Sport e bambini: accrescimento e sviluppo tra miti, teorie e realtà
L’intensità e non il tipo di sport praticato, può avere un impatto negativo sulla statura, per questo fino ai 10-12 anni è meglio incoraggiare i bambini ad attività di gioco che ne sviluppino le competenze motorie.
Molta importanza viene attribuita dalla nostra società all’alta statura e alla magrezza. Questo stereotipo viene rinforzato sin dall’infanzia, in famiglia come dai mass media, con un conseguente desiderio, in bambini e adolescenti, di rientrare nel modello. Questo porta spesso a problemi legati all’immagine corporea, come disturbi alimentari o insicurezze legate al proprio aspetto. È importante invece mettere in luce l’importanza della salute e del benessere, piuttosto che del peso ideale dell’adolescente. Promuovere uno stile di vita sano e sostenere l’accettazione di sé stessi può contribuire a contrastare questi preoccupanti trend. Alimentarsi in modo equilibrato dovrebbe essere una priorità per gli adolescenti, invece spesso si cerca di seguire diete estreme per raggiungere l’ideale di bellezza proposto dalla società. Questo può portare a problemi di salute fisica e mentale, e pertanto è importante promuovere un’educazione sana sull’alimentazione per adolescenti, incoraggiando l’accettazione di diversi tipi di corpo e promuovendo uno stile di vita attivo e bilanciato.
Non è infrequente che al medico i genitori chiedano consigli sul tipo di sport più indicato per migliorare l’accrescimento. È comune la credenza che la ginnastica artistica inibisca la crescita, che il nuoto invece “allunghi” o che la danza ritardi la pubertà. Se è univocamente accettato che l’attività fisica è necessaria per garantire un sano sviluppo, non è così facile comprendere quanto questa realmente agisca sulla statura finale.
La crescita è data dalla somma di fenomeni cellulari, biochimici, ormonali e morfologici sulla base di un assetto geneticamente prestabilito (che genitori e adolescenti dovrebbero in qualche modo imparare ad accettare), ma modulato dall’ambiente inteso come nutrimento e stile di vita. La crescita può essere suddivisa in 3 distinti processi: l’accrescimento, lo sviluppo e l’adattamento. L’accrescimento si riferisce alla crescita in altezza e peso, mentre lo sviluppo è legato alla maturazione sessuale e allo sviluppo di caratteristiche sessuali secondarie. L’adattamento, infine, riguarda l’adattamento del corpo ai cambiamenti dell’ambiente e alle nuove esigenze del corpo in crescita. Adolescenti e alimentazione vegetariana possono rappresentare una sfida, poiché è importante assicurarsi di ricevere tutti i nutrienti necessari per la crescita e lo sviluppo. Gli adolescenti che scelgono di seguire una dieta vegetariana dovrebbero essere consapevoli della necessità di integrare la loro alimentazione con fonti di proteine complete, vitamine e minerali essenziali per garantire una crescita sana e uno sviluppo ottimale.
- L’accrescimento (lineare nell’infanzia ed esponenziale in adolescenza) rappresenta l’aumento di altezza, muscoli, ossa e grasso e influenza fortemente le competenze motorie.
- Lo sviluppo è programmato geneticamente con grande variabilità individuale per quanto riguarda inizio dell’età puberale, durata (da 18 mesi a 5 anni) e scatto staturale, che è seguito da quello muscolare e di forza. Le tempistiche nel singolo adolescente, evidentemente, hanno un impatto sulle performance atletiche e sulle competizioni sportive.
- L’adattamento è infine il risultato di fattori esterni piuttosto che genetici e può dipendere appunto dal tipo di attività praticata e dalle abitudini di vita.
Molti sono gli ormoni coinvolti nella crescita, tra questi di maggiore rilevanza è il GH (ormone somatotropo o della crescita). Sembra ormai chiarito che effettivamente la pratica di attività fisica regolare stimoli l’asse GH/IGF-1 con conseguente miglioramento dell’accrescimento e della salute ossea.
Diversamente da quanto si è creduto per anni, ad avere un impatto negativo sulla statura non è tanto il tipo di sport praticato, quanto la sua intensità. Un intenso allenamento per sforzo, frequenza e durata sembra inibire GH e insulina e attivare delle sostanze infiammatorie (citochine, v. IL-1, IL-6 e TNF) che contrastano il fisiologico accrescimento. Questo effetto viene peraltro amplificato se la pratica sportiva ha avuto inizio in tenera età.
Rispetto a certe discipline c’è da dire che i piccoli sportivi possono venire invitati/portati a una restrizione alimentare (con effetti su GH, ormoni sessuali e funzionalità tiroidea, come si osserva anche nelle anoressie nervose o negli stati di malassorbimento), vedasi nelle ballerine per favorire l’armonia fisica, ma anche nei lottatori per rientrare nelle categorie inferiori e avere quindi maggiori possibilità di successo. In questi casi sembrerebbero pesare sullo scarso accrescimento e sul ritardo puberale, più ancora del superallenamento, lo stress e la sottonutrizione.
È pure evidente, e molti altri studi lo confermano con certezza, che la stessa tipologia di sport selezioni bambini e adolescenti in funzione delle proprie caratteristiche fisiche, e non agisca quindi sul target staturale genetico. Ovvero è indubbio che a basket siano facilitati gli alti e nella ginnastica artistica leve più brevi agevolino il movimento, a conferma della validità della vecchia teoria della “selezione sportiva”.
L’opinione emergente, pertanto, è di sconsigliare di intraprendere precocemente (5-7 anni) uno sport in forma agonistica. Fino ai 10-12 anni bisognerebbe incoraggiare i bambini a partecipare a diverse attività che consentano di acquisire varie competenze motorie e un adeguato assetto osteo-muscolare, ma a farlo soprattutto in forma di gioco, prima di dedicarsi interamente e intensamente ad una singola disciplina.
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