunque quando il bambino dà segni di insofferenza, è bene tornare a casa o mettersi all’ombra in una zona ventilata.

La testa del bambino va tenuta sempre bagnata. Nelle ore più calde consiglio poi di togliere il pannolino, che potrebbe causare infezioni alla pelle, e di usare mutandine o teli di spugna.

Se la mamma allatta deve portarsi tanta acqua in modo da recuperare i liquidi, anche perché con il caldo il bambino tenderà a poppare di più.

A cosa prestare attenzione in spiaggia e in acqua - alimentazionebambini. It by coop
A cosa prestare attenzione in spiaggia e in acqua – alimentazionebambini.it by COOP

A cosa prestare attenzione al mare: ne parliamo col Prof. Andrea Vania, Pediatra, docente universitario e responsabile del Centro di Dietologia e Nutrizione Pediatrica del Dipartimento di Pediatria della Sapienza Università di Roma.

Professore, in spiaggia capita di imbattersi nelle zecche. Come evitarle?

Proteggersi dalle zecche è impossibile. Sono insetti attratti da animali a sangue caldo e passano, per esempio, dai cani all’uomo direttamente. Spesso però sostano in attesa sull’erba o su qualche arbusto, ma in estate non possiamo certo tenere un bambino lontano da un prato.

L’importante è sapere che se si viene punti la zecca non va tirata via a secco, ma bisogna prima ucciderla per evitare che rimanga dentro la pelle il rostro, attraverso il quale vengono trasmesse pericolose infezioni, soprattutto le rickettsiosi.

Per uccidere una zecca basta soffocarla, coprendola con un batuffolo di cotone o una compressa di garza impregnati d’olio. Una volta fatto, la zecca si staccherà da sola.

Cosa fare invece per proteggersi dalle meduse?

Di meduse ne esistono di vari tipi, alcune molto velenose, altre meno. Nei nostri mari non ci sono però meduse davvero pericolose. Al bambino va insegnato a star loro alla larga se le vede in acqua perché al contatto rilasciano delle tossine urticanti e ustionanti.

Nonostante questo, però, molte sono totalmente trasparenti o contorniate semplicemente con un bordino azzurrastro o violaceo difficile da vedere mentre si nuota. Nel caso di contatto basta lavare la lesione con abbondante acqua fredda oppure, se si ha, usare un gel astringente al cloruro di alluminio, che si trova in farmacia ed è bene avere con sé anche perché è utile pure per le punture di zanzare. In alternativa si può applicare una crema al cortisone.

Al mare con i bambini, giochi - alimentazionebambini. It by coop
Al mare con i bambini, giochi – alimentazionebambini.it by COOP

5 attività da fare con i bambini al mare con i bambini

Il mare con i bambini è un esperienza sfaccettata: manipolare la sabbia, giocare con l’acqua, incontrare le pietre sotto i piedini si traduce in una serie di esperienze sensoriali. Inoltre esplorare il bagnasciuga vuol dire collocare sulla spiaggia degli oggetti tipici di quel luogo, come le conchiglie o le pietre, imparando, così, che sono elementi caratterizzanti.

Invitato a disegnare la sua giornata al mare, tuo figlio, riporterà tutti questi elementi sul foglio e li fisserà nella sua mente. In questo modo cresce in esperienza e in intelletto. 

Durante queste giornate, passeggiare a piedi nudi vuol dire apprendere le consistenze diverse non solo al tatto della mano ma anche sotto la pianta del piede. Questo aiuterà a costruire nuovi equilibri e assaporare nuove emozioni: fin quando i piedini restano nelle scarpe il bambino non sa quanto possa essere caldo un manto di sabbia!

1. Costruire castelli di sabbia

Il più classico dei giochi da spiaggia è senza dubbio la costruzione di castelli di sabbia, dai più semplici, per intrattenere i bambini piccoli al mare, sino ai più complessi ed elaborati per coinvolgere anche i ragazzi più grandi.

Sin dalle formine, che consentiranno al piccolo di creare simpatiche ambientazioni e storie, la manipolazione della sabbia in spiaggia è una attività sensoriale fonte di moltissime emozioni tattili.

Care mamme e cari papà, non abbiate paura della sabbia: i bimbi felici sono quelli che si sporcano! Per i piccoli è importantissimo manipolare, le competenze acquisite attraverso l’uso delle mani sono di supporto allo sviluppo della motricità fine (ovvero la motricità degli arti superiori e delle mani, indispensabile anche per le competenze di disegno prima e scrittura poi). Pertanto nella borsa del mare non possono mai mancare secchiello, rastrello e paletta!

È consigliabile che i piccolini indossino sempre il costume da bagno mentre giocano sulla sabbia, ciò non per pudicizia ma per igiene, infatti è preferibile tenere le parti intime del bambino asciutte e pulite. Inoltre è preferibile che i bambini giochino sempre sotto l’ombrellone dove sono protetti da una eccessiva esposizione ai raggi solari.

2. Realizzare una pista per le biglie

Un altro dei grandi classici dei giochi da spiaggia, che si tramanda da generazioni in generazioni, è il gioco delle biglie.

Coinvolgere i bambini è molto semplice: si parte con la creazione di un percorso, fatto di curve, rettilinei, salite e discese e anche qualche buca (per rendere il gioco più interessante) per passare poi alla vera e propria gara, che consisterà nel mettere ai nastri di partenza tante biglie quanti sono i giocatori e colpirle facendo scattare l’indice sul pollice (la cosiddetta schicchera). A vincere sarà chi riuscirà a finire il percorso nel minor tempo possibile.

3. Esplorazione in spiaggia: cercare conchiglie

Un passatempo rilassante e divertente da fare sulla spiaggia con i bambini è quello di cercare insieme delle conchiglie, specialmente sul bagnasciuga. Sarà un bel modo per collezionare ricordi da rivedere con nostalgia in inverno, creare dei piccoli manufatti o decorazioni, o anche semplicemente distrarre i bambini facendoli camminare e vedere nuovi volti e ambientazioni.

Inoltre la raccolta di conchiglie o anche sassi supporta il bambino nella comprensione dell’ambiente circostante e della sua complessità: il pensiero maturo lavora per associazioni, il piccolo che impara ad associare le conchiglie all’acqua e i sassi alla spiaggia costruisce piano piano il suo concetto astratto di mare, di spiaggia, di lido e persino di vacanza.

4. Organizzare una caccia al tesoro

Se volete coinvolgere i bambini in qualcosa di più intrigante, soprattutto in presenza di gruppi di fratellini e cuginetti o amichetti da spieggia, uno spunto interessante è quello di organizzare la classica caccia al tesoro, che consisterà nel nascondere sotto la sabbia elementi tipici del luogo: conchiglie, sassolini, foglie e piccoli oggetti (se possibile non di valore, dal momento che potrebbe essere difficili ritrovarli!).

Il consiglio è quello di organizzarla nelle ore più fresche della giornata, per evitare che la sabbia scotti e, se si ha a che fare con bambini più grandi, di arricchirla con indizi da decifrare e con premi un po’ più sostanziosi.

5. Passeggiare sul bagnasciuga

Sembra un’attività noiosa rispetto agli altri giochi proposti, eppure camminare insieme a bambini sul bagnasciuga o nell’acqua molto bassa della riva è molto rilassante e permette a noi e ai bambini di distrarsi, fare un po’ di attività fisica, nonché di far riposare piedi e caviglie.

Occhiali da sole per bambini piccoli: sì o no?

L’occhiale da sole rappresenta una protezione: esattamente com’è per la pelle quando la schermiamo con la crema o con la maglietta bianca bagnata, la lente difende gli occhi dei bambini. L’importante è scegliere un occhiale a misura di bimbo, leggero e di materiali di alta qualità.

Il sole può essere molto fastidioso per la vista, che qui va intesa anche pedagogicamente come presa di coscienza del mondo: quando il bambino è infastidito dal sole ha più difficoltà a godersi le esperienze in cui è calato, nei bambini piccoli può essere disturbante anche se, per esempio, stanno giocando con la sabbia o esplorando la spiaggia.