Coliche del neonato: cause, prevenzione e come calmarle
Le coliche sono contrazioni della muscolatura involontaria della parete intestinale, probabilmente determinate da una eccessiva quantità di aria incamerata e causano una esperienza dolorosa. Le coliche del neonato o del lattante si manifestano all’incirca nel 5-30% dei bambini nei primi mesi di vita.
Delle coliche i genitori conoscono la reazione del bambino, ovvero l’intenso pianto di dolore del neonato e del lattante (si definisce lattante un bambino dopo i 28 giorni di età). Ma cosa sono le coliche del neonato e del lattante e quale causa hanno? Le coliche del neonato o del lattante sono comuni e si manifestano all’incirca nel 5-30% dei bambini nei primi mesi di vita.
Le coliche sono contrazioni della muscolatura involontaria della parete intestinale, probabilmente determinate da una eccessiva quantità di aria incamerata e causano una esperienza dolorosa.
Più il bambino è piccolo e inesperto più il dolore genera frustrazione e spavento, il bebè piange disperatamente in reazione a tutte queste sensazioni avverse (dolore, paura e frustrazione).
- Cosa causa le coliche del neonato e del lattante
- Sintomi visibili delle coliche del neonato
- Come capire se un neonato ha le coliche
- Dolore addominale, quando consultare immediatamente il Pediatra
- Colore delle feci e coliche
- Coliche nei neonati prematuri
- Coliche e allattamento al seno o con latte artificiale (o in formula)
- Quando iniziano a presentarsi le coliche
- Coliche del neonato, i rimedi
- Cosa fare se il bambino ha le coliche in atto
- Esistono farmaci per alleviare le coliche gassose?
- Come evitare le coliche?
- Massaggiare l’addome può servire?
- Latte in formula anti-coliche
Cosa causa le coliche del neonato e del lattante
La causa scatenante delle coliche non è ben chiara, ma, tra le diverse ipotesi, è molto probabile che sia ascrivibile a un eccesso di gas nell’addome. Questo eccesso, per parte sua, può dipendere da diversi fattori:
- eccessiva ingestione di aria durante pianto e poppate;
- una maggiore produzione dovuta alla fermentazione intestinale;
- maggiore mobilità intestinale;
- una accentuata sensibilità al dolore certamente influenzata anche dalla inesperienza al dolore e dalla immaturità cognitiva che impedisce al bambino di razionalizzare i sintomi.
Coliche del neonato e cause psicosomatiche
È di evidenza che la frustrazione e la paura non aiutano il corpo a risolvere e gestire i sintomi dolorosi, su quest’ultima consapevolezza e sulla constatazione che i neonati e i lattanti hanno una spiccata sensibilità al dolore si fonderebbe l’ipotesi di una possibile origine psicosomatica delle coliche. Il fenomeno, infatti, incide particolarmente laddove sussistano condizioni che creano un alto livello di stress, come problemi familiari, ansietà da parte dei genitori, depressione materna.
Non va poi dimenticato che maschietti e femminucce hanno, in media, soglie del dolore ben diverse, cosicché una bimba col pancino molto teso, come tamburo, potrebbe stare perfettamente tranquilla, mentre un maschietto con un addome molto più trattabile potrebbe essere assai meno gestibile!
Sintomi visibili delle coliche del neonato
Un bimbo in preda ad un dolore da colichetta ha atteggiamenti del corpo riconoscibili:
- al pianto si accompagna di solito un arrossamento del viso;
- il tipico atteggiamento delle cosce in flessione sul bacino (il bimbo tende a piegare le ginocchia verso il pancino) alternato all’estensione degli arti;
- un atteggiamento d’irrigidimento generale (mantiene i pugni chiusi in maniera serrata e inarca la schiena);
- un’evidente distensione dell’addome (il pancino appare gonfio e risulta teso e duro alla palpazione);
- spesso anche l’emissione di aria, da qui il nome di “coliche gassose”.
Nonostante la natura benigna e transitoria (si risolvono spontaneamente), le coliche rappresentano una fonte significativa di ansia e depressione materna, portano spesso ad alterare l’equilibrio familiare e costituiscono la ragione più comune di visita medica nei primi 3 mesi di vita.
Non parliamo però di coliche tutte le volte che un neonato piange, ricordiamoci che il pianto è l’unico modo che il lattante ha a disposizione per comunicare qualsiasi disagio (fame, sonno, necessità di essere cambiato ecc.).
Secondo la cosiddetta regola del 3 di Wessel abbiamo a che vedere con le coliche gassose se le crisi di pianto inconsolabile si presentano in un bambino sano, di età compresa tra 2 e 4 mesi, e durano più di tre ore al giorno, per più di tre giorni a settimana, per almeno tre settimane.
Come capire se un neonato ha le coliche
La Dott.ssa Caroli sottolinea che è molto probabile che si tratti di coliche gassose se le crisi di pianto si presentano con cadenza più o meno regolare (più frequentemente nelle ore tardo-pomeridiane e serali); non interferiscono con l’allattamento e non compromettono la crescita del bambino.
In ogni caso, anche se si tratta chiaramente di coliche, è opportuno consultare il pediatra che potrà confermare la diagnosi dopo un’attenta valutazione mirata a escludere altre possibili cause di dolore addominale (reflusso gastroesofageo, traumi, allergia alimentare, ostruzione intestinale o dolore di altra natura).
Dolore addominale, quando consultare immediatamente il Pediatra
È necessario il tempestivo intervento di un medico se:
- il piccolo è sofferente e pallido.
- il dolore è duraturo (supera le tre ore);
- compaiono altri sintomi e segni, quali la febbre o il vomito;
- il peso non aumenta o addirittura si riduce;
- il lattante rifiuta il latte e manifesta segni di malessere (pianto lamentoso)
Colore delle feci e coliche
Il colore della cacca del neonato spesso preoccupa i genitori molto più del dovuto. Le feci normalmente possono essere gialle, marroni, giallo-verdi o francamente verdi. Questo è tanto più frequente nelle prime settimane di vita, quando il transito intestinale è rapido e la flora batterica ancora immatura non è in grado di metabolizzare i pigmenti biliari.
La bile, infatti, riversata dal fegato nell’intestino per mediare i processi digestivi, contiene sostanze colorate: biliverdina – verde – (maggiormente presente nel neonato) e bilirubina – giallo/arancio – che, quando sottoposte al metabolismo intestinale, sono trasformate in stercobilina, dal tipico colore marrone.
Non c’è, dunque, correlazione tra aspetto delle feci e tendenza alle coliche.
Coliche nei neonati prematuri
L’epoca del parto, a termine o pretermine, invece, è associata alla propensione a sviluppare coliche. L’incidenza di coliche, infatti, è inversamente correlata con l’età gestazionale: quanto prima del termine avviene il parto, tanto maggiore sarà la probabilità che il neonato soffrirà di coliche.
Il rischio maggiore è tra i nati pretermine e i nati “piccoli per età gestazionale” (SGA). La causa, probabilmente, va fatta risalire a una flora intestinale ancora fortemente immatura.
Coliche e allattamento al seno o con latte artificiale (o in formula)
L’incidenza delle coliche sembra non essere legata alla modalità di allattamento, essendo sovrapponibile negli allattati con latte materno e nei neonati alimentati con latte artificiale.
Ci sarebbe una differenza, secondo alcuni, negli orari in cui si manifestano le crisi di pianto: più frequenti nelle ore serali se il bambino è allattato al biberon, mentre nei piccoli allattati al seno sembrano potersi manifestare in qualunque momento della giornata, ma questa non è una regola assoluta.
Nei lattanti alimentati con formula, comunque, le feci hanno generalmente una consistenza maggiore. Se questo si traduce in una maggiore difficoltà all’evacuazione, può crearsi una ritenzione di feci e gas nell’intestino, con conseguente dolorabilità addominale facilmente sovrapponibile alla sintomatologia tipica delle coliche. Il neonato allattato in formula, inoltre, può andare incontro a una maggiore tendenza a ingerire aria se i fori della tettarella e le modalità di allattamento (es. la posizione) non sono adeguati.
Qualunque sia la modalità di allattamento, si consiglia comunque di:
- evitare che il bambino arrivi troppo affamato al momento del pasto;
- trovare un luogo tranquillo e una posizione comoda per entrambi;
- cercare di tranquillizzarlo prima di farlo mangiare.
Le mamme che allattano al seno devono essere incoraggiate a proseguire l’allattamento; la sostituzione del latte materno con uno in formula non è la soluzione alle coliche del neonato! Mentre se i bambini sono già allattati con latte artificiale, perché il latte materno non è disponibile, si può optare, sempre dopo il consiglio del pediatra, per un cambio di formula, fino anche ad arrivare – laddove indicato – alle formule cosiddette “speciali”.
Latti speciali, cosa sono
Le formule speciali (latti speciali) sono quelle che si usano, ad esempio ma non solo, in caso di allergia alle proteine del latte vaccino, che tuttavia rappresenta una minoranza dei casi di coliche gassose. Le formule ipoallergeniche (costose e dal sapore sgradevole), o la dieta di eliminazione per le madri che allattano, dovrebbero essere provate solo nei neonati con una (ben fondata) sospetta allergia al latte vaccino.
Quando iniziano a presentarsi le coliche
Generalmente le coliche iniziano a manifestarsi verso le 2-3 settimane, con un picco tra la fine del primo e la metà del secondo mese di vita, ma sono autolimitanti, cioè si protraggono al massimo fino ai 4 mesi. La prognosi è buona: le crisi di pianto tendono per lo più a regredire già dalle 10 settimane di vita, fino poi a scomparire del tutto.
Coliche del neonato, i rimedi
Innanzitutto, va detto che non esiste un singolo trattamento efficace per le coliche. Sicuramente, dopo aver escluso possibili cause organiche (patologie), è fondamentale rimanere calmi:
“Innanzitutto conta molto l’atteggiamento dei genitori: il neonato è molto empatico, più il genitore si preoccupa, più lui sta male. Prendere in braccio il bambino, maneggiarlo con dolcezza, coccolarlo, fargli dei massaggi gentili, sono tutte cose che servono sicuramente a ridurre il disturbo.” (Prof. Andrea Vania – Medico Pediatra).
Ricordate che, un atteggiamento sereno e tranquillo nell’ambiente circostante infonde sicurezza e serenità al piccolo, che così si rasserena fino ad avere, spesso, un miglioramento dei sintomi.
Cosa fare se il bambino ha le coliche in atto
Di fronte al pianto disperato del proprio figlio, il genitore spesso si sente impotente e non sa cosa fare per aiutarlo a far passare la crisi.
Piccole strategie da mettere in atto:
- creare un ambiente confortevole riducendo gli stimoli esterni (luci, rumori);
- non stimolare in maniera troppo brusca il piccolo (evitare di muoverlo troppo, ad esempio cambiandogli posizione continuamente; piuttosto coccolatelo e cullatelo con movimenti ritmici e dolci, eventualmente anche facendogli fare una passeggiata o un giro in auto);
- tranquillizzarlo cantandogli una ninna nanna o sussurrandogli dolcemente parole con tono affettuoso;
- se non è troppo irrigidito e se lo gradisce, massaggiategli il pancino in senso orario, tenendolo in braccio a pancia in giù;
- proponete il seno oppure il ciuccio: la suzione (anche non nutritiva) può favorire il rilassamento;
- attaccatelo al seno per 3-5 minuti o offritegli dell’acqua in piccola quantità, per favorire il rilassamento della muscolatura intestinale;
- se sono più di 48 ore che non evacua, stimolate la sua defecazione con un microclisma (in corso di colica può essere estremamente difficile perché il bambino è molto contratto, in tal caso attendete il termine della crisi);
- stendete il bimbo a pancia in giù, avvolto in una copertina, sul vostro avambraccio (la pressione sulla pancia può alleviare il disagio delle coliche);
- a volte può essere utile mettere il bambino con la pancia in giù sulle cosce del genitore muovendo le proprie gambe su e giù rapidamente, ma dolcemente (assicurandosi sempre che la testa del neonato sia mantenuta ben appoggiata sulle vostre gambe, perché nei primi mesi non ha ancora sviluppato il controllo del capo).
Leggi anche: Il pianto del neonato
Esistono farmaci per alleviare le coliche gassose?
La risposta è sì, ma non sempre appaiono efficaci:
- SIMETICONE, il più conosciuto e impiegato nel trattamento delle coliche. È un farmaco da banco, che agisce sulle micro-bolle di aria intestinale, facilitandone l’eliminazione. A causa dell’assenza di assorbimento intestinale, si tratta in realtà dell’analogo di un dispositivo medico, cioè una sostanza il cui effetto è di tipo “meccanico”, e dunque il rischio di effetti indesiderati è limitato (principalmente disturbi gastrointestinali) se non assente. Se però la teoria appare promettente, la pratica clinica non ne conferma del tutto l’efficacia. Importanti sono senz’altro sia il dosaggio (che può essere aumentato, a giudizio del medico, con sufficiente tranquillità) che la modalità di somministrazione: poiché il meccanismo d’azione è quello di un tensioattivo, cioè una sostanza che consente alle microbolle di gas di confluire diventando bolle più grandi di più facile eliminazione, se viene dato dopo la poppata il suo effetto si esplica sul latte presente nello stomaco, e non sull’intestino, mentre in caso di coliche gassose va sempre somministrato almeno una decina di minuti prima della poppata.
- CIMETROPIO-BROMURO (e altri antispastici): hanno tutti un’azione antispastica, con conseguente riduzione del dolore e del pianto (efficacia dimostrata da alcuni studi clinici), ma possono causare importanti effetti collaterali (sonnolenza, stipsi, reflusso gastroesofageo) e creare dipendenza.
- FITOTERAPICI (finocchio, anice verde, melissa, camomilla, alloro) utilizzati sotto forma di gocce o tisane. Non hanno un’efficacia clinica dimostrata e talvolta, se di scarsa qualità, possono oltretutto creare danni a causa di possibili contaminanti (es. pesticidi). È bene inoltre ricordare che qualunque tisana può interferire con l’allattamento, poiché potrebbe indurre un finto senso di sazietà con conseguente riduzione del numero di poppate (e alterare di conseguenza la produzione del latte se il bambino è allattato al seno!) oltre ad apportare zuccheri dannosi, laddove ne contengano.
- PROBIOTICI (“fermenti lattici”): data la maggiore frequenza nei prematuri e nei neonati sottoposti a terapie antibiotiche precoci, si è ipotizzato che all’origine dei cosiddetti disturbi gastrointestinali funzionali (tra cui le coliche gassose del neonato) possa esserci un alterato equilibrio della flora microbica intestinale. Per questo motivo è stato proposto l’impiego dei probiotici (fermenti lattici) sia nella prevenzione sia nella cura delle coliche, nell’ottica di ristabilire una flora “normale”. In realtà, però, gli studi scientifici dimostrano che solo un determinato tipo di probiotici (Lactobacillus Reuterii) e solo se somministrato ad alte concentrazioni e in modo continuativo può portare ad una riduzione del tempo di pianto, in particolare negli allattati al seno.
In ogni caso, di qualunque farmaco o integratore si tratti, si raccomanda di non somministrarli senza il consiglio del pediatra.
Come evitare le coliche?
Al di là della crisi acuta, ci sono alcuni rimedi naturali e privi di effetti collaterali da poter usare per prevenire l’insorgenza delle coliche.
- MASSAGGIO: La pratica costante del massaggio nella routine quotidiana può aiutare ad eliminare i gas, favorire il rilassamento della muscolatura, scaricare le tensioni accumulate per l’eccessiva stimolazione e aumentare la produzione di ormoni come le endorfine, l’ossitocina e la prolattina, con conseguente abbassamento dei livelli di ACTH, cortisolo e norepinefrina (ormoni dello stress). La sequenza del massaggio specifica per le coliche è costituita da massaggi che seguono l’andamento dell’ultima parte dell’intestino e favoriscono la fuoriuscita di gas e aria presenti nel pancino del neonato.
Massaggiare l’addome può servire?
“Sì, certo, perché con il massaggio si smuovono le bollicine gassose e si aiuta l’evacuazione. Lo stesso vale per altre azioni meccaniche, come tenere il bambino sulla pancia e dargli dei colpetti sulla schiena”
Prof. Andrea Vania – Medico Pediatra
- BABYWEARING: nei primi mesi di vita i bambini hanno fisiologicamente necessità di vivere a stretto contatto con il corpo dell’adulto che lo accudisce. Spesso, però, i neo genitori sono bombardati da raccomandazioni che li invitano a non eccedere nel tenere in braccio il proprio bambino. Nelle popolazioni che usano tenere fasciato il bambino all’adulto, e non in carrozzina, le coliche del neonato, pur essendo presenti, sono di più breve durata e molto meno importanti. La prevenzione delle coliche serali, quindi, potrebbe avvenire efficacemente tenendo il bambino in fascia durante le ore diurne, anche mentre dorme.
- IL SONDINO: Può essere d’aiuto se il bambino non evacua regolarmente o se soffre di dischezia (mancata coordinazione dei muscoli deputati all’espulsione delle feci, con conseguente formazione di un “tappo”). Il bambino, nel tentativo di spingere, diventa rosso in volto ma non riesce a scaricarsi. L’azione del sondino consiste nel permettere all’aria di superare l’ostacolo e fuoriuscire. Si tratta di una metodica invasiva che se praticata in maniera scorretta o troppo frequente può creare irritazioni e/o lesioni. Il suo utilizzo di routine è quindi da sconsigliare.
- ALIMENTAZIONE: il mito popolare secondo cui sarebbe l’alimentazione della mamma a provocare le coliche nel lattante allattato al seno è stato smentito. Se la mamma, infatti, assume cibi che le provocano meteorismo, ciò non vuol dire che avverrà lo stesso nel piccolo. Basti pensare ai legumi: l’aumentata produzione di gas intestinali dipende dalle fibre che fermentano, perché non assorbite dalla mamma. Proprio per questa ragione è impossibile che “passino attraverso” il suo latte. La mamma, quindi, invece di seguire una dieta di eliminazione (a meno che non ci sia una sospetta allergia) dovrebbe avere una dieta il più varia possibile, così da esporre fin da subito il bambino a gusti differenti (questo sì che può influenzare il sapore del latte).
Coliche del neonato: cause, prevenzione e come calmarle
Le coliche sono contrazioni della muscolatura involontaria della parete intestinale, probabilmente determinate da una eccessiva quantità di aria incamerata e causano una esperienza dolorosa. Le coliche del neonato o del lattante si manifestano all’incirca nel 5-30% dei bambini nei primi mesi di vita.
Latte in formula anti-coliche
Se il bambino è allattato al biberon, per alleviare le coliche il pediatra potrebbe suggerire di cambiare formula, provandone di più “facili da digerire”, con meno lattosio, proteine lievemente predigerite, arricchite con galattoligosaccaridi e fruttoligosacaridi (in sigle GOS e FOS), analoghi – per effetti, se non per struttura – agli oligosaccaridi del latte materno, e grassi come il betapalmitato (che si trova nel latte umano e favorisce lo sviluppo di una flora intestinale molto più simile a quella che si produce con il latte materno, rendendo le feci più morbide, il che ne favorisce l’evacuazione).