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Stili di vita

Tutti i benefici di prendere il sole e come farlo in modo sicuro

I 5 motivi per cui fa bene prendere il sole, e tanti consigli pratici su quando e come prenderlo senza danneggiare la nostra pelle e quella dei nostri bambini.

Pubblicato il 01.08.2020 e aggiornato il 23.06.2021 Scrivi alla redazione

Il sole è una medicina naturale e, come ogni medicina, va usata con gradualità e nelle giuste dosi.

Fino a qualche decennio fa questi benefici effetti erano scontati: i nonni lavoravano la terra, gli adulti si muovevano a piedi, i bambini scorazzavano in bicicletta e giocavano per strada. L’industrializzazione, che tanto ha modificato, peraltro per molti aspetti anche in meglio, il nostro stile di vita, ha fatto dell’uomo uno stanziale-pantofolaio-casadipendente, a cui anche l’esposizione al sole va prescritta come fosse una medicina.

Perché è importante esporsi al sole?

  1. perché migliora l’umore: la luce solare, soprattutto del mattino, stimola il sistema neuroendocrino, in particolare aumentando la produzione di serotonina che è un importante neurotrasmettitore deputato al controllo dell’umore. È ormai certa l’azione benefica della serotonina nelle depressioni stagionali, particolarmente frequenti nelle popolazioni nord-europee, che compaiono verso ottobre per poi peggiorare sensibilmente durante l’inverno. Così come è certo che ha un effetto benefico su irritabilità e ansia.
  2. perché allevia le contratture muscolari: il calore agisce come miorilassante in molte malattie infiammatorie.
  3. perché è un utile coadiuvante in alcune malattie della pelle: emblematico l’esempio delle lesioni psoriasiche, ma anche negli eczemi e, se usato con attenzione anche nell’acne offre grandi benefici. Peraltro la sua influenza sull’insorgenza del melanoma è stata molto ridimensionata.
  4. perché aiuta a controllare il peso: direttamente attraverso l’aumento della serotonina che sembra avere anche l’effetto di ridurre l’appetito, e indirettamente perché la voglia di spogliarsi evidenzia rotondità sapientemente nascoste dagli abiti invernali. Inoltre la presenza del sole invita ad una bella passeggiata e favorisce il gioco all’aperto.
  5. perché produce al contatto con la pelle la vitamina D: la quasi totalità della vitamina D presente nell’organismo è prodotta grazie al sole, che attiva un precursore presente nella pelle che è in grado poi di regolare diverse funzioni del nostro organismo. Infatti, oltre alla conosciutissima azione sulla fissazione del calcio alle ossa, la vitamina D sta acquistando sempre più importanza in diversi meccanismi biologici in cui sarebbe coinvolta dato che i suoi recettori sono presenti in tutto l’organismo, per cui una sua carenza potrebbe essere corresponsabile di diverse patologie e perfino dell’insorgenza di vari tipi di cancro.

E d’estate?

Non importa dove abbiamo scelto di andare in vacanza, mare o montagna, il sole non è cambiato in questo anno e con esso nemmeno la nostra pelle i dubbi sono sempre gli stessi:

Vero o falso? Verità e leggende metropolitane sull’esposizione al sole

  1. FA BENE IL SOLE? VERO
  2. DEVO PROTEGGERMI DAL SOLE? VERO
  3. I RAGGI UVA E UVB SONO LA STESSA COSA? FALSO
  4. LE CREME SOLARI SONO TUTTE UGUALI? FALSO
  5. SE HO LA CARNAGIONE SCURA NON DEVO PROTEGGERMI. FALSO
  6. SE METTO LA CREMA POSSO ESPORRE AL SOLE I NEONATI? FALSO
  7. L’OMBRELLONE PROTEGGE DAL SOLE, E NON MI COLPISCE. FALSO
  8. GLI OCCHIALI DA SOLE SONO UN VEZZO. FALSO
  9. ESPORSI AL SOLE NELLE ORE PIÙ’ CALDE È PERICOLOSO. VERO
  10. AL SOLE MEGLIO UN GELATO CHE RINFRESCA… FALSO

I raggi UVA e UVB

I raggi solari sono composti da raggi ultravioletti B, con lunghezze d’onda più corte (“raggi UVB”), e da raggi ultravioletti A, con lunghezze d’onda maggiori (“raggi UVA”). L’infiammazione della pelle («scottatura solare») e il conseguente arrossamento della pelle (“eritema”) sono causati principalmente dai raggi UVB. Sebbene i raggi UVB costituiscano il principale fattore di rischio di cancro, non va trascurato il rischio rappresentato dai raggi UVA. I raggi UVA causano inoltre un invecchiamento prematuro della pelle. L’esposizione al sole durante l’infanzia è un fattore importante per lo sviluppo del cancro della pelle in età più avanzata. E’ dunque importante che i prodotti per la protezione solare non diano l’impressione di garantire una protezione sufficiente per neonati e bambini piccoli.

Come prendere il sole in modo sano e sicuro

  1. Gradualità, gradualità e ancora gradualità, nessuna raccomandazione è più importante di questa!
  2. La protezione solare è indispensabile per schermare i raggi UVA/UVB e bisogna applicarla almeno 20 minuti prima dell’esposizione al sole (mare, montagna e città!). Le creme solari non sono tutte uguali: per avere queste caratteristiche preventive i prodotti per la protezione solare devono proteggere tanto dai raggi UVB quanto da quelli UVA. Benché́ il fattore di protezione solare si riferisca unicamente alla protezione dai raggi che causano l’eritema, vale a dire principalmente dai raggi UVB, i prodotti per la protezione solare dovrebbero pertanto garantire una protezione dai raggi UVB non meno che UVA.
  3. La legge italiana (ed europea) disciplina la composizione e l’uso delle creme protettive, quindi non facciamoci ingannare da parole come: schermo totale oppure waterproof, non esistono creme con queste caratteristiche ed è proibito dalla legge ingannarci facendoci credere che esiste una crema Super che resista tutto il giorno e che ci protegga da tutti i danni da raggi UVA/UVB.
    Esistono 4 categorie di protezione: bassa (SPF 6-10), media (SPF 15-25), alta (SPF 30-50), molto alta (SPF 50+); ma è fondamentale sottolineare che le creme con fattore minore di 15 non possono essere considerate protettive: non usiamole a nessuna età.
    La crema protettiva non è una crema cosmetica di bellezza e non ma un vero e proprio dispositivo e deve essere scelta con cura. È raccomandato l’uso delle creme protettive aumentando progressivamente i tempi di permanenza diretta al sole. Infine, ricordiamo che le creme solari hanno una scadenza, in genere 1 anno dall’apertura (indicazione ben diversa da quella indicata sul tubetto, che si riferisce al prodotto integro). Non è una sciocchezza, i fattori protettivi perdono efficacia da un anno all’altro!
  4. La pelle va protetta comunque, indipendentemente dal colorito (o fototipo), i danni diretti dei raggi UV vanno ben oltre il nostro incarnato; se abbiamo la pelle chiarissima oltre alla protezione sarà utile indossare indumenti (leggeri, traspiranti e di colore chiaro) durante la permanenza al sole, almeno per i primi giorni, se abbiamo qualche cicatrice recente o qualche ferita non perfettamente guarita meglio evitare l’esposizione al sole,
  5. I bambini piccoli piccoli (fino a 36 mesi) non devono essere esposti direttamente al sole, non si possono nascondere sotto l’ombrellone (in spiaggia o in montagna o in città), essi devono essere tenuti in casa nelle ore più calde del giorno oppure preferire passeggiate in luoghi ombreggiati (boschi, parchi, fitte pinete..).
  6. Non facciamoci ingannare dal cielo nuvoloso…il sole esiste dietro le nuvole e le precauzioni vanno applicate comunque, nessun ombrellone o tendaggio può schermare i raggi solari. Quindi non possiamo ricevere protezione da un ombrellone o altre strutture all’aperto.
  7. Sarebbe meglio abituare i bambini (anche piccoli) a indossare sempre gli occhiali da sole, con filtri solari efficaci e non specchiati.
  8. Per rinfrescarci nulla è meglio dell’acqua, le bibite zuccherate ad esempio non dissetano il nostro corpo, perché lo zucchero in esse contenuto è in elevata concentrazione e produce altro “calore” durante la digestione.  Non dobbiamo improvvisare la dieta di una giornata al mare, sia per i grandi che per i piccini, perché il corretto equilibrio tra i componenti dietetici essenziali va rispettato anche se modifichiamo i nostri orari. Preferiamo sempre la frutta fresca ai succhi di frutta.

Quando esporsi al sole?

Tutte le volte che si può e che se ne sente il bisogno. Meglio però al mattino e nel tardo pomeriggio, evitando le ore più calde della giornata. Non è necessaria una esposizione continuata, il generoso sole è in grado di produrre la quantità di vitamina D necessaria all’organismo anche con tempi di esposizione minimi: bastano infatti 15-20 minuti al giorno per almeno 4 giorni alla settimana. Nessuna utilità, ai fini della produzione della vitamina D, viene dall’esposizione attraverso i vetri delle finestre, che bloccano i raggi UV induttori della sua sintesi. Aprire le finestre al mattino e farsi piacevolmente avvolgere da un bagno di luce è la prima regola di vita che favorisce anche una buona igiene ambientale!

A che ora prendere il sole d’estate?

La mattina presto e nel tardo pomeriggio: MAI esporsi al sole dalle 11 alle 17, questa dovrebbe essere una pratica condivisa a tutte le età, per evitare danni da sole: ustioni, colpo di calore e danni permanenti (anche gravi) alla pelle.

In conclusione possiamo affermare che: il sole è una medicina naturale, se usata con gradualità e nelle giuste dosi, fondamentale per il mantenimento di un buono stato di salute a costo zero.

Faq

Domande frequenti

Quando esporsi al sole?

Tutte le volte che si può e che se ne sente il bisogno. Meglio però al mattino e nel tardo pomeriggio, evitando le ore più calde della giornata. Non è necessaria una esposizione continuata, il generoso sole è in grado di produrre la quantità di vitamina D necessaria all’organismo anche con tempi di esposizione minimi: bastano infatti 15-20 minuti al giorno per almeno 4 giorni alla settimana. Naturalmente aprire le finestre al mattino e farsi piacevolmente avvolgere da un bagno di luce è la prima regola di vita che favorisce anche una buona igiene ambientale.

Come esporsi al sole?

Con la supervisione di:

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea Vania Pediatra