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Alimentazione corretta

Cosa dovrebbe mangiare un bambino di 1 anno di vita: alimentazione a 12 mesi

L'alimentazione sana è fondamentale, nei primi anni di vita quando si sostanziano anche le scelte alimentari dei bambini e delle famiglie.

Pubblicato il 22.01.2025 e aggiornato il 05.05.2025 Scrivi alla redazione

Come in tutta la vita, ma forse ancor più nel primo anno di vita, l’alimentazione non è solo un atto di nutrizione ma rappresenta un’esperienza sensoriale e relazionale fondamentale per il bambino.

In questo periodo, il piccolo inizia a formare le prime associazioni tra il cibo e le emozioni, scoprendo il mondo attraverso il gusto, il tatto, la vista e l’olfatto. A 12 mesi, il bambino ha già compiuto i suoi primi passi nell’alimentazione complementare, sviluppando preferenze e scoprendo nuovi gusti e consistenze. L’approccio dovrebbe puntare non solo a fornire nutrienti essenziali, ma anche a creare esperienze positive e stimolare la curiosità del bambino, gettando le basi per una filosofia di vita sana e duratura.

Il gusto come scoperta

Per il bambino, il pasto è una scoperta continua, e il gusto è una delle prime modalità di esplorazione del mondo circostante. L’assaggio di nuovi sapori diventa un’occasione per sperimentare e apprendere. Tuttavia, è importante ricordare che il bambino associa al cibo non solo il sapore, ma anche l’emozione del momento in cui lo riceve. Offrire il cibo in un contesto sereno e gioioso facilita l’accettazione e l’associazione a sensazioni positive, mentre un ambiente teso o pressioni sul mangiare possono portare a sviluppare avversioni verso un cibo in particolare, o il cibo in generale.

Il cibo di qualità e di varietà

Ogni boccone rappresenta per il bambino un’opportunità per conoscere il mondo, e spetta ai genitori guidarlo verso scelte alimentari sane e varie. Proporre una gamma diversificata di sapori e consistenze aiuta a sviluppare un gusto più aperto alle novità e a prevenire preferenze alimentari troppo restrittive in futuro. È importante mantenere una varietà costante nei pasti per stimolare la curiosità e l’interesse verso diversi alimenti.

La quantità giusta: non forzare, ma osservare

È normale che i genitori si preoccupino delle quantità che il bambino mangia, ma – posto che le quantità offerte siano quelle corrette, e l’aiuto del Pediatra in questo resta essenziale – a 12 mesi è essenziale rispettare i segnali di fame e sazietà del bambino.

Dopo una fase iniziale di entusiasmo verso il cibo, il comportamento alimentare del bambino può diventare più imprevedibile, variando da pasti abbondanti a piccoli assaggi. Questo riflette il suo sviluppo e desiderio di autonomia, e non dovrebbe essere motivo di preoccupazione. Forzare il bambino a mangiare non solo può interferire con la sua capacità di autoregolarsi e ascoltare i propri segnali di fame e sazietà, ma passa anche il pericoloso messaggio non verbale che l’adulto, proprio perché tale, “sappia” se il bambino ha fame o no.

Cosa, evidentemente impossibile. Lasciandolo esplorare il cibo e decidere quanto mangiare, invece, si favorisce un suo rapporto più sereno con l’alimentazione. Durante il pasto, poi, è utile lasciare che il bambino mangi a modo suo: che utilizzi le mani o le posate, che mangi velocemente o lentamente, favorendo magari uno o più degli alimenti che di volta in volta gli vengono offerti.

Quando il bambino perde interesse o si comporta in modo inappropriato, è bene permettergli di sospendere il pasto, senza innescare lotte perché lo completi. Importante però è chiarirgli che non potrà tornare subito a mangiare: questo aiuta a stabilire regole chiare e a evitare capricci legati al cibo, mantenendo una relazione positiva e serena durante i pasti.

Bambino di 1 anno di vita: alimentazione a 12 mesi  - alimentazionebambini. It-by-coop
Bambino di 1 anno di vita: alimentazione a 12 mesi – alimentazionebambini.it-By-COOP

Come proporre il cibo: varietà e coinvolgimento

I genitori possono favorire un’alimentazione serena stabilendo pasti a orari regolari e prevedibili, offrendo al bambino una guida chiara ma consentendogli al contempo un certo grado di controllo. Questo significa proporre cibi scelti con cura durante pasti e spuntini strutturati, lasciando che il bambino decida quanto mangiare del pasto proposto e, in alcuni casi, se mangiare. L’assenza di pressioni nel consumare specifici alimenti aiuta a mantenere un clima positivo e facilita l’apprendimento di un comportamento alimentare autonomo e sano. È fondamentale proporre una varietà di alimenti con forme e colori diversi, per stimolare la curiosità e l’interesse del bambino.

Il momento del pasto come esperienza familiare

Iniziare a condividere i pasti in famiglia fin dai 12 mesi è essenziale per instaurare buone abitudini alimentari. Mangiare insieme al bambino, senza limitarsi a nutrirlo separatamente, crea un ambiente di condivisione e apprendimento. Offrire una varietà di cibi, inclusi quelli già conosciuti e accettati, insieme a nuovi alimenti, può stimolare la curiosità e favorire una dieta equilibrata.

È importante non cedere alla tentazione di diventare “chef su richiesta”, anche se il piccolo rifiuta temporaneamente alcuni alimenti. Questo comportamento è normale e riflette il suo processo di crescita e di scoperta.

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Bambino di 1 anno di vita: la carne nell’alimentazione a partire dai 12 mesi – alimentazionebambini.it-By-COOP

Come scegliere la carne

A un anno di vita, è essenziale diversificare le fonti proteiche del bambino, mantenendo, se possibile anche il latte materno insieme agli alimenti solidi. La carne è una preziosa fonte di proteine ad alto valore biologico (contiene tutti e 9 gli amminoacidi essenziali) e ferro altamente biodisponibile, necessari per sostenere crescita e sviluppo. 

Quando si sceglie la carne per il bambino, preferire carni fresche e magre. La carne bianca, come quella di pollo, tacchino, anatra, faraona, quaglia (tutti senza pelle), agnello (giovane) e coniglio, è particolarmente raccomandata per la sua qualità nutrizionale.

A parità di peso, la carne bianca tende ad avere un contenuto più elevato di amminoacidi essenziali rispetto alla carne rossa, e una miglior qualità di grassi, che spesso sono anche in concentrazione minore rispetto alle carni rosse.

La carne rossa, come manzo, vitello, agnello, capra e maiale non è da demonizzare, ma è importante, fin dai 12 mesi di vita, limitarne la frequenza per ridurre l’introito eccessivo di grassi saturi.

In generale è importante selezionare carni prive di grassi visibili e preferire tagli di carne magri come il petto di pollo o tacchino, che contengono meno grasso rispetto ad altre parti come le cosce o le ali oppure il filetto, controfiletto, lombata, fesa, girello, carré di agnello, lonza e arista di maiale. Quando si sceglie la carne per il bambino, è importante prestare attenzione alla qualità, sia dal punto di vista nutrizionale che della sicurezza alimentare. Non è indispensabile acquistare carne biologica o da allevamento a pascolo, sebbene queste varianti possano avere un profilo di grassi migliore.

Cottura della carne

La carne più grassa e più ricca di tessuti connettivi diventa più tenera se cotta correttamente. Durante la cottura, i tessuti connettivi devono potersi sciogliere per rendere la carne morbida e sicura per il bambino. Questo avviene quando la carne raggiunge una temperatura interna di almeno 70°C, quindi è importante cuocerla adeguatamente in base allo spessore del taglio.

Ad esempio, il petto di pollo o tacchino può diventare secco se cucinato troppo velocemente, ma con metodi lenti e umidi, come bollitura o cottura a bagnomaria, cottura in salsa di pomodoro, si ottiene una carne morbida. La cottura in umido è ideale anche per i tagli meno teneri e per le carni macinate, poiché favorisce la dissoluzione dei tessuti connettivi, rendendo la carne più morbida e facile da masticare per il bambino.

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Bambino di 1 anno di vita: il pesce nell’alimentazione a partire dai 12 mesi – alimentazionebambini.it-By-COOP

Come scegliere il pesce

Quando si introduce il pesce nella dieta di un bambino, è fondamentale scegliere pesce fresco, sicuro e facilmente digeribile.

Il pesce è una fonte di proteine di alta qualità, di acidi grassi omega-3, di vitamina D e di altri nutrienti essenziali, che supportano lo sviluppo del sistema nervoso, delle ossa e delle funzioni cerebrali.

Tuttavia, se non è fresco (o non ben conservato nel caso di pesce surgelato), il pesce può comportare rischi di contaminazione o intossicazione alimentare.

Il pesce si divide in pesce magro e pesce grasso, a seconda del contenuto di grassi. Da ricordare peraltro che anche nei pesci cosiddetti grassi il contenuto di lipidi è solitamente inferiore a quello medio delle carni rosse, e inoltre che i suoi grassi sono di migliore qualità.

Il pesce magro, come vari tipi di pesce azzurro, il merluzzo di piccole dimensioni, la sogliola, il nasello, la coda di rospo, la spigola e l’orata, contiene meno dell’1% di grassi e rappresenta una scelta ideale per i bambini.

D’altra parte, il pesce grasso, come il salmone, le sardine, l’aringa e lo sgombro, è vero che contiene dal 5% al 10% di grassi, ma è ricco di omega-3, particolarmente importanti per lo sviluppo del cervello. Le linee guida scientifiche consigliano di evitare i pesci di grosse dimensioni, che accumulano mercurio tramite un processo di biomagnificazione, come lo squalo (palombo, verdesca, smeriglio), il pesce spada e i tonni (tonno rosso) e gli sgombri di grandi dimensioni, così come i filetti e i cuori di merluzzo, entrambi provenienti da pesci di grandi dimensioni. È sicuro invece consumare tonno/sgombro fresco di piccole dimensioni (come il tonno pinne gialle), che contiene livelli di mercurio ben al di sotto dei limiti di legge. 

Il primo criterio nella scelta del pesce è la freschezza. Un pesce fresco deve avere carne soda, lucente e un profumo delicato. Gli occhi devono essere brillanti e sporgenti, mentre la pelle deve essere liscia, senza macchie. Le squame devono aderire bene alla carne.

Per garantire la freschezza, il pesce fresco va conservato in frigorifero (0-3°C) per massimo 2-3 giorni. Può anche essere congelato, fino a 6 mesi per i pesci magri.

Se prepari in casa dei vasetti di omogeneizzato, puoi congelarli per un uso successivo.

Ricorda di leggere le etichette e controllare la provenienza del pesce, tenendo a mente che il pesce di allevamento ha un quantitativo di grassi maggiore rispetto al pesce selvatico pescato e una minore quantità di omega-3. 

Preparazione del pesce per il bambino

Per preservare i nutrienti del pesce, è consigliata una cottura a vapore o in umido che aiuta a mantenere la carne morbida e facilmente digeribile per il bambino.

Evita di cucinarlo con grassi saturi come il burro, in quanto potrebbero ridurre i suoi benefici energetici. È fondamentale rimuovere tutte le lische e le spine prima di servire il pesce al bambino, per evitare il rischio di soffocamento.

Una volta cotto, il pesce può essere abbinato o aggiunto a purè di varie verdure, come carote, zucca, melanzane, zucchine o finocchi. Il pesce si abbina molto bene con la maggior parte delle verdure, quindi è facile integrarlo in diverse preparazioni. 

Quantità consigliata di fonti proteiche come carne e pesce

Dai 12 mesi, è importante che l’apporto proteico giornaliero del bambino non deve superare il 15% dell’energia totale, come indicato dalle recenti revisioni dei LARN (V revisione, 2024) poiché un consumo eccessivo di proteine durante i primi anni di vita è associato a un aumento del rischio di sviluppo di sovrappeso-obesità e di malattie cardiovascolari da adulto.

Secondo le linee guida del CREA, per i bambini di 12 mesi è raccomandato offrire circa 10-15 grammi di carne fresca 3 volte a settimana oppure mezzo vasetto di omogeneizzato di carne da massimo 80g; analoghe quantità possono essere considerate per il consumo di pesce che deve essere introdotto nell’alimentazione 2-3 volte a settimana.

Una o due volte a settimana può essere offerto un quarto di uovo ben cotto; due-tre volte legumi che, se secchi devono essere in quantità di 10g pesati crudi, o se freschi circa 25g, o se omogeneizzati circa mezzo vasetto.

Anche i formaggi possono essere consumati 2-3 volte a settimana ma il loro peso varia secondo la consistenza: parmigiano o grana 7 (5-10g), crescenza/stracchino 15g, robiola 15g, ricotta 40,g omogeneizzato vario 40g .

Olio extravergine di oliva: come scegliere e usare

L’unico grasso ammesso nella cucina dei bambini è l’olio extravergine d’oliva (EVO). L’olio EVO è un ingrediente fondamentale in una dieta sana e bilanciata, in particolare per i bambini che stanno crescendo.

Ricco di grassi monoinsaturi e di antiossidanti naturali, come la vitamina E e i polifenoli. Tuttavia, per trarre il massimo dai suoi benefici, è essenziale saper scegliere un buon olio che sia ottenuto da spremitura a freddo e utilizzarlo correttamente nelle preparazioni per mantenere inalterate le caratteristiche nutrizionali e fisiche dell’olio. L’olio EVO è molto versatile in cucina, può essere utilizzato sia a crudo che in cottura e può essere facilmente integrato nella dieta come condimento per vari tipi di piatti.

Una quantità di olio corretta per l’età (10 g a pasto), a crudo, aggiunta a un piatto contribuisce non solo a migliorare il sapore, ma anche a rendere il cibo più nutriente. In cottura, non riscaldare l’olio a temperature troppo alte evitando di utilizzarlo per fritture o per cotture prolungate a temperature elevate, poiché ciò può ridurre i suoi benefici nutrizionali.

Bambino di 1 anno di vita: la pasta e il riso nell'alimentazione a partire dai 12 mesi  - alimentazionebambini. It-by-coop
Bambino di 1 anno di vita: la pasta e il riso nell’alimentazione a partire dai 12 mesi – alimentazionebambini.it-By-COOP

Come scegliere pasta o riso

Quando si sceglie pasta e riso per un bambino di 12 mesi, è importante considerare alcuni aspetti. In particolare, bisogna prestare attenzione alla qualità degli ingredienti, alla dimensione dei formati e alla tipologia di grano utilizzato.

Prediligere la pasta e il riso preparati con cereali o pseudocereali di alta qualità, come frumento di qualità, grano saraceno, farro, avena e miglio. Questi cereali sono ricchi di carboidrati complessi, che forniscono energia per il bambino, soprattutto in questa fase di crescita e sviluppo. I carboidrati complessi, infatti, forniscono energia a rilascio graduale, aiutando il bambino a mantenere il suo livello di attività durante la giornata.

Fino ai 3 anni di età è fondamentale prevenire la ostruzione delle vie aeree e pertanto nella scelta della pasta e riso è importante anche il formato della pasta.

I formati ideali per i bambini di 12 mesi includono:

  1. Pasta corta: le farfalle vanno bene sia intere, perché molto sottili, oppure divise a metà per evitare che il bambino possa rischiare di soffocare. Le penne o i maccheroni, essendo più grandi, dovrebbero essere tagliati nel verso della lunghezza, ottenendo così due strisce di pasta piatte che sono più facili da mangiare. I ditalini sono facilmente gestibili per il bambino, alla loro manipolazione basta lo sviluppo della presa a pinza (che si perfeziona già tra il 6° e il 9°mese) e si constata nella capacità di prendere la pasta con il pollice e l’indice;
  2. Pasta lunga: Spaghetti e spaghettini sono anch’essi molto adatti, poiché possono essere presi facilmente dai bambini più piccoli, che tendono a usare il pugno per afferrarli. Inoltre, è bene evitare formati troppo grandi, come lasagne o pappardelle, che potrebbero essere difficili da gestire per un bambino che non ha ancora sviluppato una masticazione completa. Se scegli un formato di pasta più grande, ricordati di spezzarlo in pezzetti più piccoli prima di offrirlo al bambino.
  3. Riso: essendo naturalmente piccolo e morbido, è molto adatto a questa età. Opta per riso a chicchi piccoli o medi, come l’Arborio o il Carnaroli o il Basmati, che risultano teneri e facili da masticare.

Per i bambini di 12 mesi, la pasta e il riso devono risultare abbastanza morbidi per garantire che siano facilmente masticabili. La cottura ideale varia a seconda del formato della pasta, ma in generale la pasta deve essere morbida e non resistente alla masticazione.

Il tempo di cottura consigliato è di 1-2 minuti in più rispetto al tempo indicato sulla confezione, per ottenere una consistenza più morbida.

Come selezionare frutta e verdura

Frutta e verdura sono una parte fondamentale dell’alimentazione di un bambino di 12 mesi, poiché forniscono vitamine, minerali e fibre essenziali per lo sviluppo. A 12 mesi un bambino dovrebbe mangiare secondo il CREA, 80-100 g al giorno di frutta o il corrispettivo di un vasetto di omogenizzato e 30 g di verdura fresca o un vasetto di 80 g di omogenizzato di verdura (escluse le patate perché non sono verdure).

È importante fare attenzione non solo alla qualità e alla freschezza di questi alimenti, ma anche alla provenienza e al modo in cui vengono preparati prima di essere consumati:

  • Etichetta: Verifica se i prodotti freschi sono certificati come biologici. I prodotti biologici sono coltivati senza l’uso di pesticidi chimici, erbicidi o fertilizzanti sintetici, il che li rende una scelta più sicura, specialmente per i bambini. Alcuni studi suggeriscono che i prodotti biologici contengano livelli più elevati di nutrienti essenziali, come alcune vitamine e certi minerali (ad es., vitamina C e ferro), rispetto ai prodotti convenzionali. Sebbene la differenza non sia sempre sostanziale, l’alto contenuto di nutrienti può essere un vantaggio per la salute del bambino. 
  • Provenienza: È sempre preferibile scegliere frutta e verdura di provenienza locale, meglio se a km 0, poiché questi alimenti sono freschi, sostenibili e meno esposti a trattamenti chimici utilizzati per evitare che durante il trasporto deperiscano. Inoltre, consumare prodotti locali aiuta a ridurre l’impatto ambientale derivante dai trasporti a lunga distanza.
  • Stagionalità: Scegliere frutta e verdura di stagione è un’ottima pratica per garantire il massimo della freschezza e del valore nutrizionale. Inoltre, il consumo di prodotti stagionali è generalmente più economico e sostenibile.

Il lavaggio è una delle fasi più importanti nella preparazione di frutta e verdura per i bambini. Sebbene i prodotti freschi, biologici e di qualità possano ridurre il rischio di contaminazioni, è sempre bene lavare accuratamente ogni frutto e verdura per rimuovere residui di pesticidi, terriccio, batteri o altre impurità.

Quando si lava la frutta e la verdura, l’acqua corrente fredda è la scelta migliore. È importante sciacquare gli alimenti sotto il getto d’acqua, anche quelli con la buccia che non verrà mangiata, poiché la contaminazione può avvenire anche sulla superficie esterna.

Quando si tratta di frutta con la buccia commestibile, per esempio mele, pere, albicocche, susine o pesche, è fondamentale lavare bene la superficie per eliminare eventuali tracce di pesticidi o cera utilizzata per migliorarne l’aspetto.

Per alcune varietà, può essere utile anche rimuovere la buccia, specialmente se non è biologica, per ridurre il rischio di esposizione a contaminanti. Le verdure a foglia, come spinaci, lattuga e cavolo, necessitano di un trattamento particolare. Separando le foglie e sciacquandole sotto acqua corrente, è possibile eliminare polvere e altri residui. Se lo si desidera, si può immergere la verdura in una soluzione di acqua e bicarbonato di sodio (un cucchiaino per litro d’acqua) per qualche minuto, per un lavaggio più profondo. Questo trattamento aiuta a rimuovere meglio le impurità, ma deve sempre essere seguito da un abbondante risciacquo con acqua pulita.

Infine, per frutta, verdure e tuberi che non verranno mangiati crudi, come patate o carote, tutte le cotture, dopo averle private della buccia, non solo ne migliorano la consistenza, ma eliminano anche eventuali tracce di pesticidi. La cottura a vapore è una delle migliori tecniche, poiché preserva gran parte dei nutrienti senza l’uso di condimenti.

Ricapitolando

Un’alimentazione bilanciata e varia è fondamentale per lo sviluppo sano di un bambino di 12 mesi. Ogni alimento, dalla carne al pesce, dall’olio EVO a frutta e verdura, deve essere scelto con cura per garantire nutrienti di qualità e sostenere la crescita. Coinvolgere i bambini nel momento del pasto e rispettare i loro segnali di sazietà contribuisce a creare un rapporto positivo e autonomo con il cibo. Sostenere una dieta basata su scelte consapevoli e sane fin dai primi anni di vita pone le basi per un futuro di salute e benessere duraturo.

Con la supervisione di:

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea Vania Pediatra