Allattamento

Conservazione latte materno

Conservazione latte materno: come estrarre il latte (spremitura manuale o tiralatte); guida pratica alla conservazione e tempi d'uso; proprietà nutrizionali; scongelamento e riscaldamento. Consigli utili e norme di igiene.

Pubblicato il 07.06.2021 e aggiornato il 15.09.2021 Scrivi alla redazione

Conservare il latte materno può essere una necessità, lo è per le mamme lavoratrici, oppure può rappresentare un bisogno occasionale. Qualunque sia il motivo, è importante che il latte della mamma sia correttamente trattato. In questo terzo capitolo della Guida definitiva all’allattamento, scoprirai tutto quello che c’è da sapere sulla corretta conservazione del latte materno. 

Perché conservare il latte materno

Allattare al seno al seno il proprio bambino è un’esperienza unica e speciale. Esistono però delle situazioni nelle quali la mamma è impossibilitata ad attaccare al seno il figlio. I motivi possono essere molteplici:

  • il neonato è pretermine e non riesce ad attaccarsi al seno;
  • il neonato ha problemi di salute;
  • la mamma deve tornare al lavoro;
  • la mamma deve essere sottoposta ad esami medici strumentali particolari.
  • la mamma deve saltare una poppata per motivi personali o familiari.

In tutti questi casi il latte materno può essere estratto, conservato e somministrato utilizzando un biberon, una siringa o un dispositivo di alimentazione supplementare.

Spesso il latte viene estratto anche per evitare ingorghi al seno, quando la produzione del latte è superiore alle necessità del bambino, o per essere donato alla Banca del Latte Umano.

Il latte estratto mantiene la maggior parte dei suoi benefici per la salute del bambino ed è di gran lunga migliore rispetto a qualsiasi tipo di latte in polvere.

Come fare a raccogliere il latte, regole generali

L’estrazione e la conservazione del latte materno vanno eseguite rispettando delle semplici, ma importanti, regole in quanto il latte potrebbe diventare terreno di coltura per la crescita di batteri pericolosi. 

Il latte materno può essere estratto manualmente o con un tira latte, sia manuale che elettrico. Prima dell’estrazione, tuttavia, va sempre eseguito un accurato lavaggio delle mani. Anche il seno va deterso con acqua e sapone neutro e ben asciugato.

Ovviamente, anche tutti i componenti del tiralatte che entrano in contatto con il seno e il latte devono essere lavati e sciacquati tutte le volte che vengono utilizzati.

Estrazione manuale, consigli pratici 

Il momento migliore per procedere con l’estrazione manuale è mentre si sta allattando il bambino all’altro seno. In questo momento infatti la produzione di latte è massima e sarà più facile ottenere un buon risultato.

Ecco come estrarre manualmente il latte:

  • Lavare le mani per non contaminare il latte.
  • Preparare un contenitore dall’imboccatura ampia per conservare il latte. 
  • Trovare una posizione confortevole.
  • Tenendo il seno tra il pollice e le altre dita, ruotare le dita leggermente verso l’aureola senza arrivare al capezzolo. Ripetere il processo ruotando la mano intorno al seno.
  • Svuotare il seno per 3-5 minuti. Quando il flusso diminuisce e il latte comincia ad uscire a gocce, spostarsi sull’altro seno.
  • Ripetere 2-3 volte per ciascun seno.

Estrazione con il tiralatte, consigli di utilizzo  

Il tiralatte, come dice il termine stesso, è un dispositivo che serve per estrarre il latte dal seno.

In commercio  esistono 2 tipi: manuali ed elettrici.

  • I tiralatte manuali , di semplice utilizzo, ma più lenti, possono essere una buona soluzione nel caso che non si abbiano problemi di allattamento al seno e si ha bisogno di tirarlo solo in occasioni particolari oppure per svuotare il seno per evitare ingorghi mammari o in caso di mastite.
  • I tiralatte elettrici sono strumenti facili da usare e più veloci. Sono particolarmente indicati se la spremitura va fatta per tempi prolungati.

 Istruzioni per l’estrazione del latte:

  1. Appoggiare l’areola alla coppa del tiralatte (elettrico o manuale) cercando di far aderire la coppa. Il capezzolo dovrà essere ben centrato all’interno dell’imbuto della coppa così da evitare che sfreghi contro le pareti e si lesioni.
  2. Trattenere la coppa sul seno con il pollice e l’indice, sostenendo il seno con il palmo della mano.
  3. A questo punto azionare il tiralatte elettrico o manuale. La depressione che si formerà tra il capezzolo e il tiralatte farà in modo che il latte cominci a fuoriuscire, riempiendo la bottiglietta applicata al tiralatte stesso. Iniziare con una intensità di estrazione bassa per poi aumentarla gradatamente.
  4. Continuare per 5 minuti, finché il latte non gocciola per poi passare all’altro seno.
  5. Ripetere l’operazione per altre due volte.
  6. Chiudere la bottiglia con un coperchio

Maggiori informazioni: quando estrarre il latte?

È consigliabile procedere con l’estrazione del latte tra una poppata e l’altra. Meglio se di prima mattina quando la produzione di latte è più abbondante.

Guarda questo video del Ministero della Salute relativo alla “spremitura” del latte:

Quante volte raccogliere il latte?

Se la raccolta del latte non dipende da motivi pratici (per esempio: la mamma è costretta a saltare una o due poppate), ma serve per non perdere o per aumentare la produzione di latte, può essere necessario raccoglierlo diverse volte al giorno (fino a  7-8 volte al giorno ). 

Conservare il latte

Il latte tirato può essere conservato in un contenitore di vetro o di plastica (sterilizzato e a chiusura ermetica), su cui scrivere la data dell’estrazione.

I contenitori devono avere una capienza di massimo 60 ml (per evitare sprechi) e vanno riempiti per ¾, per consentire aggi del volume che si ha durante il congelamento. 

Non è consigliabile, invece, raccogliere il latte di una giornata in un unico contenitore, perché si mescolerebbe il latte appena estratto con quello conservato nel frigo che presenta una temperatura inferiore.

Sacchetti per la conservazione del latte

Le sacche per la conservazione del latte materno sono una soluzione igienica, comoda e pratica per conservare, trasportare e riscaldare il latte estratto dal seno della madre. Solitamente sono formate da un doppio strato di materiale e hanno una doppia chiusura ermetica. Grazie alle cuciture particolari non si strappano e sono comodissime per essere conservate in frigo o nel congelatore in posizione orizzontale.

È molto importante controllare che siano state  fabbricate con materiali privi di BPA.

Il BPA è una sostanza chimica che in passato è stata utilizzata nella produzione di contenitori in plastica e che ora si sta eliminando a causa dei suoi effetti incerti a lungo termine sulla salute dell’uomo

Metodi di conservazione

  • A temperatura ambiente il latte può essere conservato per 3-4 ore, se la temperatura è inferiore a 25 °C o 24 ore se la temperatura è inferiore a 15 °C (per esempio in una borsa termica assieme a blocchetti refrigeranti).
  • In frigorifero, il latte può essere conservato fino a 4 giorni (0-4 ° C), mentre se si tratta di latte scongelato si deve consumare in giornata e non deve essere assolutamente ricongelato.
  • Nel freezer il latte può essere utilizzato fino a 3 mesi, se si tratta di un congelatore abbinato al frigo, e fino a 6 mesi se si tratta di un freezer a -20 ° C.

Il latte congelato va scongelato lentamente in frigorifero. È possibile scongelarlo anche in un contenitore con acqua calda, mentre è sconsigliabile usare il microonde. Il latte potrebbe riscaldarsi troppo e ustionare la bocca del bambino.

E se il latte ha un odore “strano”? 

Può succedere che una volta scongelato il latte abbia un odore forte e sgradevole e un lieve sapore rancido. Questo non ha alcuna relazione con la qualità del latte stesso. Non si tratta di un latte “scaduto” o contaminato. Alcuni bambini, infatti, lo assumono senza problemi, altri, invece, lo rifiutano.

Questo sapore e profumo alterato è dovuto alla presenza nel latte della lipasi, un enzima normalmente presente nel latte materno e che ha la funzione di aiutare il bambino a digerire i grassi. Alcune donne ne producono più di altre. La lipasi inizia a scomporre il grasso del latte già subito dopo che il latte è stato estratto.

Prima di congelare il latte, perciò, può essere utile riscaldarlo fino a quando formerà delle bollicine ai lati della pentola (senza farlo bollire). In questo modo la lipasi smetterà di digerire il latte. A questo punto, il latte materno andrà raffreddato rapidamente e conservato nel frigorifero o nel congelatore. Con questa “pastorizzazione” casalinga eviterà che il latte abbia quel sapore strano una volta scongelato e sarà più gradito al bambino.

Anche l’assunzione della madre di acidi grassi polinsaturi, come per esempio di integratori di olio di pesce e di semi di lino, potrebbe essere la causa dell’alterato sapore del latte scongelato, a causa dell’ossidazione chimica. Basterà quindi consumare più frutta e verdura, ricchi di antiossidanti, per avere un latte scongelato con un buon odore e sapore.

Faq

Domande Frequenti

Sì, è possibile ripetere l’operazione fino a 7/8 volte al giorno, ciò può essere utile anche per non perdere il latte. Ma ricordate che il latte è un alimento prezioso che non va sprecato, perciò conservate il latte estratto e utilizzatelo. 

Smontate i diversi componenti, leggete il manuale d’uso. La detenzione è presidio di igiene e va compiuta sin da prima del primissimo utilizzo. Basta detergere con acqua calda corrente, comunemente i pezzi sono lavabili in lavastoviglie ma fate riferimento al manuale d’istruzioni per questo.

Sì, con delle cautele e, in modo particolare, avendo cura di scongelarlo pian piano. 

Il latte congelato, a seconda dell’elettrodomestico di cui disponete, può essere adoperato da 3 a 6 mesi dalla data del congelamento. Etichettatelo sempre.

Il latte può essere utilizzato fino a 3 mesi, se disponete di un congelatore abbinato al frigo, e fino a 6 mesi se disponete di un freezer a -20 ° C.

Con la supervisione di:

Pediatra margherita caroli ecog sio oms

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea vania - alimentazione bambini

Prof. Andrea Vania Pediatra

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