Malattie infantili

Tosse e bambini: che fare?

Tosse secca, grassa, produttiva e non, catarrosa, abbaiante, improvvisa, asmatica, insistente: come distinguerla e come affrontarla, caso per caso.

Pubblicato il 13.11.2021 e aggiornato il 21.12.2021 Scrivi alla redazione

La tosse nel bambino desta sempre tanta preoccupazione nei genitori, ancor di più in questo periodo storico, con la pandemia ancora in corso, la tosse, infatti, rientra tra i sintomi tipici dell’infezione da Covid. Basta quindi qualche colpetto di tosse e un po’ di febbre per mandare in confusione quasi ogni genitore! Ma cos’è la tosse? Impariamo a conoscerla.

Cos’è la tosse?

La tosse è un meccanismo di difesa dei bronchi (cioè dell’albero bronchiale) che può comparire per qualsiasi irritazione delle vie respiratorie che vada quindi a stimolarne il riflesso. Le vie respiratorie vanno immaginate come un albero al rovescio le cui radici sono rappresentate dal naso e dalla bocca, il tronco dalla trachea e i rami (bronchi) più piccoli, sempre più piccoli (bronchioli) fino alle foglie (alveoli polmonari). È proprio negli alveoli che avviene lo scambio tra l’anidride carbonica contenuta nel sangue e l’ossigeno che è presente nell’aria. Quando i batteri, i virus o gli agenti irritanti entrano attraverso il naso e/o e ho la bocca possono trovare condizioni favorevoli, si può avere una infiammazione dei diversi distretti dell’albero contenuto.

Al di là del fastidio che può dare ai nostri bambini  il riflesso della tosse, bisogna sempre ricordare che la tosse, in realtà, rappresenta un meccanismo di difesa dell’organismo; ha la funzione infatti di cercare di cacciare, buttando fuori dalla bocca ad elevata velocità (circa 300 m/sec), particelle nocive presenti nell’albero albero (germi, virus, agenti irritanti, polveri, ecc.).

Per tale motivo e soprattutto nei bambini è controindicato l’utilizzo generalizzato di sedativi della tosse: non è la tosse a dover essere sedata, va invece trattato ed eliminato lo stimolo iniziale che la provoca, solo in questo modo si può risolvere il disturbo, in buona sostanza non va curato il sintomo ma eliminata la causa.

Ricorda che: nel caso in cui la tosse si presenti nei neonati o nei lattanti il ​​Pediatra va interpellato rapidamente, a causa della loro estrema fragilità respiratoria.

Quali sono le tipologie di tosse

A seconda della zona interessata la tosse avrà delle caratteristiche diverse. Impariamo quindi a conoscere i diversi tipi di tosse.

La tosse secca

Si definisce tosse secca quella senza produzione di catarro o espettorato. Ha una tonalità di solito più acuta rispetto alla tosse grassa e può essere dovuta a diversi agenti infettivi o irritanti. Le cause più comuni di tosse secca nei bambini sono:

  • allergia;
  • agenti irritanti quali esposizione domestica al fumo di sigaretta, ambienti polverosi, ambienti non adeguatamente arieggiati;
  • infezioni delle alte vie respiratorie (in genere si può associare a starnuti, gocciolamento nasale, mal di gola, e peggioramento nelle primissime fasi del sonno o al risveglio, momenti in cui cioè il gocciolamento delle secrezioni nel retrofaringe stimola l’attivazione del riflesso della tosse ).

Nel caso in cui sia interessata anche la laringe si avrà, oltre ai sintomi precedentemente descritti, anche un abbassamento del tono di voce, ovvero una voce rauca. 

Quanto dura la tosse secca nei bambini

La durata della tosse secca nei bambini deriva un po’ dalla causa scatenante e un po’ dalla terapia che si mette in atto. Ad esempio, una tosse secca a genesi allergica tende a durare di più rispetto alla tosse di natura infettiva; una tosse dovuta ad agenti irritativi si risolverà rapidamente una volta allontanato l’agente irritante. Nei casi delle più banali forme virali stagionali la tosse può durare anche solo 3-4 giorni, in altri casi può persistere per più tempo.

Cosa fare per la tosse secca dei bambini: soluzioni e rimedi naturali e non

La prima cosa da fare nei casi di tosse secca è cercare di individuarne la causa:

  • Nel caso in cui si sospetti una genesi allergica sarà bene rivolgersi al proprio Pediatra che valuterà le eventuali indagini da effettuare e in secondo luogo la terapia da seguire.
  • Nel caso in cui la tosse sia causata invece da fattori irritanti la prima cosa da fare sarà l’eliminazione dall’ambiente dei possibili fattori (fumo, polvere, inquinamento domestico, …).
  • Nel caso poi in cui la genesi sia infettiva si potrà iniziare con semplici lavaggi nasali ripetuti più volte nel corso della giornata, che consentiranno di eliminare dalle mucose i germi.

Lavaggi nasali per il trattamento della tosse

I lavaggi nasali non nuocciono al bambino, anche se il bambino piangerà facendoli, anzi lo aiuta (soprattutto i più piccoli) alla rimozione delle secrezioni in eccesso. Si potrà inoltre utilizzare, nei bambini più grandicelli (maggiori di 1 anno) del buon miele, magari sciolto nel latte caldo, che può aiutare a fluidificare e scioglier le secrezioni

Caratteristica tosse abbaiante

Tipica è la tosse abbaiante della laringite, che a volte (ahimè non sempre!) trae beneficio dall’ambiente caldo umido. La tosse, secca o grassa che sia, accompagnata da sibilo indica che sono state usate le vie respiratorie più basse, e che c’è anche uno spasmo dei bronchi, per cui l’aria fa fatica ad uscire.

La tosse quindi è un segno importante che interessa tutte le vie aeree, ma non si deve considerare per forza come un segno di gravità del quadro.

E l’aerosol? Cosa mettere nell’aerosol dei bambini per la tosse secca

L’aerosol è spesso un buon aiuto per il trattamento delle alte o basse vie respiratorie, con l’eccezione del raffreddore senza interessamento del faringe: in questo tipo di malanno l’aerosol non va utilizzato, tranne alcune particolari eccezioni. Il trattamento terapeutico va comunque definito dal proprio Pediatra dopo aver valutato e visitato ogni singolo caso. Diversi farmaci possono essere i più utilizzati in aerosol, anche per esempio:

  • cortisonici antinfiammatori,
  • broncodilatatori,
  • antibiotici.

Utilizzati in aerosol tali farmaci hanno il vantaggio di ridurre gli effetti collaterali sistemici poiché, per lo più, si concentrano localmente; sono comunque farmaci importanti, da non usare per decisione autonoma ma solo dopo aver sentito il Pediatra.

È quasi sempre sconsigliato, invece, il ricorso ai mucolitici (a meno di casi particolari e sempre dietro consiglio del pediatra). Un’abbondante quantità di catarro può rappresentare un ulteriore terreno di moltiplicazione di germi e allo stesso tempo comportare difficoltà.

Alcuni tipi di tosse secca: 1. Tosse abbaiante (o a foca)

Una volta sentita questa tosse è come il primo amore: non si scorda mai! Ha una tonalità mista tra l’acuto di una tosse secca e il rauco ed è tipica dell’infiammazione delle alte vie respiratorie e in particolare del laringe con conseguente perdita dell’elasticità delle corde vocali che causano quindi quel tipico tono di tosse. Generalmente la laringite è determinata da cause virali di varia natura che rapidamente si risolvono trasformando la tosse acuta abbaiante in tosse sciolta (catarrale) fino alla scomparsa definitiva.

In rarissimi casi però la tosse abbaiante è sinonimo di infezione batterica: l’Haemophilus (soprattutto da Haemophilus Influenzae) può determinare un quadro clinico anche grave (con malessere generale, grave difficoltà respiratoria acuta, febbre elevata e setticemia, fino alla morte) con necessità di repentino ricovero ospedaliero tanto più veloce quanto minore è l’età del bambino. Fortunatamente oggi grazie al vaccino esavalente (che include anche quello contro l’Haemophilus), praticato ai bambini nel 1° anno di vita, tale gravissima patologia è quasi scomparsa.

La tosse da laringite insorge durante la notte durante la notte, quando il bambino si svegliava con la sensazione della difficoltà respiratoria, afonia, a volte anche difficoltà al pianto e il pianto stesso acuisce la difficoltà respiratoria. Spesso si associa un tipico rumore stridulo (stridore laringeo) che si sente quando il bambino tenta di inspirare.Tale situazione ovviamente impaurisce in primis i genitori e provoca quindi quindi maggiore paura e apprensione nel bambino che di per sé fa già fatica a respirare.

In tali casi è sempre opportuno far visitare il bambino dal proprio Pediatra, ma nell’immediato per lenire un po’ il fastidio al bambino si può:

  • provare ad umidificare l’ambiente (aprendo l’acqua calda o accendendo l’umidificatore), l’aria secca infatti non fa che amplificare la sintomatologia,
  • tenere il bambino in posizione eretta,
  • mantenere la calma: un genitore calmo infonde calma al bambino.

2. Tosse improvvisa e insistente

Oltre alla laringite esistono altre cause di tosse improvvisa e insistente, ad esempio:

  • tosse da laringospasmo: si manifesta soprattutto nei bambini allergici; compare soprattutto durante le ore notturne; insorge per lo più tra i 7 ei 36 mesi, perché a questa età le vie aeree sono più piccole e quindi anche un edema può sottolineare un grave ostacolo al passaggio dell’aria.
  • Tosse da inalazione di corpi estranei:  sia chiaro che nel sospetto di inalazione di corpo estraneo il consiglio è di recarsi urgentemente presso il più vicino Pronto Soccorso se il bambino respira. Nel caso di difficoltà respiratoria è assolutamente necessario che i familiari eseguano prontamente le manovre di disostruzione pediatrica, ea tal proposito è assolutamente doveroso per ogni adulto seguire dei corsi certificati di disostruzione pediatrica in modo da essere prepararti dinnanzi ad un’eventuale emergenza. La consapevolezza delle giuste manovre da eseguire da un minimo di lucidità se dovesse verificarsi l’evento drammatico.

Disostruzione pediatrica, come riconoscere il momento in cui bisogna agire rapidamente e efficacemente

  • per oggetti o pezzi di cibo messi in bocca e che erroneamente prendono la strada delle vie respiratorie, il sospetto nasce quando si presenta tosse o difficoltà respiratoria improvvisa mentre il bambino sta mangiando o giocando;
  • l’inalazione di un corpo estraneo può causare un’ostruzione più o meno grave, se possibile il bambino deve essere incoraggiato a tossire in modo di cercare di espellre il corpo estraneo.

È più frequente nei bambini con meno di 4 anni d’età e può essere molto grave fino a provocare la morte. Le manovre di disostruzione vanno praticate nel sospetto che il bambino sia in arresto respiratorio, ovvero quando non è più in grado di tossire o respirare, un corso certificato di disostruzione pediatrica aiuta a conoscere i momenti e le modalitàa deguate per intervenire rapidamente!

  •  Tosse da tonsillite e/o ascesso peritonsillare: in genere accompagnata da mal di gola (monolaterale in caso di ascesso), difficoltà alla deglutizione e febbre; nell’ascesso retrotonsillare c’è spesso un piegamento della testa dal lato dell’ascesso, come se il bambino avesse il torcicollo. Questa tosse è dovuta ad una infezione batterica delle tonsille, che può propagarsi al tessuto peritonllare e va trattata con farmaci.
  • Tosse da reflusso gastroesofageo: la tosse si manifesta quando il contenuto acido dello stomaco risale le vie aree superiori provocando un’irritazione costante, è dunque una tosse cronica che si manifesta quindi soprattutto durante le ore notturne, con la posizione sdraiata o dopo un pasto abbondante. Si associa spesso a bruciore gastrico, rigurgito acido, raucedine, alitosi.

Nei casi di tosse insistente sarà opportuno consultare il proprio Pediatra al fine di identificarne e trattarne la causa principale. Nei casi in cui la tosse insistente comportava un’evidente difficoltà respiratoria, qualunque ne sia la causa, sarà bene recarsi rapidamente al Pronto Soccorso più vicino.

3. La tosse da COVID-19

Il grande dilemma di ogni genitore in questo periodo storico è: “la tosse del mio bambino può essere una spia dell’infezione da Covid 19?” 

Non esiste oggi una chiara indicazione sulle caratteristiche proprie della malattia da SarsCoV2, di certo però l’infezione da Covid 19 è un’infezione virale e generalmente ha una causa irritativa, persistente associata a febbre e dolori muscolari; un po’ come la tosse in corso di influenza, per capirci. Altra possibile “spia” dell’infezione da Covid 19 nei bambini può essere l’associazione di questi sintomi o la sola comparsa di dolori addominali. NB: nel bambino ageusia, cioè perdita del gusto, e anosmia, cioè perdita dell’olfatto, sono raramente presenti, diversamente dall’adulto.

La tosse da Covid-19 è generalmente quindi diversa da una tosse da “freddo”, che si mostra in genere più catarrale e presenta maggiori secrezioni.  Tutto ciò ovviamente non è una regola, per cui nel dubbio o nel sospetto di infezione da Covid 19 è sempre bene tenere il bambino in casa e seguire scrupolosamente i protocolli indicati dal Pediatra.

4. La Tosse allergica (tosse cronica)

La tosse allergica può essere dovuta ad una reazione allergica del bambino, generalmente ad inalanti, stagionali o perenni. Gli inalanti stagionali più frequentemente causa di tosse allergica nei bambini sono i pollini (soprattutto graminacee), gli inalanti perenni più comuni sono invece gli acari della polvere.

La tosse allergica o asma-equivalente è in genere una tosse cronica, persistente che può associarsi ad altri sintomi di allergia quali: rinite con prurito nasale, fotofobia (fastidio alla luce) con prurito oculare, sensazione di prurito alla gola. Spesso dopo giorni di sola tosse si inizia a presentare un respiro sibilante (il broncospasmo tipico dell’allergico) più o meno intenso. 

I bambini con allergia agli acari manifestano la tosse soprattutto durante la notte o nelle prime ore del mattino; i bambini con allergia stagionale la manifestano ovviamente soprattutto nei periodi di fioritura dei pollini incriminati. In tutti questi casi sarà comunque opportuno effettuare una visita dall’allergologo pediatrico.

La tosse grassa o tosse produttiva o tosse matura

È quella con contemporanea presenza di catarro. Può essere dovuto a:

  • cambiamento della tosse, nei casi in cui un’irritazione o infiammazione delle alte vie respiratorie causa un aumento delle secrezioni e del catarro (spesso una rinosinusite catarrale)
  • processi infiammatori dei distretti più bassi (bronchite o broncopolmonite).

In linea di massima il bambino con tosse catarrale tende a vomitare il catarro stesso, poiché non è capace di espellerlo nel momento in cui tossisce; altra possibilità è che il bambino lo ingoi e che quindi il catarro si ripresenti in parte nelle feci, ma soprattutto che il bambino tenda a diventare inappetente per la presenza di catarro nello stomaco. 

Generalmente le secrezioni, dapprima trasparenti, tendono a scurirsi e ad assumere un colore giallastro o giallo-verdastro; con adeguata terapia le secrezioni tenderanno a ridursi con miglioramento della tosse fino alla sua scomparsa. La tosse produttiva, almeno nelle fasi iniziali, può essere considerata una “tosse utile” perché aiuta il bambino a buttare fuori l’eccesso di muco o di catarro. Esistono però dei casi in cui la tosse, se particolarmente insistente, diventa negativa per il bambino. Questo avviene quando la tosse si associa a:

  • inappetenza,
  • febbre,
  • nervosismo,
  • difficoltà respiratorie,
  • insonnia.

In tali casi è sempre bene far valutare il bambino dal proprio Pediatra al fine di iniziare una terapia adeguata, soprattutto se il bambino ha meno di 1 anno, poiché in tale fascia di età c’è una fisiologica immaturità delle vie respiratorie e dunque ogni infezione /infiammazione potrebbe rapidamente complicarsi.

Cos’è il catarro

In condizioni normali dell’albero la funzione delle mucose è protettiva. Nel caso in cui ci siano in atto fenomeni infiammatori infettivi la produzione di muco aumenta (sempre per il tentativo dell’organismo di limitare i danni) e si passa quindi alla produzione di catarro che rispetto al muco è più vischioso e quindi più efficace nel prevenire l’attacco. La produzione del catarro può avvenire quindi in risposta a vari stimoli: infettivi (bronchite, sinusite, polmonite, pertosse, tracheite) e non (asma, fibrosi cistica).

Il colore del catarro

Il catarro può essere di diversi colori; tendenzialmente trasparente nelle prime fasi dell’infiammazione o in caso di infezione virale tende a virare verso il giallastro o verdastro e a diventare più denso nel caso in cui si installa una superinfezione batterica. 

Come si può combattere il catarro

Esistono dei piccoli rimedi “casalinghi” o rimedi naturali che possono aiutare il bambino nelle prime fasi ad eliminare il catarro in eccesso. Vediamone alcuni:

  • garantire al bambino una adeguata idratazione: acqua, acqua e tanta acqua. Da evitare invece le bevande zuccherate, che non sono idratanti, ma anzi talvolta hanno l’effetto negativo;
  • garantire un ambiente “umidificato”: areare bene i locali evitando sbalzi di temperatura importanti o correnti d’aria
  • “inondare” il bambino di lavaggi nasali, almeno ad ogni cambio pannolino per i più piccini e almeno 3-4 volte il giorno per i più grandicelli: si possono utilizzare indifferentemente fialette di soluzione fisiologica, spray nasali di soluzione fisiologica, rinowash eccetera. L’importante è lavare il naso: liberando il naso si libera tutto l’albero;
  • far dormire il bambino con la testa un po’ rialzata in modo che lo scolo di muco nel retrofaringe gli dia meno fastidio e quindi compaia meno la tosse e lui possa riposare meglio.

Catarro ricorrente

Il catarro ricorrente può essere molto comune nei bambini, soprattutto nel periodo di inizio della scuola dell’infanzia (o del nido) per l’iniziale scolarizzazione e quindi inserimento in comunità; è anche così che il sistema immunitario si fortifica. Possono però esistere delle condizioni patologiche associate alla presenza di catarro ricorrente; la più comune è legata all’ipertrofia tonsillare e/o adenoidea. In questi casi l’occlusione meccanica delle tonsille o adenoidi ipertrofiche fanno sì che le normali secrezioni nasali ristagnino con aumento della probabilità di infezione o sovrainfezione batterica e contemporanea difficoltà nell’eliminazione di tali secrezioni. In questi casi oltre al catarro ricorrente si possono associare:

  • russamento,
  • apnee notturne,
  • alito cattivo,
  • otiti ricorrenti.

Alcuni tipi di tosse produttiva: 1. Tosse e bronchite

La bronchite è definita come un’infiammazione dei bronchi e può essere acuta (da infezione delle vie respiratorie) o cronica (da inquinanti ambientali o fumo di sigaretta). Nella bronchite acuta gli agenti patogeni penetrano nel sistema tramite naso e bocca e si propagano poi alla mucosa bronchiale irritandola e infiammandola, qui il catarro complica il quadro della bronchite più o meno intensa. La bronchite può essere causata da virus o batteri. Non sempre si accompagna a febbre, ma può capitare.

Come faccio a capire se mio figlio ha la bronchite?

In genere all’inizio l’infezione si manifesta con un semplice raffreddore che nel giro di poco tempo si “complica” con tosse inizialmente secca e poi rapidamente catarrosa (catarro chiaro o giallastro) e di suono grave, tosse dura. La presenza di catarro può causare un restringimento del calibro dei bronchi può quindi prevedere un respiro sibilante simile a quello dell’asma. A volte la bronchite si può complicare con un quadro di polmonite (quando l’infezione o infiammazione arriva sino agli alveoli polmonari), di conseguenza il bimbo può anche avere la polmonite.

Come si cura la bronchite?

Non sempre la bronchite va trattata con agli antibiotici, questo sarà ben valutato dal vostro pediatra. Nei casi infatti in cui la bronchite sia di origine virale e senza complicanze non sarà necessario ricorrere agli farmaci, basteranno tanta, tanta idratazione ed eventualmente aerosol (con broncodilatatori e/o cortisonici se indicati dal vostro Pediatra). 

2. Pertosse

La pertosse è una malattia infettiva contagiosa dovuta ad un batterio di nome Bordetella pertussis . Può colpire più soggetti di ogni età. Attualmente i casi di pertosse sono quasi scomparsi, grazie al diffuso utilizzo del vaccino (basato sull’utilizzo della tossina batterica purificata). Poiché tale vaccino può essere somministrato ai bambini solo a partire dal 3° mese di vita, oggi si consiglia un richiamo nelle donne in gravidanza (particolarmente indicato tra la 27° e 32° settimana di gestazione) al fine di coprire tramite la mamma i primi mesi di vita del bambino. In quel periodo infatti un eventuale contagio potrebbe determinare:

  • polmonite con ipossia,
  • encefalopatia,
  • disidratazione,
  • morte.

Di sicura importanza la vaccinazione di massa, per costruire l’ormai nota “immunità di gregge“, ma anche le future neo-mamme possono avere parte attiva nel proteggere i propri piccoli, vaccinandosi o ri-vaccinarsi durante la gravidanza.

La malattia di per sé ha un periodo di incubazione di circa 7-10 giorni e può poi durare circa 3-4 mesi (No non è un errore di battitura sono proprio 3-4 MESI!!!). La malattia, dapprima asintomatica, sviluppa rapidamente:

  • una fase di tosse catarrale (sovrapponibile ai sintomi influenzali),
  • una fase di tosse convulsa (tosse intensa, parossistica, secca, con difficoltà respiratorie; tale fase può permanere fino a 2 mesi!);
  • si manifesta dopo l’eccesso di tosse il tipico “urlo inspiratorio” per riprendere fiato e spesso con espulsione di un catarro molto denso. Nei bambini molto piccoli l’urlo inspiratorio può mancare data l’incapacità del sistema con soffocamento, cianosi e morte:
  • una fase di convalescenza: inizia dopo 4 settimane e dà luogo al graduale miglioramento dei sintomi;
  • caratteristica della pertosse è l’inizio con tosse catarrale.

Tosse e febbre: binomio perfetto

La triade tipica del bambino è tosse, raffreddore e febbre; la triade magica si manifesta innumerevoli volte nell’infanzia a seconda dell’età del bambino e delle sue condizioni immunitarie. Ci sono genitori che ad esempio alternano, soprattutto nei primissimi mesi di scolarizzazione (asilo nido o scuola materna), una settimana a scuola e una settimana a casa per tosse/raffreddore/febbre; altri un po’ più fortunati, ma nessuno è completamente immune. La tosse che si associa alla febbre in genere denota la presenza di un fenomeno infettivo, per lo più virale, che si autorisolve tendenzialmente nell’arco di 3-4 giorni. In tale periodo è comunque importante cercare di tenere il bambino riguardato per evitare complicanze da sovrainfezioni batteriche.

NB: Ricordiamo che dopo la guarigione una tosse “catarrosa” può persistere anche per più di 3 settimane, ovvero finché il catarro non sia stato eliminato (tramite i soliti e benefici lavaggi nasali), questo non significa che il bambino sarà malato per tutto questo periodo, ma sarà in convalescenza, periodo da rispettare come facevano i nostri nonni.

Cosa fare se il bambino ha la tosse

Nella maggior parte dei casi è sufficiente, qualche piccolo ma importante accorgimento o qualche rimedio naturale. Ad esempio:

  • tenere a casa i piccoli e non mandarli a scuola, dove non dimentichiamo che possono infettare gli altri, ma dove, a loro volta, possono essere infettati;
  • usare come calmante della tosse un cucchiaino di miele, ma solo dopo l’anno di età; il miele infatti ha un’azione simile a quella dei sedativi più usati ma ha anche innegabili proprietà nutrizionali ed è gradito ai bambini. Nei bambini con meno di 1 anno ricordiamo che il miele non va utilizzato per il rischio di botulismo;
  • tenere pulito il naso: nei piccoli facendo ripetuti lavaggi delle fosse nasali con la soluzione fisiologica, per poi passare anche a soffiare regolarmente il nasino; già intorno ai due anni di età i bambini cominciano ad impararlo, se qualcuno lo insegna loro;
  • garantire una buona idratazione al bambino, cercare di spronarlo a bere abbastanza, l’idratazione infatti garantisce la buona funzionalità delle difese immunitarie, soprattutto delle mucose;
  • garantire un ambiente con aria salutare, areare gli ambienti (non è il freddo che fa ammalare, ma certamente l’aria viziata aiuta a far stare male!), evitare inquinamenti come fumo di sigaretta, ma anche muffe, ambienti umidi, eccetera;
  • cercare di far dormire il bambino in posizione leggermente rialzata in modo tale che riesca a respirare meglio, a riposare meglio e avere meno fastidio dallo scolo di muco nel retrofaringe.

Infine una informazione pratica, oggetto della maggior parte dei contatti dei genitori col pediatra. La comunicazione molto frequente in questo caso è qualcosa del tipo: “Sento che la tosse viene dal torace, secondo me ha una bronchite”. Ecco, se il bambino è raffreddato, gli cola il nasino, non ha febbre o al massimo una febbricola, quello che i genitori avvertono come una “tosse dal torace” in realtà è solo il rimbombo nel torace – che funge da cassa armonica – di una tosse che ha origine invece nelle prime vie aeree. Difficilissimo che un bambino abbia una bronchite (o broncopolmonite o polmonite) senza febbre. Dunque, non date subito per scontato che quella tosse, apparentemente bassa, sia segno di qualcosa di grave: nella maggior parte dei casi, fortunatamente, così non è. Poiché, inoltre, la maggior parte delle volte una tosse, catarrale o secca, con o senza febbre, è di natura virale, non insistere coi Pediatri per iniziare un antibiotico (alla fine potrebbe cedere, stremati dall’insistenza del genitore …sono esseri umani anche loro!): questo va deciso solo dal Pediatra, dopo aver visitato il bambino. Il più delle volte vi dirà che non c’è ragione per darlo, e vi consiglierà di attendere qualche giorno: dategli retta!

Come stimolare il sistema immunitario del bambino?

Anche questa è una domanda frequentissima che viene sottoposta al pediatra. Nella realtà non esiste un prodotto miracoloso, utile per tutti indistintamente, ma è anche vero che in alcuni casi, alcuni prodotti possono essere d’aiuto. Alcuni esempi sono:

  • vitamina e immunostimolanti: ad esempio di ferro, zinco e vitamina A possono essere dei buoni aiutanti, nel periodo post-infettivo, ripristinare le riserve di tali minerali e vitamina consumati dall’infezione trascorsa, così come integratori a base di lattoferrina potrebbero (condizionale d’ obbligo) essere utili anche nella prevenzione delle infezioni. Difficilmente servono invece durante l’infezione.
  • probiotici: microrganismi vivi, tendenzialmente batteri, in grado di colonizzare e migliorare le funzioni intestinali che come ormai noto non sono legato solo all’aspetto strettamente gastroenterologico.
  • alimenti ricchi e benefici in grado di prevenire o curare diverse patologie grazie al loro miglioramento delle funzioni intestinali, riduzione del rischio rischio, benefici del sistema immunitario: ne sono esempi pesce l’olio evo, il pomodoro , eccetera.
  • il microbiota intestinale: rappresentato da diverse migliaia di microrganismi intestinali propri di ogni individuo che si sviluppa con l’organismo stesso e che influenza attività, tra cui anche quelle del sistema immunitario: garantire un sano microbiota intestinale, garantirà tra l’altro un sistema immunitario efficiente.

Quando rivolgersi al pediatra

Due situazioni richiedono il consulto rapido del pediatra in caso di tosse:

  1. quando si verifica in bambini di pochi mesi con febbre ed evidenti difficoltà respiratorie, perché può essere indicativa di una “bronchiolite”, condizione da tenere sotto stretto controllo;
  2. quando si accompagna ad affanno o sibilo o fischio, perché legata ad un broncospasmo.

Nei restanti casi la malattia che è causa della tosse può essere facilmente curata e non richiede il ricorso urgente al medico. Infatti, soprattutto nei mesi invernali, sono innumerevoli le infezioni virali che cominciano con un raffreddore, si accompagnano per qualche giorno alla tosse per poi risolversi spontaneamente. Non dimentichiamo un antico detto della medicina, sempre utile come promemoria, “il raffreddore dura una settimana se non curato , sette giorni se curato”.

Con la supervisione di:

Pediatra margherita caroli ecog sio oms

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra

Prof. Andrea vania - alimentazione bambini

Prof. Andrea Vania Pediatra