Inserimento e ansia della mamma che soffre la separazione
I genitori possono provare una più o meno accentuata ansia da separazione. Consigli pedagogici rispetto all'inserimento al nido o all'asilo.
Comunemente, nei primi mesi di vita genitore e bambino vivono in stretto contatto. L’intensità della relazione che si instaura tra loro è reciproca, ciò per quanto agli occhi del mondo sia solo (o maggiormente) il bambino a dipendere dal genitore e ad attaccarsi a lui.
In realtà l’attaccamento si sviluppa in modo bi-direzionale: il bimbo si lega sia alla mamma che al papà, anche se in misura diversa a seconda dei singoli casi, e ciascun genitore, per parte sua, costruisce col figlio la propria relazione sperimentando un legame unico e fortemente pervasivo. Pertanto, all’atto del primo distacco il piccolo-grande dolore che ne consegue non appartiene solo al bambino ma coinvolge anche i genitori.
Ansia da separazione
Il Dottor T. Berry Brazelton ne parla nel suo manuale di parenting, Il bambino da 0 a 3 anni, Bur Rizzoli Editore: “Dietro ogni intenso attaccamento si cela la profonda paura della perdita” e questo, seguendo il ragionamento del celebre Pediatra, vale anche rispetto al legame che il genitore costruisce col figlio, ovvero anche la mamma e il papà possono essere animati da sentimenti di smarrimento e timore della perdita. Ovviamente l’esperienza del primo distacco è, in questo senso, la più intensa.
Per l’adulto che soffre particolarmente la separazione lasciare il bimbo alle cure di qualcun altro può apparire come insopportabile. Qualche volta i genitori possono essere animati da sentimenti contrastanti: da un lato la pena del distacco e dall’alto un senso di liberazione e gratificazione che spesso coincide con il recupero di un po’ di autonomia, anche solo quella necessaria per ritornare a lavoro.
Consigli per una buona relazione tra Maestre e-o Educatrici e genitori
Ai genitori accade fin troppo spesso di essere giudicati come eccessivi, inappropriati o sbagliati, il giudizio può provenire da molte parti, anche da chi si prende cura del bambino. Simili giudizi scatenano nei genitori emozioni dolorose come sentimenti di ansia, sensi di colpa, frustrazioni e mortificazione.
Le mamme e i papà che avvertono di essere giudicati, se non condannati, assumono posizioni rigide, respingenti e tendono a chiudersi. Pertanto, se il giudizio proviene dall’insegnante o dall’educatore già di per sé basta a inficiare una relazione cooperativa e dialogante.
Lasciare il bambino nelle mani di un’altra persona stimola emozioni ancestrali che nelle mamme e nei papà partono sempre dall’intensità dell’attaccamento sviluppato e curato sin dalla nascita del figlio. L’ingresso alla scuola dell’infanzia pretende, perciò, un ambientamento condotto con attenzione e cura sia verso il bambino che verso i genitori.

Quali sono i sentimenti del genitore in fase di inserimento al nido o all’asilo?
Ogni mamma ed ogni papà potrà provare:
- fastidio;
- diffidenza verso la maestra o le educatrici,
- solitudine;
- senso di colpa;
- senso di vuoto nelle ore del distacco.
Nessuno di questi sentimenti va respinto nè qualifica il genitore come ansioso. A riguardo del sentimento di diffidenza, va chiarito che avvertire sé stessi come diffidenti verso Maestre ed Educatrici non deve mettere a disagio il genitore, può essere una reazione normale allo stress da separazione dal bambino e comunemente è un sentimento del tutto transitorio che si assorbe con la conoscenza.
Tuttavia, la diffidenza del genitore verso chi si prende cura di suo figlio va contestualizzata ed è sempre molto importante essere consapevoli della naturalezza di questo processo perché solo riconoscendolo sarà possibile gestirlo e non lasciare che al bambino arrivino segnali contrastanti o confondenti.
Mi fa arrabbiare l’idea di non poter stare con mio figlio, ma devo lavorare
Le mamme costrette a separasi dal bambino per ragioni di necessità economica e lavorativa potrebbero provare persino rabbia o senso di impotenza e per loro potrebbe essere anche molto difficile recuperare le abitudini lavorative e sociali che prima del parto erano, invece, consuete.
Genitore che soffre la separazione – Maestre ed Educatrici che lavorano con i bambini: la relazione tra le parti
Educatrici e Maestre dovrebbero dare cittadinanza alla sofferenza dei genitori. Bisogna considerare che le conseguenze di una eccessiva quota di ansia di mamme e papà ricadono sui bambini e ne inficiano non solo l’inserimento ma, più estesamente, anche la relazione con la scuola.
Più il genitore si sente compreso più cala la sua quota di ansia e diminuiscono le sue preoccupazioni.
In questo senso, il primo lavoro delle Maestre e delle Educatrici non è rivolto solo al bambino, che non possiamo considerare come un elemento scisso dalla famiglia, ma si estende a tutto il nucleo familiare. Non a caso l’inserimento fonda sull’ingresso nel mondo scuola di genitore e figlio in affiancamento e si basa sulla trasmissione dal genitore al figlio di un senso di sicurezza.
Sarà sulla base della sicurezza acquisita durante l’inserimento al nido o all’asilo che il bambino incomincerà a riconoscere l’ambiente scuola come familiare.
Cosa dovrebbero fare le insegnati e le educatrici per aiutare le mamme e i papà a gestire l’ansia da separazione durante l’inserimento al nido e all’asilo?
Gli operatori scolastici hanno il compito di non giudicare i genitori, di non farli sentire sbagliati o inopportuni. Piuttosto è compito delle Maestre quello di rassicurare i familiari, accogliere il loro punto di vista e costruire una relazione sana in cui siano ben definiti i reciproci limiti e le reciproche competenze.
L’inserimento non dovrebbe mai essere frettoloso, al contrario, dovrebbe tenere conto delle esigenze individuali ed adattarsi ad ogni singolo caso. La scuola dovrebbe sempre parlare della casa e a casa si dovrebbe sempre parlare della scuola, ovvero i due luoghi affettivi dovrebbero costantemente richiamarsi l’un l’altro.
- Mai negare al genitore il diritto alla sofferenza per il distacco: è normale avere una reazione dolorosa alla prima separazione dal figlio, col tempo il genitore stesso constaterà che il bambino sta bene nel contesto scuola e che ci si può pienamente fidare delle Mestre e delle Educatrici.
- Mai trasmettere un messaggio di contrapposizione scuola – famiglia per cui le Maestre e le Educatrici sarebbero competenti mentre i genitori no.
- Mai rimanere indifferenti dinnanzi ai sentimenti dei genitori che, invece, vanno accolti come base di una relazione costruita su azioni di fiducia.

Inserimento e ansia della mamma o del papà, consigli per i genitori
Ai genitori va chiarito che nessuna relazione che il bambino potrà mai instaurare sarà più pervasiva e forte di quella con mamma e papà, pertanto l’invito è a vivere con fiducia l’ingresso del bimbo nel mondo delle relazioni sociali, a partire dall’esperienza asilo nido. La scuola nulla sottrarrà al vostro legame, anzi è un’occasione di accrescimento.
È bene sapere che i bimbi conservano sempre un alto carico energetico per il momento del ricongiungimento e questo può essere così alto e intenso da dare luogo anche a crisi di pianto quando rivedono i genitori. Pertanto i bambini che piangono dopo la scuola non necessariamente sono stati male o hanno pianto durante le ore scolastiche.
Quando vado a scuola a riprendere mio figlio, lui, nel vedermi, spesso gira la faccia e non mi guarda. Perché fa così?
Tutta colpa delle emozioni che il bambino ancora non sa gestire pienamente! Accade spesso che i bimbi del nido e dell’asilo reagiscano al ricongiungimento col genitore distogliendo temporaneamente lo sguardo, questo atteggiamento non è, come potrebbe apparire, una fuga o una opposizione all’adulto, ma dipende da uno tsunami emozionale che il bimbo avverte in modo travolgente nel rivedere il genitore:
la vista di mamma o papà scatena un'emozione enorme, per gestirla il bambino isola per qualche istante l'immagine del genitore distogliendo lo sguardo, lo fa giusto per il breve tempo che gli occorre per riordinare il proprio sentire emotivo.
Come trasformare l’ansia in punti di forza
In conclusione, il genitore addolorato per il distacco non è un genitore sbagliato o eccessivo, il sentimento di ansia che può nutrire è del tutto comune e consegue alla profondità con cui mamma e papà hanno vissuto la relazione col figlio.
Purché la quota d’ansia del genitore non sia tale da inficiare la sua vita e creare un disagio tangibile nel suo agito quotidiano, casi questi in cui si deve chiedere aiuto a uno specialista, gestire l’ansia può diventare un ottimo modo per conoscere se stessi e affinare le strategie per regolare i propri sentimenti.
Tra partner è bene confrontarsi sul come si vive la separazione dal figlio e darsi reciprocamente appoggio, questo può aiutare a trasformare l’ansia da separazione in occasione di conoscenza e condivisione nella coppia.
Ove il distacco dal bambino si riveli particolarmente doloroso, è consigliabile e dà benefici alla diade mamma-bambino o papà-bambino, ritagliare nell’arco della giornata, e possibilmente in concomitanza col ricongiungimento, dei momenti di intimità esclusiva col figlio, anche solo una passeggiata a cellulare spento, una merendina insieme o venti minuti di lettura condivisa di un albo illustrato.
Anche in presenza di bambini che ancora piangono durante l’inserimento al nido o all’asilo, un valido consiglio è quello di anticipare un po’ la sveglia per costruire in modo routinario momenti di cura prima di lasciare il bambino a scuola.