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Stili di vita

Nido sì o no? Cos’è un nido d’infanzia 3-36 mesi

Il nido d'infanzia (o asilo nido) è un servizio educativo rivolto alla prima infanzia, accoglie, infatti i bambini dai 6 mesi ai 3 anni d'età.

Pubblicato il 10.11.2025 e aggiornato il 21.11.2025 Scrivi alla redazione

Il nido d’infanzia (o asilo nido) è un servizio educativo rivolto alla prima infanzia, accoglie infatti i bambini dai 6 mesi ai 3 anni d’età; per ispirazione e mission il nido è anche un servizio sociale poiché mette a disposizione dei genitori lavoratori un ambiente sicuro, accogliente, affettuoso e stimolante a cui affidare il bambino.

Il nido può essere il primo luogo del mondo in cui il bambino si mette alla prova dopo e fuori dalla famiglia e dalla propria casa. Ciò significa anche che le educatrici del nido possono diventare le prime figure di riferimento del bambino estranee alla cerchia familiare. Già solo questo rende il nido d’infanzia un luogo in cui nelle mani degli adulti si concentrano moltissime responsabilità e possono essere offerte al bambino altrettante possibilità.

In che modo il nido può contribuire alla crescita di mio figlio? Perché dovrei iscriverlo?

Tutti i genitori (o quasi) si interrogano o si sono interrogati sul contributo educativo degli asili nido nella crescita dei propri figli, dalla risposta che le famiglie danno a questa domanda dipende la frequentazione o meno del bimbo.

Winnicott, nell’opera intitolata “Gioco e realtà”, consegna al tempo del gioco quella che di fatto è la sua importanza: nello spazio-tempo del gioco il bambino si disvela, qui si emancipa dalle figure di riferimento e sperimenta se stesso nel corpo e nei bisogni (fisici ed emotivi che siano). Al nido, durante le sperimentazioni di gioco (libero e guidato), il bambino, lontano dalle figure di riferimento e non ammettendo intrusioni, incomincia il suo percorso verso l’autonomia.

La scuola è il primo contributo che puoi dare alle autonomie del tuo bambino.

In questo senso il gioco definisce un’area intermedia tra il bambino stesso e il mondo esterno, Winnicott l’ha definita area transizionale. È qui che i bambini più piccoli possono scoprirsi sicuri grazie all’ausilio di oggetti di transizione, come un peluche o una bambolina di pezza che tendenzialmente diverranno, per il tempo necessario all’emancipazione, una propaggine della casa e del suo ambiente affettivo, propaggine che il bimbo porterà con sé nel mondo. Spesso i bimbi piccoli (tra i 6 e i 36 mesi) portano a scuola un oggetto ponte e, altrettanto spesso, si emancipano da esso dopo il completo inserimento scolastico.

Ciò equivale a dire che la vita scolastica fortifica le sicurezze dei bimbi.

Da operatrice dell’infanzia e maestra di nido, mi sento di sottolineare che nidi e ludoteche di infanzia (con struttura e protocolli di nido) rappresentano quei luoghi in cui il gioco diventa strumento di autonomie e di transizione dalla casa al mondo.

La frequentazione del nido permette al bambino di sperimentare, affrontare, imparare a gestire e regolare i sentimenti di ansia, le prime frustrazioni sociali e relazionali e il distacco dagli adulti di riferimento.

A che età si va a scuola - alimentazionebambini. It by coop
A che età si va a scuola – alimentazionebambini.it by COOP

Da che età è consigliata la frequentazione del nido?

L’inserimento al nido è consigliabile a partire dai 12-18 mesi in poi, ovvero da quando il bambino divezzo o semi-divezzo:

  • inizia a mostrare curiosità verso il mondo esterno;
  • dispone di una embrionale capacità adattativa che gli consente di trarre i maggiori benefici da nuovi ambienti e nuove persone;
  • è padrone di una motricità già sicura grazie alla quale potrà gestire meglio l’ambiente condiviso oltre che nuovo.

Ciò non toglie che i nidi d’infanzia siano studiati per accogliere i bambini già dai 3-6 mesi di vita e che l’impronta formativa sia valida anche su bimbi così piccini. Come servizio sociale, un’offerta formativa e di accoglienza a partire da questa fascia d’età va a vantaggio delle esigenze e dell’organizzazione pragmatica delle famiglie e garantisce alle mamme lavoratrici di sostenere gli impegni economici e produttivi del lavoro.

Benefici dell'asilo nido - alimentazionebambini. It by coop
Benefici dell’asilo nido – alimentazionebambini.it by COOP

Benefici del nido: obiettivo formativo, finalità e socializzazione

Al nido d’infanzia i bambini sono stimolati a socializzare con altri bambini e adulti, di conseguenza, sono stimolati a parlare, in questo senso il nido ha tra i suoi obiettivi formativi lo sviluppo delle competenze emotivo-relazionali e di quelle linguistiche.

I giochi messi a disposizione dell’utenza sono specifici per stimolare le finestre di apprendimento proprie dell’età infantile, pertanto le esperienze di gioco affrontate al nido stimolano le competenze cognitive nonché le competenze motorie dei piccoli. Giocando con materiali e in modi appropriati e finalizzati, i bambini affinano la coordinazione, l’equilibrio, la percezione corporea, l’orientamento nello spazio.

La separazione dai genitori e dalle figure di riferimento, nonché l’incontro con l’altro e, più in generale, l’uscita dalla propria zona di comfort stimolano lo sviluppo emotivo del bambino, l’autonomia, l’autoefficacia e l’autostima.

Inoltre, la scuola ha regole precise e una routine quotidiana che scandisce le abitudini dei bimbi giorno dopo giorno. Partecipando alla routine del nido il bambino diventa naturalmente più propenso alla metabolizzazione delle regole domestiche e quotidiane (quando ben poste e ben tradotte in routine).

In conclusione, un buon ambiente scolastico è di supporto al sano sviluppo psico-fisico del bambino.

Cosa si fa al nido? - alimentazionebambini. It by coop
Cosa si fa al nido? – alimentazionebambini.it by COOP

Cosa si fa al nido

Al nido i bambini sono coinvolti in sessioni di gioco libero e strutturato. Molti servizi offrono spunti esperienziali, personalmente ho una formazione montessoriana che metto in pratica nelle strutture in cui presto servizio, i miei bambini lavorano con giochi in legno, manipolano incastri, costruzioni impilabili, fanno travasi, impastano, colorano e liberamente si immergono in giochi di finzione. Anche la psicologia dell’infanzia supporta l’approccio educativo esperienziale, il corpo partecipa agli apprendimenti e gli apprendimenti di esperienza sono un importante contributo allo sviluppo del pensiero a livelli sempre più strutturati e complessi.

Non mancano sessioni guidate e libere di attività motorie, per esempio percorsi con birilli, tubi, ostacoli e cerchi, ma anche sessioni di movimento libero, per esempio il gioco libero con la palla.

L’arte esercita un potere generativo sui bambini, pertanto non c’è nido d’infanzia in cui i bimbi non si mettano in gioco in laboratori creativi con diverse tecniche, per esempio pittura a dito, collage, tempere, pitturazione con tamponi, eccetera.

Ha un ruolo cruciale anche la musica: il bambino che ascolta la musica impara il tempo del silenzio, quello del messaggio musicale sussurrato e la gioia della musica che risuona. È assai trascurato il fatto che la musica è una forma comunicativa limitrofa al linguaggio e sostiene la comprensione del ritmo, complessivamente inteso, ma anche quella delle pause e dei silenzi predisponendo persino all’ascolto attivo e sensibile.

Da un punto di vista psicologico, è auspicabile che ai bambini del nido venga data anche la possibilità di travestirsi, recitare, fingere. Questi giochi di messa in scena aiutano il bambino a calarsi nei panni dell’altro. Via libera anche ai teatrini di marionette.

Al nido trovano spazio le prime esperienze di lettura e ascolto di storie; non è secondario che, a differenza della lettura domestica e della favola della buonanotte, qui si tratti di esperienze corali. La lettura non è mai un’attività passiva! Letture di qualità supportano le competenze cognitive del bambino e, se psicologicamente e pedagogicamente orientate, aiutano la costruzione di salde scale valoriali. Ciò senza considerare che leggere è un’esperienza che attiva una pluralità di competenze nel bambino: ne arricchisce il linguaggio e lo stimola a parlare, gli permette di immaginare e persino di superare angosce e paure, gli consente l’accesso pacifico a esperienze difficili e favorisce la comprensione dei vissuti e la generalizzazione degli apprendimenti.

Leggere è cibo dell’anima, il contributo di Alimentazione Bambini by Coop

Quella della lettura è un’attività con un fine ampio e alto che andrebbe favorita nel quotidiano anche a casa, Alimentazione Bambini mette a disposizione delle famiglie una categoria dedicata agli albi illustrati e più guide scaricabili dedicate alla lettura, si rinvia a queste produzioni per gli approfondimenti sul tema.

Non tutti i servizi educativi godono di aree preposte alle attività all’aperto come la cura dell’orto o il giardino. Ove possibile, preferite strutture che consentano l’outdoor.

Quando evitare la frequentazione dell'asilo nido - alimentazionebambini. It by coop
Quando evitare la frequentazione dell’asilo nido – alimentazionebambini.it by COOP

Quando è sconsigliata la frequenza di un asilo nido

La frequenza al nido può essere sconsigliata quando il bambino ha problemi di salute che richiedono attenzioni particolari, in caso di bambini immunodepressi o su indicazione del pediatra quando il piccolo si ammala frequentemente e seriamente.

In presenza di forti stress o cambiamenti importanti il nido può essere sospeso per un breve periodo di tempo e col fine di garantire al bimbo di ristabilire il suo equilibrio domestico, ciò può accadere, per esempio, in caso di trasloco, nascita di un fratellino o di un lutto sentito in famiglia.

Con la supervisione di:

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea Vania Pediatra